GCom13

Hands on PES 2014

Piccoli passi avanti per un PES che cresce

hands on PES 2014
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • Psp
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La Gamescom di quest'anno non è solo manifestazione nel corso della quale saggiare con mano la bontà di nuove produzioni, ma è anche, e soprattutto, occasione per testare il polso ai titoli in arrivo nel corso dell'autunno. Tra i più attesi, non poteva mancare una nostra prova di Pro Evolution Soccer 2014, che si avvicina alla release a passi sempre più decisi.
Forte di un motore grafico totalmente rinnovato e della solita gestione minuziosa delle routine comportamentali, PES 2014 dimostra il suo valore anche a Colonia, aggiungendo qualche compagine extra per testare una build leggermente più avanzata dell'ultima pervenuta anche in redazione.

Avanzamento lento e costante

Inutile girarci attorno dopo averlo ribadito in ogni prova ed anteprima. Il "vero motore" di PES 2014 (e scusate il gioco di parole) è il FOX Engine. Ogni aspetto della manovra sembra ruotargli attorno in maniera perfettamente corale, e non ci stupiremmo se le rinnovate routine fisiche avessero più in là anche un impatto decisivo sulle tattiche da imbastire sul terreno di gioco. Questa build non ha aperto troppi spazi ai tecnicismi da neo-diplomati all'accademia di Coverciano, lasciando per ora sopiti i vari Zeman, Lippi e Sacchi che si nascondono in ognuno di noi. Non siamo ancora stati in grado di testare a fondo e con efficacia le nuove possibilità del Teamplay, che promette di trasformare i match tra i più esperti "PES-sari" in vere e proprie partite a scacchi, nelle quali una sola mossa errata può condurre alla disfatta.
La base del nostro test è stata ancora una volta gameplay puro e semplice: sfida uno contro uno con la CPU per verificare i veri miglioramenti strutturali di questo episodio 2014. Rifacendoci proprio al FOX Engine il primo passo avanti, ed uno tra i più importanti in assoluto, riguarda le dinamiche di battaglia per il possesso della palla e di contrasto. Grazie alle potenzialità del nuovo motore non avremo mai più a che fare con fantasmi capaci di compenetrarsi l'un l'altro in continuazione, nel poco convincente balletto del "chi ruba palla per primo".
In PES 2014 la stazza fisica conta come non mai, e d'altro canto anche l'agilità. Nuove animazioni e routine fisiche esponenzialmente migliorate mostrano le punte centrali alla Ibrahimovic fungere efficacemente da solide sponde per i compagni, e le "pulci" come Messi andar via con maggior scioltezza in dribbling. Tutte possibilità concretizzate non solo da un maggior "peso" dei calciatori stessi ma anche da vere e proprie novità in termini di gestione della palla. Finalmente implementata in questa build e presente a livello tangibile, la facoltà di gestire corpo e pallone separatamente, che toglie i nostri atleti dall'impiccio di molti dei binari del passato (seppur alcuni, in sporadiche situazioni, permangano), offrendoci allo stesso tempo nuovi spazi d'azione. La fantasia dei numeri dieci, a quanto abbiamo potuto saggiare, non verrà più relegata solo e soltanto a combinazioni di tasti o movimenti astrusi dello (o degli) stick, ma, a seconda della situazione e del calciatore, lasciata con sempre più semplicità nelle mani del videoplayer.

Le situazioni di gioco si fanno così molto più varie ed imprevedibili, dandoci la possibilità di sfruttare ancor meglio l'ampiezza del campo: uno dei maggiori pregi che da anni si riconoscono a Pro Evolution Soccer, anche nelle edizioni più criticate. Rimane inalterata, inoltre, la velocità di manovra, come sempre tarata verso il basso. Che si tratti di Santos, nazionale tedesca o Bayern Monaco, sarà difficile imporsi tramite repentine sfuriate da una parte all'atra del campo, indipendentemente dalla condizione avversaria. E in questo il team guidato quest'anno da Kei Masuda dimostra ancora una volta di essere maestro. L'intelligenza artificiale della CPU "nipponica" dimostra ottimi spunti, anche a questo livello dello sviluppo. Le diagonali difensive di chiusura sono perfette e i movimenti in generale convincono, obbligando il giocatore a ragionare, tornare sui suoi passi e far girare la palla fino a trovare il varco giusto. Una filosofia che si rifà ad un modello calcistico forse meno spumeggiante ma, per chi ama questo sport fin da bambino, assolutamente irrinunciabile.
Ad onor del vero, parlando di IA, non abbiamo ancora potuto raffrontare le migliorie legate al Player ID, ed in questa build le differenze d'impostazione si vedono poco. Troppo poco per valutarne consistenza ed attinenza alla realtà. Ultimi punti da toccare, in questo settore, sono portieri ed arbitraggio, decisamente migliorati in questa versione. Uscite sconclusionate, mancate coperture durante i corner e via discorrendo sono quasi sempre un ricordo, dandoci sempre più la dimensione di un simulatore calcistico consistente a trecentossessanta gradi. Più problematica, invece, la gestione arbitrale della gara. Oltre a cartellini estratti in maniera un po' troppo rigida, e falli fischiati in percentuale motlo più a favore della CPU, siamo stati testimoni di alcuni bug che verranno certamente risolti al più presto.
Problemini di un codice ancora non raffinatissimo a parte, PES 2014 funziona dannatamente bene. La costruzione della manovra convince e l'impatto del nuovo engine, con tantissime nuove animazioni a corredo, non può che lasciare a bocca aperta. Rispetto alla build provata a Los Angeles, inoltre, dobbiamo sottolineare come Konami si stia dando da fare per limare una problematica intrinseca alle nuove routine fisiche. L'inerzia del calciatori, totalmente rivisita per questo nuovo episodio, ci sembrò esagerata, dando la sensazione di atleti un po' troppo "incollati" al terreno. In questa Gamescom build i movimenti si sono fatti più fluidi e gli atleti più reattivi (anche se non come vorremmo): per i fautori della "sim maxima" potrebbe già essere un buon compromesso; noi crediamo che per raggiungere le grandi platee che PES 2014 merita serva ancora qualche passo verso la mobilità.
Serve, infine, una maggior convinzione in fase di tiro. Se fase difensiva e corale danno in PES il meglio di se, in chiave offensiva siamo ancora lontani dalle brame degli sviluppatori nipponici. In questo senso la build non ha dato spunti confortanti e ci ha ancora offerto conclusioni troppo simili l'una con l'altra e troppo poco diversificate anche in termini di preparazione. Dopo aver migliorato le dinamiche dei colpi di testa, come avevamo precedentemente riportato, Konami deve insomma fare un ultimo sforzo per non rendere vano quanto di buono/ottimo già raggiunto con questo capitolo.
Se tutte le feature annunciate, e le modalità al momento ancora impossibili da provare, manterranno le promesse e sapranno innalzare il livello qualitativo dello scorso anno, PES 2014 potrebbe anche sgambettare il concorrente, togliendogli la palla proprio in procinto del goal decisivo. A questo punto è tutto in mano a Masuda ed al suo staff.

Pro Evolution Soccer 2014 Da “storico” giocatore di PES, chi vi scrive non può che sentirsi sollevato a vedere quest’episodio 2014 riprendere la retta via, pur non negando tutte le conquiste (più o meno digerite dai fan) di questo recente passato. Lo diciamo da tanto tempo, lo speriamo da sempre: PES questa volta è pronto. Se Konami sarà in grado di imbroccare anche le ultime due o tre limature, e correggere qualche problema ancora grossolano, ne vedremo veramente delle belle. Noi siamo fiduciosi, quest’anno più che mai. Voi potete continuare a verificare con i vostri occhi e seguendo le nostre parole, seguendo fino a Settembre (inoltrato) il percorso che ci porterà al lancio di PES sulle pagine di Everyeye.it!

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