Gamesweek

Hands on Far Cry 3

Un'ultima prova prima della review, in occasione della Gamesweek

hands on Far Cry 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
 Roberto de Luca Roberto de Luca scopre il meraviglioso mondo dei videogame quando nel 1996 suo padre gli regala una Playstation nuova fiammante. Grande appassionato di qualsiasi cosa riguardi gli zombie, adora gli sparatutto in soggettiva, i tatuaggi ed il buon vino. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

Allo stand Ubisoft della GamesWeek di Milano ci è stato possibile testare il terzo episodio della fortunata saga sparatutto Far Cry, che si pone come primo obiettivo quello di eliminare gli evidenti limiti del precedente capitolo, migliorando la struttura di gioco e scrivendo un plot capace di collegare in modo eccellente l’avventura principale con le (tante) missioni secondarie selezionabili sull’isola.
Dopo i primi, concitati momenti di gioco il protagonista Jason Brody si ritrova in un piccolo villaggio diroccato, Amanaki, dove i membri di un’antica cultura tribale lo hanno salvato dalla furia di Vaas e del suo esercito di spietati pirati. Si capisce subito la chiara intenzione degli sviluppatori di lasciare al giocatore una libertà d’azione pressoché totale, consentendogli di girare in lungo e in largo per l’arcipelago tropicale, completamente esplorabile fin dall’inizio. Esiste comunque un filo conduttore che suggerisce a Jason come agire, ponendogli obiettivi primari che una volta conseguiti consentiranno di affrontare con maggior sicurezza le successive insidie dell’isola.

Haloha

Nella demo che abbiamo potuto testare, prima di perlustrare la vasta giungla era necessario raggiungere due torri radio (saranno 18 in tutta l’isola) per eliminare le interferenze che bloccavano le comunicazioni con il nostro GPS; nella versione di prova della Gamesweek era stato eliminato ogni riferimento alla storyline principale, lasciando al giocatore la sola opportunità di provare le missioni secondarie. A bordo di una jeep rossa, ci dirigiamo con cautela verso la destinazione, distante qualche centinaio di metri dal villaggio. Il feeling con i comandi è decisamente migliorato dall’ultima versione testata, offrendo al giocatore un controllo del personaggio più accurato, così come una maggiore precisione durante gli spostamenti sui mezzi a quattro ruote, necessari per coprire lunghe distanze. La guida è impegnativa, sporcata terribilmente dalle continue irregolarità delle strade sterrate, quasi inghiottite da una vegetazione decisamente rigogliosa. Lungo la strada incontriamo una pattuglia di pirati che presidia la zona, pronta ad uccidere chiunque tenti di oltrepassarla. Lo scontro aperto non è strettamente necessario: grazie alle sue abilità Jason può mimetizzarsi nella fitta vegetazione e passare inosservato ai lati del posto di blocco, oppure eliminare silenziosamente i bersagli con arco e frecce. Entrambe le ipotesi vengono però scartate all’istante quando ci rendiamo conto che cani addestrati a fiutare la minima traccia olfattiva sospetta individuano il nostro nascondiglio e allertano i propri padroni, che aprono il fuoco.

L’atmosfera si fa incandescente e i proiettili arrivano da tutte le parti, mentre i cani ci attaccano ai lati impedendo una chiara visuale di mira. Precisione e rapidità saranno qualità necessarie, soprattutto negli scontri a fuoco: un solo mercenario lasciato in vita può richiamare numerose pattuglie in suo aiuto, che non vi renderanno la vita facile. Ancora una volta rimaniamo stupiti dal sorprendente lavoro svolto in fase di sviluppo: i combattimenti riescono a trasmettere una frenesia e un’adrenalina difficili da sperimentare in tanti altri videogiochi, mentre la raffinata intelligenza artificiale obbliga a dar fondo a tutta la nostra bravura per evitare repentini accerchiamenti e conseguenti morti premature. Una volta superato l’ostico avamposto nemico, ci dirigiamo sicuri verso la sommità della prima torre radio e stacchiamo con forza il dispositivo che disturba le comunicazioni. Una breve sequenza video ci mostra in veloce successione tutti i punti d’interesse adesso segnalati sulla mappa, grazie ad una panoramica dettagliata secondo uno stile abbastanza iconico, che ricorda i “punti di sincronizzazione” di Assassin’s Creed.

Inferno Tropicale

La quantità e la varietà di missioni secondarie che abbiamo a disposizione dopo aver liberato la zona dalle interferenze radio è enorme. Abbiamo la possibilità di eliminare le pattuglie nemiche, dedicarci alla raccolta di erbe medicinali oppure cacciare i feroci animali che popolano l’isola. Avremo persino l’opportunità di saltare in sella ad un quad e intraprendere una delle tante missioni di guida presenti: essendo il quad un mezzo rapido e manovrabile, risulta perfetto per corse a checkpoint, che restano tuttavia fra le attività più distanti dalla trama del gioco, per fortuna mai così tanto da sembrare fuori contesto. Le gare sono del resto sempre brevi ed esaltanti. Non mancheranno ovviamente truppe piratesche che tenteranno di fermarci, trasformando in pochi attimi una tranquilla corsa esotica in uno spettacolare inseguimento. Gli obiettivi più interessanti riguardano senza dubbio la cattura dei ricercati (vivi o morti) di cui la stanca popolazione vuole disfarsi, reperibili grazie ad appositi avvisi attaccati alle bacheche sparse in giro per l’arcipelago: una volta accettato l’incarico non dovremo far altro che seguire l’indicatore rosso sulla mappa, che rappresenta l’esatta collocazione del ricercato. La prudenza e il basso profilo saranno fondamentali anche durante le missioni secondarie, in quanto i nemici non sono mai isolati, ma spesso e volentieri dotati di una scorta numerosa. Per fortuna la varietà di azioni eseguibili è talmente ampia che ogni giocatore potrà scegliere l’approccio che più gli aggrada, spaziando dall’assassinio silenzioso all’assalto diretto. Oltre a rappresentare un metodo veloce ed efficace per ottenere denaro, utile ad acquistare nuovo equipaggiamento presso i negozi, questo ci consentirà di muoverci attraverso la giungla e scoprire eventuali anfratti segreti o stazioni di rifornimento nascoste. Queste sono indispensabili non solo per recuperare l’approvvigionamento necessario, ma anche per salvare i nostri progressi di gioco, dato che Far Cry 3 attualmente non possiede un sistema di salvataggio automatico.

Bisognerà ripulire gli avamposti occupati dai nemici e successivamente insediarci. Sarà quindi possibile spostarsi istantaneamente da un avamposto all’altro senza dover percorrere obbligatoriamente il tratto a piedi. Ogni missione portata a termine farà accrescere il livello del nostro personaggio, che avrà 3 rami di abilità differenti: l’airone, lo squalo ed il ragno, indicati rispettivamente da 3 tatuaggi mahori. Proprio come nel più classico degli RPG, Jason sarà in grado di sviluppare capacità uniche che lo aiuteranno a sopravvivere nell’inferno tropicale in cui è piombato, ma starà al videogiocatore scegliere quale specializzazione imparare, seguendo i propri gusti personali di approccio all’azione.
La demo è stata testata su un PC di ultima generazione ed abbiamo potuto ammirare la bontà tecnica del nuovissimo Dunia Engine 2, il motore grafico creato appositamente da Ubisoft Montreal per lo sviluppo di Far Cry 3. La resa visiva dell’ambiente naturale è impressionante: flora e fauna curate nei minimi dettagli avviluppano l’incredulo giocatore, che concede più che volentieri un secondo sguardo al panorama mozzafiato che gli si presenta davanti. Anche i modelli poligonali dei personaggi sono stati creati con la massima cura, che si palesa nell’incredibile realismo dei movimenti e delle espressioni animate di ogni NPG presente sull’isola. Persino le animazioni in prima persona di Jason Brody sono oltremodo convincenti; basti notare come si fascia il braccio alla pressione del tasto “cura” o la naturalezza dei movimenti quando sale o scende da un veicolo. Lo stesso impegno è stato messo nello sviluppo delle tracce sonore, credibili e convincenti, in particolar modo quelle derivate dai conflitti a fuoco.

Far Cry 3 L’attesa che aleggia attorno all’uscita di Far Cry 3 è pienamente giustificata. Alla Gamesweek, Ubisoft ha mostrato al pubblico un prodotto di pregio elevato capace di lasciare a bocca aperta anche solo per la mirabolante veste grafica. Non c’è dubbio che la versione console subirà dei pesanti ridimensionamenti, ma il succo del gioco rimane tuttavia invariato: Far Cry 3 diverte, esalta e ammalia i giocatori con un arcipelago ai limiti del realistico, che pullula di vita “virtuale”. Siamo sicuri: la fitta trama di eventi che si susseguiranno terrà incollato allo schermo anche il più scettico dei detrattori. La redazione di Everyeye.i non può che dirsi pienamente soddisfatta. Restate con noi per l'ormai imminente review.

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