First look Ninja Gaiden: Sigma

Ryu Hayabusa è quasi pronto a tornare in azione...

first look Ninja Gaiden: Sigma
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  • PS3
  • Il Ninja si lanciò sulla preda, come una tigre in cerca di un lauto pasto. Il suo sguardo era vago, rivolto alla katana scintillante, perennemente affamata di anime. Ad assistere alla scena non v’era altri che il sole morente al di la delle vette, debole come un piccolo scudo dorato tra le fronde degli alberi, e le roccie, ora ricoperte da una spessa incrostazione di un bel verde brillante e muschioso. Quel colore piaceva al Ninja, ma mai quanto quello del sangue. Difatti, soltanto quando ebbe versato un copioso torrente rosso, l’ira del guerriero si placò. Non vi fù più ancun altro suono, ed una quiete spaventosa ed irreale pervase l’ambiente circostante. Ma in quel preciso istante, il Ninja provò una strana sensazione, una sorta di insiegabile Dejà Vù: era come se quei sentieri fossero già stati percorsi anni addietro, un ricordo ancora troppo vivido per essere dimenticato. Ma allo stesso tempo, un benessere inesplicabile prese il sopravvento, come una forza occulta che spingeva ad andare avanti, a proseguire.
    Il Ninja decise quindi che era ora di riprendere il suo cammino...

    The Last Ninja

    Prologo bizzarro ma doveroso per il debutto di Ryu Hayabusa sulla nuova piattaforma “next-gen” Sony, un esordio testato con mano grazie alla demo giocabile di Ninja Gaiden Sigma, rilasciata alcuni giorni fa sui PlayStation Store americano e giapponese.
    Ma andiamo per gradi.
    Ninja Gaiden (il primo, su Xbox) rappresenta la consacrazione di un genere che si credeva morto e sepolto da anni, ma che ha visto nella passata generazione di console una vera e propria seconda giovinezza: l’Action Game. Lo spirito arcade di titoli come Shinobi, The Legend of Kage e Strider riviveva nei freddi poligoni del capolavoro Tecmo, un titolo in grado di regalare tanta beltà visiva quanto un gameplay d’acciaio. Tuttavia, a pochi mesi di distanza, il Team Ninja rilasciò quella che era da considerarsi a tutti gli effetti come una versione “Director’s Cut” dell’episodio originale, tale Ninja Gaiden Black, il quale presentava nuovi avversari, oggetti ed armi, nonché vari segreti da sbloccare, un livello di difficoltà extra (soprannominato “Principiante”) e, soprattutto, la possibilità di ruotare la telecamera a piacimento (vero ed unico tallone d’Achille dell’edizione precedente).
    Ed ora in cosa consiste questo Ninja Gaiden Sigma?
    Accantonata (ahinoi) la possibilità di vedere un seguito vero e proprio, Tecmo si è limitata a riconvertire pedissequamente il suo capolavoro originale per la console Sony, puntando esclusivamente sul fascino dell’alta risoluzione per attirare quei pochi (pochissimi) giocatori che non hanno avuto la fortuna di provare con mano la prima versione uscita nel 2004. Il livello della demo (nonché il primo del gioco completo) ci fa entrare di nuovo in confidenza con il sistema di controllo, plasmato alla perfezione anche sul pad SIXAXIS. La possibilità di selezionare un elevato numero di armi da taglio (Katana, Lunar, spada a due mani, Nunchuku e doppia Katana) offre da subito un ampia rosa di possibilità su come eliminare i nostri avversari. La velocità di gioco, invero estremamente elevata, rende problematica ed inutilmente confusionaria la “prima volta” del giocatore inesperto. Al contrario, l’Hardcore Gamer non può che sentirsi subito a casa: colpi in aria, combo spettacolari, wall running e shuriken assortiti renderanno da subito l’esperienza un vero e proprio paradiso “Stylish”.
    Tuttavia, a compromettere quello status di onnipotenza, concorre da subito uno spiacevole senso di Dejà Vù, sensazione che persisterà per l’intera durata della demo: ogni albero, ogni roccia, ogni stanza ed ogni corridoio è esattamente come lo ricordavamo, tant’è che in ogni circostanza sapremo sempre cosa trovare dietro l’angolo o come agire in prossimità di un enigma da risolvere. Anche il comparto tecnico in generale lascia piuttosto perplessi (sopratutto considerato l’hardware su cui gira), con fondali privi di vita ed animazioni dei personaggi prese di peso dall’edizione a 128 bit. E spiace constatare come un team del calibro di Tecmo si sia lasciato trasportare da questa “sindrome da remake”, offrendoci un prodotto riciclato e pressochè inutile se si è giocato (e rigiocato) la versione originale su Xbox. A risollevare la situazione (perlomeno nella demo dataci in pasto) è una sorta di modalità Survival disponibile nel menu principale, nella quale indosseremo i panni di Rachel, la pettoruta compagna d’avventure di Ryu, alle prese con ondate di mosti da eliminare in sequenza.

    Ninja Gaiden: Sigma Il picco più alto della precedente generazione di videogiochi sbarca su PS3 senza suscitare eccessivo clamore. L’arrivo del Ninja Hayabusa sulla console Next-Gen Sony è di quelli che lasciano il segno, ma non per i motivi sperati. Al di fuori del prevedibile lustro grafico, dovuto anche al supporto per l’alta definizione (fino a 1080p sui televisori compatibili), Ninja Gaiden Sigma si propone come un rifacimento che poco aggiunge allo splendore ludico dei capitoli originali apparsi sulla prima Xbox (in particolar modo, all’episodio sottotitolato Black). Certo, ora anche i possessori di PlayStation 3 potranno gioire ed avere tra le mani una pietra miliare della passata generazione a 128 bit, ma è proprio questo il punto: E' lecito festeggiare per la conversione di un titolo “old-gen”, in un periodo nel quale sentiamo più che mai il bisogno di qualcosa di nuovo, di stupefacente, che sia in grado di dimostrare al mondo intero di cosa è capace un processore “Cell” ben sfruttato? Ad ogni modo, gli amanti degli action-game avranno di che saziarsi questa estate...

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