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Hands on Alice: Madness Returns

La follia di Alice comincia a scatenarsi. Provata l'ultima build prima della release

hands on Alice: Madness Returns
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Letteratura e videogiochi, a differenza di quanto accade rispetto alla cinematografia, non vanno spesso d'accordo; ma, come ogni consuetudine, anche questa ha alcune eccezioni che la confermano. Nel 2000, ad esempio, il visionario American McGee creò Alice, contorto videogame basato sulla libera interpretazione del famosissimo racconto di Lewis Carrol. La verve geniale del game designer statunitense portò sullo schermo una riproposizione genuina (per quanto rivisitata) dei caratteri più oscuri e sinistri del libro, raggiungendo un successo del tutto inaspettato per un'opera del genere. Altrettanto non si può dire per le sue produzioni successive, culminate nel 2006 con la cancellazione di American McGee's Oz.
In questi cinque anni l'eclettico game designer ha avuto modo di riflettere sulla sua carriera, compiere un ulteriore percorso di maturazione e mettere insieme il suo personalissimo team di sviluppo, Spicy Horse. Il team, con sede ad Hong Kong, ha stretto un nuovo sodalizio con Electronic Arts, per conto della quale ha ripreso in mano nientemeno che Alice, proponendone una nuova iterazione. Il promettente Alice: Madness Returns sarà disponibile per Xbox 360, Playstation 3 e PC a partire dal 17 Giugno. Everyeye, grazie ad un codice non ancora completo, ha potuto provare con mano il primo capitolo delle avventure nel Paese delle Meraviglie. Eccone un resoconto.

La follia di Alice

Undici anni passati nel manicomio di Rutledge non sono bastati alla giovane Alice per dimenticare quanto successo ai suoi genitori, bruciati nel rogo che ha inspiegabilmente consumato la loro ambientazione londinese. La giovane, sull'orlo di uno stato depressivo irreversibile, è dunque in cura presso l'istituto Houndsnitch per giovani ostinati, dove il dottor Angus Bumby aiuta i suoi pazienti a dimenticare le brutte esperienze. Ma Alice è diversa: il senso di colpa causato dal sentirsi responsabile della dipartita dei genitori la trascina continuamente in uno stato catatonico nel quale realtà ed immaginazione non si distinguono più, ed allucinazioni demoniache paiono volerne ghermire la giovane vita. In un impeto di lucida follia l'eroina, spalle al muro, si rifugia nell'unico luogo capace sinora di darle conforto, quel Paese delle Meraviglie dove tutto dovrebbe essere perfetto. E sebbene qui il suo Io sia effettivamente il migliore possibile (più giovane, più bella, più curata), è il "contorno" a mostrarci immediatamente che qualcosa non va. Il Paese delle Meraviglie cade a pezzi, logorato dall'interno da non si sa quale forza maligna desiderosa di distruggere ogni cosa. Lo Stregatto ci avverte: tutto è cambiato, Alice è in pericolo e dovrà guardarsi le spalle non solo dai vecchi nemici ma anche dagli amici.
La trama verrà veicolata da intriganti cut scene realizzate in stile teatrino di sagome, con i personaggi ritagliati nel cartone e la scena accesa quasi sempre da colori molto caldi.

Sulle tracce del Bianconiglio

Dal punto di vista del gameplay Alice: Madness Returns si configura come un action/platform molto classico, con un sorprendente equilibrio tra la fase esplorativa e quella di combattimento. Per quanto concerne quest'ultima la nostra eroina si ritroverà armata di tutto punto, sfruttando i molti arnesi da cucina reperibili nel Paese delle Meraviglie. Per quanto visto sinora il Coltello Vorpale fungerà da spada, un Macinapepe da mitragliatrice gatling ed un simpatico ombrellino in pizzo da scudo respingente contro gli attacchi a distanza nemici. A queste si aggiungeranno, in seguito, molte altre curiose armi, che potranno essere potenziate barattando i denti reperibili alla stregua di monete nei quadri di gioco. Gli scontri saranno coadiuvati da un sistema di controllo semplice e funzionale, che consentirà di effettuare il lock-on sui nemici, attaccarli con combinazioni di quattro o cinque colpi e schivare con la semplice pressione di un tasto, tramutando per qualche istante il corpo di Alice in un elegante sciame di farfalle. L'azione a schermo risulta molto fluida ed intuitiva e, grazie ad un'abbondante varietà di nemici, il combattimento risulta sempre freschissimo, dalla corta come dalla lunga distanza. Particolarmente interessante, da questo punto di vista, il mescolarsi degli avversari, livello dopo livello, che costringerà il giocatore ad un minimo di pianificazione tattica dello scontro.
Molto intrigante, come si diceva, anche la fase platform/esplorativa, che vedrà la nostra eroina avvalersi in primis della possibilità di compiere balzi doppi e tripli, ai quali potrà unire un comodo planare verso la zona da raggiungere. Anche in questo caso uno stile unico ed inconfondibile accompagna la bella protagonista, che vedrà gonfiarsi il vestito sospinta dal leggiadro battito d'ali delle amiche farfalle. Tra un balzo e l'altro, aiutati da getti di vapore e quant'altro, giungeremo in prossimità dei numerosi enigmi ambientali che caratterizzeranno la produzione: dalle semplici leve da azionare ai bersagli da colpire col fedele Macinapepe per azionare complessi meccanismi. La vera sfida, tuttavia, sarà veicolata più dalla difficoltà nel raggiungerli, dato che dovremo evitare con cura ogni tranello insito nel decadente Paese delle Meraviglie (acciaio fuso, precipizi, piattaforme in movimento...). La linearità della progressione platformica, oltre che dai continui combattimenti, sarà spezzata dalla presenza di moltissime aree segrete da esplorare per recuperare i ricordi di Alice (spesso rivelatori sulla storia della sua famiglia) e dei ben meno utili collectibles. Le soluzioni, in questo caso, sono molteplici: saremo in grado, ad esempio, di rimpicciolire la nostra eroina per farla sgattaiolare attraverso le più minute fessure; in questo stato, aguzzando la vista, potremo scorgere segnali che c'indicheranno la via o persino sentieri nascosti, invisibili dalla prospettiva normale. Importante quanto la vista l'udito, dato che tra le altre stranezze troveremo, sparsi qua e là, grugni di maiale alati. Ascoltandone il verso e localizzandoli potremmo riempirne le narici di pepe, in maniera da farci rivelare strade nascoste o comodi accessi alle piattaforme successive. Una varietà di situazioni ed eventi che s'arricchisce uno stage dopo l'altro rendendo accattivante e coinvolgente l'avventura sin dai primi istanti.

Arte digitale

Tecnicamente Alice: Madness Returns non fa certo gridare al miracolo per il conteggio dei poligoni o per la qualità delle texture, invero spesso poco definite e slavate. Ciò che stupisce, nella produzione Spicy Horse, è la vena artistica che permea, in maniera unica e sempre differente, ogni quadro costituente l’avventura. Si passa dal grigiore della Londra vittoriana, sede dell’istituto dov’è ospite Alice, ai colori accesi e vivaci dei primi passi nel “nuovo” Paese delle Meraviglie, dentro al quale sperimenteremo gradualmente la devastazione e lo smembramento della sua struttura perfetta. Aldilà della sottile vena grottesca ed oscura che caratterizzerà l’intera produzione, ogni stage presenterà differenti peculiarità che ne configureranno la natura. Il dominio del Cappellaio Matto, ad esempio, si mostrerà meccanizzato ed altamente tecnologico, con macchine a vapore a profusione, ingranaggi ed avversari meccanizzati.
Di pari passo il design dei personaggi, le cui sottili sfumature di grigio non daranno mai ad intendere fino in fondo quali saranno davvero i nostri alleati e quali, invece, gli avversari dai quali guardarsi. Una caratterizzazione molto approfondita e riuscita che si avvale di un ottimo doppiaggio in italiano.

Alice: Madness Returns Mescolando meccaniche di gioco classiche e moderne ed attingendo in egual misura dall’action e dal platform gaming, Alice: Madness Returns si prospetta come uno dei titoli più interessanti dell’estate 2011. Favolose scelte di game design ed art design s’appaiano ad un gameplay snello e funzionale, seppur in costante evoluzione. L’ennesima produzione Electronic Arts da tenere rigorosamente d’occhio.

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