The Callisto Protocol, il nuovo gioco horror del creatore di Dead Space

Alla scoperta di The Callisto Protocol, il nuovo gioco dal creatore dell'acclamato Dead Space presentato ai The Game Awards.

The Callisto Protocol, il nuovo gioco horror del creatore di Dead Space
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Callisto Protocol è stata una delle sorprese più interessanti della nottata dei the Game Awards, perlomeno per chi sente la mancanza dell'horror alla Dead Space. Visceral Games, lo sappiamo, non esiste più, ma Glen Schofield, veterano che ha lavorato proprio a Visceral e, tra le altre cose, ha co-fondato Sledgehammer Games, sembra comunque disposto a ribadire la sua visione. Ha parlato di un horror game in terza persona e story-driven, con l'ambizione di essere una delle avventure più terrificanti mai create. La retorica di Schofield ha gettato la base per aspettative piuttosto alte che ovviamente speriamo non saranno disattese: per ora, tuttavia, di Callisto Protocol si conosce molto poco.

    Prigione spaziale

    Il team di Glenn Schofield, Striking Distance, è stato fondato nel 2019 da Krafton, una holding sudcoreana che ha tra le società sussidiarie anche Bluehole e PUBG Studio. Gli obiettivi iniziali del team erano di costruire giochi narrative-driven basati sull'universo di PUBG (qui la nostra recensione di PlayerUnknown's Battlegrounds). Anche se non sembra, Callisto Protocol ha dei collegamenti con il battle royale di Bluehole: in un'intervista Schofield ha infatti svelato che il gioco sarà ambientato circa trecento anni dopo la guerra rappresentata in PUBG, ma non è chiaro se saranno solo dei semplici riferimenti o qualcosa di molto approfondito e integrato. Callisto Protocol è insomma un ritorno inaspettato e più che gradito. E le sensazioni positive incamerate nella notte dei game Awards non dipendono solo dal nome e dal curriculum di chi ha fatto l'annuncio: il trailer, per quanto non composto da immagini di gioco, suggerisce una serie di elementi di richiamo che in molti avranno sicuramente già colto.

    L'atmosfera è molto oscura e trasmette solitudine, si hanno accenni di un'interfaccia integrata con le strumentazioni e quindi diegetica (l'ologramma sul collo del prigioniero) e la minaccia sembra essere più insidiosa e disgustosa del previsto, come testimonia l'orribile mutazione a cui è andato incontro il personaggio che compare nella seconda metà del filmato. I movimenti dinoccolati del mostro e il suo aspetto ricordano molto i necromorfi di Dead Space, salvo che in questo caso la creatura non sembra quasi più avere fattezze umane.

    Non è chiaro quale sia la sua natura, se sia frutto di un esperimento scientifico (come suggeriscono le telecamere e le scene finali, in cui una sorta di supervisore si allontana da una stanza di controllo), di un'infezione o di un parassita alieno.

    Possiamo però immaginare che il "Callisto Protocol" del titolo delinei il profilo di una grossa operazione che usa cavie umane per alimentarsi. Temi che, peraltro, si compenetrano molto con quelli dei vari Dead Space. Il titolo suggerisce poi l'ambientazione, Callisto, una delle lune di Giove, dove possiamo ipotizzare che l'umanità abbia stabilito una colonia, delle prigioni spaziali oppure, e questa ci sembra l'ipotesi più calzante, un qualche avamposto minerario. Un luogo così isolato potrebbe favorire, inoltre, la sensazione di isolamento che nel primo Dead Space era garantita dall'inospitale Ishimura. L'adagio "nello spazio nessuno può sentirti urlare" è molto abusato certo, ma non si può dire che non sia ancora valido.

    Callisto

    Merita un'analisi a parte la scelta dell'ambientazione. Callisto è infatti una delle lune di Giove con il più alto grado di abitabilità (si presume che sotto la sua superficie ghiacciata risieda un oceano di acqua salata e, potenzialmente, dei batteri alofili), ma in cima alla lista stilata dalla NASA c'è Europa.

    La scelta di colonizzare proprio quel luogo potrebbe essere spiegata con trovate narrative (per esempio uno strano monolite ritrovato proprio lì, su Callisto) oppure potrebbe dipendere da tutta una serie di altre scelte legate a un contesto di cui non conosciamo nulla. L'anno in cui è ambientato il gioco è il 2320, probabilmente l'umanità ha sviluppato un modo per viaggiare velocemente nello spazio (Callisto è a più di seicento milioni di chilometri dalla Terra) oppure ha perfezionato delle tecniche di ibernazione che gli consentono di sopportare lunghi tragitti. E magari ha stabilito degli avamposti e delle colonie sulla gran parte dei pianeti e delle lune del sistema solare. La scelta di ambientare il gioco su Callisto potrebbe anche essere simbolica. Nel mito, Callisto è una ancella di Artemide che viene sedotta da Zeus, che aveva preso le sembianze di Artemide stessa. Per nasconderla alla moglie Era, Zeus decide di trasformarla in un'orsa.

    Era però ne viene a conoscenza e ne ordina l'uccisione: Callisto si trasforma così nella costellazione dell'Orsa Maggiore. Il tema della trasformazione (il mito viene ripreso anche da Ovidio nelle Metamorfosi) è chiaramente un elemento fondante dell'horror di Striking Distance, che anche in questo caso si dimostra in completa continuità con Dead Space.

    Non è detto che gli autori abbiano pensato al legame tra mitologia e tematiche (dopotutto la correlazione che se ne ricava non è così forte), però chissà che non nasconda qualche ulteriore indizio. In ultimo, vale la pena concentrarsi su un'altra caratteristica interessante della luna: la gravità. Sappiamo che su Callisto la forza di gravità è circa un nono di quella terrestre, dunque le modalità di spostamento, perlomeno in esterna, devono essere ripensate. Questo ci porta alla formulazione di due ipotesi.

    La prima è che il gioco utilizzerà solo ambienti chiusi e con gravità artificiale, delegando all'esterno magari solo piccole sezioni o fugaci intermezzi. La seconda è che il protagonista avrà la possibilità di sfruttare un sistema di spostamento peculiare con cui muoversi anche al di fuori delle strutture.

    Quest'ultima ipotesi, anche se affascinante, sembra però entrare in contrasto con l'idea di creare un horror più claustrofobico e terrificante. Se il primo Dead Space sapeva generare tensione costante, dopotutto, era anche per la lentezza del suo protagonista. Siete nostalgici? Qui potrete recuperare la nostra recensione di Dead Space.

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