Werewolf The Apocalypse Earthblood: l'analisi del nuovo gameplay

Nacon ha pubblicato un nuovo video gameplay di Werewolf The Apocalypse Earthblood ma le sensazioni non sono del tutto positive.

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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Werewolf: The Apocalypse - Earthblood non si è presentato nel migliore dei modi, bisogna essere sinceri. Non tanto perché le aspettative costruite dall'annuncio del 2017 sono state in parte disattese (dopotutto il World of Darkness è lo stesso universo in cui troviamo Vampire The Masquerade Bloodlines, rinviato al 2021), ma per lo stato di arretratezza concettuale in cui pare essere impigliato il gioco sviluppato da Cyanide. E da quel che abbiamo inteso non si tratta di una produzione volutamente citazionista, un gioco che celebra "la gloria degli anni che furono", piuttosto una produzione che sembra disconoscere alcuni passi in avanti compiuti da game e level design e che dunque sfrutta alcuni modi di fare tipici di oltre una generazione fa.

    Rigido e schematico?

    L'ultimo video mette in luce proprio questo: livelli assolutamente schematici e preparati, con un'intelligenza artificiale sostanzialmente inerte e bloccata in una bolla atemporale, e coperture che se ne infischiano di coerenza e organicità, e sono invece piazzate per creare una sorta di percorso preferenziale. Per di più, ritorna la presenza dei barili esplosivi nel bel mezzo dell'arena, una soluzione sfortunatamente ancora dura a morire ma che sempre più giochi hanno cominciato a riconsiderare. Solo guardando l'assetto della mappa e le routine delle guardie si percepisce la superficialità che sembra caratterizzare l'intero costrutto ludico, a partire dalla strutturazione delle arene in cui Cahal, il protagonista con il look da duro e un gilet di pelle, sfoga la sua ferocia da lupo mannaro.

    Cahal è un eco-terrorista, membro di una tribù di mannari che, per colpa di una società petrolifera chiamata Endron, si vede espropriata la propria terra. Il tema ambientalista si compone di sottostorie legate all'appropriazione del territorio, alla marginalizzazione di minoranze e al sovrasfruttamento delle risorse naturali: tutti argomenti potenzialmente interessanti se trattati col giusto tatto e con la giusta profondità.

    Temiamo, tuttavia, che le motivazioni di Cahal fungeranno solo da pretesto per soddisfare una power fantasy a base di artigli e peli arruffati, e sarebbe senz'altro un peccato. Ma d'altronde questo è quello che la comunicazione di Focus Home Interactive ci ha fatto percepire: ogni volta che Earthblood è stato mostrato, l'attenzione si è spostata sui combattimenti, sulla furtività e, in generale, sui modi che ha Cahal di cavarsi dagli impicci e superare indenne un "livello". Nell'ultimo filmato è stata ad esempio rivelata la presenza di una barra della rabbia che si può riempire abbattendo i nemici di nascosto. Il protagonista si può muovere alle spalle delle guardie in forma umana o, ancor meglio, con le sembianze di un lupo.

    Se viene scoperto, la sua trasformazione in Crinos (una delle forme da lupo mannaro presenti nel World of Darkness) lo aiuta in battaglia, permettendogli di affrontare non solo soldati armati, ma persino mech e droni. Chiaramente una preparazione più attenta dello scontro (che si traduce in un maggiore accumulo di rabbia) consente l'utilizzo di abilità più potenti, e per questo immaginiamo che almeno nelle battaglie più difficili servirà un minimo di pianificazione e studio delle minacce. La furtività non è l'unico strumento: Cahal ha infatti anche doti da hacker ed è abile a usare una piccola balestra, la quale può abbattere nemici distanti senza far rumore e, con l'utilizzo di speciali dardi elettrizzati, può danneggiare le porte da cui arriveranno i rinforzi per indebolirli.

    Trascurando l'esistenza di porte per lo spawn dei rinforzi (che sono sicuramente una soluzione anacronistica, ma coerente con la generale "vecchiaia" concettuale della produzione), l'idea di avere strumenti alternativi alla capacità di metamorfosi ci fa piacere, poiché ventila la possibilità di incappare in situazioni più varie e in cui il combattimento non è la principale risorsa.

    Non una prospettiva poi così sorprendente, ce ne rendiamo conto, ma considerando le caratteristiche del titolo, ogni approccio alternativo potrebbe seriamente cambiare le carte in tavola. Anche dal punto di vista tecnico il gioco sembra essere piuttosto arretrato, con animazioni molto semplici e, in generale, una conta poligonale molto al di sotto degli standard odierni. Questo non è poi un problema così grosso, e difatti l'aspetto meno convincente del colpo d'occhio di Earthblood è la mancanza di uno stile distintivo o di una direzione artistica realmente efficace.

    Una considerazione che riguarda tutto ciò che è stato mostrato finora, tra nemici che richiamano l'archetipo del soldato futuristico supercorazzato, mech altrettanto generici, e ambienti industriali privi di personalità. Neanche sotto questo punto di vista, insomma, si riesce a ricavare qualcosa su cui vale la pena puntare gli occhi.

    Al momento Werewolf: The Apocalypse - Earthblood (qui potrete trovare il gameplay di Werewolf: The Apocalypse) sembra quindi un gioco "fuori tempo massimo", e purtroppo riteniamo sia difficile che il prodotto finito riesca a ribaltare queste sensazioni preliminari.

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