Tormentor: il nuovo gioco dei creatori di Agony si spinge oltre

Il nuovo gioco dei creatori di Agony rischia di essere solo un tripudio di violenza immotivata e apparentemente senza alcun senso.

Tormentor: violenza e scandalo
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  • Il nome Madmind Studio non suonerà nuovo per chi bazzica tra i giochi horror, e per alcuni potrebbe pure essere un infausto latore di ricordi spiacevoli. Lo studio polacco è difatti autore di Agony, un horror ambientato all'inferno che poco più di due anni fa fece discutere per le sue tematiche spinose (c'erano scene di sesso e violenza molto esplicite e brutali) e per le sue qualità che in molti non hanno esitato a definire scadenti (qui troverete la nostra recensione di Agony). Al netto delle sue mancanze, Agony aveva comunque un fascino particolare quando si parlava di raffigurare l'inferno. Metteva da parte qualsiasi allegoria per dare vita a una rappresentazione grezza, priva di vera profondità e animata da un caos quasi infantile.

    Normalmente queste parole non sarebbero d'elogio, tuttavia Agony era riuscito a raggiungere un equilibrio, probabilmente involontario, dove tutto ciò non solo acquisiva un senso, ma generava persino un clima a tratti fascinoso e coerente. Più una congiunzione astrale che talento. Ma se il talento si può spendere, è difficile che una congiunzione astrale si ripeta. E al momento non sembra che Tormentor, il nuovo spregiudicato titolo in sviluppo, possa mettere in luce le abilità del team.

    Nei panni di un torturatore

    Tormentor non è il primo gioco annunciato da Madmind dopo l'uscita di Agony. Prima è arrivato Paranoid, e poi Succubus (il prologo di Succubus è gratis su Steam), quest'ultimo sempre ambientato nell'inferno di Agony. Il fil rouge che collega tutti questi giochi è la morbosa attenzione per temi controversi e per la violenza più brutale, che però non sottendono null'altro se non la glorificazione degli stessi. Chiaramente, dare una lettura del genere nei confronti di Tormentor potrebbe apparire prematuro, ma non c'è nulla nel video o nelle informazioni a corredo della scheda su Steam che dia un'idea del contrario. Si legge invece che il giocatore vestirà i panni di un uomo con una malattia mentale che cancella i suoi ricordi e lo rende instabile. Una personalità che ha deciso, per sopravvivere e guadagnarsi la sua dose di notorietà, di catturare dei poveri malcapitati e di torturarli in diretta sul dark web, da cui, tra l'altro, si procura le medicine che gli servono per tenere a bada i sintomi della malattia.

    Le descrizioni continuano: "Stringi i migliori accordi e arricchisci le celle con nuovi strumenti di tortura per preparare le tue vittime a un gioco pericoloso. Soddisfa le voglie infernali dei tuoi sponsor e ottieni progressivamente contratti più oscuri eliminando per loro conto gli individui più scomodi." Come se fosse un gestionale, insomma, il giocatore può perfezionare il laboratorio degli orrori comprando nuovi "pezzi di arredamento" utili a soddisfare le brame degli spettatori.

    Violenza gratuita?

    L'idea per Tormentor è stata quasi certamente ricavata dalle notizie che circolano attorno al dark web e da film dell'orrore come Unfriended, ma rischia di essere spettacolarizzata e banalizzata. Si parla di problemi mentali (e dubitiamo che Madmind abbia consultato degli specialisti in materia), e pure di omicidio con mutilazioni annesse.

    E dare in mano ai giocatori il controllo in una situazione del genere rischia di produrre un moderno emulo di Custer's Revenge (un gioco in cui l'utente era portato a stuprare una nativa americana). Per di più, nella parte finale della pagina Steam si legge un'ultima, inquietante, informazione: "Fai uso di un profondo sistema di modifica dei personaggi per creare nuove vittime. Dalle un nome, seleziona un tono di voce e aggiungi una descrizione dettagliata alla loro scheda, poi usa la telecamera per condurre una diretta delle torture."

    Il giocatore ha dunque il potere di creare la sua vittima, di ribattezzarla come vuole e aggiungere dettagli della sua vita, prima di mutilarla a morte: è chiaro che un'impostazione del genere potrebbe generare situazioni infauste (si guardi al caso di Red Dead Redemption 2 e della femminista) e dare spazio a chi non aspetta altro che inscenare il suo simbolico teatrino degli orrori.

    Serial Killer Simulator

    Ma qual è, allora, lo scopo, il messaggio che vuol lasciare un gioco come Tormentor. È forse il lavoro di qualche creativo "punk" che ha voglia di generare controversie perché stufo del "perbenismo" dei videogiochi? Un'operazione di mercato che ha notato l'assenza di "serial killer simulator" nell'elenco di giochi su Steam? Non lo sappiamo davvero, ma non è poi così importante: ci sembra comunque che Madmind si sia spinta troppo in là.

    Temi così delicati possono eccome essere trattati, ma bisogna avere la maturità necessaria per saperne parlare, e l'approccio adolescenziale di Tormentor non parla a favore dello studio polacco. I videogiochi sono potenti strumenti comunicativi e dunque vanno utilizzati con responsabilità e consapevolezza: fornire un assist così plateale alle frange più violente e intolleranti della community non ci pare affatto un modo virtuoso di dare forma alla propria creatività.

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