Hands on Mount & Blade: With Fire and Sword

Torna l'RPG-strategico sandbox di Tale Worlds! E lo fa armato di pistole...

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Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Nel 1655 i paesi dell'Est hanno subito tumultuosi conflitti tra le nazioni confinanti. Ambientato nel territorio compreso fra Tallin, Mosca e Varsavia, Mount & Blade: with Fire and Sword è la nuova espansione stand-alone del giocatissimo franchise Paradox Interactive che abbiamo potuto provare in versione demo. Le novità proposte sono, sulla carta, sufficienti a stimolare l'appetito degli innumerevoli appassionati. Una su tutte: le prime armi da fuoco.

Il mestiere delle armi

Fu un'epoca di passaggio quella di metà seicento. L'acciaio stava per lasciare il passo alla polvere da sparo, ma moltissime battaglie venivano ancora combattute con cappa e spada. Il nuovo capitolo della fortunata serie Paradox entra quindi nel XVII secolo, "storicizzandosi" e raffinando alcune meccaniche di gioco. Molto impegno è stato posto innanzitutto sulla nuova campagna single-player che descrive le colluttazioni politiche e belliche di metà secolo intercorse tra i paesi del Nord-Est europeo, patria dei Tale Worlds. Avviando la demo, che ci ha permesso di giocare solo i primi sette livelli del personaggio creato ex-novo, notiamo che è scomparsa l'introduzione in stile RPG testuale a scelte multiple che caratterizzava il charachter creator di Warband. Tra le nuove statistiche spiccano ovviamente la Skill Grenade Throwing e la Proficiency Firearms che ci siamo premurati di maxare fin da subito. Dopo il breve tutorial introduttivo arriviamo finalmente alla nuova mappa di gioco. Di dimensioni leggermente inferiori rispetto a quelle del regno di Calradia, le cinque nuove fazioni (dallo Zarato russo al Regno di Svezia) si sviluppano in modo non lineare sul territorio, con città anche molto separate l'una dall'altra pur facenti parte dello stesso protettorato. Inoltre, essendo le distanze più corte, abbiamo notato un decisivo aumento delle azioni degli NPC in gioco che fin dai primi giorni si arrabatteranno in innumerevoli assedi e conflitti a cui inizialmente è caldamente sconsigliato prender parte date le dimensioni degli eserciti in campo. In questo senso l'IA sembra essere stata notevolmente raffinata e sarà davvero arduo scegliere il momento adatto per cominciare concretamente un progetto di conquista indipendente o appoggiato da una delle fazioni. L'impianto totalmente sandbox del titolo è rimasto inalterato e migliorato dall'aggiunta di una serie di quest legate a una trama principale che ci accompagnerà durante l'intero arco della partita. Forniteci solo sotto determinate condizioni di reputazione e onore dai vari Lord, Khan e Zar, le quest legate al conflitto storico di metà seicento mantengono una struttura totalmente aperta e contribuiscono notevolmente ad aumentare l'immersione generale, fornendo un contesto credibile anche alle usuali quest dei Mayor (i vecchi Guild Master) e dei Village Elders. I compiti della nuova tipologia di quest spaziano dall'aiutare un Warlord in un assedio, a rifornirlo con armi e vettovaglie, passando per l'invio di missive riservate. Come da tradizione, l'esito delle quest sarà coerente con le azioni intraprese. Non riuscire in un compito assegnatoci non provocherà il "game over" ma scatenerà l'ira di un certo Lord, avvicinandoci alle grazie di un suo avversario, alterando il peso politico che la nostra compagnia e, più avanti, il nostro Regno avrà nel gioco. Citiamo infine la possibilità di importare il personaggio di Warband direttamente in With Fire and Sword, ma non sappiamo cosa questo comporti dato che, pur presente, l'opzione non era cliccabile.

Polvere da sparo

Le battaglie assomigliano a quanto abbiamo visto negli altri titoli della serie, con l'aggiunta non banale delle armi da fuoco. Queste saranno essenziali per la riuscita delle nostre scorribande data la loro estrema efficacia anche contro soldati ben corazzati, bilanciata da una mira davvero ardua da prendere -molto più ardua che per gli archi- soprattutto se usate in sella. Essenziale in questo caso risulta una preparazione tattica del proprio esercito prima e durante i combattimenti, tramite l'ordine di schieramento, equipaggiamento e infine gli ordini impartiti sul campo ai vari gruppi come fanteria e cavalleria. I tempi di caricamento di pistole e moschetti sono piuttosto lunghi, e sarà raro poter sparare più di qualche colpo per combattimento, almeno inizialmente. In sostanza la nuova classe di armi, le bocche da fuoco, ci è sembrata molto ben bilanciata per utilizzo e efficacia rispetto alle armi bianche e agli archi. Un discorso a parte meritano le granate. Dotate di una skill apposita (che sostituisce in toto la vecchia Throwing), nonchè costosissime, queste risultano davvero potenti ed efficaci, posto che non coinvolgiate i vostri stessi soldati. Forse avremmo voluto un'efficacia minore, ma è presto per pronunciarci dato il tempo limitato concessoci nella demo e la relativa difficoltà nel reperirle e utilizzarle.

In ultima analisi citiamo solo alcune feature del gioco finale che non abbiamo potuto provare direttamente dati i soli 30 giorni in-game disponibili e l'assenza del multiplayer. Le meccaniche di assedio sono state migliorate con nuove tattiche come l'avvelenamento dei pozzi d'acqua, la possibilità di creare grosse brecce nelle mura e di corrompere gli ufficiali nemici tramite il vil denaro. La campagna single-player garantirà diversi finali e sebbene i programmatori non siano stati chiari in proposito, presumiamo che si riferiscano allo svolgimento delle quest storiche open ended già citate. La modalità multiplayer, infine, vede ben 7 nuove mappe, per un totale di 15 mappe ufficiali, nonchè l'introduzione della modalità Capitano in cui 16 giocatori contemporaneamente comanderanno una propria warband ciascuno.

Il comparto tecnico di With Fire and Sword è stato migliorato essenzialmente in due aspetti: ombre e volti. Niente di veramente nuovo sotto il sole quindi, anche se fa piacere constatare l'impegno dei Tale Worlds nell'aggiornare pian piano la loro creatura anche sotto il comparto tecnico. Tuttavia avremmo sinceramente voluto vedere decisamente di più dal punto di vista delle texture e delle animazioni dati anche gli enormi sforzi della community di modders in questo senso. Un'ulteriore perplessità è suscitata dalla stessa mappa di gioco singleplayer. Se da una parte ricostruisce abbastanza fedelmente le regioni interessate, cercando di mantenere a tutti i costi uno stile realistico (sorvolando sul fatto che da Varsavia a Mosca ci si impiegano due giorni di viaggio a cavallo e senza punti in Pathfinding), dall'altra risulta molto monotona non disponendo di differenze meramente estetiche ma quanto mai gradite come deserti e montagne. Tutto rimane una continua pianura, frammentata da qualche fiume, e se sulla mappa del regno questa potrebbe essere definita una piccolezza, lo stesso non si può dire per le mappe di combattimento dato che mancano le steppe e i deserti.

Mount & Blade: With Fire and Sword With Fire and Sword arriverà in digital delivery e in versione scatolata il 3 Giugno prossimo ad un prezzo budget confermato di 20 dollari. Le premesse sono molto interessanti data l'introduzione di una corposa story-line open ended che arricchisce notevolmente una meccanica di gioco di successo. Accompagnata da una rinfrescata al modello di combattimento, data l'introduzione già ben bilanciata delle armi da fuoco, le nuova espansione stand-alone della serie lascia ben sperare, nonostante alcuni dubbi sollevati sul comparto tecnico e su alcuni aspetti del gameplay e, non da ultimo, il futuro incerto del modding. Ma come di consueto, è ancora presto per tirare le somme e vi lasciamo in attesa della recensione, cavalcando tra Riga e Tallin mentre pensiamo di tradire il Lord per conto del quale viaggiamo. Solo a noi starà decidere se farlo o meno, e vedere se i nostri calcoli porteranno ad esiti propizi per i nostri piani di conquista futuri. Questo è il vero sandbox! Questa è vera libertà d'azione!

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