The Medium: la nuova generazione degli horror su Xbox Series X

Bloober Team ha mostrato il gameplay del suo affascinante gioco horror: si preannunciano brividi di stampo next gen.

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  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox Series X
  • Tra i protagonisti indiscussi dell'Inside Xbox di maggio, il The Medium di Bloober Team - già noto per aver realizzato Layers of Fear, Observer e Blair Witch - è tornato in scena all'Xbox Games Showcase, confermandosi come uno dei progetti più interessanti in arrivo sulla nuova ammiraglia di Microsoft. Il "Silent Hill-like" del team di Cracovia ha saputo incuriosirci scoprendo la sua carta vincente, peraltro intimamente legata all'hardware di nuova generazione. Parliamo di quella feature super-segreta menzionata nei mesi scorsi e cioè del "Simultaneous Dual gameplay". Giocare a cavallo tra due mondi significherà vivere la condizione e in un certo senso la maledizione della protagonista Marianne, che dovrà ricorrere ai talenti medianici per dar seguito alla propria indagine e raggiungere la meta ultima di questo viaggio dell'incubo.

    Un horror psicologico con tutti i crismi

    Prima di concentrarci sulla breve ma significativa sequenza di gameplay all'interno dell'edificio abbandonato, ci sembra d'obbligo spendere due parole sul nuovo trailer che, grazie alle ambientazioni pregne di mistero e ad alcune sequenze a dir poco opprimenti, ha esposto con estrema efficacia i registri da horror psicologico di The Medium. Una farfalla svolazza libera in un ambiente cittadino, finché - a seguito d'un cambio di realtà - non la ritroviamo dirigersi verso una fiamma per poi dissolversi nel nulla.

    Le ceneri dell'insetto vanno a formare una scritta, il messaggio di qualcuno che ha tentato di "tagliarsi fuori da qualcosa" senza riuscirvi, tormentato dalle voci che non smettevano di chiamarlo. A metà tra un lucido pensiero e una richiesta d'aiuto, queste potrebbero essere le parole della stessa Marianne, la cui voce ha cominciato ad accompagnare le immagini del filmato. La protagonista fuma una sigaretta in una stanza di casa sua, situata in un edificio che - come da volontà degli sviluppatori - richiama la Polonia post-regime comunista dei primi anni '90.

    A intervallarsi con questo momento di pausa ci sono gli attimi che precedono un efferato omicidio, compiutosi nei pressi di un molo al limitare di una foresta. Non sappiamo se questo crimine sia in qualche modo connesso all'indagine di Marianne ma il fatto stesso che la donna possa "sentire" sulla pelle tale atrocità è piuttosto significativo. Condannata a vedere entrambi i volti di una storia, e cioè quello razionale del nostro mondo e quello più oscuro e profondo, la medium ci ha svelato il suo tremendo segreto: la maledizione di appartenere a due realtà differenti ma connesse.

    Con questa sorprendente rivelazione abbiamo potuto dare un senso ai suoi tentativi di "tagliarsi fuori" e alle stesse parole del Lead Game Designer, che ha spiegato come Marianne viva in due mondi pur non sentendosi parte di nessuno dei due. Senza darci il tempo di riflettere sul suo dramma interiore, che potrebbe essere uno dei pilastri della narrazione, la donna è giunta in moto dinanzi a un enorme edificio logoro, la cui facciata - come se la realtà fosse stata strappata - si è divisa in due metà per brevi istanti: la prima appartenente al mondo reale e l'altra al reame spiritico.

    Avventuratasi nelle sale abbandonate e nei bui corridoi del vecchio resort, Marianne ha udito una voce sinistra, forse proveniente da un essere che, nell'ombra del mondo degli spiriti, le stava dando la caccia. Da qui in poi il montaggio si è concentrato proprio su questa dimensione spaventosa, tra le sequenze di fuga dall'immonda creatura, la misteriosa figura d'una bimba mascherata e le abilità della donna.

    La versione "spiritica" di Marianne, ad esempio, è in grado d'emettere un'aura capace d'illuminarle il cammino e di tenerla al sicuro - seppur per breve tempo - da sciami d'insetti corrotti e altre creature. C'è ancora tanto da scoprire sul mistero dell'omicidio e sulla storia di The Medium ma una cosa è certa: pur volendo dar spazio alla libera interpretazione dei giocatori, il team si è mosso in modo diverso rispetto ai suoi precedenti racconti, fornendo al suo horror psicologico un intreccio dai contorni più chiari. Gli ingredienti per narrare una storia degna dei capisaldi del genere come Silent Hill ci sono tutti ma per ora possiamo solo sperare che Bloober Team li abbia mixati con efficacia.

    Primo sguardo al "Simultaneous Dual gameplay"

    Il gameplay di The Medium ha inizio proprio all'interno dell'hotel abbandonato visto nel trailer, con Marianne intenta a cercare quello che una volta era l'ufficio del direttore.

    Nelle ultime settimane ci è stato confermato che l'opera di Bloober Team farà uso del Ray Tracing e offrirà un'immagine a 4K nativi ma non conoscevamo ancora tutte le sue feature next-gen: grazie all'SSD di Xbox Series X, gli sviluppatori consentiranno all'utenza di controllare Marianne in entrambi i mondi e in contemporanea su schermo, senza soluzione di continuità. Ciascuna versione della protagonista avrà abilità uniche, ad esempio la Marianne del mondo spiritico - riconoscibile per i suoi capelli bianchi e una strana formazione sul braccio - potrà fuoriuscire dal corpo per proseguire le indagini più liberamente. Il primo elemento che abbiamo evinto dal filmato è l'uso della camera fissa, di cui il team si è servito sia per omaggiare i classici come Resident Evil, sia per donare un feeling molto preciso all'esperienza di gioco. Tale soluzione registica in ogni caso andrà ad alternarsi con "inquadrature cinematografiche" che garantiranno una maggior libertà di controllo al giocatore.

    Tornando a noi, sarà possibile ispezionare ogni angolo delle ambientazioni facendo uso dei sensi da medium di Marianne, che nel filmato ha trovato un meccanismo segreto alle spalle di una libreria. Interagire con specifici elementi provocherà il passaggio alla prima persona, l'ideale per leggere i documenti o analizzare oggetti d'ogni sorta.

    A tal proposito quando la donna ha trovato un interruttore nascosto da una foto, ha dovuto agire nel mondo spiritico per ridare energia al dispositivo correlato. Il puzzle ha richiesto la continua interazione tra gli elementi delle due realtà, si pensi a quando ha girato a ritroso le lancette di un antico orologio per riavvolgere il tempo nel mondo spiritico. L'orologio è stato definito un "punto di giunzione" tra le due realtà, il che ci fa pensare che ne dovremo utilizzare molti nell'esperienza completa. Non è da escludere che questi punti di giunzione possano giocare un ruolo di peso nella narrazione, come ad esempio il proiettore di diapositive visibile alla fine del gameplay.

    Prima di procedere con il puzzle, la Marianne del mondo reale si è accorta della presenza di una sorgente di potere nel mondo degli spiriti, e ha fatto sì che la sua alter ego la assorbisse per ricaricare le abilità psichiche. Finalmente in grado di ridare l'energia al dispositivo, la medium della dimensione paranormale ha avuto accesso alla stanza ed è riuscita ad attivarlo con un colpo d'energia psichica. Entrata nell'area nascosta del mondo reale, la donna ha avuto come un mancamento, perdendo la connessione col mondo degli spiriti. O almeno così credeva.

    Dopo aver visionato alcune diapositive infatti si è ritrovata come imprigionata nel mondo degli spiriti, scrutata nel buio da un'orrida figura. Il team di Cracovia va molto fiero del suo "Simultaneous Dual gameplay", che come da dichiarazione sembra aver addirittura brevettato. D'altronde i puzzle risolvibili tramite azioni combinate in entrambe le realtà sono molto interessanti e, se ben architettati, potrebbero massimizzare la varietà dell'esperienza.

    Oltre a indagare in luoghi misteriosi o a fuggire dagli abomini della dimensione spiritica, la medium potrà utilizzare i suoi poteri per contrattaccare ma sfortunatamente c'è ancora da capire come e in quale misura.

    Ad esempio non sappiamo se sia in grado di abbattere i nemici in via definitiva o possa soltanto rallentarli e, per quanto concerne il mondo reale, di quali strumenti si servirà per difendersi. Iniziano invece a diradarsi le ombre sulla direzione artistica e il comparto grafico, che abbiamo trovato piuttosto a fuoco. Gli interni in rovina dell'hotel ricordano molto da vicino gli edifici dell'Ucraina di "Chernobyl", mentre sono chiari i riferimenti al "sottosopra" di "Stranger Things" nella dimensione spiritica. Nel recente trailer Marianne si ritrova a dover oltrepassare una spessa massa organica molto simile a quella dello show di Netflix ma, si badi bene: dal mobilio finemente realizzato, alle inquadrature quasi infernali del mondo spiritico - parliamo delle statue prive di testa, delle croci ortodosse e delle bestie che si aggirano al suo interno - la presentazione visiva di The Medium sembra valere più della somma delle sue parti.

    The Medium Dalle fattezze dei nemici alle abilità offensive e difensive di Marianne, c’è ancora molto da scoprire su The Medium. Eppure, l’opera di Bloober Team sembra avere le carte in regola per dimostrarsi uno dei titoli più interessanti della lineup di lancio di Xbox Series X. Oltre a una direzione artistica ispirata, l’horror psicologico potrebbe stupire sul fronte ludico, complice l’introduzione dell’originale “Simultaneous Dual gameplay”. Fieramente next-gen, la possibilità di controllare la protagonista in entrambe le dimensioni ma in contemporanea è un tocco di classe, che potrebbe ampliare e non di poco la varietà dei puzzle e delle sezioni investigative. Con la speranza di trovarci dinanzi a una trama solida e ben narrata, non possiamo far altro che restare in attesa di ulteriori nuove e magari d’una sezione di gioco più corposa.

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