TGS 2017

The Seven Deadly Sins Knights of Britannia: Anteprima

Grazie ad un video di gameplay mostrato nel corso del TGS 2017, possiamo dare uno sguardo a Knights of Britannia, nuovo tie-in tratto dal manga di Suzuki.

first look The Seven Deadly Sins Knights of Britannia: Anteprima
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • Sull'onda del crescente successo riscosso dalla serie animata disponibile su Netflix, Namco-Bandai ha deciso di realizzare The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia, nuovo tie-in del manga di Nakaba Suzuki, che rielabora il ciclo arturiano in salsa tipicamente nipponica, con feroci scontri all'arma bianca, incredibili poteri demoniaci ed un pizzico di fanservice all'acqua di rose. Dopo l'adventure The Seven Deadly Sins: Unjust Sin, uscito su Nintendo 3DS nel 2015, ora il team di sviluppo ha deciso di aumentare il bacino di utenza con un capitolo pensato esclusivamente per PlayStation 4, ed in arrivo durante un generico "early 2018" in territori americani ed europei. A pochi mesi dalla release ufficiale, tuttavia, il gioco non ha assunto ancora dei lineamenti ben definiti: Namco-Bandai centellina infatti le informazioni con il contagocce, presentando il suo ultimo progetto come un picchiaduro fortemente basato sull'esplorazione. Un trailer di gameplay diffuso in occasione dell'ultimo Tokyo Game Show ci permette comunque di dare un primissimo sguardo allo stato di salute del gioco, con la speranza che la versione finale possa rendere giustizia al brio ed all'epica che si respirano nelle puntate dell'anime.

    Peccatori di Bretannia

    La giovane ed ingenua principessa Elizabeth, dopo il colpo di stato ordito dei Cavalieri Sacri, decide di partire alla ricerca dei Sette Peccati Capitali, potentissimi e leggendari criminali che furono accusati, dieci anni prima, di aver attentato all'equilibrio della monarchia. Certa della loro innocenza, la ragazza cerca nella forza di questi presunti fuorilegge l'aiuto necessario per liberare suo padre, il Re Bartra, e ristabilire l'ordine nel regno di Lionesse. Giunta nella taverna del Boar Hat, Elizabeth si imbatte nientemeno che in Meliodas, il drago dell'Ira, capitano dei Sette Peccati Capitali: ha inizio così un'avventura che alterna sapientemente umorismo e pathos, costellata da un cast di personaggi perfettamente delineato. Considerata l'uscita a gennaio della seconda stagione dell'anime, intitolata Revival of The Commandments, è assai probabile che l'arco narrativo di Knights of Britannia non si limiti a raccontare le vicende dei primi 28 episodi, ma approfondisca anche gli eventi successivi alla conclusione della serie d'esordio. Stando alle ultime dichiarazioni del team di sviluppo, del resto, il gioco proporrà anche un ricco Story Mode, con una serie di missioni distribuite lungo una world map da esplorare controllando Mamma Hawk, il colossale maiale su cui è eretta l'osteria Boar Hat. Chiaramente il tie-in riproporrà le medesime ambientazioni del materiale originale: dagli screen promozionali, ad esempio, è facile intuire che una delle prime tappe del viaggio sarà il Villaggio di Vanya, già incontrato nella seconda puntata dell'anime. Come se ci trovassimo all'interno di un gioco di ruolo, dialogando con gli abitanti del posto daremo il via a nuove quest da completare, ovviamente a suon di incontri vivaci e pirotecnici. Al termine delle battaglie, verremo valutati da un punteggio che varierà, presumibilmente, in base alla nostra abilità ed agli obiettivi completati. Le conversazioni tra i protagonisti e gli NPC lasciano quindi ipotizzare una leggera impalcatura da GDR che arricchirà la componente ludica di Knights of Britannia, avvicinandolo più agli stilemi di un action adventure che a quelli di un semplice fighting game. In base alle dichiarazioni di Namco-Bandai, d'altronde, il titolo si focalizzerà in gran parte su una componente esplorativa piuttosto accentuata, il che ci fa supporre la presenza di location più ampie da visitare, a modello della serie Ultimate Ninja Storm o di One Piece: Unlimited World Red. A differenza di quest'ultimo, però, è assai probabile che la sceneggiatura si concentri sugli eventi raccontati dal manga, e non su una vicenda del tutto originale, raggruppando nel roster tutti i protagonisti che abbiamo potuto apprezzare nella prima stagione.

    Nonostante la natura dell'opera sembri esulare dai canoni del tipico picchiaduro, durante lo scorso TGS lo studio giapponese ha preferito rivelare il gameplay della produzione attraverso una classica battaglia 1vs1: il video, della durata di circa 4 minuti, mette in scena uno scontro tra Meliodas ed il Cavaliere Sacro Gilthunder, dando così prova di una discreta dose di spettacolarità almeno dal punto di vista puramente visivo. La schermata di selezione dei combattenti mostra ben venticinque slot liberi, un dettaglio che ci suggerisce l'inserimento di personaggi come Escanor e I Dieci Comandamenti, che impareremo a conoscere nella seconda serie animata. Ogni guerriero, poi, è legato ad una specifico stile di gioco: Meliodas ed il "piccolo Gil" (come il protagonista lo definisce nell'anime), ad esempio, rappresentano una tipologia di lottatori che si basa sulla "velocità". Una simile specificazione ci induce a pensare ad una diversificazione significativa per quanto concerne le tecniche di lotta: è possibile, quindi, che la gigantessa Diane sia una guerriera legata alla forza bruta, in netto contrasto con un avversario più rapido e fulmineo. Magari la varietà di caratteristiche nel roster potrebbe dar vita a battaglie ben equilibrate e quasi "strategiche": tuttavia, senza aver potuto testare con mano il prodotto e senza conoscere la crew nella sua interezza, le nostre restano solo vaghe supposizioni. A suffragio dell'aspetto più "tattico" ed elaborato dei duelli subentra però anche l'aggiunta di oggetti equipaggiabili prima degli scontri, da posizionare in uno dei tre slot liberi per ogni avatar, un po' come avviene in Xenoverse, strizzando così l'occhio all'anima ruolistica di questo intrigante brawler game. Non potendo giudicare in alcun modo la bontà del combat system, quello che balza allo sguardo dello spettatore nei quattro minuti di gameplay diffusi in rete è il discreto livello di distruttibilità delle arene e la notevole fedeltà all'opera originale sul fronte del tratto grafico e delle mosse finali. Il cel shading riproduce lo stesso stile dell'anime, mentre le special come il "Contrattacco" di Meliodas sono realizzate con la giusta dose di virtuosismo scenico. Non sorprende, di contro, il livello di dettaglio e la mole poligonale, ben lontana da quella dei giochi dedicati a Naruto. Infine, la telecamera ci è parsa fin troppo ballerina ed instabile, incapace di seguire adeguatamente l'azione a schermo.

    È questo un problema da limare assolutamente prima dell'uscita definitiva: sebbene ci siano moltissime probabilità che il combat system si concentri più sull'immediatezza che sulla profondità, una cattiva gestione dell'inquadratura potrebbe minare la corretta leggibilità della scena, rendendo le battaglie inutilmente macchinose e confusionarie. La scarsa mole di notizie attualmente in nostro possesso e l'alone di indeterminatezza che aleggia sulla produzione ci invogliano insomma a fantasticare sulla forma che potrebbe assumere questo interessante tie-in: un picchiaduro sotto le mentite spoglie di un action adventure, con qualche annesso qualche piccolo elemento da gioco di ruolo. Al di là della categoria in cui entrerà a far parte, la speranza è che Knights of Britannia riesca comunque a trasmetterci il medesimo grado di divertimento, intensità, leggerezza ed epicità che caratterizza la piacevolissima trasposizione animata di The Seven Deadly Sins.

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