Tartarughe Ninja Shredder's Revenge: un picchiaduro 2D in stile 16-bit

Teenage Mutant Ninja Turtles Shredder's Revenge segna il ritorno di Leonardo, Raffaello, Michelangelo e Donatello nel mondo dei videogiochi.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Tutti noi, da giocatori, ci siamo affezionati a determinati personaggi di fantasia. Basta essere cresciuti in una specifica epoca per avere a cuore eroi animati, cartacei o videoludici. La squadra di cui parleremo quest'oggi si è diffusa a macchia d'olio in ognuno di questi media, coronando un'operazione commerciale capace di attraversare decenni interi e conquistando inesorabilmente tutto il mondo. Oggi il loro carapace potrebbe apparire opaco, ma in realtà le Tartarughe Ninja sono ancora lì, sempre pronte e sempre attente nelle fogne di Manhattan, e ritorneranno in Shredder's Revenge. Un picchiaduro a scorrimento affidato alle sapienti mani dei ragazzi di Dotemu che, dopo Streets of Rage 4, hanno fatto tribolare i nostalgici dei picchiaduro a scorrimento con un altro annuncio dirompente. Parleremo anche di ciò che sarà, ma prima è necessario fare un passo indietro, a quando quattro piccole tartarughe si sono trasformate in una squadra di eroi.

    L'urlo dei ninja

    Nel 1984 i disegnatori Kevin Eastman e Peter Laird danno vita a Teenage Mutant Ninja Turtles, una serie a fumetti nata con l'intenzione di parodiare supereroi come Daredevil e Ronin. Il progetto sulle prime non viene accettato da nessuna casa editrice, e i due decidono di auto-pubblicarsi sotto l'etichetta indipendente Mirage.

    Nel giro di appena tre anni i fratelli Leonardo, Raffaello, Michelangelo e Donatello diventano i beniamini degli appassionati di comics, e Laird ed Eastman firmano un contratto di merchandising per la realizzazione di action figure basate sulla loro proprietà intellettuale. L'affare prevede anche la realizzazione di una serie animata per spingere le vendite dei giocattoli, e sarà proprio quella mossa a portare le Tartarughe Ninja sul tetto del mondo. "Tartarughe Ninja alla riscossa" è il nome con cui la serie approda in Italia, a due anni dalla trasmissione sulle emittenti americane e, sebbene i toni fossero edulcorati rispetto ai fumetti, la fama dei quattro eroi cresce senza conoscere pause. I fratelli combattenti non erano più una parodia, ma vere e proprie icone della cultura pop. È così che nel 1990 viene realizzato un primo lungometraggio in live action (dal titolo omonimo al cartone animato), e nel medesimo anno il volto delle tartarughe viene utilizzato per qualsiasi cosa: per fare un esempio della loro popolarità, figurano insieme ai Puffi, i Chipmunks e Alf in un cartone contro l'utilizzo delle droghe.

    Contestualmente vengono realizzati gli immancabili videogiochi tie-in per le console dell'epoca. Sebbene dietro l'esordio delle tartarughe su NES ci sia la mano di Konami, il primo gioco viene aspramente criticato per la sua difficoltà mal calibrata (è stato anche uno dei cavalli di battaglia dell'Angry Video Game Nerd).

    Ciononostante, Nintendo ne fa comunque un suo vessillo agli occhi del grande pubblico, come testimoniato dalla presenza del tie-in nel film "Il piccolo grande mago dei videogames". Konami raddrizza rapidamente il tiro, regalando alcune delle esperienze migliori legate a Leonardo e i suoi compagni. La chiave di tutto è da ricercare nel genere che, alle porte degli anni 90', stava spopolando nelle sale giochi e nei salotti di tutti gli utenti: il picchiaduro a scorrimento.

    Il Mondo Pizza paralleloAgli occhi del pubblico italiano, il successo dei ninja col carapace ha subito un declino rispetto agli anni ‘90. Sebbene non siano più "sul tetto del mondo", in realtà negli USA le tartarughe continuano a godere di una certa fama che si ripresenta a ondate costanti: dai film remake di Michael Bay (il primo ha ottenuto incassi tali da giustificare un sequel), all'accordo con Nickelodeon per show colorati e leggeri. Su carta, invece, ha preso vita il fumetto più dark nella storia del franchise, ossia The Last Ronin. In quest'ultima miniserie, a cura dei creatori originali a 25 anni dagli ultimi lavori, tre dei quattro fratelli vengono brutalmente uccisi, con l'unico sopravvissuto in cerca di vendetta nella New York del 2040 (ereditando le armi dei compagni morti). Eastman definisce questo ciclo narrativo come una lettera d'amore a tutti gli universi delle Tartarughe Ninja, e forse è stata questa eccessiva frammentazione a restituire un'immagine sempre differente di TMNT.

    La possibilità di avere quattro protagonisti ugualmente amati dal pubblico, caratterizzati dai colori delle loro maschere e dalle armi equipaggiate, erano tutti elementi facilmente traducibili all'interno di un beat'em up. Ecco quindi che il 1990 conosce cabinati e, ancor meglio, avventure oggi considerate immortali: per esempio Turtles in Time in esclusiva per SNES, con le tartarughe chiamate a viaggiare tra le epoche per porre fine ai malvagi piani di Shredder, il capo del Clan del Piede. Anche i possessori di Sega Mega Drive hanno avuto la loro dose di pizza e cowabunga, grazie a Hyperstone Heist (a proposito, qui troverete la nostra recensione di Sega Mega Drive Classics), meno ispirato di Turtles in Time ma ugualmente godibile sul fronte del gameplay. Questi due titoli rappresentano il picco massimo delle tartarughe nel mondo dei beat'em up a scorrimento e dei videogiochi in generale, ed è proprio a queste produzioni che guarda Shredder's Revenge.

    Cowabunga

    L'annuncio di Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder's Revenge conferma inequivocabilmente la voglia di Dotemu di riportare in auge le vecchie glorie dei beat'em up a scorrimento.

    Un'operazione che, come visto nella recensione di Streets of Rage 4, riesce particolarmente bene al collettivo francese. Lo studio infatti è solito ammodernare il gameplay con l'aggiunta di meccaniche inedite, utili ad avvicinare le nuove leve senza allontanare i vecchi affezionati. Seppur nella finestra di due trailer con pochi secondi di gameplay, anche Shredder's Revenge mostra alcune chicche che balzano all'occhio. Partiamo da una diversificazione dei nemici all'apparenza più marcata: nei vecchi Turtles in Time e Hyperstone Heist, infatti, i membri del Clan del Piede presentavano varie colorazioni ma pattern di attacco tutto sommato simili. In Shredder's Revenge gli sviluppatori sembrano aver voluto dotare i nemici di armi, gadget, movenze e perfino mezzi di locomozione per mitigare il "difetto storico" delle produzioni legate ai fratelli ninja.

    È proprio quando prendiamo in esame le doti offensive delle tartarughe che si notano alcune stuzzicanti novità: Leonardo e i suoi fratelli non possedevano infatti alcuna mossa speciale, al contrario di serie come il già citato Streets of Rage o Final Fight, e la loro introduzione rappresenta un'aggiunta di peso all'interno dei meccanismi ludici del franchise. Una possibilità che, a differenza di Streets of Rage 4 (e il consumo di energia vitale), sembra più associata all'utilizzo di una barra azzurra da riempire a suon di cazzotti. Ci sono poi altri aspetti che hanno catturato la nostra attenzione, dal momento che i trailer nascondono delle informazioni utili. In alcuni frangenti sono visibili Donatello e Raffaello lanciati in una sorta di "tornado" con le armi spianate, prezioso per sgominare gruppi interi di avversari.

    Nei titoli a 16 bit questa tecnica era attivabile solo per breve tempo e raccogliendo delle pizze speciali in punti prestabiliti degli stage. Il trailer sembra suggerire la scelta di Dotemu di rendere "l'attacco tornado" disponibile in qualsiasi momento, presumibilmente accumulando proprio l'energia citata poc'anzi.

    Allo stato attuale risulta complicato valutare l'intero parco mosse delle tartarughe, ma ci è già sembrato di notare differenti attacchi volanti, un colpo da lanciare alle spalle facilmente collegabile a uno scatto e quello che ai nostri occhi è apparso come un vero e proprio parry. Su quest'ultimo elemento lasciamo aperti i dubbi, dato che è visibile solo per pochi attimi nel secondo trailer durante la presentazione di Leonardo (e potrebbe trattarsi di una "classica" special).

    Il contatore di combo che nel filmato supera i 40 colpi portati a segno sembra suggerire inoltre un gameplay potenzialmente fluido, sulla falsariga di quello visto in Streets of Rage 4. Dotemu non ha coinvolto nuovamente Lizardcube nello sviluppo, e ciò ha portato a una veste grafica squisitamente rétro, con sprite colorati capaci di suscitare un piccolo sussulto nel cuore dei nostalgici.

    Teenage Mutant Ninja Turtles Shredder's Revenge Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge conferma l’occhio di riguardo di Dotemu per le produzioni più significative degli anni '80 e '90. Lo studio è già riuscito a rinvigorire un genere desueto come quello dei picchiaduro a scorrimento, e ha anche dimostrato di avere le carte in regola per operazioni di questo tipo. Resta quindi la curiosità di vedere in che modo verrà diversificato il comparto ludico del titolo, ma i trailer suggeriscono inequivocabilmente quella stessa cura per il gameplay che Dotemu ha già ampiamente mostrato in passato, a cavallo tra il vecchio e il nuovo. Dal canto nostro, non vediamo l’ora di lanciare l’urlo dei ninja.

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