E3 2009

Provato Need for Speed: NITRO

Provato all'evento Pre-E3 di EA

Provato Need for Speed: NITRO
Articolo a cura di
Disponibile per
  • DS
  • Wii
  • Provato in quel di Londra, durante l’evento pre-E3 di EA, Need for Speed Nitro sembra già sgommare in vista del prossimo rush natalizio.
    Piede pesante allora sul pedale della personalità. Della caratterizzazione. Dell’estetica. Basta dare una rapida occhiata al trailer ufficiale per trarne le prime considerazioni. Nitro come emblema dell’esagerazione, in pieno stile NfS, ma con un pizzico di cartoon-style a guarnire un piatto già caratteristico, che sorpassa in scioltezza il ricordo delle conversioni raffazzonate e maldestre ospitate spesso da Nintendo Wii.
    La via perseguita, come al solito, è quella dell’immediatezza, illuminata da una meccanica di gioco sì rarefatta ed accessibile, ma non per questo meno soddisfacente. Soprattutto quando spilluzzica come in questo caso da gameplay seminali: riecheggiano quindi le lezioni di Out Run e Ridge Racer sull’uso della derapata, così come i suggerimenti bisbigliati da Burnout sulla gestione vitale del turbo. Un ripasso spassoso dei principi arcade applicati al peculiare sistema di controllo della piattaforma Nintendo, senza però farsi mancare qualche venatura davvero originale.
    Siete pronti a colorare il mondo, bruciando l’asfalto?

    Sebbene siano diversi i mesi a separarci dalla release (settembre), ossatura, controlli e divertimento profuso contribuiscono a creare un’esperienza già appagante. La filosofia arcade della saga viene qui portata agli estremi, con un gameplay che poggia quasi per intero sulla pennellatura di derapate controllate atte a rifocillare la barra della nitro. Nitro chiaramente da liberare al momento opportuno per sverniciare i piloti avversari. Tutto qui. Semplice, immediato e dannatamente divertente. Anche perché l’unica pista che abbiamo testato (inscenata tra le strade di Dubai, una delle cinque città opzionabili) era un piccolo turbinio di saliscendi mozzafiato, bivi e scorciatoie. Ovviamente il senso di libertà non è paragonabile alle strutture open world modello Burnout Paradise, tuttavia piccole variazioni sul tema del circuito chiuso non sono mancate.
    Non giudicabili le routine che governavano le altre auto: i portavoce di EA hanno comunque ribadito la volontà di tenere alta la sfida approntando algoritmi reattivi e cattivelli, giocherellando anche col famoso “effetto elastico” (ergo, le auto avversarie aliteranno sul collo del giocatore per l’intera durata della gara). Immancabile all’appello la presenza della polizia: numero e aggressività delle pattuglie sono correlati al comportamento del giocatore durante la corsa. Non sono al momento chiare le sfaccettature dei diversi gradi di allerta (stile GTA) attivabili: ciò che invece è emerso in modo imbarazzante è l’assoluta determinazione delle forza dell’ordine, il cui repertorio non è privo di posti di blocco, sportellate assortire e tamponamenti assassini.
    I danni, oltre alle consuete diramazioni estetiche (deformazione delle lamiere, accentuata al punto giusto), interessano anche le performance del mezzo, rendendolo via via meno scattante e rispondente ai comandi. Entrano qui in gioco i vari power up disseminati nel percorso, utilizzabili tramite la croce direzionale: uno di questi -l’unico già attivo nel codice testato- funge di fatto da “chiave inglese” per ripristinare la funzionalità del bolide a quattro ruote.
    Il sistema di controllo apre la porta a tutte le configurazioni previste dalla piattaforma: dal pad di Gamecube al controller classico, e dal volante di Mario Kart alla canonica combo Wiimote/Nunchuk. Accordiamo la nostra preferenza a quest’ultima soluzione, naturalmente.
    Sul fronte modalità di gioco, scontata la presenza di una corposa carriera, e poi drift e drag race e time attack. Silenzio di tomba sul multiplayer, prevedente al momento il ritorno del sempreverde split screen (fino a 4 giocatori).

    Nonostante città e modelli delle vetture si ispirino alle rispettive controparti reali (la Dodge Charger provata era effettivamente riconoscibilissima), Need For Speed Nitro spicca soprattutto per una caratterizzazione grafica peculiare e abbondantemente sopra le righe. Le vetture sono ricche di particolari e di sottolineature estetiche in grado di renderle nel contempo fumettose ed accattivanti.
    Il completissimo editor consente poi la radicale personalizzazione delle livree, sebbene in fiera sia stato possibile solo deciderne colore e motivo centrale. Motivo che una volta agguantata la testa della corsa, va ad imbrattare sotto forma di graffiti l’ambiente circostante, omologando così il circuito ai colori del leader della corsa. La colorazione delle strutture che contornano il tracciato è di assoluto impatto, benché parlare di mero effetto scenico risulti improprio. La valutazione del pilota passa anche dalla porzione di percorso personalizzata. In che modo questo giudizio possa influire sulle dinamiche di gioco è un mistero che solo l’E3 potrà rivelare.
    In accordo con quanto sentenziato in fiera dagli sviluppatori, il comparto grafico necessita di alcune rifiniture, soprattutto sul fronte texture. Ottima invece la gestione poligonale: tracciati e vetture paiono sapientemente modellati e incorniciati in un ambiente aggrappato ai 60 fps. La sensazione di velocità è strabiliante. C’è anche da dire che nel codice provato il traffico cittadino era pressoché inesistente, fattore che sicuramente ha alleggerito l’onere del motore grafico. Nondimeno, le premesse rimangono incoraggianti, soprattutto dopo aver testato la robustezza dello split screen.

    Need for Speed: NITRO Need For Speed Nitro è un progetto nuovo, autentico e pensato appositamente per la console Nintendo. Cosmesi sbarazzina e impianto di gioco immediato sono due biglietti da visita importanti, soprattutto in termini ricreativi. Alcuni punti sono tuttora da sondare per bene. IA avversaria, modalità di gioco, multiplayer (online?), mentre altri solleticano con forza la nostra fantasia (gestione e valore dei graffiti, per esempio). Un’opera a tratti coraggiosa, che rompe con un passato vessato da conversioni anonime. Appuntamento all’E3 per una prova su strada più approfondita.

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