E3 2019

The Outer Worlds: anteprima del nuovo gioco di Obsidian dall'E3 2019

The Outer Worlds di Obsidian era presente all'E3: abbiamo assistito ad una dimostrazione del gameplay, ecco il nostro parere.

The Outer Worlds
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Al momento del suo primo annuncio, The Outer Worlds ci sembrava nato sotto una cattiva stella, o almeno una di quelle non particolarmente brillanti. Non fraintendeteci, quanto mostrato ci stuzzicava i sensi, eppure non eravamo completamente convinti, ed anche il pubblico era rimasto fin troppo freddo e indifferente. Nell'ultimo trailer mostrato alla conferenza Microsoft, poi, alcune sequenze sembravano decisamente sottotono, e perfino l'identità stessa del mondo di gioco, salvo qualche sketch simpatico, pareva piuttosto modesta. Tutto ciò era oltremodo strano, perché se c'è una cosa che non manca mai ai titoli firmati Obsidian, è proprio il carisma.

    Urgeva al più presto un confronto diretto, un primo contatto per tastare il polso della situazione. Al booth di Private Division, che per la cronaca sono gli stessi che hanno pubblicato Kerbal Space Program, i ragazzi del team di sviluppo ci hanno accolto nel migliore dei modi: la presentazione è durata circa una mezz'ora, ma è bastata per scrollarci di dosso il cattivo presagio. The Outer Worlds è un action RPG in grado di riprendere il meglio dell'epoca d'oro di Fallout (stiamo pensando a New Vegas, proprio lui), ne mantiene i modi, ma riconfigura tutto all'interno di un universo completamente inedito, vivace e pulsante, raccontato con la verve che solo un fuoriclasse può avere. Qualcuno, scherzando sulle atmosfere, lo ha già paragonato ad un Futurama Dark vestito da RPG, e forse non c'è andato neanche troppo lontano.

    MONARCH EXPRESS INC

    Il setting scelto per questa nuova epopea è quello sci-fi e per l'occasione assume le sembianze di una space opera, ciononostante il risultato finale è qualcosa di ben più originale del previsto. Ci sono le mega-corporazioni, queste sconosciute, tutte intente a farsi la guerra mentre divorano un pianeta dopo l'altro; una specie di neocolonialismo intergalattico, fatto di rotte commerciali rubate e terraforming abusivo, ma il bello è che il tono narrativo scelto dagli autori è fresco e acuto.

    C'è anche spazio per la fantapolitica, i concetti maturi e una valanga di volgarità "formato famiglia". Gli scambi fra i personaggi spaziano abilmente dal classico tono ruolistico al gergo tagliente, e più volte durante la presentazione ci siamo ritrovati a ridere di gusto, neanche fossimo in un vecchio show di Louis C.K. Per farvi un esempio, in alcuni casi, fra l'infinità di risposte multiple ci saranno anche le cosiddette "risposte idiote", che sono esattamente quello che sembrano, e aggiungono un tocco caotico alle conversazioni. Il dark humour, inoltre, sembra essere il vero leitmotiv della produzione, eppure non si scade troppo demenziale, e l'equilibrio che ne scaturisce è proprio il marchio stesso di Obsidian.
    Non ci è stato svelato nulla della trama vera e propria, neppure se metteremo piede su altre lune o se invece rimarremo per sempre bloccati su Monarch, la roccia su cui comincia la nostra avventura (anche se gli indizi lasciano intendere l'esistenza di almeno un secondo pianeta esplorabile). L'unica cosa che ci è dato sapere è che tutti ci chiamano "lo straniero", e che il gioco ci permetterà di diventare letteralmente chiunque vogliamo, grazie ad una libertà d'azione pressoché totale. Potremo fare il doppiogiochista e tentare la sorte a suon di punti carisma, o magari lo psicopatico omicida che interrompe i dialoghi con il machete, oppure ancora giocarcela semplicemente da legale-buono e rispettare i patti, come un qualsiasi Philip J. Fry.

    Buono, anzi buonissimo è anche il comparto grafico (realizzato con l'UE4), che in un primo momento ci era sembrato semplicemente interessante, mentre ora, visto da vicino, ha saputo conquistarci spazzando via ogni resistenza. Il look ricorda notevolmente quello di Borderlands, soprattutto per via del cel-shading, ma i tratti sono più sottili, è la resa è -se vogliamo- molto più realistica.

    La modellazione e le texture sono al top, ma purtroppo non possiamo dire lo stesso delle animazioni, che invece risultano abbastanza vetuste; non ci riferiamo soltanto alla legnosità del moveset durante le battaglie, ma anche delle espressioni facciali, per nulla supportate dalla regia statica in stile Fallout (curioso notare come il lip sync sia invece di buona fattura). Il colpo d'occhio si è dunque dimostrato encomiabile, almeno per quel poco visto sino ad oggi e lasciateci dire che gran parte del merito va al team creativo che ha saputo assemblare un direzione artistica così vivace e colorata.

    CRYOSTASIS SICKNESS

    Il gunplay è sempre stato un'ingombrate problema per le produzioni targate Obsidian, ma nel trailer la situazione di The Outer Worlds sembrava addirittura allarmante. Dopo aver dato un'occhiata più da vicino, però, dobbiamo ammettere che per larga parte ci sentiamo sollevati: il modello di shooting non sarà certo perfetto, e nemmeno il più innovativo o il più realistico sulla piazza, eppure dalla nostra esperienza hands off sembrava veloce, caotico e piuttosto divertente.

    Detriti che volano da tutte le parti, arti mozzati e via dicendo; il ritmo è quello giusto, ma non per questo dovete aspettarvi un Call of Cuty.

    Insomma, c'è ancora legnosità nei movimenti, le animazioni sono in linea di massima semplici, e tuttavia è comunque molto meglio di quanto ci aspettavamo fino a ieri. Non abbiamo ancora visto nulla sul fronte della progressione o delle abilità, tranne forse la meccanica della dilatazione temporale. Su Monarch la chiamano "mal di criostasi", contestualizzandola intelligentemente con la storia, ma è sostanzialmente un bullet time, con cui cominciano i combattimenti, a mo' di pausa tattica. La mira, in questo caso, resta sempre manuale, ma sarà comunque possibile evidenziare specifiche parti del corpo per poi mutilarle infliggendo pesanti malus come la cecità se colpiti alla testa, o la perdità della mobilità se privati di una gamba.

    Per quanto riguarda l'armamentario, ci aspettiamo (dietro suggerimento) qualcosa di epocale, fra armi da mischia tradizionali e una vasta collezione di fucili, pistole e anche qualche chicca bizzarra in stile Obsidian, esattamente come il raggio rimpicciolente anticipato dal trailer. È stata confermata anche la possibilità di modificare ogni arma e trasformarla in qualcos'altro, così come la presenza di proiettili elementali, corazzati o speciali. Oltre a questo la demo mostrava anche un assaggio di un'altra componente fondamentale: la presenza di un companion dotato di abilità uniche e specializzazioni, in altre parole, un alleato che seguiva costantemente il protagonista aiutandolo in battaglia.

    Nel corso della campagna, che dovrebbe aggirarsi intorno alle 30-40 ore, assembleremo un vero e proprio party con cui potremo interagire sia dal punto di vista tattico, che da quello narrativo, giacché ognuno di questi avrà una sua personalità e una questline dedicata ma del tutto opzionale. A tal proposito, l'intreccio con questi ultimi pare sarà molto profondo nonostante l'assenza delle romance, poiché essi potranno comunque interferire con i nostri dialoghi, creare zizzania e addirittura lasciare i ranghi qualora finissero in diretta collisione con le scelte effettuate.

    The Outer Worlds The Outer Worlds si rivela infine come un RPG vasto, solido e dal grande fascino, forse un po’ conservatore nella forma, certo, ma che siamo convinti farà impazzire ogni fan del genere. C’è ancora qualche superficie troppo ruvida sul fronte del gameplay (che speriamo venga risolta al più presto), mentre l’universo di gioco sembra già traboccante di vita e affascinante come pochi altri. L’appuntamento su Monarch è fissato per il prossimo 25 ottobre su Xbox, Ps4 e con l’esclusività confermata per un anno su Epic Store e Microsoft Store, anche su PC. Vi anticipiamo già che da qui all’uscita avremo modo di provare una versione più avanzata del codice, ma nel frattempo, mentre aspettiamo, abbiamo deciso di premiare il titolo e i nostri amici di Obsidian con un “Best of The Show” di quelli sinceri.

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