E3 2012

Hands on Forza Horizon

Pronti a gareggiare lungo i percorsi del festival Horizon?

hands on Forza Horizon
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il brand Forza Motorsport è una delle colonne portanti della strategia di Microsoft e il successo di Forza 4 ne è la dimostrazione più lampante.
L’affermarsi della serie, ovviamente, non è stata un’impresa così semplice e ha richiesto moltissimi investimenti, sia nell’espansione del team Turn 10, sia in termini di ricerca e sviluppo.
Difficile, quindi, non sfruttare quanto ottenuto in maniera incisiva, proponendo un titolo all’anno, mantenendo quindi il ritmo imposto da altri colossi del settore come EA Sports.
I ragazzi di Turn 10, però, sono dei perfezionisti e quindi l’onere di produrre un titolo appartenente alla serie per l’anno 2012 è ricaduto su Playground Games, azienda relativamente giovane, fondata nel 2009 da veterani nel campo della produzione di racing games, come alcuni dei migliori dipendenti dell’ormai defunta Bizarre Creations.
Come vedremo, però, Forza Horizon prende le distanze dal format classico del brand, puntando in parte ad un pubblico differente, forse meno esigente in termini di accuratezza simulativa, andando però a proporsi a quella grandissima fascia di pubblico orfana di titoli maggiormente mainstream, ormai stabilmente nelle mani nelle produzioni di Codemasters.

Racing open world

L’idea alla base di Forza Horizon non è del tutto nuova: un mondo ampio e persistente da esplorare a bordo di auto di lusso con un numero incredibile di cavalli, potendo raggiungere ogni area visibile ad occhio nudo.
Ci avevano provato i ragazzi di Asobo Studios con Fuel, pubblicato nel 2009 ed in grado di portare su schermo un territorio vastissimo, sebbene piatto e poco interessante,

"La struttura a festival non è solo un presupposto, andando a creare un background realistico che coinvolge al massimo il giocatore senza abbandonarlo a sé stesso in un ambiente di gioco sconfinato"

così come Eden Games, che in passato ha dato la vita al rilancio del brand Test Drive con l’aggiunta del termine Unlimited, andando a creare l’acronimo MOOR, Massive Open Online Racing, offrendo due isole a completa disposizione dei giocatori.
Proprio l’ambientazione è stato uno dei punti più importanti di tutto il lavoro di pre produzione che ha caratterizzato la prima parte dello sviluppo del progetto Horizon: molto tempo è stato speso per individuare una zona del mondo adatta per ambientare il festival che dà il nome al gioco, andando nel contempo a soddisfare una serie di caratteristiche importanti per un gioco di guida in cui l’esplorazione è fondamentale: scenari ampi con una presenza di differenti tipologie di strade, dalla grande highway alla mulattiera sterrata di montagna, circondati da ambienti naturali che possano andare a comporre uno scenario interessante e appagante per gli occhi.
La scelta è ricaduta sul Colorado, stato americano che comprende le Rocky Mountains ma anche quelle che vengono definite le Grandi Pianure, intervallate da alcuni dei canyon più famosi presenti sul continente americano.
L’intero territorio del Colorado è stato quindi ricreato in maniera fedele all’interno del gioco, aggiungendo però l’elemento di finzione che fa da collante per tutti gli aspetti della produzione: il festival Horizon.

Musica e motori

Horizon è a tutti gli effetti un festival che, nell’immaginario del gioco, attrae piloti da tutti gli stati vicini, nella speranza di vincere le gare ed accrescere la propria fama.
La struttura a festival, però, non è solo un presupposto e i ragazzi di Playground hanno fatto ricerche anche in questo senso, andando quindi a creare un background realistico che ha alla propria base anche una forte componente musicale, in modo da coinvolgere al massimo il giocatore senza abbandonarlo a sé stesso in un ambiente di gioco sconfinato, inizialmente privo di punti di riferimento.
Tutto ciò che forma Forza Horizon, quindi, è stato creato con in mente un obiettivo comune: l’autenticità; gli appassionati potrebbero storcere il naso, poiché la parola corretta dovrebbe essere realismo, ma alla prova dei fatti Horizon si colloca su un percorso parallelo rispetto alla serie regolare, sfruttandone il motore, la fisica e l’impatto generale che ha decretato il successo di Forza 3 e 4 negli anni scorsi.
Quello che il team vuole sottolineare in modo netto è che Horizon non è un arcade e che nulla è stato snaturato: il sistema di calcolo dell’aderenza delle gomme sul terreno continua a fornire un’incredibile quantità di dati durante le gare, andando ad offrire un modello di guida molto buono e rendendo la fruizione un po’ più accessibile al pubblico comune, che difficilmente si perde nella regolazione dei parametri dell’auto in una gara su circuito.
Anche la tipologia di veicoli disponibili ha subito delle modifiche, in quanto l’esplorazione di un territorio così ampio ha richiesto il taglio dei mezzi meno performanti, divertenti da guidare su circuiti chiusi ma molto meno adatti al gameplay di Horizon, più viscerale e diretto. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dall’aggiunta di numerose tipologie di auto adatte alla guida fuoristrada, caratterizzate dalla trazione integrale.

Eventi differenti

Il festival Horizon offre quindi nuove strade per il gameplay di Forza, associando alle gare su un numero di giri variabili anche quelle da punto a punto, con l’aggiunta di numerose sfide basate sulla velocità massima misurata in un determinato luogo e altri eventi in cui la competizione lascia spazio al divertimento più libero.
Tutti gli eventi, in ogni caso, permettono di guadagnare punti popolarità, il vero metro di paragone all’interno del festival, con l’ovvio obiettivo finale di scalare le classifiche fino alla vittoria.
Oltre alla modalità a singolo giocatore, nel gioco si innesta un’infrastruttura multiplayer che permette di incontrare altri giocatori sulle strade del Colorado, spingendo alla competizione grazie ad un sistema simile all’Autolog inventato da Criterion e che in seguito è stato utilizzato anche per molti altri giochi della serie Need for Speed:

"il gioco guadagna parecchio in simulazione ma non raggiunge l’accuratezza del predecessore, segno che l’approccio è differente ma non per questo meno autentico"

svariati parametri vengono misurati e correlati con quelli degli utenti presenti nella propria lista amici, in modo da spingere al confronto, offrendo in ogni momento obiettivi multipli da raggiungere.
Anche il tempo influirà pesantemente sugli eventi, in quanto nel gioco è stato incluso un modello simulativo completo del ciclo giorno - notte, con un’ottima ricostruzione del cielo degli Stati Uniti che fornisce una sensazione di tridimensionalità e ampiezza notevole; ogni gara, quindi, potrà essere affrontata a diverse ore del giorno e della notte, fattore che potrà rendere molto più complessa una corsa su una delle gigantesche highway statunitensi, malgrado l’ampiezza della carreggiata che di giorno garantirebbe spazio per sorpassi ad alta velocità in piena sicurezza.
Essendo un Forza Motorsport nel cuore e nell’anima, Horizon supporterà tutte le periferiche attualmente disponibili, compresa la Speed Wheel di Microsoft e i volanti Fanatec, vero punto di riferimento per i puristi disposti a spendere per ottenere il meglio sul mercato.

Prova su strada

L’unico tracciato presente all’interno della demo presentata all’E3 di Los Angeles porta da un locale sulle colline del Colorado al luogo che ospiterà il festival, sulla pianura sottostante.
Una volta alla guida si inizierà nuovamente a percepire la fisica al lavoro, con una sensazione di familiarità notevole per chi ha dedicato parecchio tempo a Forza 4: le auto trasmettono il peso nello stesso modo e le sollecitazioni vengono fornite al pilota in maniera molto simile, soprattuto sfruttando la celebre visuale interna dall’abitacolo.

Disabilitando gli aiuti presenti nel menu difficoltà, simili a quelli di Forza 4, quindi controllo della trazione e stabilità, ABS e aiuti in frenata, traiettoria consigliata e così via, il gioco guadagna parecchio in simulazione ma non raggiunge l’accuratezza del predecessore, non risultando intransigente se si mette una ruota sull’erba ma dando la possibilità di correggere anche essendo meno fulminei del necessario, segno che l’approccio è differente ma non per questo meno autentico.
I cambi di pendenza, la perdita di aderenza in seguito ad una correzione troppo brusca e il blocco delle gomme in frenata spingono quindi verso una guida accorta e precisa, anche se, per l’anima stessa del gioco, una curva in piena derapata è ora premiata, non punita, in quanto permetterà di guadagnare nuovi punti fama, utili per scalare le classifiche del festival.
Peccato non aver potuto provare Horizon con un volante ma solo con il normale controller Microsoft e con la Speed Wheel, reattiva e precisa esattamente come in passato.

Forza Horizon Forza Horizon ripropone il motore grafico e fisico accuratissimo che ha decretato il successo di Forza 3 e 4, spostando l’esperienza dai più noti circuiti mondiali verso il territorio del Colorado, aperto ed esplorabile in totale libertà. Se l’idea è già stata sfruttata da Test Drive Unlimited, Forza Horizon sembra già ora molto più rifinito anche se mancano parecchi mesi al lancio, con un aspetto visivo fantastico e il solito, perfetto frame rate. La transizione da Turn 10 a Playground Games sembra essere stata indolore, con il nuovo team britannico al timone della serie con sicurezza, forti della grandezza del brand e con la volontà di includere feature aggiuntive, come il supporto a Kinect per la gestione vocale del GPS. Forza Horizon, quindi, si candida a diventare il punto di congiunzione perfetto tra gli amanti delle simulazioni che vogliono provare qualcosa di nuovo e chi invece preferisce gli arcade, ma è pronto a fare il salto di qualità iniziando a giocare ad un titolo maggiormente improntato al realismo.

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