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Provato Motorstorm: Pacific Rift

Il primo impatto con un codice purtroppo incompleto

Provato Motorstorm: Pacific Rift
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  • PS3
  • Pacific Rift, sottotitolo ufficiale del secondo episodio di Motorstorm, sembra stato trascinato al Playstation Day un po' di fretta. Dopo la presentazione ufficiale tenuta sul palco dell'evento dal Game Designer responsabile del prodotto, difatti, lo showfloor presentava quattro postazioni in cui era possibile giocare al nuovo corsistico. Purtroppo la versione che è stato possibile testare era una Pre-Alpha (stato di avanzamento dei lavori: 40%), e la struttura di gioco della demo era dunque ridotta all'osso. Al momento, nonostante la prova diretta, Motorstorm 2 è dunque un titolo che si regge soltanto sulle promesse. Vediamo perchè.

    Motori rombanti

    L'impatto con la demo non è dei migliori. Non è tanto la giustificata povertà della scena grafica, di cui parleremo fra poco, quanto un gameplay davvero esile, a sollevare i malcontenti. Il tracciato presentato per il gioco in split screen contro un avversario umano era ambientato sulle vette di una montagna rocciosa. La Dune Buggy controllata dall'utente attraversava sezioni su suolo arido e altre su manto erboso, all'interno della fitta foresta che sembra dominare l'isola del Pacifico su cui è ambientato il gioco. Sfortunatamente l'alternanza di terreni non aveva alcuna influenza sul comportamento del mezzo, che è apparso dunque facilissimo da guidare lungo le curve tortuose del tracciato. Il sistema di turbo, in tutto e per tutto analogo a quello del predecessore, permetteva di pennellare traiettorie quasi perfette, permettendo di rimediare a qualsiasi sbaglio (recuperando velocità dopo una curva troppo stretta, ad esempio), regalando dunque un'esperienza di gioco troppo “accondiscendente”. Privato del terreno dinamico, lasciato orfano della competitività dei molti avversari, Motorstorm è un racing quasi senza anima. L'unica nota positiva era il design del tracciato, una riedizione di Raingod Mesa, ma con una struttura più ricca di bivi e scorciatoie, salti impossibili sopra la coltre di nuvole che copre le vette della montagna, e ostacoli solidi che di fatto precludono alcuni sentieri alle vetture più ingombranti.
    La situazione migliora non poco nel circuito offerto in prova ad un singolo giocatore, in cui erano presenti alcune delle novità introdotte nel secondo capitolo. Si cita, ad esempio, la presenza della vegetazione dinamica, che ostacolerà le manovre dei veicoli meno pesanti, ma si piegherà letteralmente al passaggio di Tir e Monster Truck (nuovo ingresso nel parco vetture di Motorstorm). La presenza inoltre di pozze d'acqua che rallenteranno i veicoli ma raffredderanno il motore impone con efficacia alcuni "sentieri preferenziali" per certe categorie di vetture (le moto non riescono a superare indenni le pozze più profonde, ad esempio). Purtroppo le sessioni di gioco mostrate durante la presentazione erano davvero misere per poter tratte conclusioni sull'effettiva efficacia delle novità introdotte in Pacific Rift. I 16 tracciati che comporranno l'offerta ludica saranno senza dubbio molto più ricchi di spunti. Inoltre, gli sviluppatori assicurano il ritorno di un terreno dinamicamente influenzato dai passaggi di auto e moto, nonchè la presenza di un più cospicuo numero di elementi interattivi.

    Il livello tecnico della Demo (e degli spezzoni filmati proiettati e commentati dal Game Designer) era massimamente arretrato. La texturizzazione era ancora scarsa (nessuna mappa superficiale o effetto di riflessione), i filtri e gli effetti applicati all'immagine praticamente assenti o male implementati, e il dinamismo visivo che ha caratterizzato il primo episodio (macchine che si sporcano gradualmente, elementi che invadono il tracciato) del tutto latitante. Problemi di fluidità e di pop in corredavano un quadro su cui è impossibile trarre conclusioni, per l'evidente stato provvisorio dei lavori di produzione.

    Motorstorm Pacific Rift La demo di Motorstorm, purtroppo, ha evidenziato soltanto uno stato di sviluppo davvero arretrato. Nella visione del team di sviluppo, il gioco parte dalle premesse del suo predecessore ed introduce una nuova, devastante classe di veicoli (i Monster Truck), potenziando poi l'interazione ambientale, le variabili in gioco (aggiungendo acqua e vegetazione), e migliorando il design dei circuiti. Allo stato attuale dei lavori quasi nessuno di questi elementi può essere testato e analizzato a fondo, e persino il comparto grafico, che siamo sicuri raggiungerà livelli apprezzabili, è tanto povero da rendere impossibile una valutazione. Vista la buona qualità del primo titolo, ancora oggi uno dei più giocati in rete, e l'evidente passione del team di sviluppo (che continua a supportare il suo prodotto rilasciando molti contenuti scaricabili), vogliamo dare fiducia a questo prodotto, sperando di vederlo in una veste migliore nei prossimi eventi. Al momento possiamo solo spendere commenti positivi sul design delle piste, che pare davvero molto ricco e interessante, collocato per altro in un'ambientazione decisamente meno avida di spunti: fra paludi, fitte foreste, canyon rocciosi e pianure erbose, Pacific Rift sarà senza dubbio in grado di regalare scorci più piacevoli di quelli del vecchio capitolo.

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