Hands on Pokemon Heart Gold / Soul Silver

Si torna a Johto. Provato a qualche settimana dalla release

hands on Pokemon Heart Gold / Soul Silver
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  • DS

Dire che i Pokémon sono il brand ludico più importante del decennio sarebbe fargli un torto. Oltre 197 milioni di copie vendute in tutto il mondo, di cui 137 milioni per la sola serie RPG, trenta titoli all'attivo, su tre console fisse e tre portatili, senza contare l'infinità di spin off a cartoni animati, fumetti e tutti i giocattoli "tradizionali" che, in qualche modo si richiamano alle avventure di Pikachu e soci.

Dai tempi del primo Gameboy la serie principale, inziata con Pokémon Blu e Rosso e arrivata fino al DS, con l'ultima incarnazione Platino (recensita da Everyeye lo scorso anno) ha sempre stupito critica e pubblico per l'incredibile profondità di un gameplay capace di muoversi su più livelli; il ragazzino può giocare senza troppi pensieri, mentre l'appassionato di giochi di ruolo trova nell'allenamento dei Pokémon una sfida degna dei più complessi JRPG classici, dove statistiche, abilità strategica nel comporre la squadra e tattica di battaglia contano in maniera non indifferente. L'aggiunta nelle ultime versioni di una piattaforma online, in cui scambiarsi i Pokémon e combattere contro allenatori provenienti da ogni parte del mondo, ha poi garantito un'ulteriore dimensione di sfida a un fenomeno che sembra non conoscere né crisi né cali di popolarità.
Dopo aver introdotto la quarta generazione dei mostriciattoli tascabili con Diamente, Perla e Platino, Nintendo ha deciso di ascoltare i suoi fan più fedeli, riproponendo, in una versione riveduta e corretta per DS, i due episodi forse più amati su Gameboy, Pokémon Oro e Argento, usciti nel 2000 e ancora oggi in cima alle classifiche di gradimento degli appassionati. I motivi di questo successo decennale sono molti: da una parte Gold e Silver proponevano un'avventura lunghissima, molto più ampia e articolata rispetto a quella di Rosso e Blu, dall'altra tanti piccoli provvedimenti erano stati presi per equilibrare di più il gioco, dosando momenti davvero difficili (come la sfida contro i Super quattro di Johto) con nuovi modelli d'interazione come l'allevamento e l'introduzione dei Pokémon Shiny. Insomma, Nintendo, con questi remake (anche se sarebbe più corretto definirli reboot, per molti motivi, che andremo a spiegare tra poco) s'è lanciata nella difficile impresa di migliorare dei capolavori, pressoché perfetti già nel duemila e ancora molte spanne sopra alla maggior parte dei giochi di ruolo giapponesi usciti negli ultimi anni.

Nel corso dell'evento organizzato da Nintendo per presentare alla stampa HeartGold e SoulSilver (questi i nuovi nomi dei due giochi), abbiamo potuto provare una versione pressoché completa del prodotto, in uscita in contemporanea europea il prossimo 26 Marzo. Come sempre, una volta avviata la console ci apparirà il buon vecchio professor Oak che, una volta terminate le introduzioni di rito, ci chiederà il nostro nome e se vorremo interpretare un ragazzo o una ragazza. Effettuata la scelta, ci troveremo nella nostra solita cameretta e, scendendo al piano di sotto la classica mamma trafelata ci regalerà una nuova borsa, invitandoci contemporaneamente a recarci al laboratorio del Professor Elm. Già dal primo minuto di gioco si nota un'innovazione che farà felici tutti i giocatori di lunga data. Finalmente, dopo quasi quindici anni, non c'è più bisogno di richiamare il menù premendo il tasto Start, ma tutti i nostri oggetti, lo status dei Pokémon e le opzioni di gioco sono facilmente raggiungibili dallo schermo inferiore del nostro DS, in tempo reale. Inutile dire quanto questa tanto banale quanto fondamentale innovazione renda tutto il gioco più fluido e meno macchinoso. Più in generale, comunque, tutta la struttura di gestione dell'inventario e dei Pokémon è stata rifinita, rendendo i vari sottomenu più razionali e coerenti, mentre la classica schermata che ci mostra i nostri amichetti tascabili fornisce molte più informazioni, oltre ai classici punti vita e ai livelli. Naturalmente il tutto è gestibile sia tramite i tasti classici che con il pennino.
Una volta giunti da Elm dovremo scegliere il nostro starter, fra i classici Totodile (acqua), Chicorita (Erba) e Cyndaquil (Fuoco), con una sola, grande differenza rispetto a tutti i giochi precedenti: stavolta il nostro primo compagno d'avventura non se ne starà buono in una Pokeball, ma ci seguirà liberamente, camminando a fianco o dietro di noi, perché il professor Elm ha deciso di studiare le relazioni fra Pokémon e umani. In ogni momento potremo girarci per interagire, scoprendo lo stato d'animo del mostriciattolo. Un Pokémon molto felice infatti combatterà meglio, evolverà con maggiore facilità e sarà, in generale, più semplice da gestire rispetto a uno appena catturato e magari di indole riottosa. Per enfatizzare ancora di più questo inedito aspetto del gioco, Nintendo ha deciso di introdurre una nuova periferica, che sarà venduta in bundle con HeartGold e SoulSilver, chiamata Pokéwalker, una sorta di contapassi a forma di Pokeball che, una volta connesso al DS ci permetterà di caricare uno dei nostri Pokemon per portarlo con noi anche mentre non stiamo giocando. In base ai passi effettuati guadagneremo punti esperienza che, oltre a rendere più veloce l'aumento di livello aumenteranno anche il legame fra l'allenatore e il suo Pokémon preferito. Ma non è finita qui. Avvicinando due Pokéwalker si potranno far interagire i Pokémon al loro interno e ogni giocatore riceverà come ricompensa un oggetto esclusivo da usare nell'avventura. Il Social Networking secondo Nintendo? Approfondiremo meglio il discorso in fase di recensione, dato che, purtroppo, durante l'hands on non abbiamo potuto approfondire le funzioni del Pokéwalker, tuttavia sicuramente il gigante di Kyoto vuole usarlo come cavallo di troia per colpire le tanto odiate R4 Evolution, offrendo un'esperienza di gioco molto più completa e intrigante.

Dal punto di vista tecnico il già ottimo engine di Platino è stato ulteriormente migliorato, i personaggi continuano ad essere sprite bidimensionali, ma la cura riposta nel design degli ambienti e gli effetti d'animazione non fanno rimpiangere troppo la mancanza del 3D reale. Nessuna novità, invece per quanto riguarda le battaglie, sempre a turni e sempre ad animazioni fisse.

Pokemon Heart Gold / Soul Silver Fra tradizione e modernità, Pokémon HeartGold e SoulSilver puntano a riconquistare tutti i ragazzini di dieci anni fa che si persero nelle distese fatate di Johto e Kanto, attirando al tempo stesso le nuove generazioni, affascinate da giocattoli splendidi come il Pokéwalker. Appuntamento tra qualche settimana per la recensione, sempre sulle pagine di Everyeye.

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