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E3 2010

Hands on NBA Elite 11

L'NBA di Ea Sports reinventa se stesso

hands on NBA Elite 11
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPhone
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Con l’estate ufficialmente al via si avvicina sempre di più il fatidico periodo che da Luglio (Tiger Woods) ad Ottobre (FIFA) vede la distribuzione di tutti i titoli sportivi targati Electronic Arts, che ogni anno fanno felici milioni di videogiocatori.
Tra i tanti siamo oggi qui per parlare di NBA Elite 11, vero e proprio reboot della serie NBA Live sulle orme di quello che è stato diversi anni fa FIFA 07.
Durante l’evento pre-E3 tenutosi al quartier generale EA di Vancouver abbiamo avuto modo di entrare maggiormente nel dettaglio della produzione, provandone con mano una versione decisamente embrionale focalizzata perlopiù sul nuovo sistema di controllo.
La demo, infatti, permetteva solamente un 1 vs. 1 ad un solo canestro, in una palestra completamente vuota.

Skill Stick

NBA Elite 11 pare intraprendere la via portata completamente a compimento solo quest’anno dal franchise NHL, implementando cioè un sistema di controllo che sfrutti pienamente le funzionalità analogiche degli stick presenti sul gamepad.
Parallelamente è stato svolto un lavoro rigoroso per rivedere il comparto animazioni eliminando dall’azione tutti gli script (vedi terzo tempo) e trasformare ogni giocata in un’insieme di movimenti in tempo reale completamente controllabili dal giocatore.
Alla stregua della simulazione hockey-istica anche in NBA Elite 11 lo stick sinistro controllerà il movimento dell’atleta digitale mentre quello destro le sue mani e le sue braccia.
Questo significa che a diverse rotazioni/movimenti dello stick destro corrisponderanno altrettanti gesti tecnici del cestista a schermo: un veloce movimento diagonale dall’alto verso il basso, ad esempio, produrrà il proverbiale palleggio incrociato, così come una mezza rotazione verso il basso un palleggio dietro la schiena.
Tutte queste azioni potranno essere combinate in complesse stringhe alle quali potremo aggiungere i movimenti del corpo (lo step back, ad esempio, premendo velocemente indietro lo stick sinistro) per creare efficaci diversivi ed imbastire azioni totalmente personalizzate.
Le stesse conclusioni verranno gestite dallo stick, con algoritmi in grado di calcolare inerzia e posizione del giocatore per decidere -quando vicini a canestro- se la palla sarà gentilmente accompagnata al tabellone con un terzo tempo o violentemente infilata a canestro mediante brutale schiacciata.
Molte varianti intercorrono in questi stessi casi con la possibilità, ad esempio, di cambiare mano in aria per proteggersi con il ferro dall’eventuale aiuto del lungo, o di variare schiacciata per renderne più spettacolare l’esecuzione.
Parimenti gestito il tiro in sospensione (premendo in avanti lo stick destro) che s’infarcisce quest’anno di importanti novità: al di là del considerare -finalmente- la qualità del rilascio il sistema ci permetterà di forzare volutamente potenza e direzione per effettuare manualmente un tiro appoggiato al vetro in pieno stile Tim Duncan.
Anche la fase difensiva sarà interamente legata all’utilizzo dello stick: un movimento veloce verso il basso consentirà di tentare la rubata, viceversa spostando la levetta verso l’alto l’atleta salterà per la stoppata; sarà inoltre possibile coprire le traiettorie di passaggio allargando le braccia con movimenti a destra e a sinistra dello stesso stick.
Naturalmente i front button non saranno completamente abbandonati ma utilizzati per passaggi, per lo sprint, per la gestione degli schemi e molto altro ancora.
La prova con mano ha mostrato sul campo l’efficacia del sistema, nello specifico la completa possibilità di personalizzazione delle movenze sul campo; una rivoluzione che, tuttavia, non ci sentiamo ancora di definire completa in quanto, oltre ad aver visto veramente troppo poco, si sono sollevate in noi alcune perplessità.
La più importante è sicuramente legata alle animazioni e alla fisica della palla, in questa build rimaste invariate rispetto ad NBA Live 10 o 09. Le prime, sebbene slegate da qualsiasi script, risultano ancora leggermente macchinose e “plasticose” nonostante i modelli poligonali -a nostro avviso ancora non perfettamente proporzionati- risultino decisamente più solidi e convincenti rispetto al passato.
Ancor meno convincente la fisica della palla, con i soliti problemi di mancanza di pesantezza specialmente nei rimbalzi “a vuoto” sul parquet e sui ferri, anch’essi (come la retina) rimasti identici alle passate edizioni e privi dunque di effetti fisici completamente credibili.

NBA Elite 11 NBA Elite 11, per quel che abbiamo potuto vedere, pare possa segnare il punto di partenza (ma certamente non di arrivo) per una concreta rivoluzione atta a trasformare il franchise in una sorta di FIFA del basket, aspetto non certo facile vista l’assidua attività di miglioramento della concorrenza. La prova con mano ha confermato la bontà e del nuovo sistema di controllo, che potrebbe essere un passo avanti decisivo nel simulare le situazioni cestistiche reali, ed ha lasciato dubbi legati -supponiamo- soltanto all’arretratezza del codice a noi presentato. Conoscendo il modus operandi certosino di EA Sports possiamo dire insomma che ci aspetta -magari non subito- un’altra dinastia vincente da tenere d’occhio sin dal principio.

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