The War of Genesis Remnants of Gray: un GDR strategico da tenere d'occhio

Direttamente dalla Corea arriva il remake di due giochi di ruolo strategici molto in voga negli anni '90, ma che non giunsero mai in Occidente.

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  • Switch
  • Quando si parla di giochi di ruolo tattici, il primo franchise a prender forma nella mente del giocatore moderno è quasi sempre Fire Emblem: un brand che ha visto la luce nel lontano 1990 e che da allora si è evoluto incessantemente, raggiungendo la maturità in Fire Emblem: Fates per Nintendo 3DS e Three Houses per Nintendo Switch (qui trovate la nostra recensione di Fire Emblem: Three Houses). Quello che molti non sanno è che in quegli stessi anni in Corea prese piede una serie di RPG strategici conosciuta col nome di The War of Genesis, i cui primi sei episodi - al tempo pubblicati soltanto su PC - non lasciarono mai ufficialmente la penisola. La serie ha infatti dovuto attendere il 2019 per godere di un minimo di fama internazionale, quando The War of Genesis: Battle of Antaria è approdato sui dispositivi iOS e Android di tutto il mondo.

    Le prime due incarnazioni della serie, in ogni caso, durante il 2022 godranno di una seconda giovinezza e di una nuova opportunità per farsi conoscere meglio, in quanto il publisher LINE Games e lo sviluppatore ReG Studio ne hanno annunciato un remake completo e moderno. Intitolato The War of Genesis: Remnants of Gray, l'RPG approderà il prossimo anno sulla macchina ibrida della Casa di Kyoto, ma LINE Games ha dichiarato di star considerando l'idea di portare il gioco anche su PlayStation e Xbox. Incuriositi dal nuovo teaser, abbiamo quindi posto sotto le lente di ingrandimento i pochi materiali finora diffusi in rete, allo scopo di capire cosa dovremmo aspettarci dal prodotto e fornirvene un resoconto preliminare.

    Le fatiche della Freccia d'Argento

    Ambientato nell'anno 1202 del calendario di Ezekiel, The War of Genesis: Remnants of Gray si aprirà con la rovinosa caduta del millenario Impero Pandragon, uno dei paesi più floridi e antichi dell'universo di Antaria, che nelle prime battute della vicenda sarà appunto sconfitto e distrutto dal rivale Impero Geysir.

    Anziché piegarne lo spirito, il tragico evento forgerà la coraggiosa e caparbia principessa Lee Olin Pandragon, che supportata dal fedele Duran Rembrandt e dagli altri valorosi cavalieri al suo seguito assumerà il comando della resistenza e si opporrà con tutte le sue forze al tiranno invasore. Difatti, la bellissima erede al trono e i suoi numerosi compagni d'arme saranno equipaggiati con armature dalle tinte chiare e dallo stile uniforme, simboleggiando la loro appartenenza al rinomato e fiero Ordine Cavalleresco della Freccia d'Argento. Vendicativa e impulsiva al punto tale da scendere personalmente in prima linea, ignorando i consigli elargiti dai premurosi soldati al suo servizio, la principessa Lee Olin darà quindi inizio a una campagna militare lunga e sofferta, che alle volte vedrà la sua armata sopraffatta dalle forze di Geyser. D'altronde, l'esercito avversario potrà contare non solo sull'astuzia e l'esperienza del minaccioso generale Kashtar Günther, che a giudicare dal secondo teaser del titolo sarà protagonista di una vera e propria faida con Lee Olin, ma anche sulla soverchiante potenza degli immensi golem meccanici impiegati in battaglia, senza dimenticare l'inarrestabile Dark Knight al servizio del machiavellico Imperatore.

    Sfortunatamente le informazioni in nostro possesso sul canovaccio narrativo di The War of Genesis: Remnants of Gray terminano qui, ma in compenso i toni classici dell'incipit delineano con efficacia un epico poema cavalleresco dal quale è lecito aspettarsi sviluppi drammatici e sanguinosi.

    Sviluppi, questi, che con tutta probabilità tempreranno il carattere dell'affascinante principessa Lee Olin Pandragon e la prepareranno ai sacrifici e al dolore che dovrà sopportare pur di liberare il suo paese caduto e riconquistare la corona che le spetterebbe per diritto di nascita. Al netto di un tema poco originale e già trattato da migliaia di altre opere, i ragazzi di ReG Studio potrebbero comunque sorprenderci e regalarci un'epopea straordinariamente matura e ricca di colpi di scena.

    L'unione fa (quasi) sempre la forza

    La principale differenza tra The War of Genesis: Remnants of Gray e la maggior parte dei tattici giapponesi va ricercata nella volontà del team di sviluppo di proporre all'utente una nutrita componente esplorativa. Laddove tanti giochi di ruolo strategici di produzione nipponica ci hanno infatti abituati a muoverci liberamente soltanto nell'HUB principale e ad avanzare in maniera automatica nei dungeon raggiunti durante la campagna, il titolo di coreana fattura ci permetterà invece di esplorare con calma ogni singolo anfratto delle aree visitate dalla Freccia d'Argento.

    Non essendo campali, gli scontri coinvolgeranno gruppi tutto sommato ragionevoli di nemici e si innescheranno solo quando il giocatore entrerà in contatto con un soldato e un golem avversario. Una volta colpito un nemico, la fase esplorativa cederà il passo a quella di battaglia senza alcuna transizione e nel giro di un istante la classica griglia a scacchiera comparirà sotto i piedi dei cavalieri presenti sullo schermo, limitandone i movimenti. Questo implica la possibilità per gli utenti di aggirare all'occorrenza gruppi di assalitori, evitando lo scontro diretto, e soprattutto di modificare la formazione e l'equipaggiamento delle proprie unità in base alla natura individui incontrati. Tenendo presente che anche i nemici potranno prendere l'iniziativa dopo aver avvistato l'Ordine Cavalleresco della Freccia d'Argento, è plausibile che attaccando i contendenti alle spalle si possa persino godere di un piccolo vantaggio iniziale, semplificando la lotta alle porte.

    A primo acchito il sistema di combattimento a turni di The War of Genesis: Remnants of Gray può apparire tutt'altro che innovativo, in quanto i combattenti, una volta giunto il loro momento di agire, possono avanzare di qualche casella, ricorrere ad attacchi standard o sfoggiare incantesimi e skill speciali che consumano gli MP a disposizione.

    Osservando attentamente i materiali diffusi da LINE Games, invece, non abbiamo potuto fare a meno di notare una meccanica particolarmente sfiziosa e utile. Quante volte in Fire Emblem o Final Fantasy Tactics vi è capitato che a un nemico appena colpito restassero un paio di HP appena, costringendovi a sprecare un altro turno per infliggergli il colpo di grazia? Il corretto posizionamento delle proprie unità, in The War of Genesis: Remnants of Gray, ridurrà le probabilità che si verifichino situazioni del genere, poiché al termine di ciascuna azione i compagni nelle caselle immediatamente adiacenti eseguiranno degli attacchi follow-up mirati a eliminare una buona volta i bersagli in fin di vita. A proposito, vi manca Final Fantasy Tactics? Date un occhio al suo erede spirituale nella nostra anteprima di Project Triangle Strategy.

    Dal momento che lo stesso discorso dovrebbe valere per i soldati di Geyser, il posizionamento dei fedeli guerrieri al seguito della principessa avrà quindi una valenza strategica da non sottovalutare e di cui comunque non bisognerà nemmeno abusare, in quanto i golem e determinati nemici saranno capaci di colpire diverse caselle vicine. Pertanto, se in alcune situazioni la vicinanza tra due o più guerrieri rappresenterà la chiave per conseguire in fretta la vittoria, in altre battaglie potrebbe invece pregiudicare l'esito del conflitto. Un'attenta analisi del campo di battaglia sarà dunque essenziale per discernere i momenti favorevoli per raggruppare la squadra da quelli in cui sarà invece imperativo disperdere i nostri beniamini.

    Come in qualsiasi strategico orientale che si rispetti, infine, durante la scelta degli ordini da impartire ai propri soldati, ai giocatori verrà sempre mostrata la percentuale di successo di ciascuna tecnica, la probabilità di eseguire un colpo critico e persino il numero di danni arrecabili all'avversario designa, così da poter pianificare nel dettaglio ogni singolo movimento del party.

    Particolareggiato e brutale

    Per quanto riguarda invece il comparto grafico, The War of Genesis: Remnants of Gray vanta un colpo d'occhio notevole, specie se consideriamo che il prodotto è stato concepito per girare sull'ibrida di Nintendo. Al netto di qualche lieve imperfezione, riguardante perlopiù la resa della vegetazione, gli scenari traboccano di dettagli e nel complesso risultano ben ombreggiati. Stesso discorso vale per i modelli poligonali dei personaggi, che anche grazie all'ispirato design delle armature paiono deliziosi e particolareggiati.

    Peccato soltanto per le solite e fastidiose compenetrazioni durante le fasi di lotta, che ci auguriamo vengano risolte entro l'arrivo nei negozi. Buoni gli effetti speciali che accompagnano l'esecuzione delle tecniche segrete di ciascun combattente e apprezzabile la scelta di far seguitare a ogni colpo portato a segno dei copiosi fiotti di sangue, che si spera non subiscano alcuna censura.

    The War of Genesis: Remnants of Gray Quello del gioco di ruolo strategico è un genere di nicchia che nel corso degli ultimi due decenni ha raccolto sempre più consensi, ma che tuttora può contare su pochi esponenti realmente validi. Moderno rifacimento di due titoli molto apprezzati in Corea negli anni ’90, ma che purtroppo non hanno mai raggiunto i nostri lidi, il promettente The War of Genesis: Remnants of Gray potrebbe riservarci non poche sorprese e rivelarsi un’ottima alternativa all’inarrivabile Fire Emblem. Se da una parte non vediamo l’ora di scoprire maggiori dettagli sul suo epico e cavalleresco canovaccio narrativo, dall’altra un rodato sistema di combattimento a turni e il delizioso colpo d’occhio sono già valsi al titolo di ReG Studio e LINE Games un posto nella nostra wishlist. Ne seguiremo lo sviluppo con un certo interesse, augurandoci che il publisher lo ponga sotto i riflettori un po’ più spesso rispetto a quanto accaduto nell’ultimo anno.

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