Anteprima The Sims per GameCube

Leggi la nostra anteprima e le novità sul videogioco The Sims per GameCube - 2084

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Disponibile per
  • PS2
  • Gba
  • Xbox
  • NGC
  • Simulare che passione

    Anno di grazia 1989. E' l'anno in cui avviene una di quelle piccole-grandi rivoluzioni che avrebbe segnato il mondo videoludico, probabilmente per sempre. Nasceva infatti SimCity: una simulazione in cui prendevamo i panni di un sindaco (quasi) onnipotente, alle prese con la costruzione e la gestione di una città dove bisognava affrontare tutti i problemi, urbanistici e non. Da quel momento sarebbe stato un susseguirsi ininterrotto di simulazioni di qualunque cosa, dai progetti più umili come SimAnt (gestione di un formicaio), a quelli più grandiosi e megalomani: Popolous, un vero e proprio simulatore divino in cui bisognava prendersi cura di un intero popolo che doveva colonizzare un mondo. Per quanto le ambientazioni e i soggetti delle varie simulazioni possano essere differenti, vi sono alcuni elementi che, a grandi linee, li accomunano un po' tutti. Infatti il giocatore si trova, spesso con poteri semi-divini, a dover gestire tutte le risorse, prendere decisioni importanti e valutarne tutti i pro e i contro. Il successo in questo tipo di software dipende spesso dalle capacità del giocatore di mantenere un certo equilibrio tra i vari fattori, senza mai rimanere a secco di risorse. Il bello (ma secondo molti è anche il brutto) di questo genere è che non vi sono dei veri e propri obiettivi fissi, né missioni precise da completare; non c'è un vero e proprio finale e il concetto di vincere o perdere è molto sfumato, se non addirittura assente. Sta poi ai gusti soggettivi stabilire se questa sia una caratteristica da osannare o meno. Proprio tutto questo ha reso difficile portare questo tipo di giochi sulle console. E' difficile immaginare una persona normalmente abituata all'immediatezza di Mario o Crash Bandicoot, alle prese con un gioco un po' cervellotico come potrebbe essere SimCity, piuttosto che Black & White. Per la verità, qualcosa che potrebbe essere in qualche modo simile a The Sims, nel mondo delle console esiste già, e proprio sulla nostra: Animal Crossing. Ma se questo ultimo è più un “esperimento sociale” basato su personaggi ed elementi fantastici, in The Sims, per i pochi che ancora non ne hanno sentito parlare, ci troviamo di fronte a una sfida molto particolare: una vera e propria simulazione di vita, in cui ci scontreremo con i realistici problemi quotidiani di tutti noi. Qualche esempio? il lavoro, la casa da tenere in ordine, le pulizie, i rapporti sociali e magari un elettrodomestico che si rompe. Può non sembrare un gran che come gameplay a prima vista, ma in molti si sono ricreduti dovendo riconoscere a questo gioco una grandissima capacità di creare dipendenza.

    Ma come si fa senza mouse e tastiera?

    I programmatori della Maxis non sono certo gli ultimi arrivati e non si sono limitati a una semplice, banale e veloce conversione della versione per personal computer. La prima delle novità di rilievo, che renderanno il gioco maggiormente appetibile, è il passaggio alla terza dimensione. Infatti ora ci troveremo a impersonare il nostro alter ego digitale in un ambiente e con personaggi realizzati con poligoni. A prima vista, inoltre, si notano dei piccoli e significativi miglioramenti rispetto alla versione (già disponibile) per Playstation2: texture migliorate e oggetti e ambienti maggiormente definiti e dall'aspetto più “pulito”. Ma la vera e propria rivoluzione del gioco la si può trovare nel gameplay: per la prima volta nella storia della serie “The Sims”, oltre alla grafica poligonale, troviamo la modalità di gioco “Fatti una vita” (“Get a life”, nella versione inglese), che va a intaccare proprio quella caratteristica di “mancanza di scopo” che è tipica dei titoli di questo genere e di cui si parlava nel precedente paragrafo. Infatti dovremo affrontare diversi scenari in sequenza in cui sarà necessario impegnarsi per raggiungere dei veri e propri obiettivi e, grande novità, vincere la partita terminando così il gioco. Lo scopo delle varie “missioni” è concettualmente piuttosto semplice, anche se questo non significa che le termineremo in fretta; alcuni esempi concreti possono essere: guadagnare a sufficienza per lasciare la casa dei genitori, ottenere un impiego migliore e tutte cose di questo genere. Per aiutare il giocatore medio, e venire incontro alla sua abitudine all'immediatezza del gameplay tipico delle console, avremo delle indicazioni precise su dei sotto-obiettivi che servono per raggiungere lo scopo finale della “missione”.Se non siete interessati a un gioco, certamente più immediato, ma anche dalla struttura maggiormente rigida, potete selezionare la classica modalità disponibile anche nella versione PC: “Play the Sims”. Se sarà questa la vostra scelta gli unici limiti (o quasi) che si pongono di fronte a voi sono la vostra fantasia e quelli che eventualmente vi porrete voi. Volete diventare l'uomo (o la donna) più ricco del quartiere? Preferite sposarvi, avere un buon lavoro e una famiglia? O magari sognate di possedere una villa da sogno con una magnifica collezione di auto super lusso? Ma attenzione: in “The Sims” potrete sbizzarrivi con la fantasia ma sarà necessario procedere per gradi. Il successo o meno nel raggiungere i vostri personali fini sarà condizionato da un equilibrio di tutta una serie di fattori che, in fondo, rappresenta la vera sfida del gioco. Non potete pensare di ottenere una promozione sul lavoro se ogni volta che tenterete di cucinare qualcosa rischiate di dar fuoco alla casa; e quindi, sotto a studiare qualche libro di cucina per riuscire almeno a non morire di fame o carbonizzati. Potete migliorare le vostre relazioni sociali, cercare di partecipare a tutte le feste di quartiere e, perché no, trovarvi una ragazza (o un ragazzo se interpretate una donna), ma potete anche scordarvelo se vi dimenticate di curare la vostra igiene personale e il vostro abbigliamento. Quindi grandi possibilità e tante, tantissime scelte su cosa poter far fare e far imparare al vostro avatar, ma attenzione: un po' di pazienza e perseveranza sono obbligatorie. Ad ogni modo le cose da fare e gli oggetti con cui interagire sono molti, e difficilmente si cadrà nella frustrazione o nella noia.L'ultima, ma non per importanza, modalità di gioco è il multiplayer. Potrete avventurarvi nel mondo dei Sims insieme a un amico con la visione dello schermo in split screen (ma diviso in diagonale e non il classico taglio orizzontale) e interagire con lui. Se la relazione sarà una proficua cooperazione o un continuo, ma magari divertente, mettersi i bastoni tra le ruote a vicenda sta solo alla vostra fantasia e al vostro umore del giorno.Come si può capire da questo articolo non si può dire che ci sia di che lamentarsi per il momento. La Maxis ha avuto un' ottima idea nell'introdurre la modalità “Fatti una vita”: senza dubbio più consona al mondo delle console e più favorevole per chi magari si avvicina per la prima volta a questo tipo di gioco. La modalità classica e il multiplayer completano un gameplay che, se amate questo tipo di gioco, rende il fattore longevità davvero molto buono. Non rimane che attendere la versione PAL definitiva per la recensione. Quando? Prestissimo, ovviamente.

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