Anteprima Warhammer 40.000: Fire Warrior

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Da 1:14 a 1:1

State forse cominciando a stancarvi di passare interi pomeriggi a pitturare i vostri piccoli soldatini di piombo per poi poterli usare nel week-end con i vostri amici nelle vostre epocali battaglie al celebre gioco da tavolo Warhammer? Avete forse cominciato a chiedervi se è giusto passare due ore a costruire un plastico sul quale far marciare i vostri piccoli eserciti, per poi affrontarvi con i dadi multicolore multisfaccettati per decidere chi ha sparato a chi e chi muore per chi sa quale ragione? E non vi è mai capitato che dal terzo turno in poi avete abbandonato i dadi per passare direttamente agli insulti e alle mazzate perché nessuno ci capisce un broccolo del regolamento? "...Noooo! Il TESTUDO MALEDICTA non può sparare col DISINTEGRATORE se è messo in quella posizione!", "... E tu allora? Da quand'è che i tuoi TERMINATOR possono sparare con i CANNONI AL PLASMA mentre corrono!?!". Per voi che fate "sì" con la testa la THQ sta lavorando per farvi vivere lo spettacolari guerre di Warhammer 40.000 dal punto di vista del fatidico soldatino in una maniera decisamente più immediata.

In un universo dove c'è solo una realtà: la guerra

Si stanno ultimando i lavori per Warhammer 40.000: Fire Warrior, uno sparatutto in soggettiva ambientato nell'universo del celebre gioco di strategia della Games Workshop. Molti diranno "Un ennesimo clone di Doom!". In effetti, è proprio quello che ho detto io quando l'ho saputo: effettivamente si è portati a concludere che sviluppare giochi con questo stile dopo che sono già stati creati cavalli vincenti quali, uno per tutti, Unreal, sia abbastanza audace. FW, poi, non è il primo tentativo di trasporre su un videogioco il gioco da tavolo, e i predecessori non si può dire che siano stati dei capolavori, a parte forse Space Hulks (guardacaso proprio un altro sparatutto in soggettiva), che all'epoca è stato reputato notevolmente coinvolgente da quei pochi che l'hanno conosciuto.
THQ e Kuju Entertainment hanno sicuramente tenuto conto dello scetticismo con cui sarebbe stato accolto l'annuncio del loro ultimo progetto, e anche se si pensava che non ci fosse più nulla da inventare, qualche coniglio dal cilindro l'hanno estratto.
Nel gioco voi vivete una giornata tipo di un soldato Tau, una razza di alieni con una filosofia Zen e una personalità tra le meno violente ma tra le più intelligenti. Nei 17 livelli che affronterete alternerete ambienti al chiuso, in enormi basi o astronavi, e all'aperto, tra canion e città diroccate, tutti sempre molto cupi. Ci sarà la possibilità di cambiare fino a 15 diversi tipi di armi da fuoco, quasi tutte con la possibilità di alternare modalità di uso, anche se nella maggior parte dei casi si può cambiare giusto il tipo di raffica. Anche se le armi sono tante, di nuovo c'è che oltre alla vostra fedele spada e le granate non potrete portare con voi più di due armi da fuoco: una è sempre quella di ordinanza, come succede per il gioco originale. L'arma aggiuntiva la potrete raccogliere dai caduti in campo sia nemici che alleati e come in Halo, dal quale hanno evidentemente preso più di qualche spunto, l'evoluzione della capacità distruttiva delle armi che trovate è molto ben studiata, ovvero: non è detto che le armi più potenti vengano incontrate necessariamente verso la fine del gioco. Potrete perfino incontrare un sergente degli "space-marines" a pochi quadri dall'inizio del gioco: se riuscirete ad ucciderlo lascerà cadere un gran bel cannone. Certo, con pochi colpi, e senza la possibilità di metterlo "da parte" per i momenti difficili (ricordate: solo due armi da fuoco), quindi: o andate avanti con la spada, esaurite i colpi dell'arma di ordinanza e magari vi organizzate con un paio di granate, oppure vi divertite a fare una veloce e terribile devastazione per poi buttare il cannone del sergente per un'arma meno potente ma più carica aspettando che, nell'avanzare nei vari livelli, l'artiglieria nemica migliori in maniera più generosa.
Sicuramente un punto di forza per questo titolo è il fatto che, a dispetto della maggior parte dei giochi di questo genere, lo svolgersi dell'intera storia non sarà un continuo sparare a tutto ciò che si muove. Ci saranno diversi punti in cui dovrete mettere da parte le armi e affrontare le situazioni con velocità, astuzia o gioco di squadra.
Durante le missioni non sarete soli: con voi si affiancherà un gruppetto di due o tre commilitoni che vi darà una mano nelle varie azioni di combattimento. Per quanto riguarda l'AI, sembra ben curata: alcune volte ha sofferto di qualche ingenuità che, gli sviluppatori hanno assicurato, nella versione definitiva sarà corretta.
Vi capiterà di notare, ad esempio, che mentre voi state rovistando in una stanza evidentemente del tutto sicura i vostri compagni, invece di seguirvi stupidamente, rimarranno alla porta di ingresso per assicurasi che nessun malintenzionato vi attacchi alle spalle. O ancora: se la situazione durante un fuoco incrociato diventasse disperata, potrebbero benissimo darsela a gambe: indecoroso, certo, ma verosimile. E i nemici sono tutt'altro che stupidi manichini che avanzano sparando ad occhi chiusi: si ingegnano in imboscate, corse ai ripari dai colpi e accortezze del genere.
Dalle indiscrezioni trapelate sembra evidente che le ambientazioni siano notevolmente suggestive: le texture sono belle anche se a volte un po' elementari, gli scontri a fuoco sono visivamente splendidi grazie agli ottimi effetti di luce creati dalle esplosioni e dalle devastanti armi utilizzate. Inoltre, agli amanti di Warhammer 40.000, farà piacere sapere che tutti i soldati ed i mezzi riproducono fedelmente quelli usati nel gioco da tavolo, tranne l'astronave che viene impiegata per lo sbarco iniziale e l'arma da fuoco principale dei Tau, che la Games Workshop ha disegnato appositamente per questo gioco.

Forse ci siamo sbagliati

Warhammer 40.000: Fire Warrior, quindi, contrariamente ai presupposti sembra essere destinato ad un sicuro successo. Aver considerato gli aspetti vincenti dei suoi predecessori nel genere sembra essere stata una scelta saggia. Il Gameplay promette di essere davvero avvincente, grafica e sonoro ben curati, giocabilità elevata grazie ad una adeguata scelta della disposizione dei comandi sul pad che prevede tra l'altro l'uso di entrambi gli analogici. Sicuramente ci sarà più di qualcuno non resisterà alla tentazione di comprarlo per poter incontrare tutte le razze del gioco originale finalmente in scala 1:1.

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