Gamesweek

Hands on Call of Duty: Black Ops Declassified

Provato l'esordio di Call of Duty su Playstation Vita

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Papà e figlioletto si tengono per mano. Tutti puntano all'adulto aitante, di sicuro fascino, ma nessuno sembra accorgersi del bambinetto magari un po' timido aggrappato alle cuciture dei pantaloni paterni.
Il 30 ottobre insieme ad Assassin's Creed III è uscito anche Assassin's Creed III: Liberation in esclusiva per Playstation Vita: il primo è senza dubbio superiore alla controparte portatile e il pubblico nel dubbio ha puntato sul fratellino maggiore. Settimana prossima, il 13 Novembre per la precisione, sarà la volta di un'altra accoppiata: Call of Duty Black Ops 2 accompagnato dal meno chiacchierato Call of Duty Black Ops Declassified, sempre esclusiva Playstation Vita e sviluppato non da Treyarch bensì dai ragazzi di Nihilistic Software (Resistance: Burning Skies). Come si comporterà nei negozi l'episodio portatile al botteghino? Ma sopratutto, è un titolo di qualità? Può reggere il confronto con il più pomposo Black Ops 2?
In attesa della recensione che arriverà a brevissimo sulle nostre pagine, abbiamo provato con mano single player e multiplayer di Call of Duty Black Ops Declassified alla Gamesweek!

Volti noti

Al contrario di Assassin's Creed III Liberation, Declassified non inaugura un filone inedito della trama principale ma insegue gli eventi raccontati nel primo Black Ops uscito due anni or sono. Se allora si vivevano in prima persona gli eventi della Guerra Fredda a cavallo tra gli anni '60 e i primi anni '70 (ricordate? La baia dei porci, il Vietnam, l'incontro con Kennedy?), su Playstation Vita ritroveremo i vecchi protagonisti (Hudson, Mason e Reznov) dieci anni più tardi. Il conflitto non è cambiato, la contrapposizione USA-URSS domina ancora lo scacchiere globale, ma sono mutati gli scenari di guerra. Partiremo dal Vietnam pochi mesi prima del ritiro delle truppe americane voluto da Nixon e probabilmente finiremo infiltrati tra le fila dell'esercito afgano durante la disperata invasione sovietica. Presumibilmente perchè le missioni dalla terza alla decima avevano da parte dei grigi lucchetti che ci hanno impedito di scorgerne il contenuto.
Si tratta certamente di una scelta narrativa senza dubbio più equilibrata rispetto ai viaggi nel futuro di Black Ops 2, ma per quanto la trama di Declassified sia raccontata da intriganti sequenze live action essa resta costantemente sullo sfondo dipingendo tutt'al più l'ambientazione in cui andremo ad operare.
La versione di prova presente alla Gamesweek ci ha permesso di affrontare le prime due "operazioni". Entrambe ambientate in Vietnam, la prima era una scorrazzata per i vicoli di Saigon centro, mentre la seconda chiedeva di salvare alcuni gruppetti di analisti tenuti in ostaggio presso una base militare. In mancanza di un tutorial (scelta bizzarra, per quanto il control scheme è in tutto e per tutto identico ai Call of Duty su console casalinghe) il primo stage di gioco gettava il giocatore nel mezzo dell'azione respingendo un assalto vietcong proprio mentre si tentava di demolire un edificio piazzando una bomba nel locale caldaia; la progressione è quasi sempre circoscritta in aree chiuse, quadrilateri popolati da nemici solitamente su due livelli di altezza. Il loro numero è tutt'altro che esiguo: già nei primi minuti sullo schermo si intravedono dai 5 ai 10 nemici, intenti a seguire script definiti ma intelligenti nell'appoggiarsi alle coperture.
Lo stesso non si può dire del giocatore, il quale è spesso alla mercé delle smitragliate nemiche. Il level design non è dei migliori: l'hardware non è in grado di gestire ambienti vasti e complessi architettonicamente, ma il più delle volte lascia ben poche possibilità al giocatore di pianificare la propria strategia. Non solo si trova spesso in inferiorità numerica (almeno nelle prime missioni agisce da solo), ma il più delle volte ha il deficit di trovarsi a livello 0 mentre i nemici a livello 1 e a circa 20 metri in linea d'aria. Qualcuno può accogliere benevolmente tale difficoltà e in effetti il senso di sfida non viene mai meno, ma al tempo stesso non possiamo che ravvisare una scarsa disponibilità di risorse nell'affrontare creativamente le situazioni di gioco.

L'azione sparatutto, ma sopratutto il sistema di controllo rassomigliano a quelli della serie Call of Duty. Si fa fuoco con i dorsali, si salta con X, la ricarica è affidata a O, il cambio d'arma a triangolo e quadrato raccoglie le armi da terra. Le funzioni mancanti (ovvero quelle assegnate a L1 e R1) sono eseguibili tramite due icone sulla parte destra dello schermo: così Nihilistic ha risolto anche il problema della bomba a grappolo e della granata fumogena. Rimangono ancora due opzioni di gioco, su Playstation 3 affidate alla pressione degli analogici: attraverso uno swipe sul touch screen l'alter ego estrae un pugnale e lo conficca nel petto dell'avversario. Questo vale come attacco melee, anche se l'animazione connessa è unica: avremmo di gran lunga preferito un fendente inclinato secondo la direzione dello swipe in maniera analoga a Resident Evil Deadly Silence per Nintendo DS. Infine, vi è la corsa, opzione particolarmente utile quando si gioca in multiplayer: gli sviluppatori hanno risolto l'assenza di analogici come tasti con la presenza di una corsa automatica non appena il giocatore percorrerà una numero indefinito di passi in linea retta. L'idea funziona in maniera approssimativa: in questo modo ad esempio è impossibile compiere scatti, svoltare l'angolo e tendere lì un agguato all'avversario che ci insegue. E' possibile eventualmente eliminarla tramite il menù delle opzioni, ma a quel punto la corsa è bandita e il gameplay diventa anonimo, o meglio si allontana dalla formula dei Call of Duty.
Tali problematiche, unite alla presenza di un auto-lock alla mira (ma crediamo che su un portatile il puntamento assistito/semplificato sia imprescindibile per un FPS), dipingono un quadro ludico fosco: è vero che control scheme e situazioni di gioco pescano dalla serie sparatutto più venduta al mondo, ricordando talvolta i primi (migliori) episodi della serie, ma al tempo stesso soffrono di alcuni accorgimenti, conseguenza del minor numero di tasti, assolutamente opinabili.

L'importante multiplayer

La modalità single player non brilla per longevità. 10 missioni in tutto dalla durata non comparabile alle controparti casalinghe e un Time Trial in cui colpire delle sagome in stile Virtua Cop non possono assolutamente soddisfare quei giocatori vogliosi di un'esperienza ricca e robusta su Playstation Vita. In buona sostanza le Spec Ops sono finite per delineare l'ossatura del singolo, mentre la modalità Zombie non è stata inserita per mancanza di tempo (non dimentichiamo che Nihilistic ha consegnato Resistance: Burning Skies ka scorsa Primavera).
Niente paura, ci salva il multiplayer. Non solo ogni modalità di gioco elargisce punti XP tali da far progredire l'esperienza del giocatore, ma le opzioni non hanno nulla da invidiare al paparone casalingo. Deatchmatch, deathmatch a squadre, kill confirmed e free-for-all accompagneranno il lancio del prodotto, ma in un secondo momento dovrebbero giungere altri game mode e sopratutto nuovi perk. Nelle nostra prova in free-for-all a quattro giocatori via ad-hoc qualcuno ha prontamente fatto uso del bombardamento aereo, come sempre l'assistente bellico più gettonato.
Sei saranno le mappe che Declassified offrirà al lancio; noi abbiamo giocato all'interno di una piccola base militare, la cui planimetria riportava stretti corridoi, muretti in cemento e un deposito munizioni su due piani.
Da ciò deriva l'essenza totalmente multiplayer di Call of Duty Black Ops Declassified. Il singolo è funzionale come addestramento agli scontri con altri giocatori vicini fisicamente o avvicinati attraverso l'etere: un rapporto di forza già saggiato con qualche perplessità in Metroid Prime Hunters. Purtroppo la presenza di innumerevoli apparecchi interconnessi via wireless nei padiglioni della Games Week ha dilatato contro-natura i tempi di connessione tra le console e quindi non possiamo darvi conto della stabilità del net code. Solo una volta che il gioco sarà in nostro possesso potremo addentrarci in dettaglio nello studio del multiplayer a portata di taschino...

Call of Duty: Black Ops Declassified Call of Duty su Playstation Vita! Per molti ragazzi il binomio brand famoso-console portatile possiede un appeal indescrivibile, a prescindere dalla qualità intrinseca del prodotto. Declassified è molto buono dal punto di vista grafico, discreto nell'adattare il control scheme e favoloso nel comparto multiplayer (nessuna o quasi castrazione rispetto al Black Ops casalingo). Peccato solo che la modalità single player pecchi in longevità e non sappia proporre qualcosa di intrigante a livello narrativo o strategico. Activision rilascerà Call of Duty Black Ops Declassified su Playstation Vita il prossimo 13 Novembre, anche in bundle con la console. Restate su queste pagine per scoprire se il colpo di Nihilistic Software è andato a segno oppure no.

Che voto dai a: Call of Duty: Black Ops Declassified

Media Voto Utenti
Voti: 17
4.9
nd