The Last of Us 2: i demoni stanno arrivando

Sony e Naughty Dog chiudono la conferenza della Paris Games Week con un nuovo brutale video di The Last of Us Part 2...

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  • Durante gli ultimi minuti del PlayStation Showcase, in sala era calato il silenzio, e con esso l'oscurità. Nella platea non si riusciva a sentire neppure un respiro: tutti erano assorti, pensierosi, dubbiosi. Ad infrangere la quiete ci ha pensato il rombo di un tuono, fragoroso e forte, mentre delle luci intermittenti, sparse lungo il palcoscenico, simulavano intelligentemente il ruggito dei lampi, così da farci sentire ancora più avvolti, immersi, spaventati. Ora il mondo intero sa che quel trailer di cinque, straordinari minuti è tratto da una costola di The Last of Us: Parte II, ma all'inizio nessuno aveva la benché minima idea di ciò che avrebbe visto. Un lunghissimo piano sequenza, diretto con un'abilità registica da antologia, ci mostra il corpo di una donna piuttosto nerboruta mentre viene trascinata a forza, tra il terriccio bagnato dalla pioggia, prima di essere legata ad un cappio, pronta per essere impiccata.

    Non può essere Ellie questa vittima sacrificale: i lineamenti, per quanto simili, sono abbastanza diversi da quelli osservati nel video d'esordio, e sul suo braccio destro non è presente il tatuaggio che abbiamo potuto ammirare nel primissimo trailer mostrato alla scorsa PlayStation Experience, quando la ragazzina ha iniziato a suonare la chitarra. Che la donna sia in realtà la madre di Ellie? Che il coltello che le viene puntato sul ventre abbia un significato simbolico per noi ancora incomprensibile? È troppo presto per avallare supposizioni: quel che è certo è che Naughty Dog non teme di mettere in disparte i "volti" del suo capolavoro, quasi a voler ribadire che la forza comunicativa del gioco va ben oltre il carisma dei suoi personaggi principali: Joel ed Ellie sono infatti fuori scena, lontani dal fulcro della presentazione.

    Al centro c'è solo la brutalità di un'umanità a pezzi, irrazionale e animalesca. È come se il team volesse suggerisci che The Last of Us non sia solo la storia di due persone in fuga, bensì quella di un intero mondo in decadenza. In particolar modo c'è lei, Emily, sadica e impietosa, che prima intimidisce l'ignota protagonista del trailer, e poi ordina ai suoi sgherri di punire Yara, una fanciulla dai tratti asiatici appena presa in ostaggio. Il movimento di camera, fluido e delicato, ci mostra senza alcuna pietà il frangente stesso in cui le ossa del braccio sinistro di Yara vengono frantumate con un martello. È un momento duro da digerire nel suo realismo visivo e sonoro: laddove nel trailer d'esordio Naugthy Dog aveva preferito indugiare su una calma apparente, cullandoci con sonorità agrodolci e con istanti in bilico tra rabbia e malinconia, qui l'atmosfera si tramuta in una bolgia di violenza ed orrore.

    Frecce conficcate nel cranio, volti irrimediabilmente sfregiati ed arti fatti a brandelli: The Last of Us Parte II ci ricorda quanto impietoso sia il suo mondo di gioco, e quanta crudeltà dovremo aspettarci dal prodotto completo. Una cattiveria che, proprio come nel primo capitolo, non risparmia nemmeno i bambini: è infatti soltanto un ragazzino, Lev, l'arciere che salva Yara dalla morte. In un universo così contaminato dall'infezione e dalla ferocia, non c'è spazio per l'innocenza, ma solo per l'ira ed il fanatismo. Sembra quindi che la narrazione sia pervasa da un sotto testo di stampo quasi "religioso": la psicopatica Emily, d'altronde, parla di "peccato" rivolgendosi al grembo dell'anonima prigioniera, chiede a Yara notizie su dove si trovi un altro "apostata", ed infine impone che le vengano "tagliate le ali", similmente ad una pratica rituale, come se la ragazza appartenesse a qualche setta specifica (forse le Lucciole?).

    E così anche Lev, dopo aver annientato i nemici, sostiene che "i demoni stanno arrivando": sta parlando degli uomini o degli infetti? Nel caso in cui si riferisse alle marcescenti creature, vien da chiedersi dunque come mai identifichi la misteriosa protagonista come "una di loro", nonostante possegga chiare sembianze umane e non mostri, in apparenza, sintomi o segni di infezione. È Yara a chiedere al compagno di liberare la muscolosa ragazza: il suo corpo è chiaramente temprato dallo sforzo e dal pericolo, plasmato dall'esigenza di dover sopravvivere a tutti i costi. E sulla sua fisionomia si posiziona la regia virtuale, fermandosi alle sue spalle poco prima che, anticipato da un gracchiare tanto sinistro quanto familiare, un manipolo di clicker fuoriesca dalla boscaglia, con l'intento di assalire i personaggi e, indirettamente, anche il pubblico.

    Palesandoli per rapidissimi secondi, Naughty Dog utilizza un meraviglioso cliffhanger in modo tale da lasciarci basiti, interdetti e profondamente incuriositi: The Last of Us: Parte II sembra avere un fascino differente da quello del suo predecessore. L'impressione è che sia ancora più cupo, disperato, selvaggio. Dalle lacrime di sangue di Ellie del primo trailer, con piccoli accenni di macabra poesia, qui si passa all'aggressività senza lirismo né dolcezza. E con la comparsa dei clicker il nostro entusiasmo sale inevitabilmente verso vette imperscrutabili: se è vero, come afferma Lev, che "i demoni stanno arrivando", noi li stiamo aspettando a braccia aperte. Ovviamente, brandendo saldamente tra le mani un martello insanguinato.

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