Wuchang Fallen Feathers: uno sguardo al gameplay del nuovo Soulslike cinese

Lo studio di sviluppo Leenzee Games ha annunciato WUCHANG: Fallen Feathers, un interessante souslike che approderà sul mercato nel corso del 2024.

Wuchang Fallen Feathers: uno sguardo al gameplay del nuovo Soulslike cinese
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  • Da Lost Soul Aside a Black Myth: WuKong, passando per l'inarrestabile fenomeno globale di Genshin Impact (per tutti i dettagli sul free-to-play consultate la nostra recensione di Genshin Impact), in tempi recentissimi i titoli cinesi capaci di catturare la nostra attenzione vanno moltiplicandosi a un ritmo sorprendente, specie se consideriamo il livello qualitativo medio-basso che fino a non molto tempo fa caratterizzava praticamente tutte le produzioni provenienti dalla Cina.

    Al sempre meno ristretto circolo di cui fanno già parte i suddetti titoli ha deciso di unirsi anche WUCHANG: Fallen Feathers, ovvero il nuovo action RPG annunciato dallo sviluppatore Leenzee Games. Il prodotto dovrebbe esordire nel corso nel 2024 su piattaforme non meglio specificate, e sebbene le informazioni sul suo conto scarseggino ancora, il team di sviluppo ha già innescato nei nostri animi il desiderio di cimentarci con questo nuovo soulslike. Proviamo quindi di seguito a riepilogare tutti i dettagli finora in nostro possesso.

    Un morbo spaventoso

    Presentato con un trailer di gameplay di circa 18 minuti, WUCHANG: Fallen Feathers è ambientato negli anni conclusivi della caotica Dinastia Ming, pertanto i suoi paesaggi sono ispirati alla meravigliosa e sempre affascinante Cina imperiale.

    Stando a quanto dichiarato, anche la storia si baserà su alcuni eventi storici, come prevedibile romanzati e mescolati agli irrinunciabili elementi fantasy/sovrannaturali tipici del genere soulslike. L'indiscussa protagonista della vicenda sarà una giovane donna di cui al momento ignoriamo il nome, ma che nelle prime battute della campagna si risveglierà ai piedi di un'enorme statua di Buddha e scoprirà di aver contratto un morbo incurabile.

    Chiamata semplicemente "Piumaggio" (dal quale presumiamo derivi il titolo stesso dell'action RPG), questa misteriosa malattia tende a far spuntare delle piume sui corpi degli sfortunati contagiati, per poi ricoprirli per intero e condurli apparentemente alla morte. Purtroppo nessuno conosce con esattezza i dettagli circa il Piumaggio, in quanto il morbo è comparso soltanto sei mesi prima dei fatti raccontati in WUCHANG: Fallen Feathers, quando un mostro mangia-uomini ha improvvisamente attaccato un villaggio.

    Per nulla preoccupata dalla notizia che il suo braccio sinistro non possa essere guarito in alcun modo, la fanciulla abile nell'uso del liuyedao (un variante lunga della sciabola cinese dao, sviluppatasi appunto sotto la Dinastia Ming) sembrerebbe mossa da una missione non meglio specificata che la spingerà ad infiltrarsi in territorio nemico e farsi strada tra orde di avversari sia umani che disumani, come il raccapricciante boss mostrato al termine del filmato. Osservando attentamente il trailer non abbiamo potuto fare a meno di notare i continui elementi ispirati al folklore cinese, che pare aver influenzato tanto il design dei nemici quanto la realizzazione dei paesaggi.

    In particolare siamo stati colpiti dalle statue raffiguranti il fenghuang (la fenice cinese), che i giocatori potranno rinvenire tra i cespugli e utilizzare per salvare i propri progressi: chiamate a sostituire i classici falò dei soulslike, le suddette sculture dovranno però essere attivate attraverso un tributo di sangue, ragion per cui la protagonista sarà costretta ad aprirsi una piccola ferita sul palmo della mano ogni volta che si imbatterà in una nuova statua.

    Un dettaglio che non sembra influenzare la barra della vita, ma che la dice lunga sulla volontà degli sviluppatori di rispettare o reinterpretare le tradizioni cinesi. Dopotutto, secondo la mitologia orientale il fenghuang avrebbe connotazioni positive, in quanto sarebbe un simbolo di grazia e virtù, nonché dell'unione tra yin e yang.

    Un arsenale di tutto rispetto

    Se le informazioni circa la trama di WUCHANG: Fallen Feathers sono abbastanza scarse e non ci consentono di azzardare alcun giudizio preliminare, lo stesso non si può dire per il sistema di combattimento, che grazie al lungo filmato di gameplay ha cominciato a delineare un promettente action RPG.

    Caratterizzato da un'interfaccia utente palesemente ispirata alle creazioni di Miyazaki, il titolo affiderà alle mani della sua protagonista un vero e proprio arsenale: oltre al già menzionata liuyedao, che tornerà utile per colpire i nemici alle spalle e annientarli con un unico e silenzioso affondo, la fanciulla potrà ricorrere in ogni momento a una seconda arma lunga, come ad esempio un'ascia pesante con cui abbattere gli avversari più corpulenti, o alla spada a una mano costantemente appesa al fianco sinistro. In ogni caso, ciascuna di esse potrà essere utilizzata assieme a degli esplosivi che, se usati con astuzia, faciliteranno l'eliminazione degli ostacoli più ostici.

    Potendo trasportare sei diverse categorie di oggetti, la guerriera avrà accesso a diverse tipologie di bombe, che in base alla situazione torneranno utili per far saltare in aria interi gruppi di soldati accampati attorno al fuoco, disperdere le bestie selvatiche o comunque sfoltire le fila avversarie. Mettendo da parte l'armamentario, durante la visione del trailer abbiamo appreso che la nostra alter-ego potrà indossare un massimo di tre accessori e ben quattro pezzi di equipaggiamento, che almeno sulla carta dovrebbero garantire una soddisfacente componente ruolistica e un discreto livello di personalizzazione del personaggio.

    Tuttavia, poiché durante il filmato la guerriera non ha recuperato alcun pezzo di equipaggiamento, ancora non siamo del tutto certi che questi ne altereranno anche l'aspetto, similmente a quanto accade in genere nei soulslike.

    È la difficoltà di WUCHANG: Fallen Feathers a non convincerci affatto, difatti gli avversari incontrati lungo la demo e persino il boss di fine livello cadono con una facilità disarmante. Certo, esiste la concreta possibilità che quella mostrata sia la primissima area del gioco (il che giustificherebbe almeno in parte la difficoltà bassa, anche per compensare la totale assenza dell'equipaggiamento), eppure l'impossibilità di percepire il benché minimo livello di sfida per tutta la durata del filmato sembrerebbe suggerire che il prodotto non sarà indirizzato tanto agli appassionati del genere, quanto al più vasto pubblico casual.

    Se così fosse, ci auguriamo quantomeno che Leenzee Games decida di includere diversi livelli di difficoltà, in modo da regalare agli irriducibili sostenitori del soulslike una sfida che sia degna di tale nome. Quel che è indubbio è che il team di sviluppo dovrà sfruttare i tre anni che ancora ci separano dal lancio di WUCHANG: Fallen Feathers per elevarne le performance ad oggi non proprio esaltanti.

    Nonostante questa sia dotata di un'agilità fuori dal comune, durante i movimenti e le schivate effettuate dall'esile protagonista si percepisce una certa pesantezza, e in generale le animazioni risultano ancora più ingessate di quelle che affliggevano l'ispirato CODE VEIN (per tutti i dettagli consultate la nostra recensione di CODE VEIN). Da rivedere anche il feedback dei colpi e la sincronizzazione degli effetti sonori, che alle volte partono in anticipo o in ritardo rispetto a quanto avviene sullo schermo, o peggio ancora sono del tutto assenti.

    Spigolosità, insomma, che in questa fase dello sviluppo sono più che comprensibili, ma nelle quali speriamo di non imbatterci quando finalmente potremo provare in prima persona la visione del soulslike secondo i ragazzi di Leenzee Games.

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