Provato 007 Quantum of Solace

Prime impressioni, a pochi giorni dalla Review

Provato 007 Quantum of Solace
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS2
  • DS
  • Xbox 360
  • Wii
  • PS3
  • Pc
  • Un’eredità scomoda

    Avere un genio in famiglia porta e comporta confronti, a volte solo scomodi, a volte inopportuni. Comunque difficilissimi da sostenere. Soprattutto quando l’oggettività lascia il posto ai sentimenti, ai ricordi, alla banalità. Prego, accomodatevi pure. C’è posto per tutti, nella tribuna dei luoghi comuni. ‘No, non l’ho giocato 007 Goldeneye, ma secondo me rimane il fiore all’occhiello della saga’. ‘Concordo, non avevo nemmeno la console su cui girava -sono allergico alle cartucce- tuttavia Goldeneye era ed è il massimo’. ‘Quant’è vero. Io l’ho saltato a piè pari all’uscita poiché, in primis, odio il personaggio e poi perché sapevo, già nel ‘ 97, che un giorno l’avrebbero rieditato su XLA: devo solo pazientare un altro po’’. Non ci stupiremmo se persino Jack Thompson -il legale famoso per le sue campagne di demonizzazione del videogioco, fresco di radiazione dall’albo degli avvocati della Florida- tessesse le lodi del titolo Rare. Goldeneye rappresentò una pietra miliare, soprattutto in un portafoglio software scarno come era quello di Nintendo 64. Eppure, la critica dei tempi non lo applaudì in maniera unanime. Che vi scrive, ricorda con un sorrisetto malizioso il giudizio di una delle firme più autorevoli della stampa specializzata coeva, Marcello Cangialosi, che sulle pagine del fu Mega Console non attribuì al prodotto Rare la qualifica di “gioco di serie A”. Troppo severo? Forse. Sta di fatto che le critiche mosse dal talentuoso giornalista stanno in piedi ancora oggi, addirittura cementate dal passare degli anni.
    Ora, nel 2008, il tabù Goldeneye va superato. Un bel respiro, e via col riformismo. Perché la serie, oggigiorno, ha veramente tanto da dire. Quantum of Solace ne è la conferma. Già apprezzato nel corso della Game Convention di Lipsia (se nella calura estiva aveste perso la nostra anteprima, la trovate QUI), il titolo Treyarch rifugge qualsiasi velleità innovativa, centrando tuttavia in pieno gli obiettivi perseguiti dal team. Spettacolare, esagerato, un sogno che si avvera per chi ha apprezzato le gesta di Daniel Craig al cinema. Un piccolo film interattivo, girato con estrema competenza, che affonda le proprie radici ludiche nel motore grafico di Call of Duty 4.
    Chiaramente, è mass market oriented fino al midollo. I puristi a trazione integrale sono dunque avvertiti. Tutti gli altri, segnino pure la data di uscita: oggi, 31 Ottobre 2008.
    Già noleggiato lo smoking?

    In the movie

    Fiato sospeso e pop corn d’ordinanza per la pellicola omonima in uscita fra sette giorni, ma anche per la recensione che troverà spazio sulle pagine di Everyeye.it nelle prossime ore.
    Per ora un giusto un assaggio, un piccolo trailer dell’offerta ludica complessiva.
    Testati nel corso della presentazione italiana del titolo, i tre livelli disponibili hanno ribadito la propensione allo scripting tipica della ludo-narrazione di CoD 4, che avvelena la libertà d’azione per far posto alla spettacolarizzazione più estrema. Un FPS giocoforza lineare e prevedibile nella progressione, ma non per questo poco stimolante. Al contrario, la concatenazione cinematografica degli eventi, in accordo con il ritmo serrato, rendono Quantum of Solace un prodotto estremamente godibile. Una meccanica di gioco derivativa, che punta dritto al divertimento dell’utente piuttosto che allo svecchiamento di un genere. Un male? Non necessariamente. Il citazionismo in chiave Bond di titoli della concorrenza è del tutto evidente (il cover system di GoW; il retrogusto pacchiano delle sparatorie alla Stranglehold; l’approccio stealth vigliacco usato dal “giovane” Snake nel ’98), e di certo siamo lontani da un revisionismo raffinato. Eppure, forte di situazioni in costante bilico tra l’impossibile e l’assurdo, e di un climax autenticamente filmico, staccarsi da Quantum of Solace è più difficile del previsto.
    Casinò, Montenegro Train e Science Center. Il primo, già visionato in quel di Lipsia, ha posto nuovamente sotto i riflettori la natura ambivalente del gameplay. Ripercorrendo in toto una delle sequenze più spettacolari di Casinò Royale (ricordiamo che il plot abbraccia tanto il film di prossima uscita quanto la pellicola del 2006, suturando lo stacco temporale con scelte narrative in pieno stile hollywoodiano), il gioco deputa all’utente la scelta dello stile da adottare per completare il livello. E’ possibile dunque “rambizzare” la situazione, avanzando con classe e discrezione a colpi di mitra, nuclearizzando ogni forma di vita ostile. Il già citato sistema di copertura è dunque fondamentale: tasto A, e la visuale scivola dalla prima alla terza persona, un cambiamento di prospettiva che tinteggia di GoW (o di Dark Sector) la meccanica del titolo Treyarch. Le raffinatezze, seppur sporadiche, fanno tuttavia capolino. I materiali di alcune coperture (vetrate, colonne, muretti) tendono a corrompersi e a sfaldarsi in mille pezzi se raggiunti dai proiettili, trasformandosi così in schegge impazzite che possono ferire lievemente il viso dei nemici, distogliendoli per qualche istante dalle rispettive coperture.
    L’approccio stealth è altrettanto valido: scivolati alle spalle di un nemico, è sufficiente premere RS per innescare una sequenza QTE che se superata consente di mettere anzitempo a nanna il contendente. L’IA avversaria è assolutamente rimarchevole: durante i conflitti a fuoco, sfrutta in modo intensivo i cambiamenti di copertura, contemplando anche la fuga se in evidente difficoltà. Inoltre, pur confessando una vista periferica chiaramente deficitaria, i nemici avvertono i rumori, indagano in caso di anomalie (tipo se qualcuno risponde al cellulare, lasciato sulla scrivania, al posto loro) ed in caso di allarme non si dimenticano del giocatore, bensì ne seguono le tracce fino a scovarlo. No place to hide: vi dice nulla?
    Come ribadito nella precedente anteprima, il gioco stuzzica il coinvolgimento dell’utente introducendo elementi inusuali, giocando con le proprietà specifiche tanto della prima che della terza persona. Fughe rocambolesche sui cornicioni, frazioni cadenzate dal picture in picture, o da superare mantenendo l’equilibrio per non cadere nel vuoto, o saltando da un vagone all’altro come nel secondo livello provato, ambientato su di un treno in corsa. O semplicemente danzando tra una sequenza predeterminata ed un’altra come nel livello ambientato nel laboratorio scientifico.
    Quattro i livelli di difficoltà per un’avventura terminabile -a detta degli sviluppatori- in una decina abbondante di ore.
    Nel corso dell’evento Activision, abbiamo inoltre testato la bontà del frangente multiplayer (sedici giocatori, online o locale). Ad affiancare i classici deathmatch, vi sono modalità più peculiari come Bond contro tutti, Golden gun (il cui scopo, ovviamente, è di mantenere il più a lungo possibile questa fantomatica arma) od anche la divertente Bond Evasion, nella quale un giocatore impersona 007 con gli altri pronti a coordinarsi per impedirne la fuga.
    Tra le ambientazioni spicca sicuramente quella inscenata a Siena, teatro di scontri a squadre spettacolari, ricca di anfratti in cui ripararsi e di tetti da percorrere per fughe invero esilaranti. Poco convincente è però l’incidenza di alcune armi, su tutte quella del fucile a canna, caratterizzato da una gittata davvero poco credibile. Peccato.

    Rimandando alla prossima recensione la disanima tecnica, alcuni paletti sono comunque già piantabili. Quantum of Solace sfrutta una versione aggiornata del motore di CoD 4, garanzia di una cosmesi di pregio. Il risultato pare comunque inferiore alle vette estetiche lambite da Infinity Ward, sebbene sia davvero difficile lamentarsi. Ottime le texture, al pari dei modelli poligonali, così come l’implementazione degli effetti particellari. Poco incisivo invece il ricorso alle sorgenti luminose, più incline alla riproposizione stilistica della fotografia dei lungometraggi, che ad istanze visive prettamente (video)ludiche.

    Quantum of Solace Quantum of Solace è un titolo perfetto per i fan di 007. Derivativo, poco innovativo, convenzionale. Retaggio perfetto dell’industria dell’entertainment. E’ forse un problema? Diverte, appaga l’occhio ed i quattro livelli di difficoltà garantiscono una sfida non trascurabile. In più, propone una componente multiplayer sorprendentemente solida. Ora, tocca a voi sconfiggere i pregiudizi. Lasciate Pierce al suo Nintendo 64. Ora è il turno di Daniel, gente.

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