E3 2011

Hands on Dead Island

Provata la modalità Co-Op All'E3 2010

hands on Dead Island
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
 Roberto de Luca Roberto de Luca scopre il meraviglioso mondo dei videogame quando nel 1996 suo padre gli regala una Playstation nuova fiammante. Grande appassionato di qualsiasi cosa riguardi gli zombie, adora gli sparatutto in soggettiva, i tatuaggi ed il buon vino. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

Abbiamo avuto la possibilità di provare per la prima volta la cooperativa a 4 giocatori di Dead Island, nuova fatica di Deepsilver. Dopo un teaser-trailer incredibile uscito qualche mese fa, Dead Island è diventato in pochissimo tempo uno dei giochi più attesi dell'anno. La possibilità di affrontare la minaccia di un'infezione zombie su un'isola tropicale, armati con oggetti di fortuna e per di più totalmente in prima persona, è troppo ghiotta per far sì che passi inosservata. Se si pensa che alle 25-30 ore di gioco necessarie al completamento del single player si aggiunge una sostanziosa modalità coop affrontabile sia online che in split-screen, allora si capisce perché l'action-FPS britannico è così seguito in tutto il mondo. Nonostante la demo di 5 minuti in singolo presentata qualche tempo fa non fosse convincente al 100%, (avendo qualche carenza soprattutto nella risposta ai comandi) colmi di speranza abbiamo fatto una full immersion di un'ora per testare a fondo tutte le meccaniche della coop e valutare con decisione la riuscita o meno di una delle modalità più di successo dell'universo video ludico odierno.

L'inferno fuori

La demo si apre dentro una struttura semi fatiscente, che ospita alcuni dei pochissimi sopravvissuti allo scoppio dell'epidemia. La missione che ci viene affidata è piuttosto chiara: dovremo fare un giro di ricognizione per trovare eventuali superstiti o oggetti che potrebbero tornare utili per facilitare i soccorsi. Ogni personaggio parte con alcune armi che possono essere potenziate su appositi tavoli da lavoro distribuiti in giro, proprio come in Dead Rising 2. Solo che qui saremo costretti ad accumulare denaro (che si può trovare cercando tra cadaveri, casse e depositi in giro per l'isola) e successivamente spenderlo per acquistare o potenziare armi, le quali verranno occasionalmente vendute ed acquistate anche da alcuni NPC sparsi sull'isola. Non solo, ma in qualsiasi momento del gioco sarà possibile scambiare oggetti con i propri compagni, permettendo un'interazione sociale utile ai fini del gioco in sé. Dopo aver acquistato un minimo di fiducia grazie all'imbarazzante quantitativo di armi con cui ci siamo equipaggiati, usciamo all'esterno: visivamente lo spettacolo è a dir poco raccapricciante, centinaia di corpi senza vita (ma siamo del tutto sicuri?) riversi sulle strade, incendi ovunque e un senso di devastazione e desolazione senza pari. Deepsilver è riuscita nel difficile intento di trasmettere perfettamente quella sensazione di smarrimento totale che solo in una situazione del genere si potrebbe provare; sembra quasi di percepire il fetore della marcescenza che invade il nostro campo visivo. Dopo un breve spiegazione sui comandi base e il modo migliore per affrontare i diversi tipi di creature che incontreremo, inizia il nostro personale viaggio all'inferno. Essendo una cooperativa per quattro giocatori, è interessante notare come il gameplay di Dead Island supporti continuamente durante l'avventura qualsiasi tipo di reciprocità, ricordando attraverso interazioni contestuali cosa poter o non poter fare. Gli scontri con i primi zombie non tardano ad arrivare e si capisce subito che il titolo Deep Silver è tutt'altro che semplice: l'utilizzo quasi esclusivo di armi bianche o oggetti di fortuna costringe il giocatore a trovare la giusta distanza dalla quale colpire il nemico e dato che ogni arma che si imbraccerà avrà peso e forma differenti, anche i movimenti del proprio corpo saranno fortemente condizionati da essi. Per fortuna gli impatti sono molto realistici e a seconda di dove colpiamo il nemico, la reazione sarà diversa. Parlando poi di morti viventi non sarà difficile assistere a perdita parziale o totale di arti dopo un colpo ben assestato, il che però non garantirà la dipartita definitiva del mostro, ma occorrerà verificare che il nostro mirino di puntamento passi dal rosso al bianco. Complessivamente i controlli per i combattimenti funzionano bene, la risposta immediata e il senso di soddisfazione che si ha nello sfracellare crani putrefatti è immenso. Purtroppo occorre assumere una certa padronanza con la tecnica di controllo e spesso, soprattutto durante le prime partite, può capitare di morire prima del tempo. Tuttavia l'utilizzo del calcio per allontanare i nemici è ben implementato e garantisce qualche millisecondo di vantaggio per assestare il colpo decisivo.

Carne Putrida

Andando avanti per le strade deserte della piccola isola tropicale che un tempo era considerata un vero e proprio angolo di paradiso, notiamo molte casse disseminate lungo il tragitto; casse che garantiscono qualche arma o medikit extra. Infatti più impiegheremo una certa arma più essa si logorerà velocemente (sullo schermo comparirà lo stato dell'arma, che inizierà a diventare rosso se si sta per rompere), e avremo un bisogno più o meno costante di rinnovare il nostro inventario. Ma allo stesso tempo la nostra abilità nell'utilizzarla migliorerà enormemente, assicurandoci più danno, velocità o precisione. Ogni personaggio inoltre possiede un'abilità speciale unica che può attivare attraverso la pressione del tasto B, con la quale sarà possibile eliminare un gran numero di nemici in pochissimo tempo. Dopo che la "furia" ha esaurito il suo effetto, si potrà ricaricare la barra semplicemente uccidendo altri zombie, cosa non difficile visto che quasi l'intera popolazione isolana è stata infettata e ha fame della vostra carne. Nel gioco troveremo un gran quantitativo di nemici differenti: oltre agli zombie classici nella demo abbiamo potuto ammirare i cosiddetti "infected", umani divenuti zombie da poco tempo che sono molto più resistenti e forti di quelli classici, i "runners" molto rapidi e aggressivi ed infine alcuni particolari morti viventi molto più grossi e potenti, con una speciale corazza davanti che impediva qualsiasi tipo di attacco frontale, costringendoci ad adoperare un minimo di tattica di gruppo per avere la meglio e attaccarlo da dietro. Se leggendo queste righe vi è casualmente venuto in mente Left4dead sappiate che non siete gli unici. E' palese lo spunto (se così si vuole chiamare) che i programmatori della Deep Silver hanno preso dal titolo Valve. Ma nonostante qualche ammissione più o meno dichiarata ci hanno tenuto a dire che "il gioco in sé è completamente differente da titoli come Left4dead".

Dead Island Dead Island è un gioco che vuole premiare l’avventura, l’immedesimazione ed il lavoro di gruppo. Se capiterà di morire (e capiterà) il respawn sarà quasi immediato, proprio accanto ai vostri compagni onde evitare di perdere tempo prezioso o calarsi meno nella parte del sopravvissuto. Lo studio di sviluppo è stato molto chiaro su questo punto e ha tenuto a precisare che sono state tutte scelte volute dopo attente prove di gioco. La possibilità di curare gli altri, di scambiare armi o oggetti, di salvarli in extremis dalla morte sono tutte azioni altruiste che aiutano a creare un certo feeling all’interno del gruppo. Nonostante queste opportunità sussistano già da qualche tempo grazie proprio a titoli come Left4dead, in Dead Island la cooperazione è sentita in maniera molto più profonda e realistica, proprio perché il mondo in cui si è catapultati è un mondo che non fa sconti di nessun genere. Fossimo in voi, dunque, eviteremmo le vacanze ai tropici, almeno fino al 9 settembre, data in cui il gioco sarà disponibile in Europa.

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