Stray: il gatto matto di Annapurna, il coraggio di un micio sperduto

Stray è una delle produzioni più originali del catalogo di Annapurna Interactive, in arrivo nel 2022 su PS4, PlayStation 5 e PC.

Stray
Anteprima: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Sin dal suo annuncio al Future Of Gaming dello scorso anno, Stray ha saputo dimostrare le sue peculiarità e incuriosire gli amanti dei felini e delle avventure diverse dal solito. Quando è emerso che i ragazzi dello studio francese BlueTwelve provenissero dalla fucina creativa di Ubisoft Montpellier, a cui dobbiamo perle indiscusse del calibro di Valiant Hearts: The Great War (ve lo ricordate? Ecco la recensione di Valiant Hearts), la nostra curiosità su quest'ambizioso progetto non ha fatto altro che crescere, complici l'ispirazione alla città murata di Kowloon - di cui abbiamo parlato nel nostro articolo precedente - e le indovinate atmosfere cyberpunk che promettono di impreziosire il viaggio del gattino. Chiaramente, dovevamo ancora scoprire i fondamenti del gameplay per cominciare a parlare di Stray con cognizione di causa e adesso finalmente possiamo farlo. Difatti ci è stata data l'opportunità di assistere in anteprima all'evento di presentazione del gioco, che oltre a soddisfare la nostra curiosità sul fronte ludico ha saputo riconfermare la grande personalità della produzione targata BlueTwelve.

    Il coraggio di un micio sperduto

    Il video si apre con una scena in notturna, in un vicolo buio di una metropoli cyberpunk sconosciuta. La luce al neon di un vecchio locale illumina flebilmente la strada ma il nostro peloso protagonista si accorge che sotto ai cassonetti ci sono delle creaturine monoculari che si muovono agilmente nell'oscurità.

    A tal proposito, c'è un momento del gameplay in cui un robot dai tratti di scienziato con qualche rotella fuori posto, si spaventa e salta dalla sedia alla vista del gattino. Dopo essersi ricomposto, si accorge di trovarsi dinanzi a un felino e non a uno Zurk: potrebbe essere proprio questo il nome degli esserini che sembrano essere in cima alla catena alimentare della metropoli. Della minaccia che rappresentano per il nostro micio parleremo dopo ma ora vogliamo sostare momentaneamente nel regno delle ipotesi. Il Producer di BlueTwelve ha detto che il gattino è finito nella metropoli e ha perso la sua famiglia. Quando si rivolge a famiglia, parla di altri gatti o di esseri umani? Uno dei più grandi "misteri" di Stray d'altra parte concerne proprio la condizione umana nel mondo di gioco, che sembra abitato soltanto da robot. Che gli umani abbiano trasferito le proprie coscienze nelle macchine? È fin troppo presto per dirlo, anche perché potrebbero essere soltanto fuggiti altrove per evitare la piaga degli Zurk. Inutile spendere altre parole sulla possibile natura di questi nemici ma è chiaro che gli elementi per imbastire un contesto ludico e narrativo in grado di incuriosire il giocatore sembrano esserci tutti.

    In aggiunta, la presentazione ci ha mostrato un altro tassello fondamentale dell'esperienza, vale a dire la nascita di un'amicizia molto speciale tra il gatto e un mini-drone. Grazie a B-12 infatti il felino potrà arrivare a interagire direttamente coi robot, così da continuare più agevolmente la sua fuga attraverso la città.

    Neanche a dirlo, per sopravvivere al viaggio dovrà fare ben più che star simpatico alle macchine: se da un lato infatti incontrerà dei volti amici, come il senzatetto che gli regala un posto per riposare e una canzone, dall'altro dovrà sfuggire o affrontare gli Zurk e le insidie ambientali della metropoli, come stiamo per vedere.

    Una (stupenda) metropoli irta di pericoli

    Alle passeggiate nei quartieri più illuminati, ospitali e pieni di vita artificiale, Stray alterna fasi di desolante solitudine, che chiamano il gatto ad aguzzare la vista per risolvere enigmi ambientali o per evitare di farsi male. Nella parte iniziale del filmato ad esempio lo vediamo - malconcio - mentre cerca di saltare su dei fusti logori per non cadere nei liquami tossici, ma anche cercare il modo più sensato per superare le pale rotanti di una ventola.

    Dopo aver raccolto un secchiello, il gatto lo lascia andare verso le pale per bloccarle e poco dopo spinge un oggetto da una posizione sopraelevata per rompere un vetro e continuare il suo cammino. Con una buona varietà di enigmi, magari anche leggermente più articolati, queste sezioni di raccordo tra le aree di gioco principali potrebbero rivelarsi piacevoli e stimolanti, merito anche del sistema di controllo. Per saltare sulle superfici più in alto o semplicemente verso la prossima piattaforma utile, basta premere un singolo tasto, a riprova di quanto le fasi di esplorazione non siano basate sulla precisione dell'esecuzione dei movimenti. In questo modo il platforming risulta davvero semplice e intuitivo, perché evidentemente è così che gli sviluppatori volevano che fosse.

    Chiaramente l'offerta ludica non è basata solo sui puzzle, come ben dimostra l'incontro tra il felino e il drone B-12. Con questo sarà possibile hackerare le casseforti, interagire con i robot - magari per accettare delle missioni secondarie in quelle che potrebbero essere delle fasi più aperte del gioco - e raccogliere oggetti utili da conservare in un apposito inventario. Complice l'indovinato accompagnamento musicale, che speriamo sia stato tratto dalla OST di Stray, vedere il gattino mentre salta, gioca col mobilio, si spaventa o fa le fusa ai robot, è assolutamente delizioso e testimonia il grande amore che il team di sviluppo nutre per i felini.

    Le animazioni del protagonista sono agili, aggraziate e credibili, nonché in grado di colpire tanto in situazioni di calma quanto in momenti concitati. Proprio come le sue controparti reali, il gattino non faticherà ad arruffianarsi i robot, che a un certo punto gli apriranno le porte dei luoghi più pericolosi della metropoli. In un luogo simile a una fognatura, disseminato di "formazioni biologiche" probabilmente legate agli Zurk, abbiamo visto il felino correre all'impazzata per non farsi sopraffare dall'orda di mostriciattoli, grazie a balzi veloci, repentini cambi di direzione e inattese possibilità offensive.

    A quanto pare infatti sarà possibile saltare su dei carrelli per travolgere gli esserini, oppure sfruttare le abilità acrobatiche del gatto per costringerli a interrompere la loro corsa. Per quanto spettacolari, tali fasi ci sono sembrate piuttosto "guidate" ma fortunatamente c'è stato pure dell'altro.

    Forse previa l'installazione di specifici potenziamenti, che nel tempo potrebbero ampliare le possibilità offensive e difensive del protagonista, B-12 consentirà al gatto di togliersi i panni della preda per passare a quelli del predatore, come confermato dal Producer di BlueTwelve. Grazie a una speciale onda d'energia violacea, infatti, riuscirà letteralmente a far esplodere gli Zurk, in modo da salvare non soltanto sé stesso ma anche i pacifici robot della metropoli. Con i nuovi elementi a nostra disposizione, possiamo dire che il gameplay di Stray potrebbe rivelarsi assolutamente calzante con la particolarità dell'avventura e del suo peloso protagonista ma gli interrogativi sull'ampiezza dell'esperienza e le reali possibilità di B-12 restano ad oggi senza risposta.

    Non sappiamo se dovremo fare i conti con dei robot malintenzionati, né se lungo il percorso troveremo degli Zurk più grossi e pericolosi ma è possibile che nei prossimi mesi riusciremo a soddisfare la nostra curiosità. Ad ogni modo, la presentazione di Stray ha saputo darci nuove certezze sul fronte tecnico e artistico, che a tratti ci ha sinceramente sbalordito. Parliamo, dopotutto, di una produzione portata avanti da un piccolo gruppo di sviluppatori, che hanno fatto un uso sopraffino di Unreal Engine 4 per costruire un mondo decadente e affascinante al tempo stesso.

    I fiumi di luci al neon che inondano le strade centrali - con tanto di eleganti segnalazioni che facilitano la progressione - si oppongono alle scarse fonti luminose dei vicoli malfamati, eppure l'impatto scenico resta sempre di altissimo livello. Il clima più disteso respirabile in bar e locali, in cui è possibile udire motivetti capaci di mettere allegria, lascia presto lo spazio alle sezioni di fuga, in cui il gattino è chiamato a lottare per la vita e a sopravvivere agli assalti degli Zurk.

    Insomma, le ambientazioni "in opposizione" tra loro ci sono parse sempre convincenti e ben realizzate, merito anche di una qualità media delle texture di altissimo livello e di una sonorizzazione incredibile. Dalle singole gocce d'acqua che cadono dalle tubature, fino ai miagolii del pelosetto - che peraltro vanta un pelo realistico e una modellazione di primo ordine - anche il profilo audio di Stray contribuisce a farne un gioiellino audiovisivo, sui cui francamente non vediamo l'ora di mettere le mani all'inizio del prossimo anno.

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