E3 2017

State of Decay 2: tutte le novità del survival game di Microsoft

Alla fiera di Los Angeles abbiamo assistito a una presentazione a porte chiuse di State of Decay 2 su Xbox One X.

State of Decay 2
Anteprima: Xbox One
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Andare dal fioraio, comprare una manciata di semi e mettere su un piccolo orticello personale. Potrebbe suonare come la cosa più semplice del mondo. Potrebbe, a meno che non siate all'interno di State of Decay, perché allora sarebbe tutta un'altra storia: dovreste assentarvi dalla base, lasciando i vostri amici in balia di potenziali attacchi dell'orda zombie, per poi arrivare in città -silenziosamente- e rovistare fra le macerie di un mondo che non c'è più, sperando che quel mondo sia stato così clemente da lasciarvi un misero sacchetto di semi di granturco sulla mensola del primo negozio utile, e infine, tornare indietro sani e salvi. Questa breve storiella, non è altro che la descrizione dell'atmosfera che si respira nel vecchio titolo degli Undead Labs, è non è neanche troppo romanzata.
    Un survival game di quelli con gli zombie, insomma, ma senza dinamiche MMO e soprattutto senza i bug: Walking Dead fatto come si deve, e noi lo abbiamo sempre amato alla follia, nonostante i tutti i limiti che si portava dietro. Nonostante il cattivissimo permadeath. Potete capire il nostro eccitamento quando l'anno scorso annunciarono il secondo capitolo; da allora è cominciata una lunga attesa, per quella che tutt'ora rappresenta una delle migliori esclusive della line-up Microsoft. Il nuovo State of Decay 2 prometteva sin da subito di essere migliore sotto tutti i punti di vista, a partire da quello gestionale, per arrivare a quello esplorativo e narrativo. In più, a farci sobbalzare sulla sedia, era la promessa di una modalità multiplayer cooperativa, capace di ampliare a dismisura l'offerta ludica del titolo. Insomma, c'era tutto, bisognava solo aspettare un hands on per avere le conferme.
    Il momento è finalmente arrivato grazie a questo E3, ed ora si trattava solo di attendere il nostro turno al booth Microsoft. Ci siamo riusciti, ed abbiamo anche assistito ad una presentazione a porte chiuse, dove gli sviluppatori si sono prodigati nel mostrarci tutte le novità della loro opera, anche se hanno preferito non sbottonarsi sull'impianto narrativo. L'uscita ufficiale è prevista per la primavera del 2018, ma intanto, eccovi un piccolo spuntino per saziare la fame.

    Make a Wish

    Immaginatevi il primo capitolo di State of Decay, moltiplicate le sue virtù per tre e aggiungeteci l'Unreal Engine 4. Non stiamo scherzando: durante la nostra prova, e ancor di più nella presentazione guidata, il nuovo titolo degli Undead Labs si è dimostrato eccellente sotto tutti gli aspetti, al punto da poter affermare che il trailer mostrato durante la conference Microsoft non gli ha davvero reso giustizia. Abbiamo cominciato dall'inizio, ovvero dalla selezione degli elementi della comunità di sopravvissuti.

    Già da qui si scoprono gli enormi miglioramenti del comparto tecnico: il dettaglio è la pulizia dei modelli sono finalmente all'altezza delle aspettative e l'editor sembra esser stato raffinato a dovere, anche se, a dirla tutta, ci aspettavamo qualcosa di più per quanto riguarda le animazioni. Ogni individuo possiede le sue peculiarità, le sue debolezze e le sue curiosità che lo rendono unico, proprio come accadeva in passato.
    Questa volta, però, il numero dei dati e delle statistiche aumenta, rendendo più complesse e profonde le dinamiche di interazione nel gruppo. Notevolmente più complessa è anche la struttura gestionale, soprattutto per quanto riguarda la base. Anche qui, l'aumento delle possibilità di costruzione (magazzini, orti, campi medici), aumentano di riflesso le dinamiche relazionali, e l'interfaccia grafica è stata ottimizzata e resa più chiara e leggibile. Il morale della comunità sarà sempre un elemento nodale, e verrà influenzato anche da nuove micro-dinamiche (provate a mettere un soggetto che russa in una stanza-dormitorio, ed osservate quale aria di nervosismo si respira la mattina successiva).

    Ad ogni modo, in State of Decay 2 non si tratta solo di "poltrire" chiusi nella propria base; l'esplorazione resta indispensabile per la progressione dell'avventura, specialmente per lo skavenging. Organizzare spedizioni per andare a raccogliere materiali nella cittadina più vicina, rappresenta il pane quotidiano, conquistando i cosiddetti "outpost" per trarne benefici unici, ed in alcuni casi addirittura regolari. Non si può vivere di solo accattonaggio, è vero, ed infatti gli sviluppatori ci ricordano che la raccolta di materiali di scarto è solo un obiettivo a breve termine, perché da sola non può reggere il sostentamento di un gruppo nutrito. Bisogna organizzarsi per trovare o costruire le già anticipate "facility", come ad esempio i moduli per la produzione di cibo, e in genere tutti centri d'impiego specializzati, necessari per il sostentamento della comunità a medio-termine. Volendo essere più lungimiranti, invece, si potrebbe pensare anche allo spostamento e alla migrazione del proprio gruppo. Lo schema di progressione rimane infatti lo stesso di sempre, ovvero cercare i sopravvissuti, ampliare la base e creare nuovi avamposti, ma ad un certo punto sarà necessario spostarsi in un'altra zona di gioco. State of Decay 2 si compone infatti di tre maxi-aree, ognuna delle quali sarà grande come l'intera mappa del capitolo precedente, e tutte stilisticamente diverse. Saranno inoltre sequenziali e senza possibilità di ritorno, il che significa che saranno fortemente legate alla storia. Andarsene e progredire equivale a lasciarsi alle spalle anche quanto costruito fino a quel momento.

    State of Decay 2 State of Decay 2 è tutto quello che avremmo sempre voluto dal suo predecessore, e che ora, finalmente, c’è. I limiti del vecchio capitolo sono ormai lontani, e siamo felici di testimoniare l’ottimo lavoro svolto dal team degli Undead Labs. Oltre alle migliorie generiche come il gunplay e le decisioni più articolate, gli sviluppatori sono riusciti ad ampliare anche i pilastri fondamentali della produzione quali il comparto gestionale e l’esplorazione del rinnovato mondo di gioco. In più, la possibilità di una modalità coop fino a quattro giocatori.Le potenzialità di quest’ultima sono davvero enormi, e il divertimento sembra essere assicurato. Anche dal punto di vista grafico non abbiamo dispiaceri; la resa finale è ottima, con una pulizia ed una complessità delle immagini da fare invidia a qualsiasi altro survival-game. Ci sono ancora un paio di sbavature riguardanti le animazioni (che paiono ancora troppo legnose), e in generale un framerate non eccellente, soprattutto considerato che la nostra prova veniva effettuata sulla nuovissima Xbox One X. Insomma, il nuovo State of Decay 2 mantiene le promesse e vola in alto nella classifica dei nostri titoli più attesi, e siamo davvero contenti che Microsoft abbia deciso di sostenere questo progetto.

    Che voto dai a: State of Decay 2

    Media Voto Utenti
    Voti: 39
    7.8
    nd