Twin Mirror: il thriller investigativo di Dontnod cambia volto

Dopo anni di assenza dalle scene, l'avventura di Dontnod torna a mostrarsi con una nuova demo: vi raccontiamo le nostre impressioni.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Negli ultimi due anni, Dontnod dev'essersi riguardata più volte allo specchio, e ciò che ha visto probabilmente non l'ha soddisfatta a dovere. Dopo una rapida comparsata alla Gamescom del 2018, infatti, il suo Twin Mirror è svanito nel nulla, lasciando dietro di sé solo il ricordo un po' sfumato di un'avventura investigativa a episodi, una formula di distribuzione tanto cara al team di sviluppo. Quel gioco, tuttavia, non esiste più. O meglio, ha cambiato i connotati, si è rifatto il look e ha scelto di proporre una nuova immagine di sé: quella di un prodotto completo, non più suddiviso in capitoli, che verrà proposto in un'unica soluzione durante il corso del 2020 su PC, Xbox One e PS4.

    A quanto sembra dalla breve demo a cui abbiamo potuto assistere, inoltre, Twin Mirror ha reinventato parte della sua personalità estetica e ludica: Dontnod ci tiene a ribadire di aver lavorato duramente per ricalibrare l'esperienza fin nel minimo dettaglio, in maniera tale da renderla pienamente in linea con gli standard qualitativi a cui gli autori di Life is Strange ci hanno abituato fino ad ora. È senza dubbio ancora molto presto per valutare le potenzialità di un titolo che fa leva prevalentemente sul comparto narrativo e sulle varie diramazioni decisionali a disposizione del giocatore: tuttavia le sequenze di gameplay mostrate da Dontnod ci hanno delineato il profilo di un thriller intimistico caratterizzato da un'atmosfera sufficientemente accattivante.

    Mistero e Sentimento

    Basswood è un posto come tanti altri. Il riflesso della tipica, piccola cittadina americana del West Virginia. È circondata dal verde, attraversata da un fiumiciattolo, e sorge su una miniera che le ha garantito, tempi addietro, una buona dose di prosperità economica. Ci sono le immancabili tavole calde, e la gente va in giro con il più classico dei pick-up.

    Insomma: un luogo di quotidiana banalità, il cui aspetto "da cartolina", agli occhi dei divoratori di serie tv e videogiochi come Twin Peaks o Alan Wake, lascia presagire più di un risvolto oscuro. Il reporter investigativo Sam Higgs è nato e cresciuto a Basswood, eppure non sembra molto felice di tornare a casa. Due anni prima, del resto, la sua ex ragazza Anna aveva rifiutato la sua proposta di matrimonio, un evento che lo ha spinto a lasciarsi indietro la sua vecchia vita per cominciarne una nuova lontano dalla città. Ma il tempo del dolore, per Sam, non è ancora finito. Il suo migliore amico Nick, infatti, è appena passato a miglior vita, ed è per questo che il protagonista è costretto a rimettere piede in quello stesso luogo che aveva scelto di abbandonare. Ad accoglierlo c'è un paesaggio grigio e smunto, rinfrancato solo superficialmente dai tenui raggi di un sole al crepuscolo. Sul promontorio che affaccia su Basswood, Sam indugia nei ricordi: in quello stesso punto, d'altronde, Anna gli aveva spezzato il cuore. Rivederla, alla cerimonia della veglia di Nick, non potrà far altro che provocargli nuova sofferenza.

    Ciononostante, i problemi sentimentali non sembrano quelli più impellenti e gravosi che Sam d portarsi sulle spalle. La figlia adolescente del suo defunto amico gli chiede aiuto: a suo dire, la morte del padre non è stata un tragico incidente. Com'era lecito attendersi, spetterà al protagonista venire a capo della matassa di mistero e comprendere la verità sulla scomparsa di Nick. Per riuscire nell'intento, in ogni caso, non sarà da solo: ad accompagnarlo nelle indagini troveremo anche il suo "alter ego".

    Io sono te, e tu sei me

    Quello che Dontnod chiama "The Double" - il Doppio - è il riflesso di un'altra personalità di Sam. La sua voce interiore, il doppelganger che nessun altro può vedere, e che entra in scena quando il protagonista si trova impantanato in situazioni che lo mettono a disagio, come ad esempio le relazioni sociali o i bivi decisionali. Il Doppio proporrà sempre al reporter un punto di vista alternativo, una prospettiva inedita che permetterà al giocatore di compiere le decisioni che ritiene più giuste.

    Rispetto alla demo mostrata nel 2018, The Double sembra aver mutato in parte atteggiamento e personalità: mentre nella versione iniziale ci appariva più vivace e spigliato, in netta contrapposizione con il carattere più chiuso e sofferente di Sam, ora l'alter ego - tenuto perlopiù in penombra - assume le forme di una figura maggiormente inquietante, quasi subdola e poco rassicurante. In ogni grande scelta che Sam dovrà compiere The Double sarà presente al suo fianco per indirizzarlo verso uno specifico sentiero. Com'è ovvio, in una produzione di tal genere anche le più piccole decisioni avranno un impatto significativo sia nelle relazioni che il protagonista intratterrà con gli altri personaggi, sia nel grande disegno della trama di Twin Mirror. Al pari delle altre opere del team, l'andamento della vicenda risentirà delle strade imboccate dal giocatore: data la natura investigativa dell'avventura, ci auguriamo inoltre che eventuali errori compiuti in fase di indagine possano avere considerevoli ripercussioni nel corretto svelamento del mistero.

    Il palazzo mentale

    Le memorie di Sam non sembrano ben definite: sono un groviglio di frammenti sparsi, da ricomporre per dar forma ad un'immagine più chiara del suo passato. Ed è proprio a questo che serve il suo Palazzo Mentale: un luogo onirico, in cui il tempo scorre in modo diverso, e dove il protagonista è chiamato ad assemblare i pezzi dei suoi ricordi, per ricostruire i suoi trascorsi, piacevoli o dolorosi che siano, e per individuare alcuni dettagli nascosti o indizi che potrebbero aiutarlo nelle sue indagini.

    Rispetto alla prima versione del gioco, Il Palazzo Mentale è stato ridisegnato integralmente, anche se Dontonod ha preferito non scendere nei dettagli riguardo le modifiche apportate, ribadendo che questa dimensione sognante e atemporale avrà un tocco del tutto unico e personale. Al termine del viaggio nell'inconscio, Sam raccoglierà nuove informazioni sui personaggi incontrati nella sua visione, che arricchiranno la biografia dei comprimari e gli permetteranno di formulare deduzioni e processi logici maggiormente coerenti nel corso delle sue investigazioni.

    Stile cinematografico

    Gli anni trascorsi dall'annuncio sono serviti a Dontnod per rielaborare anche il comparto tecnico di Twin Mirror, che il team stesso definisce maggiormente "cinematografico", caratterizzato da una fotografia più ricercata, da una regia più attenta e da cinematiche dettate da ritmi più dilatati e d'ampio respiro.

    Prima di esprimere qualsiasi giudizio sulla qualità della narrazione e della messa in scena, dovremo ovviamente attendere un contatto diretto con il gioco, ma già dalla nuova demo è possibile notare un incremento grafico marcato e decisamente più piacevole, sia per quanto riguarda l'effettistica che il livello di dettaglio. A non convincerci è invece l'espressività facciale dei personaggi, da sempre tallone d'Achille del team francese: rigida e statica, la recitazione digitale non riesce in alcun modo a trasmettere l'emozione dei protagonisti, indebolendo inevitabilmente la portata empatica dei dialoghi e delle scene più intense.

    Twin Mirror Il primo titolo auto prodotto da Dontnod abbandona la formula episodica per proporre un’avventura investigativa dotata di una promettente atmosfera. Le premesse narrative non ci hanno però particolarmente esaltato, e la nostra speranza risiede nel fatto che lo studio riesca a superare l’apparente banalità dell’incipit per raccontare una vicenda contorta, intima e malinconica. Il valore di Twin Mirror si misurerà prevedibilmente nella complessità del sistema di scelte, nella qualità della sceneggiatura e nelle diramazioni della trama, tutti elementi che, per ovvie ragioni, potranno essere valutati solo con una prova più approfondita. Per il momento ci rifugiamo dunque nel nostro palazzo mentale, ricordando le nostre precedenti (e bellissime) esperienze con le avventure di Dontnod, in attesa di partire in direzione di Basswood.

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