Provato Call Of Duty: World at War

Analisi approfondita della beta multiplayer

Provato Call Of Duty: World at War
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS2
  • Xbox 360
  • Wii
  • PS3
  • Pc
  • Anno nuovo, gioco nuovo?

    Esistono oramai alcuni appuntamenti fissi in ambito videoludico, giochi che sembrano quasi scandire il passare del tempo con la loro regolarità: dopo l'infornata di titoli sportivi da parte di Electronic Arts ecco in dirittura d'arrivo il quinto capitolo di una delle serie di First Person Shooter più famose ed amate dal pubblico. Stiamo parlando di Call of Duty che, con il prossimo World At War, tornerà sugli schermi dei possessori di console ed home computer rispolverando i familiari scenari della seconda guerra mondiale, e abbandonando così i più odierni campi di battaglia ammirati in Modern Warfare. Come da copione ecco fra l'altro palesarsi a poco più di un mese dall'uscita le fantomatiche Beta Keys, ossia i codici promozionali grazie ai quali è possibile provare in anteprima (e per un periodo di tre settimane) il lato multiplayer del titolo sviluppato da Treyarch e distribuito da Activision. Fucili in spalla, si entra in guerra!

    Dal Manzanarre al Reno

    Iniziando la nostra disamina dall'aspetto più prettamente ludico, dobbiamo segnalare come questa beta demo di World At War metta a disposizione dei dodici giocatori contemporaneamente connessi ad una Lobby (numero massimo presente in un match) tre mappe e tutte le modalità di gioco che ritroveremo poi nel titolo completo. Nello specifico queste ultime saranno cinque modalità molto classiche, e già ammirate in tutti gli altri esponenti del settore FPS: in War dovremo conquistare dei punti caldi presenti sul campo di battaglia, Capture The Flag è l'arcinoto cattura la bandiera, mentre Team Deathmatch e Deatmatch Free For All non hanno bisogno di ulteriori presentazioni al pubblico. Nulla di nuovo sotto il sole dunque. Le tre mappe invece ci daranno una assaggio degli scenari di guerra che potremo calcare anche nella campagna single player: Roundhouse è una semidistrutta stazione di treni della Berlino oramai assediata dall'Alleanza atlantica, Castle invece ci trasferirà nel profondo Sol Levante, terra di prodi samurai che ci vedrà appunto stanare i nostri nemici all'interno di un evocativo Castello del periodo feudale. Makin invece ci calerà in un villaggio di pescatori di Hong Kong, fra povere costruzioni fatte di giunchi e paglia, una fitta jungla e dei melmosi rivoli d'acqua. Abbattendo avversari, conquistando postazioni nemiche o segnando punti tramite la cattura di bandiere otterremo dei punti esperienza che, esattamente come accadeva nel precedente Call Of Duty, aumenteranno il nostro livello dandoci la possibilità di accedere a nuove armi, accessori e i famosi perks, ossia delle abilità speciali grazie alle quali potremo rendere la nostra vita sul campo molto più facile (oltre che duratura). Tornano dunque delle vecchie glorie come il famigerato martirio, il letale forza d'impatto ed il sempre utile RPG, affiancati per l'occasione da alcune novità come il gas velenoso, la molotov, il lanciafiamme ed altre qualità meno offensive (ma altrettanto utili), come la possibilità di rianimare un nostro commilitone.Altre sfiziose novità squisitamente legate all'azione di gioco saranno la presenza di mezzi corazzati da guidare (nello specifico potremo utilizzare dei letali panzer tedeschi) e il cambio degli attacchi bonus ottenibili tramite l'uccisione in sequenza di 3, 5 e 7 avversari: se il fondamentale radar è rimasto al suo posto in questa gerarchia, i "futuristici" raid aerei ed elicotteri d'assalto vengono sostituiti dai più coerenti attacchi di artiglieria e da un'originale muta di cani d'assalto, i quali si scaglieranno con spietatezza (e con zanne affilate) sugli stupiti nemici causando morte e distruzione.

    Mi ritorni in mente

    Deja-vu, ossia quella sensazione di aver vissuto precedentemente un avvenimento o una situazione che si sta compiendo o verificando. Senza inutili giri di parole dobbiamo infatti constatare le infinite similitudini fra questo World At War ed il suo predecessore Modern Warfare. A partire dalle appena citate modalità di gioco e di crescita del personaggio, proseguendo per il sistema di controllo (praticamente invariato) il titolo di Treyarch dà la costante impressione di attingere a piene mani dal suo glorioso antenato. Ad avvalorare tale ipotesi Call Of Duty 5 presenta un comparto tecnico che ricicla in toto il motore grafico precedentemente usato da Neversoft: sessanta frames al secondo, texture piuttosto particolareggiate che ricoprono scenari di gioco movimentati e ricchi di dettagli, cui si affiancano modelli poligonali abbastanza caratterizzati ma animati in malo modo ed in generale poco carismatici. Se quello brevemente accennato sino ad ora potrebbe dare l'idea di un quadro tutto sommato positivo, dobbiamo tuttavia precisare che tale scenario, di prim'ordine nell'oramai lontano inverno 2007, al giorno d'oggi a stento riesce a sollevare l'attenzione della grande utenza. Sorprende in negativo la mancata implementazione di un motore fisico in grado di gestire al meglio l'interazione fra i giocatori e l'ambiente di gioco: nessuna deformazione del terreno o degli edifici causata dallo scoppio di un ordigno, assente ingiustificata la distruttibilità di elementi di contorno come casse, vetri o barili, i quali resteranno indefessi al loro posto senza subire il benchè minimo danno; aggiungiamo al non esaltante quadro degli effetti speciali provenienti dalle esplosioni (fumo, elementi particellari e fiamme) leggermente peggiorati e di minore impatto visivo. Le uniche, minime per ora, boccate di aria fresca sono date dall'implementazione dei già citati mezzi d'assalto e dell'unità cinofila, oltre all'inclusione di alcune scene particolarmente truculente nelle quali vedremo i poveri corpi virtuali venire dilaniati da esplosioni particolarmente violente.

    Call Of Duty: World at War Questo piccolo assaggio di Call Of Duty: World At War non ha purtroppo destato quelle sensazioni positive che ci vennero regalate nello stesso periodo dello scorso anno dalla beta di Modern Warfare. Le molteplici attinenze con il precedente capitolo, dalla realizzazione tecnica al sistema di gioco, non sembrano dare al titolo Treyarch quel qualcosa in più in grado di farlo rivaleggiare con i pezzi da novanta Far Cry 2, Gears Of War 2 e Killzone 2. Aspettiamo comunque il prossimo mese per fornire una completa disamina del titolo.

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