Anteprima The Suffering

Leggi la nostra anteprima e le novità sul videogioco The Suffering - 1127

Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS2
  • Breve storia dell'orrore

    Un genere che su Playstation 2
    ha trovato il suo massimo splendore e una continua evoluzione è quello lo dei
    Survivial Horror. Nato con Alone in the Dark, un titolo che ormai è entrato
    nella storia dei videogames, il genere ha compiuto molta strada da quando si
    impersonava uno sfortunato investigatore finito per caso in una villa piena di
    amene mostruosità. Se Alone in the Dark (che ebbe quattro seguiti, nessuno
    all'altezza dell'originale) fu il capostipite del genere, Resident Evil (1996;
    PSX) fu il gioco che fissò lo standard qualitativo per i Survival Horror,
    aggiungendo alla collaudata struttura di Alone in the Dark un'abbondante dose
    di splatter, una grafica (per i tempi) d'avanguardia e situazioni che facevano
    letteralmente saltare il giocatore dalla sedia, assicurando cosi al gioco Capcom
    ed ai suoi seguiti il titolo di re del Survival Horror. Tuttavia la serie è
    stata più volte messa in discussione per la sua canonicità: emergeva, difatti,
    una nuova visione dell'Horror Videoludico, sviluppato dalle menti “malate” di
    casa Konami: Silent Hill. Dove RE proponeva un orrore diretto, mediato da zombie
    e creature aberranti, Silent Hill si basava più su un orrore psicologico,
    angustiando il giocatore con rumori di sottofondo angoscianti, ambienti bui e
    squallidi e visioni raccapriccianti. Questo tipo di approccio all'orrore ha
    fatto si che la serie Konami avesse un posto particolare nei cuori di tutti gli
    amanti del brivido, ed ha portato alla nascita di molti survival horror
    “psicologici” (si veda Project Zero o Forbidden Siren). Sfruttando la scia di
    questo genere di titoli, Midway ha deciso di proporci la sua personalissima
    visione dell'orrore, e per distinguersi dai vari titoli sopra citati ha deciso
    di mettere il giocatore in dei panni decisamente originali, ma soprattutto ha
    deciso di metterlo... in prigione. Incuriositi? Bene addentriamoci dunque alla
    scoperta di The Suffering.

    Il miglio verde

    La nuova fatica della Midway ci mette nei panni di
    Torque, un condannato a morte rinchiuso nel carcere di Carnate Island, in attesa
    che sia eseguita la sentenza alla quale è stato destinato per il massacro della
    propria famiglia. La notte prima della sua esecuzione, tuttavia, qualcosa di
    terribile porta il caos nel carcere: gli spiriti dei precedenti detenuti
    giustiziati cominciano a compiere la propria atroce vendetta su tutto ciò che di
    vivo incontrano, liberando cosi Torque, scaraventato tuttavia in un orrore
    peggiore della morte. Il nostro compito sarà far sopravvivere il condannato,
    fuggendo dalla prigione, ormai una vera e propria succursale dell'inferno. Nel
    mentre, scoprire il motivo per il quale i crudeli spiriti si sono manifestati,
    precipita il giocatore in una trama che molto ricorda la serie Poltergeist. Il
    fatto che il protagonista del gioco non sarà il classico militare pronto a tutto
    o l'anonimo personaggio capitato nell'orrore per caso, bensì un condannato a
    morte pluriomicida, aggiunge una discreta quantità di interesse alla trama:
    scopriremo che non tutto è ciò che sembra e il passato di Torque ci riserverà
    non pochi colpi di scena.

    Il
    carcere dell'orrore

    La struttura di gioco è piuttosto canonica. Del
    resto, dagli esordi del genere ai giorni nostri, essa non ha mai subito
    modificazioni radicali. Una visuale in terza persona del personaggio seguirà
    Torque di stanza in stanza, con telecamere fisse e mobili. Per farci strada fra
    gli orrori della prigione i programmatori ci mettono a disposizione vari tipi di
    armi, dalle classiche armi corpo a corpo tanto care ai detenuti (il tirapugni e
    l'accetta), fino ai più distruttivi strumenti bellici, disponibili nelle fasi
    finali dell'avventura (il lanciagranate o TNT). Oltre alla usuale barra
    dell'energia ed al contatore delle munizioni, lo stato di Torque sarà definito
    da una barra della “sanità mentale”: man mano che questa barra diminuirà, a
    causa delle inquietanti aberrazioni con cui il protagonista sarà costretto a
    lottare, il condannato si trasformerà in una pericolosissima macchina per
    uccidere, entrando in un violento stato di lucida follia che gli permetterà di
    massacrare per un certo periodo di tempo tutto ciò che gli si presenterà davanti
    senza subire alcun danno. I mostri che incontreremo durante il nostro viaggio
    per Carnate Island , sono probabilmente i più disturbanti e inquietanti mai
    apparsi in un gioco: essi trascinano sui loro corpi i segni delle torture subite
    nell'infernale prigione e sarà possibile capire, semplicemente guardandoli, il
    metodo usato per la loro esecuzione, in un design che ricorda molto i Cenobiti
    del film Hellreiser. Tutta l'atmosfera che impregna The Suffering, in
    definitiva, trasuda un senso di malessere e di angoscia che finora avevamo visto
    solo nella serie Silent Hill: gli ambienti della prigione sono tutti molto bui e
    inquietanti, per la maggior parte sporchi di sangue e ruggine. Persino il
    protagonista si sporcherà del sangue dei nemici uccisi, con la possibilità di
    lavarsi nelle docce sparse per il penitenziario. Gli scenari che visiteremo
    saranno vari e particolareggiati: dalla stanza delle sedia elettrica fino agli
    ambienti esterni.

    Tanta
    concorrenza...

    Dal punto di vista tecnico, il gioco sembra sfruttare
    abbastanza bene l'hardware PS2 (non ci pronunciamo invece sulla versione
    X-Box). Certo, siamo lontani dalla macabra perfezione di Silent Hill 3, e
    tuttavia le texture paiono essere bene definite e gli effetti luce-ombra
    presenti in gran numero. Il frame rate del gioco si attesta su buoni livelli,
    senza rallentamenti di sorta. Ma quello che pare essere il vero cavallo di
    battaglia di The Suffering è l'audio: se un doppiaggio di qualità altalenante
    mina un po' l'atmosfera, le inquietanti grida dei prigionieri torturati ed i
    fastidiosi versi delle creature che ci troviamo ad affrontare fanno si che il
    comparto audio di questo titolo contribuisca in maniera sensibile alla creazione
    dell'atmosfera cupa e angosciante che i programmatori volevano rendere. Con
    tutta questa carne al fuoco non resta che aspettare la versione definitiva di
    The Sufferring, che pare diversificarsi notevolmente dai survival horror
    attualmente in commercio. Ed è proprio questa la grande domanda: riuscirà The
    Suffering ad imporsi sugli esponenti di un genere che presenta molti validi
    concorrenti? Non dimentichiamoci che all'orizzonte ci aspettano diversi incubi:
    Project Zero 2 o l'attesissimo Silent Hill 4: The Room. In ogni caso gli amanti
    dei Survival Horror “psicologici” possono stare tranquilli: su PS2 c'è
    sicuramente almeno un titolo che fa per loro. The Suffering è stato datato,
    nella sua versione Usa, per fine Marzo/inizio Aprile. Poco dopo dovrebbe
    raggiungere l'Europa.

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