E3 2010

Hands on PES 2011

Il calcistico Konami viene presentato all'E3 2010

hands on PES 2011
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps2
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • Pc
  • Psp
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Solitamente la presentazione ufficiale del calcistico targato Konami, quel Pro Evolution Soccer che, nonostante gli inciampi degli ultimi anni, fa registrare assurdi volumi di vendita, avviene in occasione della Gamescon di Colonia. Probabilmente infiammati a causa del mondiale in corso, o incentivati dalle mosse commerciali di FIFA 11 (che già da qualche mese popola la rete con interessanti informazioni), gli sviluppatori di PES 2011 hanno deciso di anticipare i tempi e organizzare una presentazione privata all'E3 losangelino. Il team di Seabass, pur non concedendo agli utenti una demo giocabile sullo showfloor (troppo bassa la percentuale di completamento), ha dunque spiegato a noi giornalisti le principali innovazioni del prossimo capitolo. Riuscirà PES a riprendersi il trono perduto?

Gameplay

Come saprete, quello che distanzia il calcistico Konami dalla serie regina di Electronic Arts, è l'approccio più disimpegnato alle partite. Alla simulatività estrema di FIFA, Pes risponde con un gameplay ibrido, che si trascina dietro impostazioni e paradigmi venuti dalla scorsa generazione, in cui immediatezza del sistema di controllo e reattività erano gli ingredienti giusti per un'esperienza adrenalinica. PES 2011 non sconfessa questa impostazione, ma cerca di introdurre gradualmente qualche novità su tutti i fronti, in modo che il gioco appaia in qualche modo meno costretto e più verosimile. Ancora siamo lontani dal realismo a 360 gradi di FIFA, ma delle piccole “iniezioni” di simulatività sono ben visibili per quel che riguarda le implementazioni inedite.
Alcune di queste si scoprono assolutamente ben mescolate con l'impianto pregresso. Basti l'esempio della barra della potenza, che adesso appare direttamente sotto i piedi del giocatore, invece che nell'angolo dello schermo. Diversamente dai vecchi capitoli, modulare la forza del tiro è decisamente più facile, dal momento che il range è stato allargato e la rapidità di crescita dell'indicatore è lievemente ridotta. Diversificare le proprie giocate, dunque, scegliendo fra un colpo di piatto ben direzionato o una cannonata scagliata col collo del piede, regala una buona varietà ai colpi di testa dei fantasisti e delle punte. L'introduzione è davvero apprezzabile, e per prendere confidenza con la nuova sensibilità bastano appena pochi minuti.
Rivisto totalmente anche il sistema di passaggi. Con rapidi tocchi sull'analogico al momento del passaggio, è possibile variarne leggermente la direzione. Si può far arrivare la palla sul piede destro o sinistro del compagno, così da costruire l'azione con più consapevolezza. Dal centrocampo, si può dunque optare per una traiettoria in direzione della zona centrale del campo, così da preparare l'attaccante al tiro o all'inserimento diretto, oppure mantenere il pallone all'esterno, magari per tentare l'uno-due ed il conseguente scatto sulla fascia. Premendo la giusta direzione sull'analogico è possibile seguire anche un passaggio dalla parabola più accentuata, così da spianare la strada per un colpo di testa o da saltare eventuali difensori attaccati all'uomo. Alla prova dei fatti, tuttavia, questo sistema si rivela lievemente macchinoso, ancora “ingessato” e non sempre reattivo. Ribadiamo che l'intenzione di PES non è quella di inseguire la libertà estrema del rivale, ma dopo i passaggi liberi di Fifa non è semplice accettare così tanti compromessi. Ne guadagna comunque la varietà di gioco, anche se il team deve rifinire al meglio questo sistema, se vuole che gli utenti si sentano davvero liberi di innescare azioni ben concertate di cui hanno il pieno controllo.
Notevoli i progressi fatti nell'ambito della fisica della palla e del ritmo della partita: soprattutto nel secondo caso, agendo con coscienza nel menù delle opzioni, è possibile ridurre drasticamente la velocità assurda e irrealistica che invece caratterizzava il vecchio capitolo.
Qualche impulso in più anche sul versante della personalità dei giocatori. I fuoriclasse delle squadre più famose dimostrano doti di controllo palla e sprint fuori dal comune, calamitando di fatto molti dei palloni. L'utente deve quindi impostare la propria tattica tenendo conto di queste variabili, e gli schemi di gioco si adattano di conseguenza.
Rivisti totalmente anche il sistema difensivo e quello di finte. Per quel che riguarda il primo, è ora possibile mantenere premuto il tasto del pressing, spostando il difensore con l'analogico e seguendo direttamente l'avversario con la palla ai piedi. Invertendo rapidamente la direzione si può dunque entrare in scivolata. Purtroppo il sistema non ottiene i risultati sperati: da una parte costringe ad una difesa comunque passiva, in cui è sufficiente tenere premuto un tasto per limitare le pretese offensive degli avversari, dall'altra limita fortemente la fantasia nella costruzione di una difesa personale. Inoltre, il numero esagerato di scivolate a cui abbiamo assistito durante le partite non rispecchia affatto quanto accade in un match reale, e la gestione del tackle è decisamente meno intuitiva, affidata ad un movimento rapido dell'analogico.
Assolutamente poco intuitivo è anche il sistema di finte. Correndo troppo dietro al rivale, Pes ha finito per scimmiottare in maniera un po' impacciata l'abbondanza di “giochi di classe” che è possibile eseguire in FIFA. Anche nel calcistico Konami sono stati implementati dribbling, finte di corpo e rapidi movimenti da fuoriclasse, ma la complessità richiesta nell'eseguirli e la possibilità di combinarli in sequenza per ottenere progressivamente più probabilità di saltare l'avversario destano più di un dubbio. PES rischia infatti di perdere d'immediatezza (quella che invece gli servirebbe) e di mettere in scena assurdità calcistiche degne della migliore pubblicità della Nike. Le idee di Seabass, insomma, non funzionano tutte alla perfezione. Alcune rallegrano e ravvivano il gioco, offrendo varietà e spunti tattici, altre si scontrano invece con un'implementazione discutibile dei comandi o con ostacoli concettuali che ci auguriamo vengano superati da qui alla data d'uscita.

Tecnica e Modalità

Il vero progresso PES lo dimostra per quel che riguarda il comparto tecnico. Anche su questo frangente non è difficile riconoscere la superiorità del rivale, che mette in piedi uno spettacolo coreografico di prim'ordine, con stadi davvero vivi e vitali, scenografie indimenticabili e scorci bellissimi. Eppure, PES mostra le unghie quando si tratta di modellazione poligonale dei giocatori, che adesso appaiono fedelissimi alle controparti reali e decisamente meglio realizzati. La fluidità è garantita, ed un grosso boost alla qualità visiva arriva dal comparto animazioni, completamente rivisto e finalmente dotato di una propria personalità. La build, completa al 60%, aveva già le carte in regola per non sfigurare, siamo quindi curiosi di vedere i progressi del titolo già a Colonia, consapevoli che almeno questa edizione raggiungerà gli scaffali in buona forma tecnica. Un peccato per alcune incertezze nel framerate dei replay, e per qualche scatto che ancora si nota nel corso delle partite.
Qualche domanda agli sviluppatori, che avremo occasione di approfondire nel corso di una videointervista, ci ha permesso di scoprire la presenza di nuove modalità, nuovi campionati, ed ha confermato il ritorno in grande stile della Master League. Proprio quest'ultima, vera e propria “firma” del calcistico Konami, verrà integrata con alcune funzionalità online (anche se non sappiamo ancora quali): ci viene in mente un sistema simile alla Live Season del rivale, o una sorta di LeaderBoard. Speriamo che i futuri incontri con il producer sappiano far luce su questa interessantissima opzione.

Pro Evolution Soccer 2011 Pro Evolution Soccer fa di tutto per recuperare il trono. Si agita e si anima di nuove possibilità, mentre il team lavora sodo per rivedere il sistema di passaggi, le possibilità difensive (pressing) e offensive (finte). Il sistema di lavoro dei giapponesi sembra però andare un po' alla cieca, senza ascoltare i feedback delle community e dei videoplayer. Alcune introduzioni sono davvero interessanti, come la rivista sensibilità dei tiri ed il sistema di passaggi direzionabili, altre risultano invece troppo macchinose o troppo poco realistiche per essere promosse senza riserve (vedi il sistema di finte e tocchi di classe). Ci sono ancora molti mesi per affinare sistema di controllo e integrare meglio queste introduzioni nella struttura precedente. Per il momento ci limitiamo a registrare la buona volontà del team, la qualità del lavoro tecnico, e l'eccezionale mole di modalità e campionati promessi da Seabass e compagni.

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