Nintendo Labo: come programmare una riproduzione musicale nel Toy-Con Garage

Nuova guida dedicata a Nintendo Labo: un'introduzione alle funzioni base dei nodi, cause (input) ed effetti (output).

guida Nintendo Labo: come programmare una riproduzione musicale nel Toy-Con Garage
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  • Switch
  • Abbiamo sempre visto Nintendo Labo associato strettamente al cartoncino da montare o ai mini giochi dei Toy-Con. L'abbiamo sempre pensato come una sorta di bricolage videoludico con parti da assemblare, per far giocare i bambini o da conservare per collezionismo ma in pochi hanno approfondito il lato programmazione. Ebbene sì, ci sono tante cose da fare con il software Labo che non richiedono l'interazione con il cartoncino: basta avere a portata di mano la console Switch e la schedina contenente il software e si possono cominciare a creare mini giochi e progetti vari, fino addirittura a tentare di ricreare i cari vecchi Game & Watch. Troppo complesso tuttavia spiegare passo per passo come programmare i singoli giochi, vedremo pertanto qualcosa di più semplice come un'introduzione alle funzioni base dei nodi, cause (input) ed effetti (output).

    Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare

    Una linea di collegamento unirà l'input che andremo ad impostare alla sua diretta conseguenza.

    La modalità "Garage Toy-Con" è una funzione inizialmente segreta che si blocca solo in seguito alla costruzione del primo Toy-Con e un veloce approfondimento nella modalità "Scopri" (per sbloccarla più velocemente basterà montare la macchinina RC, questione di circa 15 minuti). A questo punto comparirà, sempre all'interno della modalità "Scopri", un'icona rappresentante un tombino e quindi cliccandoci sopra accederemo al nosto laboratorio Garage.

    Qui ci troveremo di fronte ad una poco rassicurante griglia su schermata nera, con grafica minimalista e pulsanti agli angoli che aprono diversi menu a tendina.
    Nintendo non ci spiega granché all'interno del software e per un neofita potrebbe risultare tutto molto fumoso. Qualche argomento è spiegato sommariamente nel menu cliccabile in alto a sinistra ma l'assenza di un vero e proprio tutorial ci fa capire presto che per apprendere qualcosa dovremo cominciare a sperimentare.
    Sono molteplici le cause (input) che si possono inserire, come il posizionamento dei Joy-Con, la pressione di un determinato pulsante, la rilevazione di un segnale da parte della porta IR e molte altre. Ognuna di esse creerà sulla nostra dashboard nera un blocco (box) che potrà essere collegato ad un blocco effetto (output) che, ricevuto il segnale dall'input, causerà una reazione a nostra scelta che potrà essere una vibrazione, un suono o l'illuminazione di una sezione dello schermo.

    E' possibile anche inserire tra causa ed effetto dei blocchi intermedi con dei comandi specifici, come l'inserimento di un contatore, un commento oppure "NO" ed "E" per negare alle cause di compiere determinati effetti o di fargli eseguire più output contemporaneamente.
    Sembra essere tutto confusionario e complicato di primo acchito, ma ci renderemo presto conto delle limitazioni del software e di quanto tutto sommato dovremo attenerci alle poche regole che abbiamo a disposizione.

    Oltre agli input legati alla pressione dei tasti potremo usare quelli dei Toy-Con ufficiali.

    Musica Maestro

    La modalità "Studio" del Toy-Con Piano permette sorprendentemente di fare diverse cose complesse come registrare delle basi su ottave differenti e suonarci sopra musiche elaborate. Ma non tutti sono dei promettenti musicisti anzi, molti potrebbero non aver mai suonato una pianola, quindi proveremo a comporre una melodia tramite una reazione a catena composta da cronometri (timer) legati ad ogni singola nota che verrà scaturita dalla pressione di un pulsante di uno dei Joy-Con (che sarà il nostro unico input)

    La (quasi) fedele riproduzione delle diverse ottave di un pianoforte.

    Innanzitutto creiamoci un po' di box effetto associati ad ognuno dei suoni. Nell'immagine sono state ricreate più ottave e sistemate rigorosamente in ordine, con i tasti neri volutamente più piccoli per mantenere chiara la forma di un pianoforte. Tutta questa scrupolosità non è obbligatoria, ma ci aiuterà tantissimo a seguire più facilmente uno spartito e associare più velocemente le note ai blocchi corretti. E' bene tenere a mente che dobbiamo fare attenzione alla lingua impostata nella console in quanto se impostata su inglese i nomi delle note non seguiranno il sistema sillabico adottato in Italia (Do-Re-Mi, per intenderci), bensì il sistema alfabetico adottato nei paesi anglofoni (C-D-E, etc.)
    Nelle impostazioni dei singoli blocchi effetto dovremo ricordarci di fare attenzione a selezionare la durata del suono (in questo caso 0,40 secondi), l'ottava, la nota e il timbro che vogliamo venga riprodotto.

    Oltre a selezionare la nota dobbiamo fare attenzione alla durata del suono e all'ottava.

    Andremo successivamente a stabilire quale sarà l'input dal quale partirà tutto. In questo caso è stato scelto uno dei pulsanti del Joy-Con ma possono essere selezionati altri comandi come toccare un blocco sullo schermo o associare una manopola o funzione di un Toy-Con già costruito.
    E' poi il momento di creare il primo blocco timer, un comando intermedio con un intervallo di tempo preimpostato per ritardare l'uscita del nostro effetto. Da una parte dovrà essere collegato all'input e dall'altra estremità al blocco con la prima nota.

    Il blocco cronometro (0,40) collegato al tasto input (A) e alla prima nota (Do)

    Nelle impostazioni del blocco timer dovrà essere selezionato dopo quanto tempo vogliamo sentire la nota dalla pressione del tasto, in questo caso per comodità sarà ancora di 0,40 secondi.
    Non tutti i suoni avranno intervalli di tempo di 0,40 secondi, nella musica sappiamo che le pause sono importantissime, quindi alcuni blocchi potrebbero avere durate minori o superiori come anche le note potrebbero dover durare più a lungo. Tutto questo è facilmente regolabile man mano che si prosegue con la creazione della melodia tramite il menu impostazioni dei singoli blocchi che dovranno essere modificati.

    Nelle impostazioni del cronometro è possibile regolare la durata dell'intervallo di tempo.

    Il blocco timer, oltre ad essere collegato alla nota, dovrà avere un'altra diramazione per essere agganciato ad un ulteriore blocco timer che a sua volta sarà legato alla nota successiva (guardando l'immagine è tutto più chiaro, promesso!) creando di fatto la precedentemente menzionata reazione a catena.
    Potremmo anche voler fare le cose in grande e comporre perfino l'accompagnamento che segue di pari passo la melodia principale o voler far suonare due note contemporaneamente, questo è facilmente riproducibile creando dal tasto timer più di un collegamento verso note differenti anche su altre ottave.

    Un blocco cronometro collegato a più note per creare l'accompagnamento.

    Quindi, ricapitolando, il blocco input deve essere collegato ad un blocco timer e ognuno di essi dovrà essere obbligatoriamente legato ad un altro blocco timer successivo per poter proseguire con la musica. Ogni timer potrà essere associato ad una o più note a seconda della complessità della melodia che vorremo ricreare.
    Per fare le cose più complicate potremmo (contemporaneamente al timer) collegare all'input anche degli effetti luminosi per accendere diverse sezioni dello schermo della console mentre la musica è in riproduzione ma ricordiamoci che più nodi inseriamo più Switch subirà dei rallentamenti.

    Una catena di timer e un blocco con una pausa più duratura.

    Al termine della nostra opera ci accorgeremo che la modalità Garage di Labo è una cosa incredibile perché nonostante la monotonia dei comandi utilizzati saremo stati in grado di comporre brani articolati pur non avendo mai avuto conoscenze musicali. Premendo il tasto di input potremo ogni singola volta riascoltare il nostro progresso accorgendoci di cosa stona o cosa non è impostato col giusto tempismo.
    Potremo creare musiche più o meno lunghe a seconda della pazienza che vorremo impiegare, il rallentamento dovuto all'eccessiva presenza di nodi è dopotutto facilmente aggirabile premendo il pulsante "play" posto in alto e centrale della nostra schermata che serve a nascondere la visualizzazione dei blocchi.
    Il software non ci mette fretta durante la composizione pertanto potremo prenderci tutto il tempo necessario per capire con calma uno spartito e inserire le note con tranquillità e controllare di volta in volta come suonano.

    Qui sopra un breve video che riporta come esempio la riproduzione di un brano della colonna sonora di un noto e popolare videogioco.

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