E3 2012

Hands on Pro Evolution Soccer 2013

La seconda prova su strada del nuovo capitolo di Pro Evolution Soccer, quali sono le novità di questa edizione?

hands on Pro Evolution Soccer 2013
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps2
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • 3DS
  • PSVita
  • Wii U
  • Pc
  • Psp
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

L'Electronic Entertainment Expo di Los Angeles non è storicamente il posto più indicato per presentare simulazioni calcistiche, tuttavia noi italiani siamo qui anche (se non soprattutto) per questo. In quest'ultima giornata della kermesse, dunque, dopo mille peripezie, siamo finalmente riusciti a mettere le mani su una prima build giocabile di PES 2013 - uno dei titoli sportivi più attesi nella terra a forma di stivale. La versione dimostrativa presentata annoverava solo quattro squadre (Barcellona, Real Madrid, Valencia, Villareal), per una prova molto "spagnoleggiante" ma piuttosto contenuta. E' stata tuttavia sufficiente per mettere in luce molte delle caratteristiche già descritte nella nostra precedente anteprima e tastare quanto messo sul campo dal nuovo duo di producer "succeduti" all'indimenticabile Shingo "Seabass" Takazuka. Un'anticipazione dunque di quel che andremo a vedere più approfonditamente a Colonia e di quanto poi andrà a sperimentare l'utenza tutta ad Ottobre. I primi concetti da sperimentare approcciando PES 2013 e seguendo le varie informazioni trapelate nei mesi precedenti alla kermesse losangelina, riguardavano soprattutto il controllo della palla sul primo tocco e la nuova gestione del possesso nello stretto.

Controllo e spettacolo

La prova, da questo punto di vista, ha mostrato gli ottimi passi avanti rispetto agli episodi precedenti, nonché una piccola parte dell'estro dei "nuovi arrivati" (in realtà responsabili -in un modo o nell'altro- di programmazione e produzione del calcistico nipponico sin dal 2003). La prima novità che abbiamo potuto saggiare con mano sono tutte le possibilità d'azione immediata dopo il controllo della palla, con varianti veramente interessanti soprattutto per quanto riguarda i campioni tecnicamente più dotati. Con la semplice pressione del grilletto destro, unita a movimenti e rotazioni dell'omonimo stick, saremo in grado di controllare a seguire in tantissime maniere diverse - alcune altamente spettacolari. Mentre calciatori del calibro di Sergi Busquets o Sergio Ramos saranno semplicemente in grado di allungarsela con la suola, altri come Messi, Cristiano Ronaldo, Xavi o Iniesta potranno esibirsi in numeri al limite dell'impossibile, come controlli di tacco a seguire, sombreros in acrobazia e chi più ne ha più ne metta. Possibilità che da una parte vanno leggermente a cozzare con quello che è ed è sempre stato il feeling realistico della serie ma dall'altra, considerata anche la difficoltà d'esecuzione, vanno a donare al sistema un pizzico di brio e spettacolarità in più. Tutto il sistema di controllo sul primo tocco va ad intersecarsi con alcune nuove dinamiche legate alla fisica della palla ed alla caratterizzazione dei calciatori sul campo. L'aggancio, infatti, non sarà quasi mai immediato che la palla sia a terra o che sia in aria; l'azione ne guadagnerà in imprevedibilità, andando anche ad inspessirsi grazie alle diverse capacità di controllo ed addomesticamento dei vari giocatori. Tale sistema va chiaramente a limitare i funambolismi di cui sopra, relegandoli -come accennavamo- a mere chicche da utilizzare semplicemente per scherzare l'avversario - nulla che infici la credibilità del gameplay.

La gestione nello "stretto" ed i comandi manuali.

Di pari passo con questa particolare maniera di addomesticare il pallone va l'altrettanto nuova possibilità di gestione della sfera nello stretto, "attivata" dallo stesso grilletto utilizzato per le questioni sopraelencate. In questo caso, e chiaramente solo in possesso della palla, l'atleta assumerà un passo rallentato rispetto al normale, fronteggiando l'avversario. Agendo ancora una volta sulla levetta destra saremo in grado di portare avanti la sfera con la suola, fermarla ed arretrare per "attirare in trappola" l'avversario, e più in generale sfruttare interessanti cambi di ritmo in grado di mettere in difficoltà -se effettuati con il calciatore "giusto"- ogni marcatore. Si aprono in questa maniera nuove ed efficaci possibilità di dribbling nello stretto, che ci hanno mostrato come questo PES possa finalmente segnare un decisivo passo avanti della serie come non accadeva da molto tempo. Da questo punto di vista, specialmente per quanto ci riguarda (ovvero da amanti sfrenati della simulazione a tutti i costi) non possiamo non sottolineare quella che è -a nostro modo di vedere- la più grossa novità della produzione: l'introduzione dei comandi manuali. Sebbene la loro fruizione sia passabile ancora di qualche revisione (per attivare qualsivoglia manualità bisogna mantenere premuto il grilletto sinistro), l'uso ne mostra immediatamente i pregi. Passaggio, tiro e cross beneficiano, nella "modalità manuale" della libertà che l'utenza ha in questi anni sempre richiesto, e consentono soprattutto di effettuare passaggi a corta distanza senza dover sperare nella bontà d'animo della CPU. La manovra, così facendo, risulta non solo molto più ragionata ma anche decisamente più personalizzabile, nella misura in cui avremo seriamente in mano le redini del gioco. Di contro, tornando al vecchio sistema (ovvero non premendo L2/LT ad ogni singolo passaggio/tiro/cross), abbiamo sperimentato i cari vecchi dolori dell'assistenza, con passaggi indirizzati sostanzialmente dove preferiva la CPU, cross semi telecomandati e tiri non sempre alla nostra mercé. Con queste premesse ci è parso fin da ora chiaro che chi vorrà sperimentare nel titolo Konami un calcio realmente impegnativo, intimamente soddisfacente e simulativo al massimo dovrà a tutti costi interiorizzare la novità, facendosi andar bene questo scomodo sistema. Una scelta che ci suona molto "giapponese", ovvero complicata dove invece bastava qualcosa di più semplice come una selezione attraverso le normali opzioni di gioco; è altresì vero che in tal maniera il tipo di controllo potrà essere alternato partita dopo partita, ma alla lunga, per il giocatore esperto che passa le giornate davanti a Pro Evolution Soccer, ne varrà la pena? Non ne siamo assolutamente sicuri.

Una nuova difesa?

Come si era già detto un sede d'anteprima, questo PES 2013 pareva dover implementare -almeno in parte- un sistema difensivo revisionato. Il test di oggi ne ha dimostrato le smussature, mettendo alla luce soprattutto una più credibile gestione dei tackle (sia scivolati che non), resa indispensabile per controbilanciare i cali di ritmo in attacco. Anziché fiondarsi sulla palla in maniera bestiale, l'atleta virtuale, anche alla nostra pressione, agirà con una certa circospezione, cercando di contenere in primis l'inserimento dell'attaccante per poi intervenire in un secondo momento. D'altra parte, con una doppia pressione sullo stesso tasto, potremo decidere di fiondare immediatamente l'avatar sotto il nostro controllo sulla palla rischiando molto di più. In tutto questo, naturalmente, il tempismo giocherà un ruolo fondamentale, ed alla fine dei conti sarà la discriminante vera tra il successo ed il fallimento. Per chiudere il discorso difensivo "puro" non si può non parlare dell'incidenza della forza fisica, incrementata d'un punto o due rispetto allo scorso anno: se ci eravamo oramai abituati a vedere il campo riempirsi di "fantasmi", quest'anno faremo un bel sospiro di sollievo, poiché problematiche del genere verranno limitate pesantemente (seppur non risolte di netto). In fase di contrasto, infatti, piuttosto che compenetrazioni continue, osserveremo spesso lotte spalla a spalla abbastanza convincenti ed una tendenza del difensore a porsi tra la palla e l'attaccante. Non tutte le meccaniche funzionano alla perfezione, ma la voglia di rendere PES sempre più coinvolgente e convincete si vede sin dal primo tocco di palla.

Animazioni non all'altezza, ma il porteriere è migliorato.

Ancora una volta però ci troviamo a non poter tessere le lodi di un motore tecnico che già da alcuni anni avrebbe bisogno di una sincera svecchiata. Lasciando stare per un attimo le questioni puramente estetiche (colori..), che in un sistema diverso da quello casalingo posso sempre venire inficiate da fattori estranei (settaggi...), dobbiamo fare i soliti appunti per quel che concerne il comparto animazioni. Sebbene ci sia stato un incremento nel quantitativo di movenze assegnate e nella fluidità complessiva, il quadro globale non ci ha del tutto convinto, presentando ancora quella macchinosità che non ha permesso alla produzione Konami di svettare in questa generazione. Peccato perché PES 2013 mostra la solita -ottima- realizzazione dei volti, una buonissima riproduzione degli stadi ed una convincente atmosfera di contorno. La build testata merita, infine, un ultima considerazione. L'intelligenza artificiale in Pro Evolution Soccer è stato sempre uno dei fiori all'occhiello - se tralasciamo i portieri; quest'anno pare il team sia riuscito a sistemare anche gli algoritmi legati agli estremi difensori, rendendoli competitivi quanto serve, specialmente in uscita. Qualche papera "strana" l'abbiamo notata, non possiamo negarlo, ma le sensazioni rimangono comunque più che positive. Sempre molto buoni i movimenti di squadra della CPU, in difesa come in attacco. Da questo punto di vista le personalizzazioni non si sono ancora fatte sentire prepotentemente (considerando le sole quattro squadre presenti), lasciando comunque intravedere interessanti potenzialità.

Pro Evolution Soccer 2013 PES 2013 ha mostrato quest'oggi di essere ancora in grado di competere ad alti livelli, soprattutto grazie al nuovo sistema di passaggio manuale, alle dinamiche di controllo della palla e ad alcuni accorgimenti sia in fase offensiva che difensiva che sul lungo periodo si faranno sentire, migliorando l'esperienza ludica. Come al solito, però, non si possono tessere solo lodi di PES, che rimane ancora indietro per quel che concerne il comparto animazioni, migliorato ma ancora non completamente a livello dell'attuale generazione.

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