Silent Hill Townfall: un'avventura misteriosa tra enigmi e colpi di scena

Le prime considerazioni su Silent Hill Townfall, una nuova esperienza sviluppata dai talentuosi ragazzi di No Code Studios. Chi sono? Scopriamolo insieme

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  • Pc
  • PS5
  • La Silent Hill Transmission annunciata da Konami ha portato con sé varie sorprese di spessore, incluso un grande appuntamento col passato che i fan sognavano da tempo. Subito dopo il debutto del remake del secondo capitolo (qui la nostra anteprima su Silent Hill 2), sviluppato tramite il prodigioso Unreal Engine 5 per PlayStation 5 e PC, è stato dato spazio a un concept incredibilmente interessante e non solo per il particolare teaser con cui è stato svelato: Silent Hill Townfall verrà infatti sviluppato dai ragazzi di No Code sotto l'ala protettrice di Annapurna Interactive e, siccome chi vi scrive ha avuto il piacere di intervistare il Creative Director Jon McKellan in occasione della preview di Observation (qui la recensione di Observation), sappiate che lo studio in questione ha tutti i numeri per tirar fuori dal cilindro un'esperienza di spessore.

    Le menti dietro l'orrore

    Prima di fare qualche considerazione sul criptico trailer firmato Annapurna Interactive e No Code, vogliamo soffermarci brevemente proprio sul pedigree del team scozzese, che lo stesso Motoi Okamoto - Producer della serie Silent Hill - ha dichiarato di stimare profondamente e non a caso. Dopo aver trascorso una decade sulla scena dei grandi tripla A, si pensi ad Alien Isolation e Red Dead Redemption 2, McKellan ha realizzato di avere le proprie storie da raccontare ed è così che ha fondato No Code con Omar Khan.

    Il collettivo ha dato subito prova del talento dei suoi membri con Stories Untold (trovate qui la recensione di Stories Untold), un'esperienza a metà tra un punta e clicca al sapor di anni '80 e un'avventura testuale, un thriller capace di narrare una storia intensa e sorprendentemente inquietante. Nel 2019, lo studio ha fatto un deciso passo avanti regalandoci una space opera molto più ambiziosa del titolo precedente. Al tempo, quando abbiamo avuto il piacere di intervistarlo, McKellan ci ha parlato del suo Observation come una sorta di 2001 Odissea nello Spazio ma vissuto non dal punto di vista degli astronauti ma da quello di HAL 9000, il supercomputer.

    In sostanza, il gioco non chiamava a sopravvivere nella stazione (ispirata all'ISS) ma a impersonare l'intelligenza capace di gestire la stazione stessa. Ebbene, quando abbiamo ricoperto il ruolo di SAM, un'IA corrotta da una civiltà aliena e incaricata di trasformare la dottoressa Emma Fisher in "qualcos'altro", abbiamo vissuto un viaggio fieramente atipico, forte di una sceneggiatura convincente e di una fase conclusiva di grande impatto.

    Tra enigmi ben congegnati e colpi di scena potenti, il thriller fantascientifico ci ha dato prova ancora una volta del talento di No Code, della sua volontà di offrire impasti ludici diversi dal solito - e spesso basati sull'interazione con dispositivi d'ogni sorta - per narrare una storia ambiziosa e a tinte dark. Nel video messaggio pubblicato a seguito della presentazione di Townfall, McKellan ha detto di aver giocato al primo capitolo di Silent Hill nel lontano '99 e di essere diventato un patito della serie sin da allora.

    Onorati di aver ricevuto questo importante incarico, gli addetti ai lavori vogliono confezionare un prodotto di livello, in grado di rispettare pienamente l'universo di riferimento ma anche differente rispetto ai classici titoli che siamo abituati a correlare all'IP. Insomma, dovrebbe trattarsi con ogni probabilità di un horror psicologico "nocodiano" a tutti gli effetti, che tornerà a far parlare di sé nel 2023.

    L'alba di Townfall

    Insomma, se per No Code la possibilità di realizzare un titolo di Silent Hill rappresenta un traguardo considerevole, anche Konami potrebbe aver stretto una partnership di grande importanza, perché in grado di arricchire il franchise con un'iterazione genuinamente "diversa" dal solito e nell'accezione più positiva possibile del termine.

    Accompagnato dalle onde del mare che si infrangono su di una spiaggia di sabbia nera, il filmato di presentazione di Townfall ci mostra quella che sembra essere una piccola TV portatile, posta su di una scrivania vicino a un telefono cablato. Se a ciò aggiungiamo lo stesso messaggio del Creative Director, affidato a uno schermo a tubo catodico piuttosto recente, possiamo in primis ipotizzare che il nuovo gioco sarà ambientato negli anni '90, sebbene la cosa resti tutta da verificare. "Perché sei qui, in questo posto. Sei qui per essere punito, mi piace".

    Risulta abbastanza complesso al momento decifrare le immagini mostrate a intermittenza dal piccolo oggettino ma il messaggio della voce in sottofondo sembra chiaro: sia l'autore della trasmissione che l'altro individuo a cui si rivolge sono bloccati in un luogo per essere puniti, giudicati da persone che potrebbero essere tranquillamente altro. D'altra parte - e lo rivela lui stesso - hanno commesso qualcosa di davvero terribile, qualcosa che con ogni probabilità meritava la permanenza nel nebbioso purgatorio di Silent Hill.

    In realtà la traccia audio prosegue e ci svela una cosa: il protagonista potrebbe essersi ritrovato in città per un'altra ragione più profonda e oscura su cui però non ha ancora fatto chiarezza. Quando ci riuscirà, stando alle criptiche parole dell'uomo, allora potrebbe dare il via al suo vero supplizio. Il tema della scoperta di sé, del far luce su verità interiori a lungo rimaste sepolte, è assolutamente in linea con l'universo di Silent Hill, mentre la presenza di vecchi dispositivi che con ogni probabilità potremo utilizzare concretamente durante il gameplay rientra nella cifra stilistica di No Code. Non sappiamo se - oltre a chiamarci ad armeggiare coi device per raccogliere indizi o proseguire nell'avventura - il gioco ci darà la possibilità di esplorare ambienti più o meno ampi e non conosciamo nemmeno l'engine alla base della produzione.

    Non possiamo a tal proposito escludere la necessità di affrontare a viso aperto degli oscuri abomini ma il team scozzese al contempo potrebbe consentirci di combatterli in modo diverso e magari fermare la loro avanzata dalla distanza, proprio mediante l'uso di qualche apparecchio.

    Le immagini di un'abituazione e il fotogramma di un individuo con gli occhiali alla fine del filmato ci lasciano con ancor più domande ma d'altra parte lo studio è bravissimo a instillare il seme della curiosità nelle menti dei giocatori ed è per questo che non vediamo l'ora di sapere altro su quello che potrebbe rivelarsi il Silent Hill più atipico mai creato.

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