Hands on Killzone 3

Una breve immersione nella terza incarnazione dell'FPS Guerrilla

hands on Killzone 3
Articolo a cura di
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  • Ps3
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Tra i titoli più attesi di questo 2011 spunta, oramai dietro l’angolo, una delle esclusive più importanti legate a Playstation 3: Killzone. Dopo un esordio nella Next Gen a tratti esaltante ma ancora non perfetto il team Guerrilla tenta di ancora una volta di superarsi e stupire pubblico e critica con la terza incarnazione del suo brand bellico.
Assodata la consistenza, quantitativa e qualitativa, del multiplayer, molti punti oscuri permangono ancora sull’esperienza in singolo, provata sinora in maniera piuttosto confusa solamente durante le varie manifestazioni videoludiche internazionali. Grazie ad un codice inviatoci recentemente da Sony, tuttavia, è venuto il momento di dare un ulteriore sguardo alla campagna in singolo alla quale, per l’occasione, è stata aggiunta la compatibilità con Move, il controller di movimento di Sony.
Trattandosi di soli venti minuti di gameplay premettiamo di non essere ancora in grado di formulare complesse e complete valutazioni ma solamente di farci un’idea di quella che potrebbe essere l’aspettativa finale.
Il titolo sarà disponibile nei negozi a partire dal 22 Febbraio.

Dinamismo e varietà

Uno dei punti chiave di questa terza incarnazione del brand è, secondo quanto emerso dalla nostra prova, la varietà. Varietà nell’armamentario (aumentato come abbiamo visto in altre preview), negli approcci disponibili e, più in generale, nelle situazioni proposte in game. Il codice in nostro possesso si focalizza proprio su questi due ultimi aspetti, mostrando quanto il team di sviluppo è stato in grado di ravvivare la sua interessante creatura.
La prova giocata ha inizio con lo sbarco dei nostri eroi sul pianeta Helghan, nel tentativo di fermare le truppe dell’impero prima che riescano a raggiungere un non precisato “ascensore” ed a trasportare sulla terra una nuova, terribile arma, chiamata MAWLR. Trattasi di enorme mech modellato a forma di granchio in grado di spazzare via in pochi istanti l’intera popolazione terrestre.
La prima metà della demo ci vede impegnati in una frenetica incursione tra le linee nemiche, durante la quale possiamo ammirare il radicale cambiamento del level design che, supponiamo, ci accompagnerà lungo l’intera avventura. Ci troviamo di fronte ad ambientazioni quasi completamente aperte e dalle dimensioni almeno doppie rispetto a quanto visto nel precedente capitolo; il che consente, in ogni istante, di modificare leggermente la propria strategia senza incappare costantemente nelle barriere della linearità. Gli scontri a terra ci mostrano anche i passi in avanti dell’intelligenza artificiale che -pur di rado- riesce a sfruttare con cognizione di causa la superiorità numerica e la conformazione dell’ambientazione. Molto migliorata, inoltre, la meccanica sottesa al sistema automatico di coperture (attivato con la semplice pressione di L2): avvicinandosi ad un ostacolo il nostro beniamino vi si riparerà automaticamente, permettendoci senza ulteriori complicazioni di rimanere al riparo o di fuoriuscire quel che basta (semplicemente puntando) per aprire il fuoco sul nemico.
Si comincia ad intravedere, in questa prima fase, anche una maggior dinamicità dell’azione. Velocizzando leggermente l’incedere del protagonista, pur mantenendo inalterato il suo barcamenarsi dovuto alla pesantezza dell’arsenale portato in spalla, i programmatori di Guerrilla sono riusciti a donare al titolo un nuovo bilanciamento, in grado forse di accontentare un bacino d’utenza maggiore senza per questo far storcere il naso a nessuno. A lasciarci ancora perplessi, tuttavia, è la precisione dell’hit box che, almeno in questa fase, si dimostra a tratti troppo impreciso. Permane inoltre una spiccata frammentarietà nello sviluppo dell’azione, che vede intercorrere fin troppo spesso lunghe cut-scene, interessanti dal punto di vista narrativo ma ree di spezzare la tensione di gioco e far calare attenzione e concentrazione.
Passando avanti, e superando una fase concitata in cui entrano in scena ingegnosi script atti a rendere più spettacolare la progressione, arriviamo finalmente allo scontro con il MAWLR, che si rivela dal principio molto più spaventoso del previsto. La battaglia con questa sorta di gigantesco “boss” animato in ogni sua parte si sviluppa in varie fasi e dimostra un impatto scenico ed emotivo davvero mai provato prima in uno shooter. Il mech attacca a ripetizione alternando una serie di torrette gatling ad un potentissimo cannone al plasma capace di polverizzare (rigorosamente in tempo reale) le installazioni poste ai suoi piedi. Dalla nostra il W.A.S.P., un avanzato lanciamissili in grado di bloccare un bersaglio e scagliargli contro ben tre testate conteporaneamente, e l’unico punto debole del gargantuesco nemico, un sistema di raffreddamento “a vista” che è costretto a far fuoriuscire dopo ogni serie di attacchi. Sulle prime la battaglia si sviluppa da terra, con il MAWLR impegnato a sgretolare ogni possibile bunker nella zona e noi intenti a mostrarci il meno possibile e colpire velenosamente le sue parti più deboli. Prodotta una sostanziale mole di danni, viste anche le condizioni del campo di battaglia, lo scontro si sposta in cielo, dove i nostri eroi, da tre diverse navicelle, bersaglieranno l’incursore nemico fino a farlo rovinare fragorosamente al suolo. Fine del divertimento; arrivederci al 22 Febbraio.
Lo spettacolo, come abbiamo anticipato, è assoluto a 360°, con un corredo di animazioni fluidissime ed effetti particellari sbalorditivi, in grado di riempire letteralmente la scena e renderla molto più convincente e coinvolgente. La modellazione poligonale, al solito, risulta eccellente e la texturizzazione di ogni superficie assume in questa terza incarnazione una rifinitura davvero convincente. Il team, dal punto di vista artistico, ha fatto di tutto per mantenere lo stile inimitabile del secondo capitolo, aggiungendo a video filtri e grane capaci di portare il giocatore nel bel mezzo di una polverosa guerra per la sopravvivenza. Se aggiungiamo una campionatura sonora di stampo hollywoodiano ecco stagliarsi all’orizzonte il profilo per l’ennesima pietra miliare.

Mi piace se ti muovi!

Il codice in nostro possesso ha permesso, seppur brevemente, di testare anche l'interazione di Sony Move, il controller ufficiale di movimento, con il prodotto Guerrilla. L'esperienza, pur non presentandosi come del tutto rivoluzionaria, è stata in grado di dimostrare come la grande precisione del controller di movimento ideato da Sony possa apportare un cospicuo vantaggio alle meccaniche di uno shooter d'alto livello come questo. Il controllo dell'avatar, così come quello della mira, sono risultati immediati e fluidi, tanto quanto la risposta ai comandi: ottima in qualsiasi situazione. Molto precisa e funzionale (sfruttando il grilleto posteriore) anche la gestione del sistema di copertura, che da sicuramente il meglio di se in questa versione "motoria" della prova. Non migliora, invece, la precisione dell'hit box che, anzi, vista la notevole sensibilità dell'accessorio nella sua configurazione base ne risente leggermente.
Per ora, dunque, l'esperienza ludica si è rivelata più che positiva: indicata sicuramente a chiunque già possegga l'accessorio Sony ma, a nostro avviso, non rivoluzionaria o spettacolare a tal punto da "costringere" a comprarlo "solo per" utilizzarlo con Killzone 3 che, al momento, rende prolificamente anche con un normalissimo Dual Shock 3.

Killzone 3 In soli venti minuti Killzone 3 ha saputo far letteralmente crollare al suolo le nostre mascelle, quand’anche abituati -soprattutto nell’ultimo anno- a vederne delle belle. Guerrilla ci ha mostrato un biglietto da visita fatto di una maggior dinamicità, di una varietà di situazioni esponenzialmente più alta rispetto al passato e di una libertà d’azione davvero appagante. A tutto questo si unisce un’enfatizzazione delle spettacolarità, alla quale viene incontro un comparto tecnico che pare poter nuovamente toccare l’apice di questa generazione. Inutile sottolinearlo: Killzone 3 si fa attendere ogni istante di più!

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