Song of Iron: un action adventure 2.5D in stile norreno

In occasione dell'ultimo ID@Xbox, torna nuovamente a mostrarsi Song of Iron, un action adventure 2.5D che strizza l'occhio ai Vichinghi.

Song of Iron: un action adventure 2.5D in stile norreno
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  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Xbox Series X
  • Nel corso dell'ultimo ID@Xbox, uno show ricco di produzioni interessati ma dalla flemma quasi ingiustificabile, è tornato a mostrarsi un action adventure 2.5D che nel corso dei mesi si è guadagnato una piccola ma appassionata schiera di estimatori. Parliamo di Song of Iron, il viaggio di un guerriero vichingo intenzionato a trovare il Grande Tempio degli Dèi per salvare la sua gente. Questo progetto, che definiremmo un incontro tra le ambientazioni di God of War/Hellblade (qui troverete la nostra recensione di Hellblade) e l'assetto ludico di Shadow of the Beast PS4, è firmato da Escape, un team che in realtà è composto da un singolo individuo: Joe Winters (a proposito, qui la nostra recensione di Shadow of the Beast). Tanto appassionato quanto talentuoso, Winters ha lasciato da pochi mesi il lavoro presso uno studio "tripla A" per concentrarsi esclusivamente sul progetto, di cui ha curato la direzione artistica, il combat system e in pratica ogni altra sua componente (a parte la colonna sonora). Quando abbiamo ammirato i progressi di Song of Iron nel nuovo trailer, ci è subito venuta voglia di parlarvene, perché una simile dedizione merita tutta la visibilità possibile.

    La lunga strada verso il Tempio

    Al momento non conosciamo il nome del nostro protagonista ma, dopo aver visto alcune scene del filmato, possiamo ipotizzare quale possa essere il motivo del suo viaggio. Pare proprio che la sua casa verrà attaccata da un gruppo di nemici non meglio specificato, che potrebbe perfino eliminare parte della sua famiglia.

    A tal proposito, c'è un momento dove lo vediamo stringere a sé il corpo di un suo caro in preda alla disperazione, una disperazione che unita a una crescente sete di vendetta potrebbe spingerlo a imboccare la lunga strada verso il Grande Tempio degli Dèi. Il guerriero ha ancora dei familiari vivi da proteggere? E che cosa vorranno le divinità (forse asgardiane) in cambio del loro aiuto? Siamo davvero impazienti di poter rispondere a questi interrogativi.

    Prima di concentrarci sui combattimenti, che quasi certamente rappresentano il cuore pulsante dell'esperienza, vogliamo spendere due parole sul mondo immaginato (e costruito) da Winters, che sembra aver dato vita a una terra pervasa da un alone di mistero e - come è giusto - dominata dall'elemento naturale. E sì, perché ai vecchi saloni pieni di statue di antichi combattenti e alle buie caverne che nascondono delle misteriose pietre runiche, si affiancano foreste ricolme di elmi logori e cime innevate, che scaleremo con accortezza per non provocare l'ira di draghi giganteschi.

    Dalla fitta nebbia dei villaggi nordici, fino alla buona direzione fotografica, le ambientazioni ci sembrano assolutamente gradevoli e, sebbene non le si possa considerare particolarmente originali, testimoniano la cura con cui lo sviluppatore sta realizzando la sua avventura. Già che ci siamo, sarebbe bello se ogni tanto ci venisse data l'occasione di esplorare qualche area nascosta, magari per raccogliere un'arma nuova o trovare un tesoro perduto (che pur si vede nel filmato). Non stiamo assolutamente parlando di qualcosa di troppo elaborato, ma crediamo che un mondo simile possa offrire questo tipo di possibilità, anche perché a quanto sembra sarà possibile evitare alcuni degli scontri più difficili superando determinate aree "in modi più creativi". Tornando a parlare di certezze, è sicura la presenza di trappole mortali, dai blocchi di pietra oscillanti, alle piattaforme instabili, fino ai massi rotolanti, e non escludiamo neanche quella di semplici puzzle collegati alle rune. A questo punto è arrivato il momento di parlare del fiore all'occhiello della produzione e cioè di un combat system che ci ha stupito per il suo grande impatto scenico.

    Una canzone di ferro... e sangue

    Come dichiarato da Joe Winters, il mondo di Song of Iron si solleverà contro il guerriero, che dovrà affrontare uomini, mostri e la natura stessa per spingersi al cospetto degli dèi.

    Le sue frecce si esauriranno presto, gli scudi incasseranno colpi fino a rompersi e le armi potranno essere perdute nel bel mezzo di uno scontro. Tra i troll che abbandonano l'oscurità delle caverne per dilaniare il combattente e gli assalti in massa dei goblin, il nostro protagonista non ha avuto un attimo di respiro nelle scene del trailer, che l'hanno visto sfoderare l'ascia per lottare in continuazione. Accompagnato dal bellissimo brano del compositore Will Goss, che a quanto pare ha realizzato l'intera colonna sonora di Song of Iron, il nordico barbuto ha sferrato dei fendenti di spada precisi e letali, interrotto il placido scorrere dei ruscelli, usato archi, calci ben assestati e perfino lance per abbattere i suoi assalitori, forte di un comparto animazioni davvero delizioso. La piacevolezza dell'azione - che viaggia a 4K e 60 frame al secondo - è ulteriormente acuita dalla "fisicità" degli impatti dei colpi sui nemici, che al netto di qualche inciampo appaiono convincenti già da ora. Feriti a morte, questi ultimi si accasciano al suolo con naturalezza, il tutto mentre emettono dei fiotti di sangue non esagerati e calzanti coi toni della produzione.

    Attendiamo di vedere degli spezzoni di gioco più estesi per pronunciarci sulle possibilità difensive, sull'uso delle armi a due mani e sulla varietà degli armamenti alternativi. Sarà ad esempio possibile incendiare le proprie frecce o avvalersi di un'ascia magica capace di tornare dal proprio possessore, che non ha potuto non ricordarci quella di un famoso spartano.

    Non sappiamo, in aggiunta, se le armi ci permetteranno di eseguire qualche combinazione di colpi o se saremo in grado di sferrare attacchi caricati, pesanti o leggeri. Infine, ci auguriamo che Winters abbia intenzione di regalarci qualche boss fight degna di questo nome, come lascia presagire l'apparizione dei draghi e di altre creature del ricco bestiario legato ai miti nordici.

    Song of Iron Complice la fisicità avvertibile negli scontri, l’ottimo comparto animazioni e la direzione artistica indovinata, Song of Iron sembra essere un vero gioiellino, capace di sorprendere gli estimatori delle avventure action in 2.5D e gli amanti della mitologia norrena. Lo sviluppatore che sta portando i lavori non ha esitato ad abbandonare il proprio lavoro per dedicarsi a questo labor of love, che attendiamo di analizzare nel dettaglio quando ci verrà data l’occasione di assistere a un gameplay esteso. Allo stato attuale delle cose non possiamo che dirci soddisfatti del titolo di Escape, al quale - d’ora in avanti - rivolgeremo la massima attenzione.

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