Marvel La Grande Alleanza 3: prime impressioni in attesa della recensione

Torna La Grande Alleanza e, in attesa di scoprire il nostro giudizio finale sul terzo capitolo, ecco le nostre prime impressioni dopo circa 3 ore di gioco.

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  • Switch
  • Dieci anni: è il tempo trascorso dall'ultima volta in cui abbiamo messo le mani su Ultimate Alliance, per la precisione dal secondo capitolo uscito nell'ormai lontano 2009. La serie era un po' sparita dai radar, ma non dai cuori degli appassionati Marvel, che hanno sempre ricordato con grande affetto l'action ispirato agli eroi della Casa delle Idee sotto l'ala di Activision. Il terzo episodio, intitolato Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order, sta per arrivare per tutti i possessori di Nintendo Switch grazie alla nuova gestazione targata Koei Tecmo, ed è pronto a riaccendere negli animi di tutti i fan la passione sfrenata per La Grande Alleanza.

    Eppure, da quel lontano 2009, ne è passata di acqua sotto il Bifrost: com'è invecchiato il franchise? E, soprattutto, siamo davvero pronti ad accogliere un titolo che - per concept e comparto tecnico - si è presentato dinnanzi a noi con un decennio di ritardo? Abbiamo giocato le prime ore della produzione: non siamo ancora pronti a sviscerare il nostro giudizio complessivo, che arriverà quanto prima, ma possiamo sicuramente fornirvi le nostre impressioni preliminari sulla nuova avventura videoludica al fianco degli Avengers e dei loro colleghi.

    L'Ordine Nero

    Iniziamo col dire che Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order riprende appieno lo spirito dei suoi predecessori: è infatti un enorme compendio antologico di personaggi, storie e villain tratti dai più famosi cicli editoriali della Marvel Comics, sfruttando l'onda di popolarità dell'attuale panorama dell'intrattenimento. Se il primo episodio, datato 2006, narrava una storia originale, già con la seconda iterazione del 2009 il team di sviluppo cercò di unire modernità e tradizione: appena due anni prima, infatti, il mercato fumettistico aveva conosciuto un arco narrativo senza precedenti, destinato a cambiare per sempre il volto della Marvel.

    Ci riferiamo a Civil War, un evento che non ha mai smesso di lasciare il segno - neanche al cinema, con la terza pellicola di Captain America. Con l'attuale direzione intrapresa dai Marvel Studios, vero e proprio colosso economico e mediatico per la Casa delle Idee, era quindi inevitabile che il canovaccio di Ultimate Alliance 3 si focalizzasse in qualche modo sulla Saga dell'Infinito: le storie che ruotano attorno a Thanos, alle portentose Gemme e all'eterna lotta tra gli eroi e il Folle Titano, d'altronde, rappresentano una costante fondamentale per la Marvel dal 1991 ad oggi.
    Il sottotitolo del gioco, The Black Order, mette già le cose in chiaro: il terzo capitolo della serie fa eco alle recenti avventure di Tony Stark e soci al cinema, con Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame, ma al tempo stesso non dimentica le colonne dell'universo creato da Stan Lee e che - per adesso - risultano esclusi dai progetti cinematografici. A nostro parere le prime ore di Ultimate Alliance 3 sono piuttosto emblematiche, in tal senso: l'avventura inizia con i Guardiani della Galassia intenti a recuperare le Gemme dell'Infinito dalle grinfie di un loro noto nemico.

    Durante l'incipit, tuttavia, si palesa uno dei principali avversari del gioco: Proxima Midnight, una dei generali che compongono il temibile Ordine Nero al servizio di Thanos. La battaglia che ne consegue finisce col catapultare Star Lord, Gamora, Drax, Rocket e Groot sulla Terra, dove gli Avengers e i loro alleati hanno percepito l'arrivo di una minaccia imminente: per fronteggiare l'avvento dell'Ordine Nero, quindi, Nick Fury assembla l'Alleanza, una lega di guerrieri composti da Vendicatori, X-Men, vigilanti e alcuni tra gli anti-eroi più popolari dell'Universo Marvel.

    Già dai primi livelli dell'avventura, in ogni caso, si evince quanto il canovaccio di base peschi sapientemente a piene mani da tutti i principali franchise del colosso editoriale americano, disseminando il racconto di personaggi e riferimenti noti sia ai fan dei film che a quelli dei comic: vi ritroverete, ad esempio, a vagare per i corridoi dell'Avengers Tower, ma anche a solcare i tetti del ghetto newyorkese noto come Shadowland (un luogo che, per chi mastica fumetti, porterà alla mente un celebre arco narrativo di Daredevil). Purtroppo non possiamo ancora sbilanciarci sulla qualità del racconto, le cui premesse non ci paiono del tutto originali. I precedenti capitoli de La Grande Alleanza, infatti, si caratterizzavano per una discreta longevità e varietà di personaggi: in tal senso possiamo ben sperare in vista dell'esperienza integrale, dal momento che soltanto nelle prime 2 ore di gameplay abbiamo avuto modo di vestire i panni di Guardiani della Galassia, Difensori e Avengers, inclusa qualche entry particolare come l'inquietante Venom. Avremo poi modo di valutare la storia di Ultimate Alliance 3 nella recensione finale, poiché al netto della quantità di fanservice presente nel prodotto fatichiamo ancora a mettere a fuoco la sceneggiatura della nuova fatica di Koei Tecmo.

    L'Alleanza scende in campo

    Sul versante ludico, invece, ci sembra che Ultimate Alliance 3 non si discosti troppo dal cuore pulsante delle iterazioni precedenti: il giocatore può controllare un team composto da quattro eroi e sfruttare una visuale dinamica che, a seconda delle situazioni, può avvicinarsi al guerriero impersonato dall'utente o allontanarsi di molto, fino a sfoggiare una telecamera in tutto e per tutto isometrica.

    Ogni personaggio ha a disposizione un attacco leggero e uno pesante, inclusa la possibilità di effettuare parate e di utilizzare alcune proprie peculiarità per sfruttarle a proprio vantaggio: i lottatori ragneschi come Spider-Man o Venom, per esempio, possono ricorrere al doppio salto per oscillare con le ragnatele, mentre campioni come Thor, Doctor Strange o Iron Man possono ovviamente librarsi in aria sfoderando le rispettive capacità di volo. Ciascun eroe ha poi a disposizione fino a quattro attacchi speciali, sbloccabili e potenziabili soltanto salendo di livello. Ciò ci ha permesso di saggiare il gameplay della produzione su due fronti: la varietà e il sistema di progressione. La prima pare alquanto interessante, poiché ogni guerriero sembra davvero essere realizzato a puntino, nel rispetto totale della fedeltà imposta dal suo moveset originale: per fare un esempio, gli attacchi di Peter Parker, Miles Morales e Spider Gwen potrebbero sembrare identici tra loro di primo acchito. Eppure, evolvendo a sufficienza le abilità di ciascuno dei tre web warriors, ci si accorge di come l'originale Spidey abbia un ventaglio di mosse incentrate sulla trasformazione della propria ragnatela, mentre il suo giovane pupillo sfrutta sapientemente le sue abilità elettriche, fino ad arrivare alla Gwen Stacy di Terra-65, che basa i suoi asset su un'incredibile rapidità di movimento.

    Certo, a conti fatti ci si rende conto di quanto i pattern siano, alla lunga, un po' riciclati: che siano fatte di ragnatela o di proiettili blaster, le mosse a distanza dell'Uomo Ragno e di Star Lord (tanto per citare due combattenti che fanno uso di proiettili) finiranno per risultare sostanzialmente identiche. L'esecuzione delle tecniche, gli effetti provocati sui nemici e la portata di alcuni colpi, però, ci sembrano piuttosto soddisfacenti, ma anche in tal senso occorrerà arrivare alla fine dell'avventura per valutare i contenuti proposti dal roster finale.

    Per quanto riguarda la progressione, invece, stiamo apprezzando il livello di stratificazione dei personaggi e della loro crescita. Sia chiaro, Ultimate Alliance 3 non è un RPG e gli elementi ruolistici sono piuttosto scarni: tuttavia la possibilità di evolvere statistiche e abilità degli eroi rende piuttosto gratificante l'avanzamento, rivelandosi inoltre fondamentale per affrontare indenni nemici, sfide e boss man mano sempre più impegnativi.

    Proseguendo nel racconto, ovviamente, nuovi membri dell'Alleanza entreranno nella schiera di personaggi giocabili con livelli sempre più alti, in modo da adeguarsi con un certo equilibrio alla difficoltà generale . Una soluzione che, da un lato, rende l'avventura più semplice rispetto ai primi capitoli della serie, ma al tempo stesso permette di bilanciare meglio il party e la progressione, così da non doversi imporre l'utilizzo di uno specifico eroe Marvel.

    Gli eroi Marvel su Switch

    Le prime ore di Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order sono state sufficienti per inquadrare il comparto grafico, dignitoso ma non particolarmente ricco di dettagli. I modelli poligonali dei personaggi sono oggettivamente ben realizzati e rappresentano l'elemento migliore dell'assetto visivo del gioco. Va detto, però, che i character design non si stanno rivelando particolarmente brillanti: si limitano, in tal senso, ad emulare le fattezze classiche di molti protagonisti (ispirati perlopiù alle loro versioni cartacee), evidenziando tuttavia una mancanza sia di ispirazione che di originalità da parte del team di sviluppo.

    Ci lasciano perplessi, per adesso, la qualità delle texture e il level design: decisamente scarne le prime, soprattutto per quanto riguarda gli spazi più aperti, sorprendentemente piatto il secondo. Le carenze grafiche, inoltre, emergono prepotentemente in modalità handheld, sulla quale abbiamo notato un drastico e significativo calo di risoluzione. Ciascuno stage finisce ben presto per cadere in una fastidiosa ripetitività strutturale, lasciando che sia il gameplay a regalare al giocatore gran parte della sua godibilità.

    Rimandiamo infine alla recensione il giudizio sulla modalità co-op, attivabile in qualunque momento dell'avventura: la possibilità di giocare con un amico, dividendo i due joy-con, si rivelerà probabilmente molto più interessante col sopraggiungere dei boss o delle sfide più impegnative.

    Marvel Ultimate Alliance 3 The Black Order In fin dei conti, visti pregi e difetti elencati finora, la sensazione preliminare è che Ultimate Alliance 3 sia una piacevole operazione di nostalgico fanservice, mentre il gameplay e il comparto grafico sembrano sentire il peso dei propri anni. Al netto di un impasto ludico che ci pare un po’ in ritardo rispetto ai tempi, aspettiamo di valutare la qualità del racconto, la varietà dei contenuti e la profondità della progressione: è nei piccoli dettagli, insomma, che i Vendicatori in versione Nintendo Switch potrebbero stupirci. E, francamente, lo speriamo.

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