Anteprima Transformers

Leggi la nostra anteprima e le novità sul videogioco Transformers - 1159

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  • PS2
  • Anime
  • Old
    Style Toons

    Appravero sui nostri
    teleschermi per la prima volta nel 1982; i Transformers furono i pionieri,
    insieme a He-Man, di quel filone di serie a cartoni animati create per
    promuovere una linea di giocattoli che nacque e prosperò negli anni '80. Le
    storie che venivano scritte erano spesso dei pretesti, alquanto lacunosi, per
    motivare particolarità del giocattolo, ma l'effetto promozionale era di sicura
    riuscita, agli occhi dei bambini, nonostante questa pecca. Io stesso facevo
    parte di quella schiera di ragazzini di nove o dieci anni che guardavano tutti i
    giorni le avventure di Commander, Megatron e di tutti gli alleati Autorobot e
    temibili Distruptor. Tutti noi ci chiedevamo che utilità potesse avere un
    gigantesco robot che muta in un altrettanto megalitico mangianastri e le cui
    cassette si trasformano in una Iena e uno sparviero: tanto grandi erano i nostri
    dubbi quanto era lo stupore di fronte all'ennesimo nuovo transformer che
    entrava in scena. E ne apparivano ogni volta di più strani; treni, elicotteri,
    scavatori, mezzi di pronto soccorso. Ad ogni nuova apparizione, al termine
    dell'episodio, ecco che partiva lo spot pubblicitario del giocattolo! E così,
    per puntate e puntate, giganteschi robot si combattevano con le armi più
    sofisticate che il futuro possa offrirci senza mai farsi nemmeno un graffio: si
    sa che il giocattolo di un eroe morto non vende tanto quanto quello di un
    vivo... per cui in Transformers, in He-Man, nei GI-Joe e in tantissimi altri
    cartoni animati non c'era mai una ferita, un morto, (e se avete presente i
    Cobra, nemici dei GI-Joe che si lanciano col paracadute dagli elicotteri
    monoposto sapete cosa intendo) rassicurando sia i genitori che i negozianti. Il
    merchandising da allora è mutato, diventando forse un po' meno palese... ma non
    è estinto. Gli stessi Transformers sono d'un tratto scomparsi per poi
    riapparire con un nuovo look (e nuovi giocattoli) e con nuove storie spesso, se
    possibile, ancor più strampalate. L'ultima apparizione risale allo scorso
    inverno, con la serie Transformers Armada: stesse storie, stessi scontri di
    immortali, nuovi giocattoli da promuovere. Questa volta però i robot non
    dovranno contare soltanto sulle loro avventure televisive per realizzare un
    decoroso fatturato. Da questo maggio i trasformabili più famosi del mondo
    potranno contare su un alleato davvero formidabile: un videogame per Playstation
    2! Prodotto da Atari e sviluppato da Melbourne House (che realizza buoni giochi
    dai tempi del C64) Transformers Armada: Prelude to Energon arriverà sulle
    console italiane a Maggio di quest'anno e noi di Play2Eye abbiamo voluto
    indagare un po' su cosa offre questo ennesimo “gioco su licenza”.
    Siamo nel
    2010: sulla terra giunge una astronave extraterreste con un prezioso carico, dei
    robot di sembianze e dimensioni simili a quelle di un essere umano chiamati
    minicon. La loro caratteristica principale è quella di poter essere utilizzati
    come fonte energetica da altri robot, noti con i nomi di Autobot e Decepticon.
    Questi, guidati da Optimus Prime e Megatron combattono una guerra senza vinti e
    vincitori da ormai più di mille anni. Il dominio sui minicon può determinare le
    sorti del conflitto, per questo sia gli autobot che i decepticon atterrano sulla
    terra con lo scopo di impadronirsene. Riusciranno i pacifici Autobot a sventare
    le malvage mire di dominio sull'intero universo dei Decepticon? Transformers
    Armada è uno sparatutto in terza persona: impersonate uno dei tre Autorobot ( o
    Autobots che dir si voglia) disponibili: il comandante Optimus Prime, Red Alert
    e Hot Shot. Lo scopo del gioco è, come si è già capito, impossessarsi dei
    preziosi mini robot per poter sconfiggere i terribili nemici. Per fare questo
    bisogna esplorare tutto il pianeta Terra, dal Polo Nord al Polo Sud passando per
    la foresta Amazzonica e un arcipelago del Pacifico fino ad arrivare alla base
    dei Decepticon e infine al pianeta Cybertron, patria dei Transformers. I tre
    protagonisti si distinguono tra loro per potenza di fuoco, velocità e minicon
    trasportabili; questi ultimi infatti entrano in simbiosi con gli Autobot e
    forniscono loro particolari poteri, come barriere difensive, mimetizzazione
    ottica, un visore della scia energetica del nemico e così via dicendo. Accade
    così che Optimus Prime, vista la sua massa, risulterà lento rispetto ad Hot Shot
    ma potrà caricare molti più minicon, e quindi aver molta più capacità offensiva
    rispetto al veloce alleato. L'utilizzo dei poteri extra conferiti dai piccoli
    robot, il cui numero totale dovrebbe aggirarsi attorno alla cinquantina,
    condiziona l'accesso ad alcune aree di gioco altrimenti irraggiungibili, il che
    dovrebbe garantire un certo livello di sfida nonché una considerevole longevità
    del gioco. Come dice il nome stesso i nostri eroi si possono trasformare: Prime
    diventerà un camion Hot Shot una vettura sportiva e Red Alert un moderno SUV. La
    trasformazione può essere sfruttata in varie maniere: rende più veloci, quindi
    si può evitare meglio il fuoco nemico, permette di compiere dei balzi e
    raggiungere luoghi irraggiungibili, e funge da attacco nel momento in cui
    decidete di caricare il nemico come un ariete. Il sistema di controllo del
    proprio robot è quanto di più classico e collaudato ci si possa aspettare; con
    uno degli stick si sposta il nostro mech, con l'altro si punta l'arma. Un
    tasto è adibito al fuoco del fucile laser in dotazione, uno a salti, scatti ed
    evasioni, un altro alla trasformazione in veicolo e viceversa. I nemici che
    affollano le arene di combattimento sono i Decepticlones, copie dei Decepticon
    che appariranno soltanto come Boss di fine livello. E come boss si fanno
    rispettare, viste le dimensioni per esempio di Tidal Wave, un transformer a
    forma di porta aerei. Se la struttura di gioco non sorprende per l'originalità
    la realizzazione tecnica lascia davvero sbigottiti, almeno per quanto si è
    potuto vedere finora. Le ambientazioni sono estremamente vaste, curate, ricche
    di texture e colorate brillantemente. I Transformers sono animati molto bene,
    molto dettagliati e gli effetti particellari prodotti dal fuoco delle loro armi
    sono belli e ricercati. Sono visibili ancora piccoli problemi di frame rate
    instabile e di clipping ma Andrew Carter, vice presidente di Melbourne House, ha
    assicurato che per la data di pubblicazione questi problemi saranno ampiamente
    risolti. Una solida colonna sonora, un audio in 5.1 e il conosiutissimo effetto
    sonoro prodotto dagli autorobot durante la trasformazione completano un comparto
    tecnico di prim'ordine. Senza dubbio Transformers Armada: Prelude to Energon
    sarà un gioco sopra la media: la realizzazione tecnica ne è una prova tangibile.
    L'unico vero rischio che corre è quello di non riuscire a essere tanto bello da
    vedersi quanto curato nel gameplay. L'impressione che si può ricavare dalla
    beta release è un po' vaga: sembra infatti che lo scopo sia solo quello di
    raccogliere un minicon e usarlo per accedere a un altro schermo in cui ne è
    conservato un altro. Se così fosse potrebbe risultare noioso nel lungo termine;
    fortunatamente il materiale visionato è ben poca cosa rispetto a quanto promesso
    da Atari nella versione finale e noi attendiamo fiduciosi di poter giocare un
    buon titolo e magari di poterci affezionare nuovamente ai vecchi immortali
    Transformers... Dovrei averne ancora qualcuno in soffitta, potrebbe fare una
    bella figura sulla mia scrivania...

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