Star Citizen: il sogno di Chris Roberts è sempre più reale

Il CitizenCon 2949 di Manchester è stato il luogo ideale per scoprire tutte le novità di Star Citizen in arrivo nel prossimo futuro.

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  • Star Citizen galleggia ancora tra la meraviglia e l'incertezza; promette di essere un gioco rivoluzionario, un sogno - quello di Chris Roberts - che si avvera, ma le voci di uno sviluppo travagliato e risultati non in linea con le aspettative hanno iniziato a proiettare un'ombra minacciosa. Parlare di fallimento, o addirittura di truffa, è però molto prematuro e non tiene in considerazione tutto il lavoro che Cloud Imperium Games sta svolgendo soprattutto negli ultimi tempi. Cominciano a vedersi alcuni progressi importanti, idee dapprima solo teoriche vengono mostrate in movimento più o meno funzionanti.

    Il CitizenCon 2949 di Manchester, in questo senso, è stato un appuntamento molto importante: proprio in quell'occasione Chris Roberts e il suo team sono stati in grado di mostrare molte delle novità in cantiere, oltre a dare un'idea di cosa aspettarsi per l'anno venturo. La data d'uscita sembra essere ancora lontana, la curiosità, tuttavia, è tanta, specialmente dopo aver visto in azione alcune delle novità più succose previste per il prossimo futuro.

    Un universo in espansione

    Le prime immagini delle lunghe sequenze di gameplay mostrate durante il CitizenCon 2949 avevano come protagonista la Carrack, un veicolo (che arriverà con la versione 3.8) pensato per un'esplorazione spaziale dotata di tutti i comfort, con un salottino, un tavolo da biliardo e una postazione dove prepararsi un rigenerante caffè caldo.

    Lasciato l'accogliente tepore della Carrack, la telecamera si è spostata su un freddo pianeta sede di una corporazione chiamata MicroTech: proprio su quel mondo si sarebbe svolta una vera e propria quest composta da diverse fasi ed obiettivi. Cloud Imperium Games ha difatti voluto dimostrare agli astanti tutta la perizia con cui saranno gestite alcune delle missioni che verranno implementate in futuro.

    Chris Roberts ha dichiarato che nella versione finale ci saranno degli incarichi narrativi, quindi scritti a mano da un team di creativi in forza a Cloud Imperium, ed altri generati automaticamente dal sistema, così da bilanciare nella miglior maniera quantità e profondità. La quest del CitizenCon prevedeva l'infiltrazione in una struttura sorvegliata e il furto di alcuni dati, un lavoro diviso tra chi si sarebbe occupato del furto e chi, invece, avrebbe dovuto organizzare la fuga con l'astronave.

    L'unico modo per raggiungere l'obiettivo era quello di atterrare nella città di New Babbage a bordo di un piccolo Anvil C8 Pisces e incontrare il contatto che avrebbe consegnato un travestimento e una scheda d'accesso. La discesa sul pianeta ghiacciato ha permesso al team di puntualizzare su alcuni aspetti importanti sul futuro di Star Citizen: ad esempio, dopo esser passati al fianco di una enorme struttura spaziale, gli sviluppatori hanno dichiarato che nel prossimo futuro verranno implementate sempre più basi d'appoggio tra lo spazio e la superficie dei pianeti.

    Ma è quando la piccola navicella ha iniziato ad entrare nell'atmosfera che lo spettacolo è entrato nel vivo: oceani ghiacciati, montagne innevate punteggiate da pini, un panorama incredibile da guardare in movimento e su cui gli environmental artist di Cloud Imperium hanno lavorato tantissimo. Si è poi giunti tra le guglie cibernetiche di New Babbage, una selva argentata di palazzi che ospitavano negozi, laboratori, industrie.

    Il passaggio tra esterno ed interno, avvenuto seguendo i "rituali" d'attracco, ha introdotto uno scenario sempre curato ma meno sconvolgente. Gli interni di New Babbage erano infatti figli di uno stile fantascientifico (definito "utilitarian" da uno degli artisti che parlava sul palco) piuttosto ispirato, ma erano evidentemente carenti di quel guizzo vitale e quell'atmosfera che rendono gli ambienti cittadini effettivamente credibili.

    I vari NPC erano infatti bloccati in stato catatonico o intrappolati in routine monotone e immediatamente leggibili: evidenti mancanze che però avranno tutto il tempo di essere limate a dovere nei futuri aggiornamenti.
    Malgrado tutto ciò, Star Citizen riusciva ancora a trasmettere quella sensazione di realismo ed immersione fortemente voluta dal team di sviluppo. Bastava distogliere lo sguardo dalle figure umane immobili e puntarlo alle distese innevate visibili attraverso dei grossi finestroni per sentirsi immersi in un clima realmente reattivo, vivo.

    Ogni pianeta, ha detto Chris Roberts sul palco, sarà infatti caratterizzato da diversi tipi di informazioni (come temperatura, umidità, velocità dei venti, altitudine dei rilievi montuosi) e sarà in base ad esse che verranno determinati gli eventi climatici. Abbiamo potuto constatarlo direttamente, visto che durante la missione si è alzata una terribile tempesta di neve: quest'ultima, "leggendo" i dati orografici del mondo, appariva più poderosa sui versanti scoperti delle montagne e più quieta nelle piccole valli riparate dal vento. Cloud Imperium sta dunque lavorando ad un "weather system" il più possibile realistico, digiuno da script ed in simbiosi con le caratteristiche dei vari pianeti.
    Anche con il clima avverso la missione d'infiltrazione è andata avanti, dando l'opportunità al pubblico di osservare il funzionamento dell'approccio furtivo. Il team ha però messo le mani avanti: alcune caratteristiche dell'IA, come la capacità di percepire i suoni o di distrarsi per osservare particolari oggetti posizionati dal giocatore, arriveranno solo nel futuro. Le fasi stealth del CitizenCon erano quindi molto semplicistiche, basate sul ritrovamento di oggetti chiave evitando lo sguardo indiscreto delle pattuglie attraverso l'utilizzo di passaggi alternativi.

    Pianeti realistici e vivi

    Nella fase finale, nel mezzo di una fuga a perdifiato nella tempesta, è tornata protagonista la cosiddetta "Planet Tech V.4", e cioè la tecnologia che contribuisce a rendere i pianeti dei luoghi credibili e vivi. Osservate da vicino, le possenti raffiche di vento che spazzavano la superficie del mondo avevano un aspetto davvero convincente, anche grazie a piccoli dettagli come il fiato condensato del protagonista.

    Eventi di questo tipo non servono, però, solamente a creare atmosfera, ma anche a dar vita a sfide di gameplay che bisogna superare con i giusti strumenti. In questo caso, per affrontare una tempesta su un pianeta gelido, è necessario disporre di una tuta appositamente studiata per far fronte a condizioni estreme ed evitare così il decesso per ipotermia (di cui gli sviluppatori hanno provato a simulare i sintomi).

    L'ultima fase della fuga si è svolta a bordo di un di rover sballottato dal tumulto nevoso. Fino a che, dopo una rapida comunicazione con un compagno di squadra, il ladro d'informazioni non è stato prelevato dall'astronave da cui era partito. È seguito poi un breve, e ancora scarsamente convincente, dogfight con dei caccia sguinzagliati dalla MicroTech: una situazione in cui l'IA ci è sembrata molto passiva.

    Infine, raggiunta l'orbita del pianeta (da cui era ancora visibile la tempesta che infuriava in superficie), Chris Roberts ha mostrato il funzionamento dei Wormhole, cunicoli spazio-temporali che in Star Citizen agevoleranno gli spostamenti tra sistemi. Prima di poterne sfruttare uno è però necessario raggiungere un grosso anello chiamato "Jump Ring" e da lì guidare la nave in uno stretto tunnel irregolare che potrebbe persino risultare letale se il pilota non è abbastanza abile da seguirne la mutevole traiettoria.

    La CitizenCon ha dato insomma un assaggio, in alcuni casi anche piuttosto concreto, di quello che potrebbe in futuro diventare Star Citizen. Un gioco ancora poco rifinito (la demo ha evidenziato un gran numero di bug e imprecisioni) che è però trainato da idee davvero intriganti. Pensate a quanto incredibile sarebbe esplorare un universo vasto, pieno di opportunità di gameplay e narrativa emergente, dove un numero altissimo di sistemi si interseca per dar vita a situazioni imprevedibili con le quali i giocatori devono confrontarsi.

    Prospettive indubbiamente ambiziose e per ora assolutamente teoriche, che ovviamente speriamo un giorno possano concretizzarsi. Per fine 2019 e tutto il 2020 possiamo intanto aspettarci l'arrivo cadenzato delle novità mostrate nella demo: un altro tassello di concretezza per uno dei progetti più chiacchierati degli ultimi anni, che tuttavia non riesce ancora convincere i più scettici.

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