Xenoblade Chronicles Definitive Edition: il JRPG Monolith torna su Switch

Tra le migliorie estetiche e alcune scelte conservative, Xenoblade è pronto a tornare su Switch con alcune interessanti novità.

Xenoblade Chronicles Definitive Edition
Anteprima: Nintendo Switch
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  • Switch
  • Con Xenoblade Chronicles: Definitive Edtion uno dei più importanti jRpg dello scorso decennio si appresta a tornare su Nintendo Switch. In attesa della recensione abbiamo potuto provare il titolo per capire quanto il lavoro di Monolith Soft si discosti dall'opera originale. Grazie a un comparto grafico totalmente rinnovato e ad alcune piccole ma significative migliorie nel gameplay, la Definitive Edition nasce chiaramente con l'intento di rimettere a nuovo un capolavoro senza tempo, mantenendo intatto l'impianto ludico che lo sostiene.

    Remake o Remaster?

    Nell'approcciarsi a Xenoblade Chronicles: Definitive Edtion è fondamentale chiarire che ci troviamo di fronte ad un'operazione conservativa, rispetto del materiale di riferimento, con l'obiettivo di smussare le asperità di un titolo che ancora oggi ha molto da dire. Siamo insomma ad anni luce di distanza dagli stravolgimenti apportati con Final Fantasy VII Remake, una reimmaginazione totale del gioco che segnò la storia della prima console di Sony.

    Xenoblade, del resto, non è invecchiato troppo male: grazie ad un combat system in tempo reale improntato sull'azione, e ad una struttura derivata direttamente dagli mmorpg, non ha bisogno di pesanti rivoluzioni per attirare l'attenzione del pubblico di oggi. Monolith Soft ha quindi optato per un approccio molto più cauto, che fa tesoro dell'esperienza acquisita negli ultimi anni, con il porting avvenuto su 3DS e poi con Xenoblade Chronicles 2, e la utilizza per far rifiorire l'impianto del titolo che ha dato inizio alla saga.

    Edizione Definitiva

    Le avventure di Shulk sono esattamente identiche a come ce le ricordavamo su Wii e 3DS. Al giocatore sarà richiesto di accompagnare il giovane Homs in un viaggio che lo porterà a diventare l'attore principale della guerra senza fine tra creature umanoidi e Mechan, esseri inorganici provenienti dal corpo del titano Mechanis. Per svolgere questo ruolo sarà fondamentale la leggendaria spada Monade, l'unica arma capace di danneggiare le macchine e dotata di un potere fuori dal comune: i pochi eletti in grado di brandirla sono in grado di avere delle visioni del futuro e di cambiare così il proprio destino.

    La trama, ricca di colpi di scena e incalzante dall'inizio alla fine, è un perfetto esempio della monumentale narrativa tipica dell'autore Tetssuya Takahashi, che con Xenoblade Chronicles riuscì ad eguagliare la profondità delle sue precedenti opere, come Xenogears e Xenosaga.

    Se la regia delle cutscene rimane invariata, le capacità dell'hardware di Switch consentono di dare una nuova verve al titolo, che si presenta con una veste grafica ricostruita da cima a fondo. Le immense lande del corpo del gigantesco Bionis impressionavano per la loro estensione e per la varietà strutturale anche su Wii, ma chiaramente spingevano al limite le capacità delle console. Il risultato era un motore grafico con qualche incertezza di tropo, sia nel framerate che nella gestione dei modelli poligonali.

    Con la definitive Edition, Xenoblade acquista un'ottima pulizia visiva, che grazie a un'eccellente implementazione dell'anti-aliasing e ad un sistema di illuminazione riscritto da zero rende finalmente giustizia alla direzione artistica della produzione. Certo l'aver abbracciato una resa estetica tendente più al territorio degli anime, soprattutto per quanto riguarda i volti dei personaggi, è una diretta conseguenza del riutilizzo del motore grafico del secondo capitolo, ma rispetto a questo ci sono dei netti miglioramenti: primo tra tutti quello che riguarda performance più omogenee tra modalità portatile e fissa, vero tallone d'Achille di Xenoblade Chronicles 2. Ora anche in handheld il gioco mantiene delle performance accettabili, senza continui e repentini cambi di risoluzione. Progressi degni di nota che, uniti a una colonna sonora completamente riarrangiata, rendono la Definitive Edition la versione migliore di Xenoblade Chronicles, soprattutto in portatile, dopo l'audace tentativo di riportare il gioco su Nintendo 3DS.

    Visioni dal passato

    Per quanto riguarda il gameplay, i fan di vecchia data noteranno da subito dei cambiamenti, piccoli ma significativi. Sebbene il cuore del gioco sia rimasto inalterato, l'interfaccia presenta numerosi miglioramenti pensati per rendere più semplice l'esperienza complessiva. C'è ad esempio una riorganizzazione totale delle finestre dei menù, nel tentativo di facilitare la navigazione dell'inventario e delle statistiche.

    Essendo un prodotto fortemente incentrato sul loot è facile perdersi nella miriade di oggetti che andremo a raccogliere, tra elementi equipaggiabili, merce di scambio e collezionabili. Non semplicissimo neppure l'impatto iniziale con le statistiche relative al proprio party, e con il sistema di crescita di ogni personaggio, divisa in tecniche potenziabili, alberi di abilità e diagrammi di intesa.

    Sebbene il gioco faccia di tutto per introdurre gradualmente ogni singola meccanica e ricordi costantemente all'utenza la presenza di un menù tutorial, la prima decina di ore può essere traumatizzante per i giocatori non avvezzi al genere, che facilmente potrebbero sentirsi oppressi dalla mole di informazioni a cui è richiesto di prestare attenzione.

    In soccorso c'è però un combat system che da subito si dimostra dinamico e avvincente. Le battaglie in Xenoblade Chronicles si svolgono in tempo reale, senza transizione in un'arena di battaglia separata dalla mappa di gioco, e il combattimento ha inizio semplicemente avvicinandosi ai nemici presenti nel livello. Il sistema è ricco di automatismi, e mentre si controlla solo il leader di un party formato da massimo 3 personaggi, anche gli attacchi base avvengono in automatico, sempre che l'avatar sia posizionato in un range utile per poter colpire l'avversario.

    Il giocatore ha il diretto controllo su quali tecniche speciali utilizzare e il posizionamento assume un ruolo fondamentale nell'ottica della battaglia. Molte abilità infatti presentano dei bonus in base a come saremo posti rispetto al nemico (di fronte, di lato o di dietro); in più è possibile sommare alcuni di questi malus inflitti eseguendo determinate catene, il che richiede un'attenta pianificazione della sequenza di mosse da utilizzare. Come se non bastasse, c'è poi la possibilità di effettuare dei devastanti attacchi combinati previo il caricamento al massimo di una barra tripartita, chiamata "la barra del gruppo".

    Al giocatore è richiesta insomma una valutazione strategica costante, e tra una battaglia e l'altra il party riacquisterà repentinamente i punti vita persi, consentendo così di vivere ogni scontro al pieno delle proprie capacità senza il bisogno di spezzare il ritmo tornando in villaggi o punti di ristoro.
    E sebbene questa sia solo la punta dell'iceberg per quanto riguarda le potenzialità del combat system di Xenoblade Chronicles, i giocatori che hanno già provato il suo seguito potrebbero rimanere in parte delusi da un sistema molto più rudimentale di quanto già visto su Switch.

    La totale fedeltà al materiale originale rischia di lasciare interdetti quegli utenti che dopo aver provato le avventure di Rex e Pyra hanno deciso di riscoprire le origini della saga: in questo caso la scelta di Monolith Soft di non introdurre nessuna delle meccaniche di gioco arrivate con il seguito potrebbe comunque avere un peso sul risultato complessivo.

    Future Connected

    Fortunatamente, la presenza dell'epilogo aggiuntivo attutisce decisamente il colpo. "Future Connected" infatti è un vero e proprio anello di congiunzione tra i due capitoli, e rappresenta la novità più sostanziosa arrivata con la Definitive Edition. La nuova porzione di storia è accompagnata anche da inedite meccaniche di gameplay che, pur non stravolgendo l'esperienza, rappresentano un'interessante variazione sul tema.

    Questo capitolo sarà disponibile dal primo avvio e non richiederà un salvataggio con l'avventura principale completata, sebbene ovviamente sia caldamente consigliato portare prima a termine la storyline principale. Future Connected è quindi un incentivo fondamentale per tutti i tipi di giocatori, compreso chi ha già giocato Xenoblade in passato o chi magari è interessato ad avere una visione complessiva sull'opera di Tetsuya Takahashi.

    Xenoblade Chronicles Definitive Edition La definitive Edition insomma ha tutte le carte in regola per diventare un must have della line up Switch di questo 2020. Le prime ore di gioco hanno confermato le impressioni più che positive sull'opera di modernizzazione di un titolo che ha segnato la storia del genere. Il gioco si dimostra ancora in grado di convincere col suo gameplay, anche se è vero che l'estrema fedeltà al materiale originale potrebbe lasciare interdetti gli utenti avvezzi ad esperienze dal sapore più moderno. In fase di recensione potremo valutare quanto un'aggiunta come Future Connected e le piccole ma sostanziali migliorie all'impianto ludico siano in grado di valorizzare un esperimento come questo di Xenblade Chronicles: Definitive Edition, in bilico tra la fedeltà del remaster e l'innovazione del remake.

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