Hands on FIFA 11

Provata la nuova build a Milano

hands on FIFA 11
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • Pc
  • Psp

Alla ricerca del titolo calcistico definitivo. Quello che chiude il cerchio delle diatribe, che mette d’accordo tutti, sempre e comunque. Quello che fa impugnare il pad fino a notte tarda. Che regala emozioni.
Fifa 11 sarà quel titolo? Difficile, davvero, credere il contrario. Perché già al 75% del processo di sviluppo, la sinestesia è bella che fatta. Per certi versi, è addirittura ipnotico. Perlomeno per chi ama alla follia il calcio, e non solo nella sua espressione (video) ludica.
La prova? L’orologio. La presentazione ufficiale, negli studi di EA, è terminata da un pezzo. Alle 11.30 si sbaracca: tutti a casa, in redazione, o in ufficio. Ma all’alba delle 15, c’è ancora della passione viscerale. I giornalisti presenti non si schiodano, si fa la fila -col sorriso stampato in volto- per testare come si conviene il gioco. Prodromi di un successo annunciato, partito col botto dal rivoluzionario Fifa 10, ed affinatosi con Fifa World Cup 2010. Ora, finalmente, la quadratura del cerchio.
A monte, David Rutter. Il Producer di Fifa 11 trasuda un entusiasmo contagioso. E un’attenzione maniacale per ogni elemento della sua opera. I feedback dei giocatori, di chi il prodotto lo aspetta, di chi ne discute sui forum, di chi quindi lo rende “vivo”, solo la sola cosa che gli interessi.
“Ditemi cosa vi piace, ma soprattutto cosa non vi piace”. La sua chiosa vale più di mille parole. Perché i capolavori si costruiscono dal basso, ascoltando in primis chi nei giochi investe il proprio tempo, ed il proprio denaro. Uno a zero per Rutter, e palla al centro.
Fifa 11 uscirà il prossimo 1 ottobre. Un’attesa a dir poco straziante.

Il cuore

Se in Fifa 10 l’elemento nuovo era l’applicazione dei 360° al controllo della sfera, qui a farla da padrone saranno Pro Passing, Personalty+, Fight for Possession e Real IA. Un poker di novità che ispessiscono l’esperienza calcistica simulata issandola verso vette qualitative assolute.
I primi due -già trattati nell’anteprima riguardante il nostro playtest in quel di Vancouver- cambiano, e non di poco, il feeling con il gioco, rendendolo più credibile, variegato e realistico. In una parola, imprevedibile: esattamente come il calcio giocato sui manti più o meno erbosi di tutto il globo.
Pro Passing sradica le convenzioni di un passato fatto di “button mashing” e passaggi teleguidati (in special modo giocando coi comandi assistiti), che alla lunga determinavano fraseggi innaturali e quasi soporiferi. Fifa 11 cambia quindi le carte in tavola, obbligando a dosare forza e direzione con cui si detta il passaggio, prestando attenzione alla postura del giocatore e alla sua posizione rispetto al pallone. Il ritmo di gioco, quindi, cambia radicalmente, così come l’approccio del giocatore, che ora si fa giocoforza più tecnico e meno automatizzato. La costruzione della manovra viene ulteriormente liberata dalla predeterminazione che ancora albergava in Fifa 10: un passo in avanti fondamentale per la modellazione di geometrie di gioco realmente personali. Anche in Full Auto.
La feature si lega, ovviamente, a doppio filo con lo sconquassamento radicale operato da Personality+, che mira in ultima istanza a differenziare i giocatori in campo in maniera definitiva, attraverso algoritmi peculiari per la gestione degli attributi e delle qualità individuali, che sfociano in situazioni e reazioni di gioco assolutamente diverse a seconda del calciatore che si comanda. Non solo quindi un parco animazioni personalizzato ed ampliato, quanto un incremento delle variabili in gioco, che reagiscono proceduralmente nelle varie istanze. Un difensore, anche di qualità mondiali, avrà non poche difficoltà nel finalizzare degnamente un’azione e soprattutto a dettare il passaggio, bucando il corridoio giusto per raggiungere una punta. Di converso, una punta sarà meno efficace in termini di copertura rispetto ad un difensore di ruolo. E ancora: stop a seguire. Un trequartista come Diego non avrà difficoltà nello stoppare al volo un pallone alto, senza perdere fluidità nella corsa; meno preciso, invece, potrebbe dimostrarsi Huntelaar, con la palla sì stoppata ma lasciata scorrere per una quarantina abbondante di centrimetri dal piede buono; più raffazzonato invece il medesimo stop di un giocatore mediocre, con la palla che viepiù si allontana man mano scalino le qualità tecniche del calciatore virtuale.
Il concetto, applicato ad ogni azione di gioco, rende Fifa 11 assai meno intellegibile e prevedibile rispetto allo stesso Fifa 10. Lo spartiacque è dunque epocale. Da qui, in pratica, non si torna indietro. Perché impone un certo tipo di ragionamento, durante l’orchestrazione della manovra, soprattutto nei termini di “far fare qualcosa a chi”. In sostanza, bisogna scegliere gli uomini giusti anche a seconda del lavoro che si vuole imporre alla squadra. La filosofia di gioco passa quindi ora più che mai dagli undici giocatori in campo, tutti con caratteristiche diametralmente opposte. E scoprirle, durante le varie fasi di gioco, è una pura e semplice goduria.
Real IA interessa ovviamente l’intelligenza artificiale, che mitiga innanzitutto il pressing asfissiante in comunione con il logorio fisico che sopraggiunge con lo scorrere dei minuti, ma che tenta poi di riconoscere il nostro modo di giocare e di sfruttare le occasioni, letteralmente imparando. I nostri punti di forza, le nostre debolezze, gli schemi che prediligiamo. Tutto.
Ma il calcio non è solo tecnica, velocità o schemi: è anche fisicità, corpo a corpo, spallate, protezione della palla, magari per far rifiatare la squadra, per farla risalire, o semplicemente per eludere un avversario -quasi- in anticipo. La fisica dei contrasti è stata totalmente riscritta. Nuovi algoritmi collaborano con animazioni più veritiere, volte alla protezione sistematica della sfera. Passaggio a centrocampo. Un rischio. Soprattutto quando molle e troppo corto. Gattuso intuisce e si fionda sulla palla, allungando la punta del piede per intercettarla. In Fifa 10 sarebbe una palla persa. In Fifa 11, di converso, il nostro giocatore allarga la gamba e la spalla destra, quasi chiudendo la palla sotto di sé, e dando la schiena all’irruenza dell’avversario, per poi scaricarla al terzino in fase di sovrapposizione.
Gli scontri poi, sono un festival della prestanza fisica. I contrasti sono ancora più verosimili e leggibili; le cavalcate spalla contro spalla efficaci, anche contro missili terra aria come Messi o C. Ronaldo.
Alcuni attaccanti più scaltri, come Tevez, per esempio, tendono ad alzare gomito e braccia per proteggersi dagli attacchi laterali. Anticipare un avversario, tarpandone la velocità col peso del proprio corpo, è quindi fattibilissimo. Personality+ e attributi individuali permettendo, s’intende.
La fisica del pallone, rifinita, regala tiri dalla distanza godibilissimi, soprattutto quelli fatti rimbalzare a pochi centimetri dall’estremo difensore.
Portieri che non si sottraggono al processo di personalizzazione, paventando animazioni specifiche (e non solo in uscita) e tempi di reazione del tutto diverficati.
La velocità di gioco, a livello normale, saluta il dinamismo di Fifa WC 2010, per regalare un’esperienza quanto più simulativa possibile. E non possiamo che rallegrarcene.

Panchina lunga

Sul fronte opzioni, ecco la nuova Carriera: quindici stagioni da calciatore, da allenatore o anche ricoprendo entrambi i ruoli, magari dopo aver attaccato al chiodo gli scarpini per sedersi finalmente in panchina.
Il processo di affinamento riguarda soprattutto una gestione migliorata e realistica dei trasferimenti e delle trattative, senza contare l’aggiornamento continuo dei campionati nazionali ed esteri, e dell’interfaccia, ora ripulita e più godibile. Una carriera che sarà anche più immersiva, attraverso news e strilli in stile giornalistico provenienti dal mondo di gioco, un mondo vivo e costantemente in movimento.
La customizzazione permessa in Fifa 11, ormai lo saprete, include anche i cori con cui sottolineare i vari momenti di una partita (entrata della nostra squadra, in caso di goal, ecc.), file audio importabili a piacimento e da qualsiasi dispositivo. Ovviamente è una feature che vale solo per le partite in locale.
Ultima chicca, annunciata qualche giorno fa, è il Creation Centre, un’applicazione web che dischiuderà le porte per la gestione delle tattiche online nonché la creazione di giocatori e intere squadre, editabili tanto sul lato estetico quanto su quello delle caratteristiche, scaricabili poi sulla propria console per sfidare gli amici nelle varie modalità presenti (unica eccezione: le partite classificate).

I piedi buoni

L’estetica di Fifa 11 tiene testa al suo gameplay. Il motore di gioco, rifinito all’inverosimile, è estremamente fluido, scorrevole e semplicemente bello da guardare. Anche in disparte, mentre si ammirano le prodezze di due amici impegnati in uno scontro multiplayer.
Le microanimazioni inserite, cesellano uno spettro di movimenti di per sé già eccezionale. Gli allungamenti, le spaccate, gli allargamenti a forbice degli arti inferiori, magari disperati perché in ritardo, o ubriacati dalle finte dell’avversario, regalano soddisfazioni. I rilanci, alla cieca o su palle a mezz’aria; le giocate nello stretto, quando la palla saltella sui piedi di Messi, danzando da un piede all’altro; i rinvii in tuffo. Puro spettacolo.
Aiuta senz’altro la presenza di dieci modelli di base per la modellazione dei calciatori (contro i tre usati in Fifa 10): le differenzazioni fisiche sono evidenti, e compiacciono occhio e voglia di realismo.
Fantastiche anche le animazioni facciali, che sottolineano le diverse fasi vissute dal calciatore durante un match. La rifinitura a mano, da parte dei grafici, regala un punto in più alla voce immedesimazione.
Le texture riprendono il lavoro, eccezionale, svolto con Fifa WC 2010. Da qui all’uscita lo stesso Rutter ha promesso ulteriori migliorie.

FIFA 11 Fifa 11 è l'estremo tentativo di EA Sports di chiudere definitivamente il discorso tanto coi i videogiocatori, quanto con la concorrenza. Impossibile non amarlo, davvero. L'unica scusa è l'odio atavico per le pedate al pallone. Profondo, realistico, avvincente. Il gameplay affina le armi di Fifa 10, espandendole a dismisura e cambiandone i connotati (si pensi a Pro Passing o a Personality+). Ogni scelta è stata fatta con un disegno preciso in mente, che passa attraverso un realismo marcato per condurre alla soddisfazione di chiunque impugni il pad. Per la Gamescom di Colonia EA Sports ha annunciato altre novità. Per scoprire quali, restate su Everyeye.it.

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