First look Dragon Age 2

Si ritorna all'epoca dei draghi. Ma niente sarà più come prima. Primi dettagli sulla nuova fatica Bioware

first look Dragon Age 2
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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Dragon Age: Origins fu una grossa scommessa per Bioware. Non era certo facile proporsi, ai giorni nostri, con un gioco di ruolo dai tratti classici, quasi stereotipati, recuperando un brand finito nel dimenticatoio. Fortunatamente, i giocatori sanno ben valutare la qualità produttiva e ludica, ed il titolo pubblicato da EA ha saputo conquistate i favori di critica e pubblico. Dopo questo grande successo, è venuto però il momento delle scelte. Dragon Age II proverà a tracciare una linea decisa per il futuro della serie, cercando di caratterizzare, definitivamente, questa nuova saga ruolistica nata sotto l'egida di EA.
L’obiettivo dello sviluppatore di Edmonton è dunque quello di modificare molti elementi della formula di gioco, pur senza far perdere al prodotto la sua identità. Stiano dunque tranquilli i fan, dal momento che molte caratteristiche del primo capitolo verranno riprese senza indugio. Ci sarà ancora un grande eroe destinato a salvare un affascinante mondo fantasy in preda alle forze oscure, mentre lo stile delle ambientazioni ricalcherà il cosiddetto “fantasy medievale” ispirato ai racconti di George R. R. Martin. E soprattutto, non si dimenticherà l’importanza delle scelte compiute dal giocatore e del supporto dei compagni, che ancora una volta daranno un grosso aiuto tattico durante gli scontri. Eppure, nonostante il profilo di Dragon Age sia nettamente riconoscibile, qualcosa è davvero cambiato...

Il passato lascia il posto al presente

La prima grossa differenza dal primo capitolo la riscontrerete subito non appena inizia l’avventura. Rispetto alle possibilità di scelta viste in Origins, questa volta ci sarà un solo protagonista - un Hawke, leggendario campione di Kirkwall - e le modifiche potranno essere effettuate solo per quel che riguarda l'aspetto esteriore e la classe di specializzazione. Spariscono quindi le razze (sarete un umano, che vi piaccia o meno), che in passato erano legate ad una discreta varietà di backstory oltre che ad un rapporto sempre differente con gli NPC del mondo di gioco. Oggettivamente questa appare come una mancanza importante, ma Bioware prova a controbilanciare la "perdita" con un potere decisionale offerto al giocatore, più ampio e profondo rispetto al primo Dragon Age. L'utente sarà infatti capace di cambiare, in dieci anni di storia previsti dalla trama, volto, cultura e pensiero del continente di Thedas. Ad aiutare gli sviluppatori nell’intento interviene un nuovo sistema di dialoghi tratto direttamente dal fantascientifico Mass Effect 2 (altra nota saga Bioware). Per chi non lo conoscesse, questo rinnovato sistema di conversazione pone al giocatore tre scelte distinte, che rappresentano la linea comportamentale del protagonista. Si possono scegliere repliche perbene, infami o le classiche vie di mezzo riflessive, che non si lascino trasportare dall’entusiasmo o dall’eccessiva crudeltà. Bioware spiega che l'importazione di questo sistema è stata fortemente voluta soprattutto per non spingere la gente a saltare i dialoghi. Un'azione che, visto anche il mutismo del vecchio protagonista, i giocatori prendevano in seria considerazione, in Origins. Dragon Age II avrà invece il doppiaggio garantito sia per protagonista che per gli altri personaggi.
Al di là delle discussioni sulla legittimità di queste contaminazioni, è chiaro come il sistema di scelte influisca, oltre che sul personaggio e sui suoi comportamenti, sul mondo sull'intera ambientazione. Una sorta di miscuglio eterogeneo fra le ripercussioni ambientali di Fable II e la profondità caratteriale di Mass Effect. Per esempio, se lasciate distruggere una città, noterete gli effetti sull’intera ragione negli anni successivi. Qualsiasi decisione prendiate influenzerà pesantemente il futuro di Thedas, per cui riflettete con attenzione. Personalmente, non vediamo l'ora di testare l'efficacia e l'entità di questa soluzione.

Dieci anni di storia

Quando parla della trama di Dragon Age II, Bioware specifica che contrariamente a Mass Effect - che narra le leggendarie gesta di Shapard - in questa serie l’obiettivo è di raccontare le vicende di Thedas, il fittizio continente di gioco. Protagonisti, personaggi secondari e nemici sono solo parte di un enorme epopea nata in quei luoghi. Nel sequel comunque la sceneggiatura si dipanerà per una decade, spiegando come il protagonista sia divenuto il campione di Kirkwall. Praticamente, una sorta di storia nella storia, con una narrativa che porrà un forte accento sul background storico del vostro alter-ego. Ma, attenzione, questo non significa che il flusso degli eventi sia già determinato. Anche gli eventi potranno variare in base alle scelte intraprese dal giocatore. Purtroppo, al momento non è chiaro sapere quanti finali siano previsti al termine dell’avventura.

Dammi ancora più potere

Uno degli aspetti più interessanti del precedente capitolo era senza dubbio rappresentato dalla possibilità di combinare le diverse abilità di cui erano muniti i personaggi in combattimento, cambiando a volte le sorti della battaglia. Anche in questo sequel bisognerà scegliere tra “sole” tre classi di specializzazione - guerriero, ladro e mago - ma si proverà a fare in modo che tra esse ci sia una differenza importante e non quella a tratti superficiale riscontrata in Origins. Gli stessi sviluppatori ammettono che su questo versante tante cose non sono andate per il verso giusto. E' vero che in Origins combattere armati di arco o spadone non è esattamente la stessa cosa, ma nel prodotto le classi non sono così caratterizzate e distanti fra loro.
In Dragon Age II le differenze fra le specializzazioni si intensificheranno. L'utente troverà degli Skill Tree più sofisticati e ramificati. Oltre ad apprendere nuove abilità, si potranno modificare attivamente le loro caratteristiche: si potranno ad esempio cambiare gli effetti, la durata e il raggio dei propri incantesimi magici, così da lasciare la possibilità ad ogni videoplayer di caratterizzare il proprio personaggio. Questo ha ovviamente ripercussioni sulla tattica della battaglia, in cui risuona più potente il fattore strategico, non più incatenato ad una serie di routine pre-costruite. Per aggiungere poi ulteriore profondità agli scontri nel gioco, Bioware ha lavorato anche sulle combinazione delle abilità del proprio party, accennata in precedenza: adesso coordinare gli attacchi non significa soltanto sommare i danni. L'azione di un personaggio può invece aprire varie possibilità ad un compagno. Tornando nel campo degli esempi, il più forte del party, magari un guerriero, può strappare al nemico la sua armatura, in modo che un compagno dalle migliori capacità furtive possa pugnalarlo alle spalle: la combinazione delle due capacità - forza e astuzia - crea quindi un risultato migliore della somma delle stesse. Questo è solo uno dei tanti casi possibili, spiega Bioware: nel corso dell’avventura i giocatori saranno in grado di scoprire fino a che punto si potrà agire e lavorare in gruppo, per una componente tattica straordinariamente superiore al predecessore.

Come ti combatto

In Dragon Age: Origins il sistema di combattimento era differente a seconda della versione giocata. Su PC si è optato per una filosofia classica, molto riflessiva, con tanto di pausa in-game come nei vecchi congeneri, per pianificare al meglio le proprie mosse. Il passaggio su console fu invece criticato, con degli schemi di combattimento a volte confusionari e poco caratteristici. Questa volta Bioware sa esattamente quello che vuole fare. Gli utenti mouse e tastiera ritroveranno nuovamente il sistema visto nel prequel: si potrà esaminare con attenzione il campo di battaglia, utilizzare una visuale isometrica e prendere le proprie decisioni con la miglior calma possibile. Su PlayStation 3 e Xbox 360 si combatterà invece più velocemente, quasi fossimo di fronte ad un action-RPG. Non preoccupatevi perché si potranno ancora impartire ordini, cambiare il personaggio controllato del party e fare completo affidamento alle proprie abilità: ma lo svolgimento sarà appunto più frenetico, rapido e soprattutto fluido.

Il look di Thedas

Terminiamo questo primo sguardo al nuovo progetto Bioware con un paio di appunti sul motore grafico. Come ben saprete, l’aspetto visivo è stato uno di quelli più criticati in Origins, colpevole, specialmente su console, di non allinearsi agli standard imposti dalle produzioni odierne. Si proverà quindi a rimediare a questo problema, prima di tutto con uno sviluppo simultaneo sulle tre piattaforme previste (PC, Ps3 e Xbox 360): scongiurata la minaccia di trovarsi di fronte un altro porting. Di seguito, è garantito un upgrade sostanzioso ed importante per l’engine tecnico, che sarà in grado di poter restituire un impatto visivo più incisivo, complici anche le rinnovate scelte artistiche che allontanano il prodotto delle eccessive similitudini con la saga Tolkieniana de “Il Signore degli Anelli”. Insomma, sarà incentivata la sensazione di trovarsi in un mondo fantasy dalle forti tinte oscure, con un utilizzo più marcato di colorazioni inquietanti e cupe. Attendiamo di vedere il gioco in azione per stipulare un giudizio coerente sulle reali qualità dell’engine grafico.

Salvataggi

In Dragon Age II sarà possibile importare i salvataggi del primo episodio, in modo che le scelte e il finale abbiano importanti ripercussioni anche nel successore. Questo garantirà una certa continuità storica tra i due episodi. Addirittura, Bioware sta lavorando affinchè si possano utilizzare i salvataggi su PC anche nelle due versioni console. Al momento questa possibilità non è confermata, poiché bisogna attendere cosa ne pensano Microsoft e Sony a riguardo, ma è senz’altro una iniziativa lodevole.

Dragon Age 2 Bioware sta tentando una strada rischiosa, quella del rinnovamento totale. Una strada che già ha fatto sorgere qualche polemica fra i viziatissimi utenti di questa generazione incomprensibile (ci si lamenta dell'innovazione e della stagnazione allo stesso tempo). dal canto nostro, siamo sicuri che Bioware saprà ben interpretare le novità introdotte nel suo prodotto. Del resto parliamo di uno sviluppatore esperto, che non ha sbagliato un colpo nella sua lunga e decennale carriera. Dragon Age II è in conclusione un progetto ambizioso, che metterà il giocatore ancora di più al centro dell’attenzione, con scelte morali che influenzeranno non solo la storia, ma l’intero mondo di gioco. L’attenzione agli aspetti più criticati del predecessore dovrebbe infine garantire un prodotto curato nei minimi dettagli. Nei prossimi mesi avremo comunque l’occasione di vederlo dal vivo e, ovviamente, vi terremo aggiornati con le nostre impressioni.

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