Provato Arma 2

Provato. I campi di battaglia più realistici di sempre

provato Arma 2
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  • Pc
  • Il mondo delle software house è da sempre tormentato da scissioni e fusioni tra società: ragioni economiche sono alla base di sommovimenti intestini poco prevedibili, che spesso hanno dirette conseguenze sulle line up future, con la prematura scomparsa di buoni franchising e brand che avrebbero potuto avere vita lunga e felice. Un caso emblematico è la vicenda di Codemasters e Bohemia Interactive: questo duo, nell’anno 2001, sforna uno degli sparatutto più innovativi, simulativi ed audaci di sempre: Operation Flashpoint. Questo titolo ha rappresentato per milioni di videogiocatori una vera e propria pietra miliare nel genere FPS. Sfortunatamente dopo il successo ottenuto dal brand, Codemasters e Bohemia Interactive hanno interrotto la loro collaborazione; la casa di produzione occidentale ha tenuto per sè il nome del brand, mentre la software house boema ha detto inizio ad una nuova serie (Arma), sfruttando il Know How tecnico derivato dallo sviluppo del titolo sopra citato. Il primo capitolo della saga Arma è stato messo in commercio un paio di anni fa ad ha ottenuto un discreto successo, molto probabilmente perché rappresentava il vero e proprio seguito del celebre Operation Flashpoint. Alcune critiche furono mosse dagli utenti più esperti, che lamentavano una grafica datata ed un gameplay altrettanto stantio, simulativo ma per nulla consapevole dello sviluppo ludico avvenuto nell'arco di tempo che separa i due prodotti. Per questi motivi Bohemia Interactive ha lavorato molto sullo sviluppo di Arma II, tentando di confezionare un prodotto davvero originale e competitivo. Vediamo ora nel dettaglio come procede il lavoro della software house dell’est europa.

    Veri Padroni dell'azione

    Arma II presenta un'ottima varietà di modalità per quanto riguarda il single player. C’è la classica modalità campagna, la modalità scenario (dove potremo giocare anche livelli costruiti da noi o da altri utenti), il bootcamp (dove potremo esercitarci contro dei bot nemici). Sono inoltre presenti un'armeria, dove potremo esercitarci con le armi da fuoco (scoprendo così il realismo del motore fisico che gestisce rinculo e stabilità), e infine vi è anche un interessante editor di livelli. Al primo impatto l'editor appare vastissimo ma leggermente complicato da usare, alla stregua di quello disponibile in Far Cry 2: una chicca per i giocatori più pazienti, non certo fruibile da tutti gli utenti. Eppure, chi vorrà cimentarsi nella "produzione propria" (forse la vera chiave di volta dell'esperienza ludica, in grado di prolungarla ben oltre le ore necessarie al completamento della modalità principale), sarà in grado di sviluppare vere e proprie missioni. La creazione dei livelli avviene infatti sfruttando dei template predefiniti inseriti dai programmatori: troviamo il template base che ci permetterà di impostare i checkpoint da raggiungere per avanzare, il template "target", che ci consentirà di definire un bersaglio da eliminare, o l'opzione "defender", che imporrà all'utente di difendere una posizione. Insomma, e si tratta di una vera e propria innovazione per il genere, l'editor non è legato soltanto alle creazione di mappe multiplayer: ogni utente può produrre una personalissima "quest" da condividere con la comunità.


    Dal punto di vista ludico Arma II si presenta come un classico sparatutto in soggettiva, che vanta però un'azione iper-simulativa. Eppure, nonostante sia un titolo dichiaratamente elitario, avremmo gradito qualche accortezza in più in fase di sviluppo: se il gameplay vero e proprio non deve fare concessioni e proporre un realismo senza mezze misure, non necessariamente questo significa che la struttura ludica debba essere complicata. L’impatto con i menù di gioco, con la mappa e con i tanti comandi presenti non è certo dei migliori. Appena iniziamo la nostra campagna saremo trasportati in una schermata di briefing enorme e piena di testo, che ci fornisce fin nel minimo dettaglio tutti i dati dell’operazione che stiamo per compiere sul suolo nemico. Subito dopo dovremo scegliere il nostro equipaggiamento, "lottando" contro i menù di gioco, leggermente complicati e poco intuitivi. L’ampiezza e la varietà dell’arsenale a disposizione aumentano un poco il senso di spaesamento, ma del resto ogni vero appassionato non potrà che apprezzare il numero enorme di bocche da fuoco da imbracciare.
    Appena si mette piede sul suolo ostile siamo assaltati da una serie di informazioni forniteci via radio dal controllo della missione: ci saranno affidati dei compiti di base, e dei checkpoint da superare, per poter portare a termine l'incarico. Il titolo, cercando di lasciare ampio spazio interpretativo all'utente, non è strutturato in maniera lineare: la mappa è liberamente esplorabile, e quello che è richiesto al videoplayer è di orchestrare una strategia adeguata per avanzare. Ad esempio, in una delle prime missioni ci verrà affidato il compito di sgominare le forze nemiche asserragliate in un villaggio rurale, distruggendo le loro linee di comunicazione; una volta sul posto non ci verrà indicato un percorso o una strategia da seguire come avviene ormai in moltissimi sparatutto: in Arma II dovremo far conto solo sulle nostre capacità tattiche e strategiche. Via radio saremo sempre in contatto con la nostra squadra, e potremo fare delle richieste agli altri membri: chiedere di comunicare la loro posizione oppure fare rapporto sulla nostra situazione, in modo che se siamo feriti, o a corto di munizioni, qualche compagno possa intervenire. L’esperienza di gioco è quindi molto libera, e la cooperazione con i membri del team risulta indispensabile per sopravvivere in un ambiente davvero ostile. Visto il grado di realismo dovremo sempre tener d’occhio il caricatore (dimenticatevi le ricariche lampo), e appena i nemici si accorgeranno della nostra posizione dovremo subito spostarci, cercando un nuovo riparo ed evitando di commettere leggerezze. Del resto, anche un solo colpo può essere fatale.
    Proseguendo nell'opera di accerchiamento dell'avamposto nemico si riesce, in ogni caso, e senza troppe difficoltà, ad abbattere la guardia armata. Addentrandoci nel villaggio scopriremo degli ostaggi, e si presenteranno all'utente una serie di opportunità: è il giocatore che può scegliere cosa fare dei civili. Salvarli o proseguire? O magari (per un inconcepibile sadismo), ucciderli: anche alla loro morte la missione non si fermerà. Il prematuro “Game Over”, in Arma II, è dovuto solo alla dipartita di un membro della nostra squadra. A questo proposito sottolineiamo però quanto sia difficile, al momento, tenere sotto controllo e supportare tutti i compagni di squadra sul territorio nemico: a volte saremo costretti a rigiocare la missione senza aver capito come e dove è morto un nostro commilitone. Questo difetto è dovuto probabilmente all'arretratezza del codice, che mostra qualche difetto nell'IA dei commilitoni, legato soprattutto al Pathfinding. Tuttavia, vista la grande determinazione degli squadroni avversari, ed il loro comportamento piuttosto intelligente, siamo fiduciosi del fatto che i problemi vengano risolti nelle fasi avanzate dello sviluppo.

    Da segnalare, prima di chiudere, la possibilità di poter utilizzare condurre qualsiasi mezzo presente nel gioco. Sfortunatamente questa opzione, nel preview code da noi testato, poteva essere apprezzata soltanto grazie all'editor; non è quindi possibile capire come veicoli e velivoli verranno integrati nel corso dello story mode. Ci limitiamo a citare che il sistema di guida è abbastanza semplice da padroneggiare, poco ostico e comunque non inverosimile.

    L’impianto ludico, in generale, non è cambiato molto dal predecessore. Arma II ovviamente fa di tutto per evitare che l'utente sia portato a giocare in maniera poco riflessiva e spregiudicata: ad esempio è possibile salvare solo una volta nel corso di una missione, e anche un solo proiettile a segno può renderci impossibilitati a camminare o a sparare. Questo estremo realismo non si sposa attualmente con una globale rivisitazione della struttura di contorno, che procede attraverso menù leggermente complicati, e sfrutta un sistema di controllo complesso. Insomma, un prodotto senza mezze misure, modellato sulle dinamiche che contraddistinguevano i primi sparatutto del filone simulativo su Pc. Il tutto rende alcune sessioni di gioco abbastanza frustranti per l'utente medio. Eppure, chi ama la simulazione pura ha davvero poche alternative da considerare. Arma II, come il suo predecessore, non piacerà a chi preferisce un tipo di azione più adrenalinico, ma i fan della schermaglia bellica nuda e cruda sicuramente chiuderanno un occhio di fronte ai marginali difetti per godere di uno dei pochi, veri, simulatori militari.

    Made in 2001

    E' difficile valutare, dopo questo primo hands-on, il comparto tecnico di Arma II. La grafica di gioco è, purtroppo, ancora molto lontana dal risultato finale, e di certo Bohemia Interactive ha molto tempo per migliorare. Lo stato attuale dei lavori, ancora preliminare, è segnalato ad esempio dalla impossibilità di attivare il filtro anti aliasing in questa versione di prova: probabilmente, quello che vedremo tra qualche mese sarà un gioco molto diverso. Tra i dettagli positivi annoveriamo qualche buon effetto a livello di illuminazione: l’ottima resa ambientale della luce diffusa dell'alba o l’effetto sorprendentemente curato che introduce l'utilizzo del visore notturno: in questa fase i nostri occhi si abituano lentamente alla nuova illuminazione proprio come accade nella realtà. A livello fisico non convince l’interazione ambientale: pochi elementi vanno in pezzi e le collisioni non sembrano curate. L’IA dei nemici è apparsa di buon livello, ma quella dei nostri commilitoni e dei civili, come preannunciato, è ancora da rivedere.. Convincente al massimo grado, invece, invece la componente acustica: buoni gli effetti ambientali e buona anche l’energica colonna sonora. In ogni caso, Bohemia Interactive dovrà lavorare molto per sviluppare un comparto tecnico che possa sposarsi con le velleità simulative del titolo. Noi vogliamo dargli fiducia.

    Arma 2 La software house Boema sta tentando di sviluppare un FPS altamente realistico, che possa soddisfare le esigenze di una nicchia oramai sempre più ristretta di videogiocatori. Senza voler entrare nel merito delle scelte di marketing dell’azienda, dobbiamo segnalare che questo titolo susciterà vivo interesse nei patiti della guerra e della simulazione. Il gameplay non mostra giganteschi passi in avanti rispetto al passato, ma il punto cardine della produzione è la possibilità di approcciarsi alla missione in maniera totalmente libera. Sarà possibile ad esempio decidere se salvare o meno gli ostaggi, se richiedere un raid aereo oppure ripulire l’aerea da terra con le armi da fuoco della propria squadra; insomma l’azione è completamente nelle nostre mani, in Arma II non ci sono passaggi obbligati o percorsi da seguire, e bisognerà fare affidamento solo sulle proprie capacità tattiche. Per il resto il gioco presenta ancora qualche difetto che rende l’esperienza leggermente frustrante: caotici menù di gioco, una gestione delle comunicazioni troppo complicata, un'IA dei compagni da rivedere. Di sicuro Bohemia Interactive troverà il tempo per migliorare il gioco e per ottimizzare al meglio la resa tecnica del proprio prodotto, ma ad oggi lo scenario visivo si presenta carente. Concludendo, Arma II avrà un forte appeal sui patiti della simulazione di guerra e su chi ha amato il primo Operation Flashpoint: un gioco che soddisferà quella fettadi hard core gamer che sempre di più reclama prodotti all'altezza delle proprie aspettative.

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