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XIII Remake: lo sparatutto tratto dal fumetto si mostra alla Gamescom

Uscito nel 2003, XIII (basato sull'omonimo fumetto belga) si appresta a tornare con un remake in uscita nel 2020.

anteprima XIII Remake: lo sparatutto tratto dal fumetto si mostra alla Gamescom
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Sono passati oramai più di quindici anni dalla pubblicazione di XIII, sparatutto in prima persona di Ubisoft che raccontava i primi cinque capitoli dell'omonimo fumetto belga, nato dalla penna di Jean Van Hamme e dalle matite di William Vance. Oggi, decisa a rilanciare il marchio e a completare il racconto della saga, Microids ha voluto recuperare l'originale impianto ludico e narrativo del capitolo principale, aggiornandone la grafica e arricchendo alcuni piccoli dettagli relativi al gameplay e ad alcune scelte visive.

    Nel video di un quarto d'ora presentato durante la Gamescom si sono visti circa tre livelli del gioco, che hanno mostrato una sporcizia tecnica generale ancora molto marcata (forse una delle cause del rinvio al 2020) ma che al contempo ci hanno permesso di constatare il livello di fedeltà all'opera di partenza. C'è da dire che, come d'altronde è stato ribadito più volte dal team, i lavori sul gioco sono ancora alle prime fasi di sviluppo: la presentazione alla fiera di Colonia è stata dunque utile più che altro per comprendere appieno le motivazioni che hanno indotto lo studio a scegliere la formula del remake allo scopo di riportare in vita il brand di XIII.

    Vuoti di memoria, memoria del vuoto

    La storia di XIII, come già anticipato, riprende pedissequamente quanto avviene nella sua controparte cartacea: risvegliatosi su una spiaggia di Peacock Bay, un uomo si rende conto di aver perso la memoria. Consapevole solo di essere braccato da dei sicari per motivi a lui sconosciuti, con un tatuaggio del numero XIII sulla clavicola, il nostro protagonista avvia una serie di ricerche per scoprire la sua identità. Da questo momento in poi, si susseguiranno eventi sorprendenti e violenti che getteranno luce sul passato del protagonista.

    Per raccontarci questa vicenda, PlayMagic Ltd ha deciso di puntare sulla stessa struttura ludica e narrativa presente nel capitolo del 2003, senza intervenire in alcun modo per modificarla o aggiornarla. Ci troveremo dunque di fronte al più classico dei "corridoi" tanto cari alla tradizione sparatutto di inizio secolo, in cui ondate di nemici rappresentano l'unico elemento di interazione con i livelli, che per il resto risultano spogli e privi degli odierni orpelli visivi.

    Esistono poi delle sessioni, anch'esse assolutamente identiche al gioco originale, in cui potremo scegliere tra un approccio più diretto e uno stealth, ma se la qualità della IA rimarrà claudicante come quella emersa dal video di gameplay, la scelta delle due opzioni nella versione finale rischia di dimostrarsi alquanto superflua. In ambito puramente ludico e di gameplay, PlayMagic Ltd ha conservato il level design parecchio lineare del capostipite, non ha inserito abilità specifiche o potenziamenti e non ha modificato di una virgola il multiplayer dell'edizione del 2003. Persino il sistema di gestione della vita e delle risorse non ha subito cambiamenti, legata come un tempo ad una barra della salute da riempire solo ed esclusivamente con i medikit trovati negli ospedali da campo e nelle infermerie. L'unica aggiunta che appare rilevante è un sistema di zoom-in e zoom-out nelle sessioni sparatutto, per renderle leggermente più moderne agli occhi dei consumatori attuali.

    Onomatopee interattive

    Ciò che rendeva XIII un gioco particolare era sicuramente l'uso di alcune soluzioni grafiche che richiamavano il medium fumettistico e che al contempo rappresentavano delle splendide trovate alternative per descrivere l'interfaccia necessaria a comunicare le azioni e le informazioni più basilari al giocatore.

    Facciamo qualche esempio: ogni morte del nemico viene accompagnata da una vignetta che esalta la precisione nel caso di headshot; se l'arma è priva di proiettili, provare a ricaricarla farà comparire l'onomatopea "click" di fronte alla canna; la corsa dei nemici verso le coperture fa nascere dalle loro impronte la scritta "paura", così da segnalarci il motivo della fuga; se ci muoviamo silenziosamente in un corridoio o in un luogo nascosto, un baloon compare a fianco della schermata principale per mostrarci cosa stanno facendo gli avversari. E quanto vi abbiamo descritto è solo una minima parte dei guizzi visivi proposti dal XIII per PS2.

    Tutto ciò è stato riproposto integralmente nella nuova versione presentata da PlayMagic Ltd, quasi senza alcun cambiamento o aggiunta, cercando di restituire quella sensazione da fumetto interattivo così fortemente ricercata dal capitolo originale. L'unica aggiunta degna di nota da un punto di vista stilistico è l'utilizzo dei retini per descrivere gli arti del protagonista e lo sfondo delle ambientazioni, in modo tale da ricreare la medesima caratteristica visiva del fumetto originale, assente nel gioco del 2003.

    Un passato poco attuale

    Sebbene, come detto in apertura, i lavori siano ancora in fase preliminare, a livello tecnico il gioco lascia davvero molto a desiderare, e in alcuni elementi delude totalmente. Le intelligenze artificiali sembrano presentare solo le più basilari routine di movimento, senza alcuna capacità di adattamento e di risposta a seconda delle azioni del giocatore.

    Proprio per questo, la dimostrazione è stata sostanzialmente priva di mordente, e di conseguenza è stato impossibile testare la qualità delle meccaniche sparatutto. Gli sviluppatori hanno voluto precisare che, trattandosi di un gioco creato in Unreal Engine 2 e riconvertito in Unity, hanno dovuto riscrivere ogni singola riga di codice: pertanto è di certo encomiabile il lavoro di riproposizione degli stage in modo filologicamente così fedele a quello del titolo di partenza. Ciononostante, quanto mostrato ad oggi ci è parso inadeguato agli standard moderni, a dimostrazione di come XIII potrebbe non aver resistito adeguatamente alla prova del tempo.

    XIII Con uno stile molto simile a quello dell'opera del 2003, XIII si mostra troppo debole da un punto di vista tecnico per poterci sorprendere positivamente. In tal senso, il rinvio al 2020 è assolutamente comprensibile, con la speranza che il team abbia il tempo e le capacità necessarie per risolvere tutte le problematiche presenti. Confidiamo dunque che lo studio sappia bilanciare originalità e fedeltà, modernizzando a dovere il suo XIII anche senza snaturare l'anima ludica e visiva del gioco originale.

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