E3 2019

Vampire The Masquerade Bloodlines 2: i vampiri escono allo scoperto all'E3

Vampire The Masquerade Bloodlines 2 uscirà nel 2020 ma all'E3 di Los Angeles Paradox ha mostrato una demo del gioco: ecco la nostra anteprima.

Vampire The Masquerade Bloodlines 2
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Sarò sincero, mentre cercavo il booth di Paradox Interactive, come al solito disperso nei meandri più remoti del dungeon Losangelino, avevo paura. Ne avevo tantissima, perché sapevo che di lì a poco avrei visto per la prima volta il gameplay di Vampire The Masquerade: Bloodlines 2, e se qualcosa fosse andato storto, il mio cuore (schifosamente) nostalgico non avrebbe retto. Il trailer uscito dal nulla era bello, fin troppo, e tutt'ora non riesco neanche ad immaginare una città più azzeccata di Seattle per proseguire le storie della Camarilla, eppure ero preoccupato. Non è che non mi fido del publisher svedese, anzi, quelli li amo con tutto il cuore, più semplicemente mi trovo ad ammettere un'ineluttabile verità, e cioè che il progetto è talmente ambizioso e complesso, che chiunque si troverebbe in difficoltà a trasporlo in videogioco, indifferentemente dal budget. E ciò vale oggi come per il lontano 2004.

    Per fortuna la realtà ogni tanto è più gentile del previsto e riesce perfino a sorprenderti, anche se con qualche ingombrante riserva. Ho finalmente visto Bloodlines 2 in modalità handsoff per più di quaranta minuti, in solitaria e senza il minimo disturbo, anzi accudito dagli sviluppatori che hanno assecondato ogni mia richiesta, con una gentilezza ed una disponibilità ad oggi praticamente introvabile. Con i ragazzi di Hardsuit Labs abbiamo parlato di tutto, sviscerando ogni più piccolo dettaglio della loro produzione, e posso già dirvi che per quanto non risulti ancora perfetto, Bloodlines 2 si configura come un titolo dalle enormi potenzialità, dotato di una singolarità assai preziosa. Non vorrei anticiparvi nulla, ma una cosa devo dirvela subito: attualmente non è prevista una localizzazione in italiano, e per un RPG di questo tipo sappiamo tutti cosa significa...

    Welcome to Rain City

    Seattle è intrigante e romantica, di sicuro una delle città più carismatiche degli stati uniti, ma è anche un buco profondo e umido, pieno di criminalità e degenerazione. Quindi è il posto perfetto per ambientarci un capitolo della saga Vampire the Masquerade, e farci così sguazzare fra la sua nebbia spettrale, nei fumosi locali notturni o a passeggiare per l'immancabile Pier che stavolta si affaccia su Elliot Bay. Il primo Bloodlines, titolo cult realizzato dai Troika oramai quindici anni orsono, era un gioco di ruolo estremamente complesso, che sacrificava volentieri la componente action in favore di un poì di sano Pen & Paper. Era però tempestato da bug e un'infinità di altre debolezze, ma almeno il comparto tecnico era di prima scelta, ed è un piacere ammettere che anche oggi è la sensazione è simile (o quasi).

    Realizzato con l'Unreal Engine 4, il titolo firmato Hardsuit Labs sfoggia una modellazione ricchissima e texture di alta qualità, assai fedeli al trailer in CG, con un comparto luci realistico e di grande atmosfera, coadiuvato da un'effettistica davvero niente male. Il colpo d'occhio è estremamente accattivante, anche se c'era qualche insicurezza a livello di framerate, ma si trattava comunque di una build pre-alpha, perciò, almeno per il momento, lasceremo correre. Quello che purtroppo non possiamo ignorare, invece, è il kit di animazioni riservato ai personaggi, soprattutto ai secondari: purtroppo sembrano fin troppo legnosi, anche al netto di una modellazione accurata, e in alcuni casi la performance facciale è piuttosto deludente, e all'inizio si sente (anche perché in Bloodlines si chiacchiera un bel po', fidatevi).

    Telecamera e regia restano fedeli al canone old school, e dunque in prima persona, con l'eccezione delle cutscene (che però non abbiamo visto) e di alcune specifiche azioni che vedono un breve allontanamento fino alla terza persona, un po' come accade nei moderni Deus Ex. Insomma è bello da vedere, ma ha i suoi limiti, quelli legati ad una produzione di medio profilo, che però ha messo anima e cuore in ogni pixel, e questo si nota eccome. In più, a quanto ci dicono gli sviluppatori, la città sarà estremamente grande e realistica, divisa in maxi-aree (quindi scordatevi pure l'open world), per una durata della campagna che dovrebbe aggirarsi intorno alle trenta ore, oppure molto di più se sarete giocatori votati al "completismo".

    L'abbraccio di massa

    Parliamo anche della storia, anche se, come potete immaginare, il team di Seattle non poteva anticiparci troppo, ma sappiate che il narrative director è lo stesso del primo Bloodlines. Starà a noi creare da zero il protagonista, e anche se non abbiamo potuto sbirciare nulla dell'editor ci è stato detto che quella parte è stata trattata con i guanti, e come prevedibile saremo muti per via dell'immedesimazione, mentre tutti gli altri npc saranno doppiati.

    Impersoneremo un senza-casta, un vampiro "appena nato" in circostanze misteriose e pericolose, ovvero un caso di "abbraccio di massa". Se conoscete il franchise originale saprete anche che questa pratica, ovvero la conversione di un gruppo di uomini a vampiri in modo sregolato, è fortemente proibita dal codice della Camarilla, che non vuole in nessun modo mettere in pericolo la Masquerade (ovvero la finzione a cui tutti i vampiri devono sottostare per vivere in pace con gli umani). Ci sono ovviamente i cinque clan, compresi i Bruha e i Nosferatu, e noi dovremo unirci ad uno di questi, per poi indagare sullo strano caso della nostra nascita come vampiro. È un'idea che ci stuzzica, sicuramente originale anche perché caratterizzata da tinte noir/investigative, che viaggia in parallelo con la classica tematica dell'ascesa dell'individuo all'interno della gerarchia. Un'altra cosa molto interessante sembrano essere anche le quest secondarie, che pare includeranno, oltre alle tradizionali faccende a scopo esplorativo, anche le storie degli altri sette sopravvissuti, ovvero coloro che hanno subito la nostra stessa sorte il giorno dell'abbraccio di massa (e sono completamente facoltative). C'è anche una gran lore da riscoprire, ergo ci aspettiamo grandi cose sul piano narrativo, che poi è sempre stato un grande punto di forza del brand, e quel poco che abbiamo visto dei dialoghi lascia ben sperare...

    Fly Me To The Roof

    Per quanto riguarda il gameplay, diciamo sin da subito che Bloodlines 2 riprende in pieno la struttura Action-RPG del suo predecessore, cercando di attualizzarlo ai tempi moderni. Si parla moltssimo e si fanno una valanga di scelte multiple davvero ben congeniate, ci si arrampica ovunque, si indaga e volendo si combatte anche parecchio, il tutto senza però dimenticarsi della meccanica fondamentale dell'umanità, traducibile in: fai ciò che vuoi, ma non rompere la Masquerade.

    Molto dipenderà anche dalla vastità e dall'efficacia dei poteri del Vampiro che sceglieremo di essere, e dunque è ancora presto per dire se l'impresa è riuscita o meno, soprattutto perché per un gioco così non bastano certo trenta minuti di provato, ma va anche detto che alcuni aspetti ci preoccupano. Ad esempio la città sembra poco popolosa, e ci piacerebbe molto approfondire il livello di interazione fra i singoli npc, giacché al momento, tranne in situazioni specifiche, non sembrano avere un vero scopo, o quantomeno un atteggiamento credibile (colpa della build non definitiva?).

    L'avanzamento si basa su un sistema a statistiche derivato dal gioco cartaceo, che però al momento resta segreto, mentre gran parte delle meccaniche centrali sono legate alla disciplina scelta, ovvero l'abilità che ci contraddistingue. Ne abbiamo viste tre per ora; le ali da pipistrello che ci permettono di volare, la manipolazione mentale e la forma eterea, ma sappiamo che ce ne saranno molte di più e saranno collegate al clan che sceglieremo si servire. Torna anche la statistica del sangue, l'immancabile energia, la corazza e la fame.

    Quello che invece è tutto nuovo, è la meccanica della cosiddetta risonanza del sangue: in pratica, tramite una abilità che ci permette di scannerizzare gli umani intorno a noi, potremo comprenderne alcuni valori legati all'emotività, come la rabbia, la paura il dolore ed altri ancora e potremo addirittura interferire con questi. Ad ognuno poi corrisponde un colore, e quindi uccidere e cibarsi di un umano colmo di rabbia (rappresentata da un'aura rossa), aumenterà alcune specifiche statistiche conferendo buff e così via. Ovviamente ci sono anche le armi da fuoco, oppure lame o qualsiasi contundente trovato per strada, ma perché annoiarsi con le ignobili creazioni degli umani quando si possono trafiggere gli avversari con una serie di spunzoni a base di magia del sangue? Insomma, quello che è chiaro da questo primo contatto con Bloodlines 2 è che il titolo sviluppato da Hardsuit labs e Paradox ha un grande, grandissimo potenziale, ma c'è ancora molto lavoro da fare prima che la forma diventi definitiva. Speriamo vivamente che le cose vadano per il verso giusto, e di poter mettere al più presto le mani su una versione più avanzata del codice in modo da sperimentare tutti gli aspetti che ci sono sfuggiti in questa sede, e mentre aspettiamo, cominciamo già ad affilare i canini.

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