Artifact: tutto quello che sappiamo sul nuovo card game Valve a tema DOTA

Un nuovo competitor sta per fare il suo ingresso nell'affollato mondo dei card game: Artifact. Il titolo sviluppato da Valve inizia a svelarsi.

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Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.
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  • Valve, forse lo ricorderete, è in procinto di invadere l'ormai sempre più affollato mercato dei giochi di carte digitali. Seguendo le orme di The Elder Scrolls: Legends, Gwent e Hearthstone, Valve si trova attualmente al lavoro su un card game incentrato sulle meccaniche di gioco e il lore di Dota 2, il più popolare MOBA in circolazione assieme - ovviamente - a League of Legends. Artifact: The Dota Card Game è stato annunciato lo scorso 8 agosto in occasione degli International 2017 con un teaser trailer fulmineo (e oscuro) della durata di trenta secondi e una data di uscita imprecisata. In un recente evento stampa, Valve si è sbottonata un po' di più riguardo alla propria creatura (la prima, vera nuova nata dopo qualche anno di immobilismo), quindi ecco tutto ciò che è stato reso pubblico sino a questo momento.

    La data d'uscita

    Artifact uscirà di sicuro quest'anno, anche se non è stato reso noto se quel generico 2018 sia da intendersi al debutto vero e proprio oppure a un'uscita "soft" con un (più o meno lungo) periodo di test pubblico. Valve, da quanto sappiamo e da quanto era già stato annunciato a suo tempo, sta attualmente testando il gioco in un ambiente chiuso avvalendosi di un gruppo di giocatori professionisti di giochi di carte digitali e altre figure non meglio precisate. Il bello è che, pur non sapendo la data d'uscita, Valve ha già presentato il primo torneo esport targato Artifact. Ciò ci lascia presumere che dovremo vedere il titolo almeno prima della fine dell'anno. Il primo evento ufficiale di Artifact, infatti, si terrà nel primo trimestre del 2019, e metterà in palio un primo premio di ben un milione di dollari. Una cifra spropositata, per un card game appena giunto sul mercato. E questo dovrebbe darvi l'idea di quanto Valve abbia intenzione di puntare (anche sotto il profilo competitivo) sulla sua nuova proprietà intellettuale.

    Il gameplay

    Il mercato dei card game digitali, in questo ultimo periodo, si è fatto davvero affollato, dopo l'esplosione e il grande successo di Hearthstone e l'ingresso di altri competitor molto agguerriti. Realizzare un gioco di carte che riesca ad emergere e a distinguersi dalla massa diviene via via sempre più difficoltoso per tutti coloro che vogliono intraprendere quella strada. Ad ogni modo, sappiamo bene che Valve può contare su una ingente quantità di risorse e idee. In questo, forse il gameplay di Artifact potrebbe godere della proverbiale "marcia in più".

    Artifact, da quanto sappiamo, prende in prestito alcune dinamiche dalle sue radici MOBA, quindi da DOTA 2. Il card game targato Valve, dalle immagini rese pubbliche, presenta una board di gioco suddivisa in tre diverse zone su cui si svolgerà l'intera azione di gioco. Quindi, proprio come accade in ogni MOBA, anche la board di gioco può essere suddivisa in diverse "corsie": alto, medio, basso, prima che il turno ricominci. L'obiettivo è quello di vincere su due delle tre board, infliggendo danni alla Torre dell'avversario. Ogni sezione del tavolo da gioco dovrebbe essere autosufficiente, nel senso che in ogni sezione potranno essere giocate carte dedicate, anche se alcuni effetti, in particolare quelli associati alle carte con il colore "Nero", sembra che consentiranno di agire indistintamente su più sezioni.
    Se la Torre avversaria associata a una determinata sezione del tavolo raggiunge 0 punti salute (da un punto di partenza di 40) quella Torre verrà distrutta. La partita, però, non finirà in quel momento. Perdere una Torre infatti non farà altro che rendere vulnerabile l'Antico, l'avatar definitivo del giocatore, caratterizzato da 80 punti salute. Se l'Antico cadrà dopo aver patito il necessario quantitativo di danni, la partita avrà fine. La partita finirà anche nel caso in cui due Torri raggiungano lo zero nel computo dei punti salute.

    La fase d'azione sembra avvenire automaticamente, così come l'attacco dei servitori, e si rifà alle stesse dinamiche dei MOBA, con carte eroe e minion che attaccheranno il nemico lungo le tre direttive della board di gioco spiegate in precedenza: frontale, a sinistra oppure a destra (o, se preferite, Top, Mid, Bottom). Se non c'è nulla a ostacolare l'attacco di un servitore, questi attaccherà direttamente la Torre nemica. Se un minion (ovvero i servitori meno importanti) vengono distrutti, questi finiranno nella pila degli scarti. All'inizio di ogni turno le carte "minion" verranno automaticamente generate nelle tre corsie. Il loro numero e la loro posizione saranno - pare - randomici in ogni corsia. Questi sosterranno gli eroi che posizionati nelle varie corsie, i quali potranno attaccare i mostri, gli eroi nemici, sia la torre dell'avversario. Infine, se un eroe viene distrutto, potrà ritornare con il "respawn" solamente nel turno successivo. Proprio come in altri card game, anche Artifact presenta il Mana, necessario per utilizzare le magie e altre azioni, ma con una particolarità. Ogni corsia avrà una barra di Mana dedicato. Ciò significa un'ulteriore ampliamento del ventaglio strategico e della complessità.

    Le carte

    Stando a quanto dichiarato in un Tweet da Geoff Keighley, il set base di Artifact arriverà con ben 280 carte in totale (il design può vantare la firma e l'apporto creativo di Richard Garfield, creatore di Magic) di cui 44 saranno gli Eroi "maggiori". Alcune di queste carte, come Sorla Khan, sono state create appositamente per Artifact ma in futuro questi eroi debutteranno anche in DOTA 2.
    Le carte Eroe sono divise in quattro colori; rosso, nero, blu e verde. Le carte di colore Rosso sono principalmente carte che fungono da "tank", quindi sbilanciate verso una strategia aggressiva e di puro attacco. Le carte Nere, invece, sono in grado di infliggere danno a sezioni della board diverse da quella in cui vengono giocate. Le carte Blu sono più simili a caster DPS. Le carte Verdi, infine, sembrano essere più carte di utilità o focalizzate sul supporto, presentando buff di varia natura e cure per gli eroi. I giocatori potranno costruire i loro mazzi scegliendo solo due colori e cinque eroi da inserire.
    Ogni carta eroe potrà essere accompagnata da carte incantesimo o abilità peculiari, che potranno essere giocate però solo sulla sezione della board in cui ci sarà un eroe di colore corrispondente. Se il giocatore non avrà una carta eroe di un colore specifico su una sezione della board di gioco, tuttavia, non potrà giocare una magia o un'abilità di quel colore. Alcuni incantesimi, in particolare quelli relativi alle carte degli eroi col colore Nero, come abbiamo già accennato saranno "cross-board", il che significa che potranno essere applicati ad altre board, indipendentemente dalla tipologia di colore presente.

    Ogni eroe, inoltre, presenta tre slot "equipaggiamento" differenti: uno per un'arma, uno per l'armatura e uno per i buff e l'aumento della salute. La maggior parte delle carte eroe ha anche un'abilità extra, anche se alcune si basano esclusivamente sulle loro statistiche. Gli oggetti d'equipaggiamento per gli eroi potranno essere "acquistati" alla fine di ogni turno con l'oro guadagnato attraverso l'uccisione di eroi e minion, insieme agli incantesimi. Ne caso in cui un eroe venga ucciso, questo potrà tornare solo nel turno successivo e, in quel caso il giocatore potrà scegliere nuovamente in quale parte della board evocarlo. I minion, invece, come abbiamo già detto, si genereranno automaticamente, ricalcando così un'altra meccanica tipica dei MOBA.

    Il single player, la versione mobile e l'economia di gioco

    Artifact, pare, non avrà una campagna per giocatore singolo, al di fuori di un breve tutorial. Mentre il gioco offrirà una più approfondita esplorazione del lore di Dota 2, ciò non si presenterà sotto forma di campagna "story driven" ma, piuttosto, in interazioni uniche tra le varie carte (unitamente al background di ognuna di esse).
    Quando Artifact fu annunciato, si pensava che Valve volesse seguire la via di molti altri card game di successo, ovvero una formula free to play con le classiche microtransazioni. Tuttavia, secondo quanto riferito, Artifact sarà un vero e proprio "trading card game" vecchio stile. Valve si è affrettata anche a chiarire che il titolo non sarà free-to-play ma non sarà nemmeno un mero pay-to-win. Invece, le carte saranno disponibili per lo scambio nel mercato di Steam, e la compravendita (oltre che agli scambi tra i giocatori) avrà una parte importante del gioco. A differenza di Hearthstone, in cui le carte ruotano fuori dal formato standard di ogni anno competitivo, le carte di Artifact non verranno dismesse, poiché Valve ha intenzione di premiare gli investimenti dei giocatori, sottolineando lo sviluppo di abilità come la costruzione di mazzi.

    Come funzionerà questo sistema, ovvero in che modo le nuove carte verranno comprate e vendute usando il mercato di Steam non si sa ancora ma sembra che le carte diverranno parte integrante dell'inventario dell'account di Steam, quindi Valve sta lavorando a una connettività a tutto tondo per la propria creatura. Infine, informazione alquanto interessante, ci sarà anche una versione mobile di Artifact (molto probabilmente riservata ai tablet) che, però, è attualmente prevista per il 2019 inoltrato.

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