PS Experience 2017

SoulCalibur 6: Anteprima del nuovo picchiaduro di Bandai Namco

La storia nasconde più di una verità: bentornato SoulCalibur, ora più scintillante che mai grazie all'Unreal Engine 4!

first look SoulCalibur 6: Anteprima del nuovo picchiaduro di Bandai Namco
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Bentornato sul palcoscenico della Storia!
    Ci saluta così il trailer di annuncio di SoulCalibur 6, prima di darci appuntamento per l'uscita del nuovo picchiaduro firmato Bandai Namco, fissata in un generico 2018 su Playstation 4, Xbox One e Steam. Proprio nel corso dell'anno che sta per cominciare la serie festeggerà il 20esimo anniversario: tanto è passato da quel Luglio 1998 quando il seguito di Soul Edge debuttò nelle sale giochi nipponiche. Sinceramente? Dopo la non fantasmagorica accoglienza di SoulCalibur 5 (nel 2012) avevamo alcuni dubbi che la serie sarebbe sopravvissuta al salto generazionale ed avrebbe raccolto abbastanza apprezzamenti da parte dei fan tanto da richiedere un nuovo episodio.
    La verità è che in Namco oramai vi è un solo team di sviluppo che si occupa di sviluppare picchiaduro, motivo per cui dapprima si è lavorato per traghettare il franchise di Tekken su Playstation 4 ed Xbox One con Tekken 7, per poi spostarsi sulla serie SoulCalibur. Colui che sul palco dei Video Game Awards ha annunciato il nuovo picchiaduro cappa e spada è, infatti, stato Motohiro Okubo, che di Tekken 7 è stato il Producer insieme a Katsuhiro Harada: il team di sviluppo, però, sfruttando "la lezione imparata con Tekken, è pronto per impegnarsi nel nuovo progetto". Grazie alla base del motore grafico Unreal Engine 4, che ha mosso Tekken 7 (e Street Fighter 5), Soul Calibur può ripartire con freschezza ed affrontare il ricambio generazionale con una certa iniezione di fiducia.

    Come sei ggiovane

    Sin dal teaser, quando abbiamo guardato in faccia Mitsurugi di SoulCalibur 6, ci siamo accorti del volto particolarmente giovane del samurai, un minimo accenno di barba e l'espressione sfrontata dell'età giovanile. Il comunicato stampa ufficiale non conferma e non smentisce: racconta che il gioco è ambientato nel 16esimo secolo, dimenticandosi probabilmente che tutti i capitoli del franchise si svolgono nel 1500.

    Le nostre congetture comunque ci portano ad escludere un seguito diretto di SoulCalibur 5, dove tra le altre cose Sophitia (che vediamo combattere nel trailer di annuncio) era totalmente assente (al suo posto il figlio Patroklos portava avanti lo stile di combattimento ateniese), mentre a nostro avviso gli eventi del gioco dovrebbero o combaciare con quelli del primo SoulCalibur o al massimo essere di poco successivi, anticipando così SoulCalibur 2. Una decisione antitetica a quella perseguita da Tekken 7, dove Namco ha voluto chiudere alcune delle linee narrative in essere fin dagli esordi.
    Aldilà delle conseguenze narrative sull'eventuale modalità Campagna, tale scelta ha delle necessarie conseguenze sul roster. Se da un lato ciò vale una conferma della presenza dei volti più assidui del franchise quali Taki, Ivy, Kilik, Sigfried, Voldo, oltre ai già confermati Mitsurugi e Sophitia, dovremmo dire addio ad alcune new entry dei capitoli più recenti. Tira di SoulCalibur 3, Dampierre di Broken Sword ed Hilde di SoulCalibur 4 molto probabilmente non saranno presenti, in quanto sarebbero in età adolescenziale, troppo presto per emanciparsi e girovagare per il mondo alla ricerca della Soul Edge.

    Reversal Edge

    Molto più di Tekken, SoulCalibur nel corso degli anni è riuscito ad offrire un sistema di combattimento che fosse accattivante per i neofiti, ma anche molto tecnico per i giocatori più navigati. Quando uscì il primo capitolo le riviste dell'epoca lodarono l'8-way run system che permetteva di spostarsi senza fatica nell'arena di combattimento mantenendo il lock-in sull'avversario. Poi con i capitoli successivi è stato approfondito il Guard Impact, per cui un attacco parato in combinazione con un movimento in avanti produce una destabilizzazione nell'avversario di differente intensità a seconda della distanza e del tempismo, utilissima per attaccare.

    In SoulCalibur 6 la principale novità al sistema di combattimento è rappresentato dal Reversal Edge, attraverso il quale il giocatore è in grado di eseguire una contromossa mentre mantieni la guardia in posizione di parata.
    Un flash rosso ed un'animazione particolarmente spettacolare segnala un Reversal Edge andato a segno; non ci è dato ancora di sapere come è possibile portarlo a segno e quanto tempismo richiede questa combinazione. E' sicuramente interessante constatare come, al contrario del Guard Impact, questo sistema privilegi l'approccio difensivo: chissà se un più ardito Guard Impact saprà annientare e ribaltare un ben eseguito Reversal Edge?
    "Con questo sistema - ha raccontato il producer Motohiro Okubo - ho voluto ricreare quel feeling di diventare uno spadaccino o un maestro di spada solamente approfondendo il rapporto con la propria arma, dove ci sono certi momenti nel corso della battaglia in cui la spada avversaria sta per abbattersi su di te e tutta l'azione ti sembra procedere al rallentatore. E poi tu pari, schivi, e ti lanci immediatamente al contrattacco."

    Project Luxor

    Alle origini dello sviluppo SoulCalibur 6 aveva il nome in codice di Project Luxor. Investigando sull'Unreal Engine 4, che sarebbe diventato il motore grafico di Tekken 7, gli sviluppatori cercavano un modo per far emergere la brillantezza ed il trionfo di scintille sprigionato dal confronto tra le spade. Uno scintillio che ha anche una valenza di gameplay, guidando il giocatore tra i diversi effetti prodotti da attacchi, contrattacchi e mosse speciali.

    Rispetto al picchiaduro incentrato sulla famiglia Mishima, SoulCalibur vuole essere molto più luminoso, sfavillante e, nei limiti della brutale violenza, colorato.
    A quel che visto dal trailer, analizzando sia le animazioni facciali dei personaggi, sia l'illuminazione dei 2 stage finora proposti (il tempio degli dei sull'Olimpo e una caverna ghiacciata), la missione si può dire compiuta. Certo, l'Unreal Engine 4 in questi anni ha già dimostrato un elevata flessibilità, maggiore rispetto al predecessore, ma quel che fa la differenza è lo stile artistico e soprattutto il character design, che nel caso di SoulCalibur viene pesantemente stravolto ad ogni iterazione del franchise.

    SoulCalibur 6 Francamente non eravamo così convinti che Bandai Namco fosse sul punto di estrarre dal cilindro un ritorno di Soul Calibur così sfavillante, scintillante e pieno di spunti interessanti. Sui palcoscenici dei Game Awards e della Playstation Experience il picchiaduro si è mostrato solo brevemente, ma l'uscita fissata nel corso del 2018, in concomitanza con il ventennale del franchise Soul Calibur, ci lascia ben sperare che presto potremo mettere le mani sul titolo. Tra le feature di maggior importanza vi è una storyline fissata a cavallo tra il primo ed il secondo episodio, con la conseguenza che il roster sarà molto giovane e popolato più da personaggi storici che da new entry. A livello di gameplay troviamo l'introduzione del sistema Reversal Edge, il quale permette di eseguire un contrattacco a partire da posizione di parata. Infine, per la prima volta non sarà un engine proprietario a gestire ogni aspetto del gioco, bensì l'Unreal Engine 4 che ha già fatto un buon lavoro con Tekken 7. Appuntamento con Soul Calibur 6 il prossimo anno su Playstation 4, Xbox One e PC Steam.

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