Shadow Warrior 3: Lo Wang contro i demoni Yokai

Devolver Digital annuncia Shadow Warrior 3, terzo episodio della folle serie shooter con protagonista il Ninja Lo Wang. Ecco cosa possiamo aspettarci.

anteprima Shadow Warrior 3: Lo Wang contro i demoni Yokai
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  • Nel 2013 i ragazzi di Flying Wild Hog hanno deliziato gli amanti degli sparatutto fuori dagli schemi con un distillato di violenza e tamarraggine che risponde al nome di Shadow Warrior. Le imprese del super assassino Lo Wang hanno riscosso un discreto successo, dando inizio a un'intera serie ormai giunta alla terza iterazione. Oltre a farsi beffe dei suoi stessi creatori e di Devolver Digital - un publisher "sopravvalutato" che però gli paga lo stipendio - Lo Wang ha dato sfoggio delle sue nuove abilità nel teaser d'annuncio di Shadow Warrior 3, riducendo in ammassi di viscere gli sfortunati demoni che hanno provato a sbarrargli la strada. Curiosi di conoscere nel dettaglio le meccaniche di gioco e le novità sull'opera di Flying Wild Hog, abbiamo atteso con impazienza la folle conferenza di Devolver Digital, che ci ha regalato il gameplay dell'ennesima campagna "demonicida" di Wang. Tra armi fuori di testa, corse sulle pareti e demoni tanto temibili quanto inusuali, il primo assaggio di quest'acrobatico shooter ci ha positivamente impressionato e ora vi spieghiamo il perché.

    Il ritorno di un folle antieroe

    Dopo aver sconfitto la potente Ameonna - il demone Yokai del folklore nipponico - Lo Wang ha finito per liberare un immenso drago antico dal luogo in cui era imprigionato da tempo immemore. Resosi conto di averla fatta grossa, come spesso accade nelle sue folli peregrinazioni, lo sboccato antieroe ha trovato un improbabile alleato nella figura di Orochi Zilla, suo ex datore di lavoro e avversario nel primo capitolo di Shadow Warrior.

    L'uomo dovrà accompagnarlo in un viaggio ai confini del mondo che già si preannuncia rischioso e irto di insidie ma dal cui esito dipende, come da tradizione, il destino stesso del mondo. Se l'improbabile duo dovesse fallire nel riportare il mitico dragone alla sua prigione eterna, infatti, la bestia provocherebbe l'apocalisse, mettendo fine a ogni cosa.

    Indossata la maschera di Hoji, l'amico Yokai caduto durante la battaglia finale di Shadow Warrior, Wang dovrà lanciarsi in una sequela di scontri al cardiopalma e sfruttare al meglio l'ambiente per schivare attacchi all'ultimo secondo o giustiziare il demone di turno nel modo più cruento possibile. Complici i toni esagerati e le vicende ispirate ai miti giapponesi, un mix questo che dona un'atmosfera inconfondibile ai giochi della saga, Shadow Warrior 3 vuole fare la felicità dei fan di lunga data e imbastire un racconto che - ancora una volta - fa dell'umorismo sfrenato il suo cuore pulsante.

    Mentre attendiamo di capire se la figura di Orochi Zilla sia in qualche mondo legata al ritorno della modalità cooperativa, sappiamo che l'esperienza sarà incentrata sull'idea di Giappone Neo Feudale e consentirà a Wang di esplorare una leggendaria isola asiatica, piena di mortali congegni degli antichi samurai e popolata da orde di demoni ben poco amichevoli.
    Sin dal primo Shadow Warrior, Flying Wild Hog si è assicurata di confezionare un combat system ricco di soluzioni offensive ed estremamente dinamico. Ebbene, sia il teaser trailer che il primo video di gioco del terzo capitolo mettono in luce la volontà di condurre le abilità acrobatiche di Wang al livello successivo. In primo luogo, al fine di esplorare agevolmente delle ambientazioni che potrebbero rivelarsi ben più ampie rispetto a quelle del predecessore, il feroce assassino sarà in grado non solo di effettuare scatti laterali o doppi salti ma anche di correre sulle pareti e utilizzare il rampino. Agganciandosi agli appositi appigli, Lo Wang potrà librarsi in aria come un usignolo, raggiungere aree sopraelevate o - ancor meglio - volgere uno scontro complicato a proprio favore.

    Una spericolata danza di morte

    Con Shadow Warrior 3, gli sviluppatori volevano alternare l'esplorazione e il combattimento senza soluzione di continuità e grazie all'introduzione del rampino potrebbero esserci riusciti. Nel caso in cui dovesse essere sopraffatto dai nemici, il buon vecchio Lo potrebbe ricorrere al fido gadget per battere in ritirata e continuare il suo viaggio, oppure lanciarsi in un baleno alle spalle dei demoni per affettarli a colpi di katana.

    Se a ciò aggiungiamo la possibilità di sfruttare le trappole delle arene col rampino - ad esempio tirando a sé un rullo pieno di spuntoni acuminati per affettare un demone lungo la traiettoria - la curiosità di scoprire quali siano le reali potenzialità di questo strumento cresce a dismisura. Pur essendo violenti e dannatamente piacevoli da sostenere, gli scontri nei precedenti Shadow Warrior erano caratterizzati da una presentazione scenica altalenante, pensiamo ad alcune animazioni dei nemici poco convincenti e a una resa del sangue non proprio esaltante. Forte di tutte le migliorie che ci si aspetterebbe di trovare in un titolo cross-generazionale, sebbene il supporto a PS5 e Xbox Series X non sia stato ancora confermato, la terza incarnazione della serie sembra rifarsi a DOOM Eternal quando si tratta di spettacolarizzare la violenza.

    I fiotti di sangue sono copiosi e realistici, ogni singolo fendente di katana smembra il malcapitato di turno con estrema efficacia e i nemici più duri a morire portano su di sé le ferite dei colpi d'arma da fuoco. Unite a quella che già da ora sembra essere un'ottima varietà di demoni e di armi utilizzabili, queste piccole attenzioni andranno certamente a massimizzare il coinvolgimento e l'intensità stessa delle battaglie a cui Lo Wang prenderà parte. In linea con l'idea di Giappone Neo Feudale, le grosse armi dell'assassino sono piene di intarsi dorati e teste di drago ma sembrano funzionare in modo poco convenzionale.

    Prima di attivarsi, ad esempio, il cannone si aprirà da ambo i lati per permettere al suo corpo centrale di ruotare ed emettere un devastante colpo energetico, capace di entrare all'interno di un demone per poi sollevarlo in aria e farlo esplodere. Dalla pistola a proiettili esplosivi, passando per il classico fucile a pompa, fino a una sorta di spara-fuochi d'artificio a forma di fisarmonica, Shadow Warrior 3 si trasformerà molto spesso in una sagra di viscere volanti, smembramenti ed esecuzioni da manuale, magari a suon di fendenti di katana o con colpi ben assestati di martello da guerra.

    A quanto pare inoltre, eseguire un'esecuzione permetterà a Wang di raccogliere un frammento magico dal nemico e attivare una sorta di buff temporaneo delle proprie abilità ma attendiamo di assistere a qualcosa di più concreto prima di esprimerci in tal senso.

    Confermato invece il ritorno del tradizionale "colpo d'aria" in grado di spazzar via i mostri, che potrebbero rischiare di finire su delle simpatiche pareti tempestate da spuntoni acuminati. A tal proposito, studiare le arene sarà importante per portare a casa la vittoria, poiché queste saranno gremite di congegni mortali ed elementi esplosivi. Per bilanciare un pool di soluzioni offensive ben diversificato, i ragazzi di Flying Wild Hog hanno riempito le mappe di avversari molto diversi tra loro, che sembrano spingersi ben oltre il classico demone cornuto dagli occhi iniettati di sangue e il colorito grigiastro. Pensiamo ai colossi con il capo a forma di trivella, che possono rifugiarsi sottoterra e balzare in superfice con violenza, allo Yokai guerriero in grado di deflettere i proiettili con le proprie spade o... a una specie di bambola gonfiabile con la testa d'aquilone che non vediamo l'ora di affrontare in prima persona.

    A conclusione del discorso, ci sembra doveroso fare qualche breve considerazione sul comparto grafico che - pur non facendo gridare al miracolo - segna un'evoluzione netta rispetto a quello del predecessore. Al netto di una direzione artistica che continua a funzionare egregiamente, dal sole al tramonto che illumina dolcemente i templi asiatici, fino al design di armi e nemici, il livello di dettaglio generale ci è sembrato molto più generoso del predecessore, tra l'ottima modellazione degli strumenti di morte, una qualità delle texture in linea con gli standard attuali e un'effettistica di prim'ordine (citiamo ancora una volta l'efficacia del sangue).

    Il trailer mostra per qualche istante una scena che ha attirato la nostra attenzione, in cui è possibile vedere il rullo acuminato fuoriuscire dalla propria sede per investire i nemici: che la distruttibilità ambientale sia stata messa al servizio dei massacri di Lo Wang? Al momento è troppo presto per dirlo.

    Shadow Warrior 3 Tra i protagonisti indiscussi della folle conferenza di Devolver Digital, Shadow Warrior 3 parrebbe avere le carte in regola per evolvere la ricetta ludica alla base della serie in ogni senso possibile. Oltre a rendere gli scenari ancor più esplorabili che in passato, l’introduzione del rampino potrebbe giovare in modo significativo al ritmo e al dinamismo dell’azione, già arricchita da un pool di armamenti fuori dagli schemi e dalle inedite possibilità offensive rappresentate dalle trappole. Ben più riuscita rispetto al predecessore, la spettacolarizzazione della violenza passa per un’ottima resa del sangue e per le orride dipartite dei nemici che - per inciso - sembrano essere letali e ben diversificati. Al momento è ancora presto per formulare un giudizio preliminare sul titolo di Flying Wild Hog ma questo primo appuntamento con lo sboccato Lo Wang non avrebbe potuto convincerci più di così.

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