The Lost Wild: un survival horror con i dinosauri in Unreal Engine 5

Una interessante fusione tra Jurassic Park, Resident Evil e Alien Isolation, vi presentiamo il suvival horror in Unreal Engine 5 The Lost Wild.

The Lost Wild
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  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • La spettacolare tech demo di The Matrix Awakens ha consentito al pubblico di avere un primo contatto diretto con il promettente Unreal Engine 5, nuova iterazione del versatile motore grafico plasmato da Epic Games. Con quest'ultimo pronto ad animare produzioni di spessore, tra le quali possiamo già annoverare Hellblade II Senua's Saga, sono sempre di più i team indipendenti che annunciano di star lavorando con il nuovo engine. Di recente, ad esempio, vi abbiamo parlato dell'immaginario norreno del MMORPG coreano Legend of Ymir.

    A rispondere all'appello dell'Unreal Engine 5, ci hanno pensato anche gli sviluppatori in forze presso Great Ape Games. Con l'annuncio di The Lost Wild, questi ultimi hanno presentato al pubblico un interessante e ambizioso progetto videoludico, che mira a fondere l'inquietudine e il terrore prodotti da celebri survival horror con il fascino tradizionalmente esercitato dal mondo dei dinosauri. Da una peculiare commistione tra Alien: Isolation, Resident Evil e Jurassic Park, nasce dunque l'idea di The Lost Wild, attualmente in sviluppo con l'erede di Unreal Engine 4.

    Dinosauri in Unreal Engine 5

    "Che cosa faresti per sopravvivere?". Questa è la domanda che sta guidando Great Ape Games nella realizzazione del suo intrigante survival horror. Ambientato su di una misteriosa isola del Giappone sulla quale trovano spazio strutture di contenimento abbandonate e una lussureggiante vegetazione, The Lost Wild cala il giocatore in un contesto à la Jurassic Park, declinato però in chiave survival horror.

    In seguito a quello che il team descrive come "un misterioso fenomeno temporale", la protagonista Saskia si ritrova infatti sola e allo sbando su di un atollo popolato nientemeno che da possenti dinosauri. Liberi allo stato selvatico all'interno di un ambiente naturale selvaggio e ostile, questi ultimi paiono essere i padroni incontrastati di questo strano luogo, che però ha palesemente già conosciuto la presenza dell'uomo. Con un presente da reporter investigativa, la donna si ritrova improvvisamente gettata in pasto ad una catena alimentare che non la vede di certo in posizione dominante. Per cercare di sopravvivere, l'esperta giornalista dovrà di conseguenza aguzzare l'ingegno e cercare di dominare la paura.

    A quanto pare, l'unica speranza per trovare una via di fuga è la poco rassicurante necessità di affidarsi ad una voce sconosciuta, pronta a guidarci in salvo - o almeno si spera! - attraverso una vegetazione claustrofobica, centri di ricerca desolati e una fauna mai così pericolosa.

    Chi sia questa persona, che comunicherà con noi solamente tramite una strana ricetrasmittente, è per ora un mistero, e tale resterà probabilmente per buona parte delle circa 6-10 ore necessarie a portare a termine The Lost Wild. Attraverso strutture di ricerca cadute in disuso e inquietanti scenari in Unreal Engine 5, la storia che si cela dietro l'isola di dipanerà in maniera graduale, svelando progressivamente i retroscena che hanno condotto all'arriva della confusa protagonista nell'area.

    Per il titolo, Great Ape Games promette un'esperienza di stampo fortemente cinematografico, da vivere con una prospettiva in prima persona e in modalità rigorosamente single player. Puntando tutto sull'immersività e la ricostruzione di un confronto tra uomo e dinosauro che possa contare su di un certo realismo, il team non manca di proporre al pubblico anche una serie di finali alternativi. Nelle fasi conclusive, infatti, The Lost Wild promette di porre la coscienza di Saskia di fronte ad una scelta drammatica e dal grande impatto.

    Dinosauri e survival horror

    Se sul fronte narrativo il team di sviluppo britannico non manca di citare come punti di riferimento esperienze del calibro di Half-Life e Firewatch, anche sul fronte videoludico si contano espressi riferimenti a nomi d'eccellenza. Nel descrivere The Lost Wild, Great Ape Games include infatti tra le proprie fonti d'ispirazione opere del calibro di Resident Evil e Dino Crisis, ma anche Trespasser e Alien: Isolation. Al già intrigante mix, il team promette inoltre di aggiungere una sua personale chiave di lettura, supportata da un approccio al gameplay che possa risultare fortemente cinematografico, sull'onda di un palese riferimento all'iconica estetica di Jurassic Park.

    Nel survival horror, i giocatori troveranno ad attenderli atmosfere cupe e opprimenti, per un'esperienza che mette già in conto l'attribuzione di un rating di tipo PEGI 18. Nonostante ciò, l'intento degli autori di The Lost Wild è quello di dipingere i dinosauri in maniera relativamente realistica, offrendo l'immagine non di "mostri", ma di possenti animali. Per questa ragione, Great Ape Games sta dedicando grande attenzione alla definizione dell'IA che guiderà le creature preistoriche, che - promette il team - sapranno adattarsi in maniera dinamica alle strategie di sopravvivenza della protagonista, in un interessante bilanciamento tra istinto predatorio e di autoconservazione.

    L'approccio al gameplay proposto dal survival horror è descritto dal team di sviluppo come basato su di un assetto di stampo "Hub and Spoke". Ma che cosa significa esattamente? L'espressione è in genere utilizzata per descrivere il modello di sviluppo del traffico aereo internazionale basato su di un aeroporto di scalo principale, a partire dal quale si diramano voli diretti verso una molteplicità di destinazioni.

    Per rendere più chiara la struttura risultante, è sufficiente pensare alla ruota di una bicicletta, il cui mozzo ("hub" in inglese) è il fulcro dal quale si diramano i raggi (appunto, "spoke" in inglese). Di conseguenza, in The Lost Wild possiamo attenderci la presenza di un hub centrale, a partire dal quale sarà possibile avviare l'esplorazione libera di macro-aree.

    Nelle intenzioni degli sviluppatori di Great Ape Games, tale approccio dovrebbe ottimizzare il rapporto tra una narrazione complessivamente lineare, libertà di esplorazione e volontà di conservare una costante tensione nel corso dell'intera avventura. Nei panni di Saskia, potremo dunque percorrere molteplici sentieri, secondo un ordine non rigidamente prestabilito. All'appello non mancherà nemmeno il backtracking, con Great Ape Games che promette di ricompensare i reporter più avventurosi con un equo bilanciamento tra rischio e ricompensa.

    E in effetti, come del resto facilmente immaginabile, avventurarsi tra i diversi ecosistemi che caratterizzeranno l'ambientazione di The Lost Wild promette di

    essere un'attività parecchio pericolosa. Entità estranee in una catena alimentare che non dovrebbe contemplare la nostra esistenza, i giocatori non avranno a disposizione strumenti troppo efficaci con cui contrastare i dinosauri più pericolosi. Il team di sviluppo avverte infatti che nel titolo non troveremo ad attenderci armi letali con le quali abbattere sistematicamente le creature preistoriche. Al contrario - anche se con qualche eccezione -, la nostra sopravvivenza sarà perlopiù affidata a marchingegni improvvisati e a strumenti non letali, come ad esempio pistole equipaggiate con razzi di segnalazione.

    Il nostro limitato arsenale ci consentirà di intimidire i dinosauri, ma solamente per un periodo di tempo molto limitato, del quale dovremo approfittare prontamente per porci al riparo o superare una specifica area. Ne consegue la promessa di un grado di tensione costante, proprio sul modello del già citato Alien: Isolation. A dispetto della possibilità di utilizzare il fuoco o i più disparati strumenti di fortuna per guadagnarsi di volta in volta la salvezza, bisogna del resto rammentare che i dinosauri di The Lost Wild sono in grado di adattarsi ai nostri comportamenti. Per questa ragione, l'approccio migliore per sopravvivere sarà quello di sfruttare l'equipaggiamento rinvenuto progressivamente sull'isola per ideare diversivi ed esche per le imponenti creature. La prontezza di riflessi sarà al contempo essenziale per superare sezioni di fuga, mentre non poteva mancare una grande centralità per dinamiche di tipo stealth. Nascondersi in un tronco cavo potrebbe così rappresentare l'unica strada per scampare all'avvistamento di un Tirannosaurus Rex, mentre il sangue freddo necessario ad accendere una torcia potrebbe essere imprescindibile per scampare a letali esemplari di Velociraptor.

    Dettaglio particolarmente interessante, The Lost Wild consentirà inoltre - in determinate circostanze - di formare un fragile legame con alcune tipologie di dinosauri. Quest'ultimo

    potrebbe aiutarvi a sopravvivere nell'ambiente ostile dipinto da Great Ape Games, ma il team non ha ancora offerto veri e propri dettagli in merito. Riserbo anche sul bestiario dell'avventura, attualmente ancora non definitivo. In attesa di definire tutte le specie di dinosauro che saranno presenti in-game, gli autori preferiscono non fare promesse specifiche, limitandosi a dichiarare che, pur volendo dar vita ad habitat vivi e molto differenti, il focus è per ora tarato su creature in grado di offrire un contributo significativo al gameplay, per confronti unici e di grande impatto.

    Dinosauri in Pre-Alpha

    Non è la prima volta che il team di Great Ape Games si lascia ammaliare dal fascino dei dinosauri. I primi passi della software house risalgono anzi all'epoca del primo Crysis, che ne aveva motivato i futuri membri a cominciare i lavori per la realizzazione di un'ambiziosa Mod, poi ribattezzata Lost World Returns. In seguito all'avvio del progetto nel 2008, i Modder hanno poi sviluppato carriere di successo all'interno dell'industria videoludica. Acquisite competenze, esperienza e nuove abilità, i professionisti hanno deciso di tornare a lavorare insieme per quello che era il loro obiettivo iniziale: dar vita ad un videogioco dedicato ai dinosauri che potesse offrirne un'immagine realistica, dipingendo queste affascinanti creature "come veri e propri animali, e non come mostri".

    Nel 2018, gli ex Modder sono dunque tornati a riunirsi, questa volta per dar vita a The Lost Wild. Ad oggi, Great Ape Games può contare sul contributo di professionisti di vario genere. Tra artisti, animatori, paleontologi, designer, programmatori ed esperti di IA, la software house punta a dare finalmente vita a quella ambiziosa visione che aveva portato all'inizio dei lavori su Lost World Returns.

    Come già descritto, la visione che alimenta lo sviluppo del survival horror in Unreal Engine 5 è già molto chiara, ma nonostante questo il processo di sviluppo non è che nelle fasi iniziali. Il teaser trailer di The Lost Wild ci mostra il gioco in azione nell'attuale versione pre-Alpha, basandosi su di una sezione di circa 45 minuti. Già pienamente giocabile e meticolosamente rifinita, quest'ultima è sicuramente intrigante, ma richiederà ancora parecchio tempo prima di tradursi nel gioco finale. Al momento, Great Ape Games stima di poter completare lo sviluppo indicativamente tra 2023 e 2024. Un'attesa dunque molto lunga, per un ciclo produttivo che richiederà ancora due o tre anni di dedizione.

    Dunque perché presentare già The Lost Wild al pubblico se queste sono le tempistiche previste? La risposta è molto semplice: come molti team di sviluppo indipendenti, Great Ape Games non può contare su budget di grande spessore, con i primi anni di lavoro al titolo che sono stati supportati da una combinazione tra investimenti personali da parte degli sviluppatori e contributi ricevuti nell'ambito del programma Epic MegaGrant. Promossa dalla stessa Epic Games, quest'ultima è un'iniziativa con la quale il colosso videoludico supporta progetti promettenti che sfruttano l'Unreal Engine. Complessivamente, il programma può contare su di un budget di 100 milioni di dollari, da distribuire tra i team di sviluppo giudicati meritevoli.

    Decisi a non avviare una campagna di crowfunding se non come ultima risorsa, i ragazzi di Great Ape Games hanno deciso di alzare il sipario su The Lost Wild con l'obiettivo di tastare il friabile terreno dell'industria videoludica, nella speranza di trovare un publisher per il titolo.

    Una missione evidentemente riuscita con successo, visto che la software house ha chiuso il 2021 proprio con l'annuncio della firma di un contratto con un "publisher molto rispettato e assolutamente adatto" per il survival horror. Al momento, l'identità del partner di Great Ape Games è ancora un mistero, ma il team ha promesso interessanti novità in arrivo nel corso del 2022, anche se difficilmente potremo vedere un trailer inedito nel breve periodo.

    Nell'attesa di succulenti dettagli, vi ricordiamo che potete scoprire tutti i retroscena sullo sviluppo Indie nella nostra intervista a Devolver Digital. Nel rimandare l'appuntamento con The Lost Wild ai prossimi mesi, Great Ape Games conferma di star concentrando i propri sforzi produttivi sulla versione PC del gioco, che troverà spazio su Steam, Epic Games Store e GOG. Come avrete intuito, tuttavia, le ambizioni della piccola software house non volano basse, con quest'ultima che mira a portare il survival horror anche su PlayStation 5 e Xbox Series X|S.

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