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The Witcher 3: guida per chi si è avvicinato al gioco con la serie Netflix

Dopo aver visto lo show su Netflix vi siete precipitati su The Witcher 3 ma non sapete cosa aspettarvi? Ecco alcuni utili consigli per i neofiti.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Il 2019 di Netflix si è chiuso con un ultimo colpo di coda dal grande fascino, rappresentato dalla trasposizione in serie tv dello strigo di Andrzej Sapkowski. La produzione con protagonista Henry Cavill si è rivelata sorprendentemente efficace - come potete anche constatare nella nostra recensione di The Witcher Netflix - e ha avuto un effetto "secondario" da non sottovalutare: riportare al successo Wild Hunt. Il titolo di CD Projekt RED sta infatti vivendo un nuovo momento di grazia, e in molti si sono avvicinati alla saga proprio dopo aver portato a termine la prima stagione su Netflix. Alcuni, tuttavia, potrebbero trovarsi spiazzati di fronte alla vastità del gioco, specialmente se sprovvisti di esperienza nel genere degli action gdr. Quest'oggi, quindi, veniamo in vostro soccorso con una serie di consigli utili per vivere al meglio l'ultimo capitolo dell'epopea di Geralt di Rivia.

    Non abbiate timore

    Considerando che non esiste una versione console del primo The Witcher, e che il secondo capitolo appartiene alla scorsa generazione di Microsoft, alcuni utenti potrebbero avventurarsi nella lunga epopea di Wild Hunt senza alcuna esperienza pregressa con la serie. Cionondimeno, il terzo episodio resta perfettamente godibile, sebbene potreste avvertire un leggero senso di smarrimento di fronte a personaggi che sembrano conoscere Geralt molto più di voi. Nel prologo avrete un dialogo sulle scelte fatte in The Witcher 2, utile per chi non ha alcun salvataggio da importare nell'ultimo titolo della trilogia.

    Non lasciatevi comunque scoraggiare dalla sensazione di non avere un quadro chiaro della situazione: i personaggi e l'evoluzione dei rapporti dipenderanno solo da voi. La quest principale, comunque, sarà ben delineata fin dai primi minuti, ma se non volete perdervi nessun dettaglio, eccovi un altro consiglio preliminare.

    Un po' di studio preparatorio

    In rete è possibile trovare numerosi riassunti dei primi due episodi e, per avere un quadro della situazione più definito (non solo di Geralt, ma degli equilibri politici del mondo di gioco), non possiamo che consigliarvi di approfittarne. Sappiate solo che, nei precedenti titoli, lo Strigo era affetto da un'amnesia, e il ritorno della memoria coincide con l'inizio di Wild Hunt. In pratica, i capitoli passati hanno portato a rapporti che, comunque, sono stati stravolti nella chiusura della trilogia.

    Non scendiamo in ulteriori dettagli per non incappare in alcuno spoiler (e se gradite, avete a disposizione una puntata di My Generation dedicata a CD Projekt RED e The Witcher), ma è giusto ribadire che, anche senza queste informazioni, l'opera dello studio polacco resta perfettamente godibile.

    Andate fuori dal sentiero

    Una volta rotti gli indugi, non vi resterà che lanciarvi anima e corpo in questa nuova missione nei panni di Geralt, e vi suggeriamo di farlo cercando il giusto equilibrio tra contenuti principali e secondari. Lo studio di Varsavia ha realizzato un lavoro titanico: ogni side quest ha un suo costrutto narrativo di pregio, e non di rado vi troverete di fronte a dialoghi di grande impatto e vicende profonde. Esplorate, incamminatevi in un sentiero di campagna per trovare una contadina in cerca di soccorso, o tra i sobborghi di una città per discutere con uomini alticci, tenendo a mente che anche gli incarichi extra sono in grado di regalarvi momenti memorabili.

    Tuttavia, è bene parlare anche del rovescio della medaglia: vista l'enorme mole di missioni, si corre il rischio di "annacquare" pesantemente la storyline principale, e per questo vi consigliamo di non lasciarvi conquistare dalla smania di completismo, o potreste trovare un boccone troppo abbondante da ingurgitare. In molti, infatti, abbandonano gli open world in virtù dei troppi contenuti, e Wild Hunt rischia seriamente di schiacciarvi sotto una valanga di punti interrogativi (i punti di interesse sulla mappa). Trovate quindi il ritmo più consono alla vostra avventura: siete voi ad avere le redini del gioco, e l'importante è godersi il viaggio. Inoltre, accettare un numero troppo alto di quest potrebbe essere controproducente, dato che alcune potrebbero fallire automaticamente col passare del tempo.

    Sensi sempre allerta

    Il mondo creato da Andrzej Sapkowski e ricostruito da CD Projekt RED è oscuro, sporco e pieno di creature pericolose. L'esplorazione libera e senza una meta ben precisa, soprattutto nelle prime fasi, può portarvi a una morte rapida e dolorosa. A tal proposito, se scorgete l'icona di un teschio sopra la testa di una creatura, datevela a gambe, perché si tratta di un mostro ben più potente del vostro livello attuale.

    È bene quindi ribadire come la storyline principale sia il miglior modo per prendere sempre più confidenza con l'universo che vi circonda: dal piccolo borgo di Bianco Frutteto agli infiniti mari di Skellige, passando per il roccioso bastione di Kaer Morhen, ogni luogo saprà regalarvi scorci unici, ma nasconderà anche minacce mortali. Lavori da Witcher, insomma, magari uno ben equipaggiato e pronto a ogni evenienza. Un nodo, quest'ultimo, che ci porta direttamente al prossimo punto di questa lista.

    Sfruttate il bestiario e le doti

    Viverne, ghoul, elementali e wraith: in Wild Hunt c'è un'intera legione di creature capaci di darvi filo da torcere, tutte catalogate con dovizia di informazioni all'interno di un grande bestiario. Questa sezione dei menu sarà la vostra migliore amica, e vi fornirà tutti i consigli utili per diventare dei cacciatori professionisti. Geralt di Rivia ha a disposizione segni (incantesimi di vario tipo da selezionare in tempo reale), grandi doti combattive e una formidabile spada d'argento, ma i suoi punti di forza non si fermano certo all'equipaggiamento. Lo Strigo, infatti, è particolarmente versato nell'arte dell'alchimia, e se raccoglierete piante e ingredienti in giro per il mondo, potrete creare in qualsiasi momento decotti da ingurgitare - normalmente tossici per un essere umano qualsiasi - e unguenti da spalmare sulla lama della vostra arma.

    Esistono innumerevoli possibilità per avere la meglio sui mostri che imperversano nelle terre che esplorerete, e starà a voi decidere la strategia migliore. Il tutto col contributo di un sistema di progressione profondo, suddiviso in arti combattive, magiche e archemiche (un quarto ramo è dedicato ai mutageni). Trovate quindi l'approccio più adatto al vostro stile di gioco, dato che ogni punto speso contribuirà a sviluppare uno Strigo potente e temibile. Ovviamente, nessun cacciatore si potrebbe definire tale senza il giusto armamentario.

    Guadagnatevi la pagnotta

    Armature, spade, gadget come bombe e trappole, tutti questi strumenti saranno vitali per il vostro viaggio, ma molti sono dispendiosi, e i fabbri non fanno sconti a nessuno, men che meno a un mutante cacciamostri. Fortunatamente siete addestrati a una professione piuttosto inconsueta e, dato che la storyline principale non permette di guadagnare grandi cifre, tutto quello che dovrete fare sarà accettare i contratti da Witcher.

    Si tratta di incarichi da "disinfestatore" molto remunerativi, in cui scovare ed eliminare le creature che minacciano la brava gente del mondo di gioco. Prima di accettare l'impiego potrete trattare sul prezzo, ovviamente senza esagerare, e quando qualcuno cercherà di suscitare la vostra pietà, c'è un aspetto fondamentale che dovrete tenere a mente: chi è Geralt di Rivia.

    Pensate e agite da Witcher

    Un Witcher è un uomo che ha subito esperimenti così devastanti da modificare radicalmente la propria anatomia, cui si aggiunge un rigoroso regime di addestramento. Fondamentalmente, vi troverete a vestire i panni di una "macchina da guerra" semovente capace di sterminare ogni abominio che minaccia la serenità di un villaggio o di una città ma, al contempo, la natura del vostro alter ego è malvista da molte persone. I suoi servigi si pagano, e dato che non esiste altra soluzione a un problema sovrannaturale, si pagano profumatamente.

    Tutto ciò che significa? Che non siete un eroe senza macchia e senza paura pronto a rischiare l'osso del collo per il poveraccio di turno, quello che in sella a un bianco destriero sfida mostri e briganti per salvare una principessa in difficoltà. Siete un mercenario, celebre per il proprio distaccamento emotivo e odiato per la sua natura di "diverso". Non dimenticatelo, anche perché la campagna metterà a più riprese alla prova la vostra moralità.

    Non esiste il bianco e il nero

    È proprio sul versante della morale che scoprirete un'altra caratteristica fondamentale di tutta la serie di The Witcher: nel mondo di Geralt non esiste il bianco e il nero, solo un'ampia scala di grigi. Sia durante la storyline principale, sia nel corso delle numerose subquest, sarete chiamati a fare scelte che influenzeranno qualsiasi cosa: dal destino della creatura che state cacciando a quello di un villaggio o, addirittura, di un'intera regione. Il peso di una decisione non sarà mai chiaro e, come se non bastasse, opzioni apparentemente "onorevoli" e degne di un eroe delle fiabe potrebbero portare a conseguenze devastanti.

    Questo punto è strettamente correlato al precedente: non siete un prode cavaliere, ma un mercenario mutante odiato e temuto. Non dimenticate il vostro ruolo, raccogliete tutte le informazioni possibili e affidatevi all'istinto, anche quando tocca il lato più egoistico della vostra morale. Solo così eviterete molti guai.

    La parola ferisce più della spada

    Dovrete fare largo uso della vostra astuzia in The Witcher, e la metterete alla prova nei tantissimi dialoghi presenti. Proprio una conversazione ben orchestrata può tirarvi fuori dagli impicci ed evitare inutili spargimenti di sangue, specialmente se userete le vostre straordinarie doti.

    Come detto, Geralt conosce alcune rudimentali magie e tra queste troviamo Axii, un incantesimo in grado di ammaliare nemici ed NPC: se usato in combattimento, questo segno costringe l'avversario a schierarsi al vostro fianco per un periodo di tempo, ma risulta ben più prezioso durante i dialoghi. Se opportunamente potenziato, l'uso di Axii apparirà come opzione nel corso di una chiacchierata, offrendovi una ghiotta occasione per evitare grattacapi e scontri. Occhio a non trattarlo come una "rete di sicurezza", perché i ragazzi di CD Projekt RED sono infidi, e hanno piazzato lungo la via qualche ingegnosa trappola per i più sprovveduti.

    È sempre tempo di Gwent

    Giunti alla fine della nostra lista di consigli, resta un'ultima menzione da fare prima di lasciarvi alla vostra avventura: diventare maestri di Gwent. Questo piacevole passatempo è stato talmente ben congegnato da diventare in seguito un gioco stand alone, e difatti rappresenta un microcosmo in cui perdersi tra un combattimento e l'altro.

    Troverete tantissimi NPC con un mazzo al seguito e, oltre a permettervi di tirare su qualche piccola somma di denaro, ogni partita vi offrirà un piccolo momento di pausa dalle barbarie che infuriano nel mondo di gioco. Non sottovalutate il Gwent, perché un buon deck potrebbe tornarvi utile quando meno ve lo aspettate.

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